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Politica

Ecco le pretese «capestro» del PD per l’accordo con i 5 stelle. Prendono quota le elezioni anticipate

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Le condizioni «capestro» che il PD chiede ai cinque stelle saranno difficilmente recepite dal partito Di Maio.

Per questo salgono di nuovo le quotazioni di elezioni anticipate e la trattativa pare in forte salita.

Fare un accordo sulle 4 proposte inderogabili messe sul tavolo da Zingaretti vorrebbe dire smentire se stessi e azzerare oltre un anno di governo.

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Il PD pretende prima del nome del premier un accordo sulla manovra da trenta miliardi.

Poi la seconda condizione è l’abrogazione dei decreti sicurezza di Salvini e la terza è lo stop al taglio dei parlamentari che è diventata una bandiera dopo la crisi di governo. 

A queste tre ne va aggiunta una quarta, fondamentale. Che il premier va deciso insieme e non spetta ai grillini designarlo.

Il PD ha chiesto che nel nuovo esecutivo non siano presenti i ministri dei pentastellati del vecchio governo, compreso Conte.

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È questa la traduzione dei punti del documento approvato dal Pd e i cinque stelle dovranno dare risposta entro stasera sulla disponibilità a discutere quelle che appaiono come richieste di svolta e marcia indietro su punti qualificanti.

Pretese, quelle del Pd, che difficilmente saranno accolte dal partito di Grillo, che in caso di accordo sarebbe praticamente estinto e diventerebbe lo zerbino di Zingaretti, Boschi e Renzi.

L’idea è anche che Zingaretti in caso di insuccesso delle trattative incolpi del fallimento i grillini per riportare i militanti persi all’interno del suo partito. Per il movimento cinque stelle in preda ad una grande emorragia di voti rimangono poche vie di uscita oltre il voto.

Un movimento prima prosciugato dei votanti di destra che sono andati con Salvini, ora depredato da quelli di sinistra pronti a  far le valige per tornare nel loro alveo originale. 

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Politica

La figuraccia di FB con CasaPound, Castaldini: “Oggi chiude il tribunale politico della multinazionale”

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Sulla storica vittoria della battaglia legale che dall’inizio di settembre vede CasaPound schierata contro Facebook per la riacquisizione dei propri diritti e della propria dignità sul social network, interviene anche il coordinatore provinciale del movimento Filippo Castaldini.

In seguito al ricorso presentato dall’associazione, oggi il tribunale Civile di Roma, attraverso la sentenza del giudice Stefania Garrisi, ha infatti ordinato al social di Zuckerberg la riattivazione della pagina ufficiale.

A questo proposito Castaldini scrive in una nota:

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Finalmente giustizia è fatta. Con questa storica sentenza viene ribadito che Facebook non può decidere arbitrariamente chi può parlare e chi no, non può ergersi a tribunale politico che censura e silenzia chi non è allineato.

È una grande vittoria che crea un precedente importante: nemmeno le multinazionali straniere possono ergersi al di sopra della libertà di espressione colpendo un movimento legalmente riconosciuto con rappresentanti politici eletti e condizionando, di fatto, la vita politica e sociale degli italiani.

Ora ci aspettiamo che i profili privati e soprattutto le pagine locali e dei nostri volti pubblici che sono un punto di riferimento per molti trentini vengano immediatamente riattivati per poter continuare condividere le nostre attività e le nostre battaglie“.

E a chi gli chiede cosa pensa dell’arroganza di questa multinazionale i cui abusi sugli utenti sgraditi sono stati giustificati dalla sinistra nostrana, Castaldini non ha dubbi:

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Scribacchini, antifascisti, politologi, centri sociali, sinistra varia: tutti a gioire per una multinazionale che si erge a tribunale del pensiero (unico) per zittire chi non si allinea, chi è libero, chi non ha padroni né padrini.

Ma vi è andata male: è la maledizione di Tortuga. Contro questa ciurma non si può vincere“, conclude.

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Politica

Cervelli in aceto: spuntano in tutta Trento gli striscioni di “benvenuto” alle Sardine in piazza

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In vista della manifestazione dalle Sardine antisalviniane prevista in piazza Duomo a Trento per il tardo pomeriggio di oggi alle 18, la scorsa notte sono spuntati a sorpresa diversi striscioni in molte zone della città tra cui la stessa piazza Duomo, piazza Dante e il cavalcavia di San Lorenzo.

Si tratta di striscioni di benvenuto ai simpatizzanti del movimento ittico della sinistra che riportano l’ironica scritta “Sardine: cervelli sott’aceto“.

Un’azione organizzata e messa in atto dai militanti di CasaPound e della quale dà notizia il coordinatore provinciale Filippo Castaldini anche attraverso la neonata pagina facebook “Difendere il Trentino” (https://www.facebook.com/difendereiltrentino/), definita “una nuova piattaforma per tutti i trentini che non si arrendono“.

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Oggi Trento si riempirà di sardine e quindi ci sembrava doveroso dare il nostro benvenuto in tutto il centro. Cervelli sott’aceto (in asé)… sempre che lo abbiano“, commenta Castaldini in una nota.

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Politica

Giacomo Bezzi nominato coordinatore regionale di «Cambiamo», il partito di Giovanni Toti

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Ieri a Roma è stata ufficializzata la nomina a coordinatore Regionale per il Trentino Alto Adige dell’ex onorevole Giacomo Bezzi, da parte del Presidente Giovanni Toti.

A Bezzi anche la delega speciale per Estero ed Italiani nel mondo.

«Riparto con la passione di sempre – afferma Bezzi dopo la nomina – l’umiltà e lo spirito di servizio della quale la politica ha estremo bisogno, nel solco dei valori del partito popolare europeo nel quale mi sono sempre riconosciuto».

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La lista «Cambiamo», questo il nome scelto, nasce per sostenere la candidata presidente del centro destra in Emilia Romagna Lucia Borgonzoni e va a sommarsi a quelle di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Popolo della Famiglia.

I cinque deputati che hanno deciso di seguire Giovanni Toti formeranno la componente più ampia del gruppo Misto.

Sono la spezzina Manuela Gagliardi e i lombardi Stefano Benigni, Alessandro Sorte, Giorgio Silli e Claudio Pedrazzini.

Gli obiettivi del nuovo soggetto politico sono ambiziosi: “Oggi approdiamo alla Camera, presto arriveremo al Senato. Siamo anche pronti per un’ espansione sul territorio: avremo gruppi consiliari in Lazio, in Lombardia, in calabria e in Veneto, nelle grandi e nelle piccola città. Puntiamo ad avere 1500 circoli entro Natale“. A unire i deputati “totiani” è la voglia di replicare il successo del modello ligure su scala nazionale. “Uno dei punti cardine del nostro progetto sarà una sanità di livello eccellente“, ha dichiarato il deputato ex-azzurro Stefano Benigni.

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Dentro al partito Forza Italia non si muove più nulla: c’è smarrimento. Penso ai dirigenti meridionali, che non vogliono più stare là“.

Per “Cambiamo!“, Toti vede un futuro come rappresentante del centrodestra moderato, quello che “stando ai numeri, oggi perde un punto percentuale a settimana“.

Parlando della squadra, il Presidente della Regione Liguria definisce i suoi deputati come “giovani, professionisti e attenti interlocutori“.

Si professano “distinti dalla Lega“, ma fanno sapere che non hanno intenzione di collaborare in nessun modo con il governo giallorosso. “Eravamo pronti ad andare alle elezioni già da ottobre, ma avere più tempo non può che essere un vantaggio”, ha detto Claudio Pezzadrini.

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