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Trento

Tagli al consigliere di Pari Opportunità: l’assessore Segnana ha fatto bene

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Più di 4 mila euro al mese – 50 mila euro annuali – per un consigliere di Pari Opportunità sono giustificati o ha fatto bene l’assessore Stefania Segnana a ridurli a 30 mila?

Partiamo da una citazione neutrale, quella di Google che si ottiene digitando semplicemente:consigliere di pari opportunità, compiti e mansioni”.

Ecco l’indicazione: “Le funzioni e i compiti dei consiglieri di parità (nazionale e locali) sono specificati nell’art. 15 e si sostanziano nella rilevazione di situazioni di squilibrio di genere al fine di svolgere funzioni di promozione e garanzia contro le discriminazioni nel mondo del lavoro, nella formazione e progressione…”

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Stiamo parlando di Emanuele Corn il consigliere di parità della Provincia di Trento che ne Marzo del 2018 ha prende il posto di Eleonora Stenico, dopo esserne stato per anni il vice.

Avvocato e ricercatore universitario è il primo uomo ad assumere tale ruolo in Italia.

In tal senso il compito di Emanuele Corn era quello di osservare, rilevare e promuovere per più di 4 mila euro mensili che non si sa se andavano o meno a sommarsi all’indennità mensile di docente.

Dopo il taglio della Segnana apriti cielo.

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Corn infatti ha accusato l’assessore Stefania Segnana di svilire il lavoro del consigliere di parità.

Secondo noi la Segnana non ha fatto bene, ma ha fatto benissimo a diminuire in maniera drastica il compenso di Emanuele Corn se non nel rispetto di chi lavora a 8 euro l’ora o chi sfiora i mille euro per fare il facchino in un magazzino di logistica.

Alla sinistra però queste riflessioni o distinguo non interessano molto, anche perché dovrebbe smentire la politica del lavoro concordata con i sindacati che ha portato gli operai a essere sottopagati per legge.

E forse non è nemmeno un caso se in Italia nonostante ci siano il doppio dei sindacati che nel resto del mondo vengano accreditate paghe che risultano essere la metà degli Stati del mondo occidentale.

Qualche domanda in tal senso si dovrebbe cominciare a farsela. 

Ma tornando ad Emanuele Corn siamo d’accordo che l’impegno della conciliazione tra le parti sia spesso gravoso e per nulla simpatico, ma vogliamo provare a vedere quanti dipendenti trentini sarebbero disposti a farlo per più di 4 mila euro al mese?

Probabilmente Corn al di la delle posizioni politiche che sta andando ad assumere un qualche problemino di coscienza probabilmente lo aveva se egli stesso riconosce “di non aver chiesto di ridare la sua stessa indennità al suo successore”.

Ecco, appunto un minimo di sensibilità in certi casi è opportuna e non possiamo dire che il suo successore, Matteo Borzaga, sia ridotto alla fame visto i 30 mila euro che si metterà in tasca ogni anno.

Ma per la sinistra, Ghezzi e Coppola in testa, non era scandaloso il compenso (peraltro licenziato della precedente giunta di centro sinistra) ma il pericolo che il taglio sminuisca il ruolo.

Già, perché dimenticavamo che come dice una saggia considerazione popolare “nemmeno il cane muove la coda per niente”. Insomma, alla faccia delle battaglie dell sinistra e dei suoi ideali.

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Trento

A fuoco un container a Gardolo. Intervengono di vigili del fuoco

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Momenti di paura nel pomeriggio a Spini di Gardolo. I vigili del fuoco di Gardolo sono dovuti intervenire con due squadre per l’incendio di un container pieno di carta presso una ditta di Spini.

L’incendio è stato spento con l’utilizzo di schiuma a media espansione. Non risultano feriti e non si sa quale sia l’origine che ha scatenato le fiamme.

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Trento

La giunta a malga Juribello sul Rolle, Fezzi: «Grazie alla provincia per la vicinanza al mondo della zootecnia e dell’allevamento»

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Ha guardato al futuro la Giunta provinciale di Trento, riunita oggi venerdì 20 settembre 2019 a Malga Juribello, presso passo Rolle, all’ombra del Cimon della Pala. “Una Giunta programmatica – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti – per fare il punto su quasi un anno di attività e soprattutto per impostare il cammino che ci aspetta, a partire dall’appuntamento con la prossima Finanziaria, annuale e triennale. Siamo determinati a realizzare gli obiettivi che ci siamo dati a inizio legislatura, condividendo un metodo di lavoro e delle comuni strategie. Dobbiamo ragionare su ulteriori possibili efficentamenti della spesa, investendo le risorse così recuperate sulle priorità che abbiamo individuato”.

A dare il benvenuto alla Giunta anche il presidente della Federazione provinciale allevatori Mauro Fezzi. “Questa – ha detto – ci sembra essere la cornice giusta per ringraziare la Provincia autonoma per la vicinanza che ha sempre manifestato al mondo della zootecnia e dell’allevamento, anche alle alte quote. E’, questo, un sostegno di cui abbiamo bisogno, nella consapevolezza che possiamo dare molto, a nostra volta, all’identità del Trentino e al suo sviluppo futuro”.

A quasi un anno dal suo insediamento, ma anche, come si ricorderà, dalla tempesta Vaia, la Giunta provinciale si è riunita al cospetto delle Dolomiti per ricapitolare le tappe del percorso già fatto, con alcune decisioni importanti già assunte, e soprattutto per impostare il lavoro futuro.

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I lavori della Giunta si sono aperti in prima mattinata e sono proseguiti, assieme anche ai dirigenti generali dell’amministrazione, fino al tardo pomeriggio.

A turno, presidente e assessori hanno esposto le loro valutazioni e illustrato la possibile evoluzione delle politiche pubbliche nei diversi comparti, perseguendo un disegno comune e tenendo sempre presenti le compatibilità finanziarie, che emergeranno anche nella prossima manovra di Bilancio annuale e pluriennale.

Qualità, efficacia ed efficienza i parametri comuni.

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Va recuperata, è stato sottolineato, una certa elasticità del Bilancio, il che significa razionalizzare la spesa, recuperando risorse da destinare agli obiettivi prioritari, come le politiche socio-sanitarie e in favore della famiglia, gli investimenti pubblici, il sostegno ai territori e agli enti locali, lo sviluppo sostenibile.

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Trento

Una mozione per intitolare il Centro di Protonterapia di Trento al suo ideatore, il Prof. Renzo Leonardi

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Renzo Leonardi, scienziato, docente e fondatore del Centro europeo di fisica nucleare teorica a Trento è scomparso a luglio 2019 all’età di 79 anni.

Il professor Renzo Leonardi nato a Tuenno è stato colui che ha progettato il centro di protonterapia a Trento.

Il Centro, nato – primo in Italia – nell’ottobre 2014, ha già curato centinaia di pazienti e rappresenta una vera e propria eccellenza nel panorama della sanità italiana ed europea.

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Inoltre, grazie ad una linea fissa di protoni che si aggiunge alle due linee dedicate ai trattamenti clinici, il Centro è stato pensato ed opera anche come infrastruttura di ricerca nazionale e internazionale, sostenuta da diversi enti, tra i quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il Prof. Renzo Leonardi, che questa struttura ha ideato, progettato e realizzato, e che ad essa ha dedicato parte della sua vita, è stato giustamente appellato come “Padre” della Protonterapia di Trento

Oltre che un grande scienziato, il professore emerito dell’Ateneo trentino conosciuto in tutta Europa, era uno dei massimi esperti di arte fiamminga e negli ultimi tempi si stava dedicando alla scrittura di un volume su Leonardo Da Vinci.

Membro del Laboratorio culturale noneso nato nel 2003 su iniziativa dell’allora Comune di Tuenno in collaborazione con alcune personalità del mondo accademico trentino, Renzo Leonardi era intervenuto in qualità di relatore in occasione di cinque edizioni della tradizionale settimana di studio autunnale.

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Scienziato di riconosciuto livello mondiale, si è dedicato con caparbietà e intelligenza a questo disegno di reale crescita del Territorio, con il coinvolgimento di grandi capacità, di altri scienziati e premi Nobel.

Il suo è stato un impegno straordinario, giocato sul più elevato livello teorico, poi calato sulla concreta attuazione dei suoi grandi sogni, a beneficio di una Comunità che egli ha sempre voluto immaginare priva di confini.

Il professor Renzo Leonardi ha lasciato la moglie Anna Maria e i figli Antonio e Alessandra

Proprio perché il suo ricordo sia sempre vivo e non solo nel cuore delle persone che gli hanno voluto bene e come segno di riconoscenza nei sui confronti Vittorio Bridi come primo firmatario insieme ai consiglieri comunali della Lega ha presentato un mozione al Sindaco Andreatta dove chiedono che si attivi la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda Sanitaria e l’Università affinché, «come primo segnale di stima, riconoscenza e doverosa memoria, il Centro di Protonterapia di Trento sia intitolato al nostro illustre concittadino, il Prof. Renzo Leonardi».

La mozione è stata redatta con il consenso della famiglia dello scienziato e pare che il governatore Fugatti, già preventivamente avvisato, abbia dato parere favorevole in caso di risposta positiva della giunta Andreatta

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