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Trento

Consigliera di parità, Segnana: «Sorprendenti le dichiarazioni di Emanuele Corn»

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In relazione alle polemiche di questi giorni sugli organi di stampa riguardanti la riduzione delle indennità della figura della Consigliera di parità nel lavoro, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana ritiene necessario precisare le ragioni della scelta presa dalla Giunta provinciale che riguarda una riconosciuta figura di garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

“La riduzione operata sull’indennità annua della Consigliera di parità nel lavoro non è dipesa da una valutazione estemporanea con la finalità di svilirne il ruolo, bensì da scelte responsabili di questa Amministrazione – commenta l’assessore Segnana -. Le origini della questione devono essere ricercate a monte di questa legislatura nelle scelte fatte da precedenti governi provinciali che hanno deciso di disciplinare con legge provinciale la figura della Consigliera di parità.”

“Una figura istituita dallo Stato e operante in tutte le Regioni il cui emolumento si assestava su circa 500 euro al mese e solo recentemente è stato aumentato a circa 10 mila euro annui.”

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“La Provincia autonoma di Bolzano ha fatto una scelta ancora diversa, attribuendo l’incarico di Consigliera di parità a una propria dipendente assunta con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno.”

“Contrariamente a ciò che avviene a Bolzano, nella nostra Provincia la legge prevede un concorso pubblico che selezioni per la durata della legislatura una figura di esperto che può continuare a svolgere parallelamente anche la propria attività professionale, una scelta questa che la Giunta provinciale non ha voluto mettere in dubbio proprio per garantire alla Consigliera di parità una posizione di assoluta indipendenza e terzietà, assicurando al contempo la possibilità di mettere a disposizione della cittadinanza una professionalità di alto livello”.

“Si deve inoltre evidenziare – prosegue l’assessore Segnana – che la Consigliera di parità non opera in solitudine, ma è supportata dall’Ufficio pari opportunità della Provincia, che segue tutti gli aspetti gestionali e amministrativi garantendo il funzionamento del servizio e l’attività della Consigliera.”

“Sulla base di tali considerazioni mi sorprendono alquanto le dichiarazioni di questi giorni di chi ha ricoperto l’incarico quest’ultima legislatura, (NdR – Emanuele Corn) circa il loro impegno in qualità di Consigliera/e di parità nel lavoro considerando che nel corso del loro mandato hanno potuto continuare a svolgere anche la propria attività professionale. Rispetto a tale aspetto, la Giunta provinciale è disponibile a valutare se un’effettiva totale disponibilità nei confronti dell’utenza – unica e reale priorità – possa essere meglio soddisfatta con un rapporto di tipo esclusivo, incompatibile con altre attività professionali.”

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“Sempre in considerazione dell’importanza e della delicatezza dei temi trattati dalla Consigliera di parità nel lavoro – spiega ancora l’assessore provinciale – è necessario sottolineare che le risorse risparmiante per l’indennità verranno impiegate per la definizione di iniziative e progetti nel medesimo ambito, che saranno realizzate anche attraverso le sollecitazioni del Consigliera di parità.”

“La Giunta provinciale ha infatti condiviso l’ordine del giorno proposto dal consigliere Paolo Ghezzi, approvato in sede di manovra di assestamento, in base al quale sono già allo studio specifiche iniziative volte a promuovere una maggiore conoscenza degli strumenti che le donne hanno per difendersi dalla violenza di genere e dalla discriminazione, soprattutto sui luoghi di lavoro, nonché attività e progetti da realizzarsi sul territorio in collaborazione con le altre amministrazioni pubbliche.

“Sulla base delle predette considerazioni – conclude l’assessore Segnana – mi pare che le scelte della Giunta provinciale non possano essere criticate, ma attribuiscano alla figura dalla Consigliera di parità un corretto ed equilibrato riconoscimento per l’assoluta rilevanza dell’attività svolta a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori“.

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Trento

Alpini Assassini, la replica di Fugatti: «Gli alpini portano solidarietà, non violenza»

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“Se solo pensassero ai tanti interventi di solidarietà, alle tante energie spese dagli alpini dove la gente soffre e chiede aiuto, le persone che imbrattano i muri di Trento con certe scritte avrebbero buoni motivi per vergognarsi. Gli alpini sono portatori di valori sani, non di violenza. Anche oggi sono un esempio per tanti giovani e i cittadini, assieme alle istituzioni, guardano a loro con affetto e riconoscenza”

Così il presidente Maurizio Fugatti a proposito di alcune scritte ingiuriose verso gli alpini apparse sui muri della sede Ana di Trento in Vicolo Benassuti.  A scoprirle proprio alcuni alpini stamattina, guarda caso dopo la manifestazione che gli anarchici hanno tenuto ieri in piazza Duomo dopo la condanna di sei dei loro «compagni» decretata dal tribunale di Trento.

Sull’ennesimo episodio vigliacco di vandalismo è intervenuta anche l’Ana di Trento con una nota piuttosto dura: «Questa notte la solita mano ignobile e codarda ha pensato di lasciare nuovamente il segno immondo del suo passaggio. A brevissimo la scritta verrà cancellata, resta invece indelebile l’idea questi figuri si ritengano nostro malgrado impuniti. Ma non è così, dal momento che il predecessore di questo “leone da pennello” è in questi giorni a processo. Prenderemo la cosa per quel che è : un allenamento per i nostri volontari alpini già pronti per il prossimo intervento di solidarietà a Rondine Arezzo alla cittadella della pace, che ospita i ragazzi provenienti da paesi del mondo fra loro belligeranti, e per insegnare loro che la convivenza ed il dialogo è sempre possibile. Lezione che questo imbrattatore di imbecillita’ forse non capirà mai….» 

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Trento

Blitz albanese negli uffici del comune di Trento: addetto ai pagamenti malmenato finisce all’ospedale

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L’episodio è successo mercoledì e ha riguardato un dipendente comunale che è stato aggredito ed è finito al pronto soccorso del santa Chiara

La ricostruzione è semplice: un’azienda i cui titolari sono albanesi aveva fatto lavori in sub appalto ad un’altra ditta che lavorava direttamente per il Comune di Trento.

Ma qualcosa nei lavori di posa non ha funzionato a dovere ed i lavori sono stati contestati dagli uffici preposti al controllo di Palazzo Thun alla ditta appaltatrice che si è rivalsa naturalmente sulla ditta sub appaltatrice contestando a sua volta i lavori e minacciando di non sborsare una lira finché i lavori non fossero stati eseguiti a regola d’arte. 

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Questa almeno la versione che il  titolare dell’azienda ha fornito alla ditta sub appaltante degli albanesi.

Gli albanesi però hanno voluto vederci chiaro e per nulla scoraggiati anziché rifare i lavori hanno pensato bene di andare in Comune insieme al titolare per sentire la versione del responsabile dei pagamenti.

I tre, arrivati presso gli uffici del comune hanno cominciato una lunga discussione con il responsabile dei pagamenti, che dopo le minacce, gli spintoni e qualche manata, è terminata in rissa.

Il dipendente è stato soccorso, ricoverato al santa Chiara, e dopo le cure del caso è tornato a casa dopo alcune ore in stato di osservazione.

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Sta bene anche se è stata una brutta esperienza che per certi versi ha dell’incredibile. Oggi, ormai, può succedere anche questo.

Il comune sta riflettendo sulla possibilità di sporgere denuncia per aggressione, nella giornata di lunedì verrà presa una decisione nel merito.

 

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Trento

270 mila euro per mettere al «fresco» Palazzo Thun

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Il progetto riguarda la sostituzione del refrigeratore d’acqua, la sostituzione delle tubazioni interrate nel piazzale interno e il rifacimento dei collettori di Torre Mirana e della sottostazione Thun Nord. In totale costerà circa 270 mila euro 

Questi impianti sono al servizio degli uffici comunali presso Palazzo Thun in via Belenzani, 19 e presso Torre Mirana in via Belenzani, 3; essendo i due edifici adiacenti si prevede anche di realizzare un circuito di by-pass tra le due centrali termiche confinanti in modo che tutti i generatori installati possano servire entrambi gli edifici.

Nell’ottica di sanare le tubazioni interrate presenti nel piazzale interno sarà realizzato un cunicolo che collegherà la sottostazione Thun Nord alla centrale termica e permetterà la posa delle tubazioni di riscaldamento e raffrescamento al servizio della zona Nord di Palazzo Thun.

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La sostituzione del collettore di Torre Mirana è necessaria in quanto le tubazioni sono fortemente corrose a causa dell’utilizzo di fluido refrigerato nella stagione estiva il quale genera necessariamente delle condense che a lungo andare corrodono le tubazioni metalliche.

Il collettore Thun Nord invece va spostato per accogliere le nuove partenze che dalla centrale termica saranno spostate alla sottostazione in modo da eliminare gran parte dei passaggi nel piazzale e al fine di avere un controllo omogeneo nel funzionamento della zona Nord di Palazzo Thun.

Il refrigeratore d’acqua attualmente installato nella soffitta di Palazzo Thun (guasto) è del tipo ad assorbimento di gas metano, e sfrutta le proprietà del bromuro di litio per generare acqua refrigerata.

Tale tecnologia ha il vantaggio di non utilizzare la corrente elettrica per produrre il freddo, per contro queste macchine non permettono un’ampia modulazione e devono funzionare con un elevato carico; dato che il raffrescamento degli uffici di Palazzo Thun è soggetto a un baso fattore di contemporaneità (sala consiglio, portineria, uffici aperti al pubblico ecc.) si prevede l’installazione di un refrigeratore alimentato a corrente elettrica con compressori modulanti che possa soddisfare al meglio le richieste della struttura.

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Per completare l’intervento in soffitta sarà installata una unità di trattamento aria a servizio della sala Consiglio al posto degli attuali split canalizzati preposti al raffrescamento della sala, detti condizionatori utilizzano un refrigerante non più ammesso in base alle nuove normative e vanno pertanto sostituiti. La nuova Unità di trattamento aria provvederà inoltre al ricambio d’aria e all’integrazione del riscaldamento della sala Consiglio.

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