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Val di Non – Sole – Paganella

Sfruz ha ricordato padre Girolamo Maria Biasi, dichiarato “Venerabile” da Papa Francesco

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Chiesa gremita di fedeli domenica scorsa a Sfruz per il ricordo, attraverso le parole dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, della figura di padre Girolamo Maria Biasi a cui il 21 dicembre del 2018 Papa Francesco ha attribuito il titolo di “Venerabile”.

Il ricordo di padre Girolamo è continuato anche dopo la Santa messa con l’inaugurazione della mostra sulla vita del Venerabile alla presenza del vescovo, del sindaco di Sfruz Andrea Biasi, di don Raimondo e del presidente dell’associazione “Amici di Padre Girolamo”.

L’esposizione, allestita e visitabile nella sala polifunzionale del Comune di Sfruz, nel corso dell’inverno verrà spostata al Vigilianum a Trento.

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Una mostra composta da pannelli esplicativi che ripercorrono attraverso testi ed immagini la vita di padre Girolamo, ponendo attenzione all’importante messaggio e alla testimonianza che con la sua breve vita ha saputo trasmettere.

Ed è proprio nell’esempio di padre Girolamo, che dedicò la sua breve e dolorosa vita alla preghiera e all’adorazione della Madonna, che si possono trovare la forza e l’esempio per portare avanti gli impegni quotidiani con il rispetto per il prossimo e per noi stessi.

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Dobbiamo perciò essere fiduciosi che sapremo trovare un punto d’equilibrio e una base di armonia in collegamento con il cambiamento materiale e spirituale e alle nuove difficoltà e sfide indotte dalla globalizzazione – è stato detto domenica durante il suo ricordo –. Come dice papa Francesco: il futuro lo fai tu con le tue mani, con il tuo cuore, con il tuo amore, con le tue passioni, con i tuoi sogni con gli altri”.

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PADRE GIROLAMO MARIA BIASI, UNA VITA DEDICATA ALLO STUDIO E ALLA CHIESA – Girolamo Maria Biasi nacque a Sfruz il 7 dicembre 1897. Era un ragazzo allegro, gioioso, semplice, amante della vita e dotato di viva intelligenza.

All’età di dodici anni volle entrare nel collegio dei Frati Minori Conventuali di Camposampiero (Padova), intraprendendo il cammino della vita religiosa.

Nel 1916 partì per il Collegio Serafico Internazionale di Roma, dove visse il periodo della prima guerra mondiale impegnato nello studio al Laterano dove si laureò.

In quegli anni di scontri e tensioni, fondò insieme a San Massimiliano Kolbe e altri cinque frati il movimento della “Milizia dell’Immacolata”. Padre Kolbe lo ebbe sempre come affezionato confidente. In quel periodo si manifestò la tubercolosi, che lo consumò lentamente fino alla morte.

Nel 1919, a causa della malattia, fu costretto a ritornare a Padova, per uno studio più leggero e una vita più riposante. Nel 1922 fu ordinato Sacerdote. Mantenne sempre la sua giovialità e il suo sorriso.

A Camposampiero malati, suore e dottori rimasero impressionati dalla sua inalterabile pazienza, dalla pienissima conformità ai divini voleri, dalla sua calma serena, dal suo perenne sorriso e da quella squisita delicatezza, rara nei malati, per il grande riguardo che usava.

Negli ultimi giorni disse all’infermiera: “Preghi per me, Madre, perché io possa essere più allegro in questi momenti che l’anima mia si dispone a spiccare il volo a Dio”.

E continuò a benedire il Signore e la Celeste Immacolata Regina, finché nella vigilia di S. Luigi Gonzaga, il 20 giugno 1929, nell’ospedale di Camposampiero, consumato dalla sua lenta malattia, padre Girolamo Maria Biasi moriva a 32 anni, sorridendo, come era vissuto.

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Val di Non – Sole – Paganella

Immersi nelle vie dei paesi di Ton per vivere tutti insieme “La gioia del presepe”

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Il bassorilievo realizzato da Jon Bordeniuc, vincitore della scorsa edizione del concorso "La gioia del presepe"

Anche quest’anno tornano i presepi tra le vie dei paesi di Ton. La commissione cultura e il Comune di Ton hanno organizzato l’11esima edizione del concorso “La gioia del presepe”, per riscoprire e valorizzare la tradizione del presepe. (altro…)

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“Babbo Natale ha scelto Cles” in onda il nuovo spot natalizio realizzato dagli studenti dell’U.P.T. di Cles

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“Babbo Natale ha scelto Cles” – questo lo slogan dello spot realizzato dagli studenti dell’U.P.T. (Università Popolare Trentina – Scuola delle Professioni per il Terziario) di Cles su iniziativa promossa dal Consorzio Cles Iniziative ed in collaborazione con Trentino Trasporti, che andrà in onda nel mese di dicembre su Trentino Tv e sui canali social.

Venerdì 29 novembre Babbo Natale ha fatto tappa nei negozi del centro storico di Cles per acquistare i regali da consegnare ai bambini la notte di Natale.

Questo videoclip è stato realizzato dagli studenti della classe IV A del percorso Tecnico Commerciale delle Vendite dell’UPT di Cles, con un progetto ideato su indicazioni del Consorzio Cles Iniziative, un indirizzo di studio che si occupa della valorizzazione degli esercizi commerciali della cittadina attraverso attività promozionali.

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Lo spot, girato dal videomaker Tommaso Prugnola, ha come protagonista Santa Claus che approda a Cles con il trenino anziché con la tradizionale carrozza trainata dalle renne.

Accompagnato da tradizionali zampognari, Babbo Natale, ormai adattatosi ai nostri tempi, a conclusione delle compere si reca in Piazza Municipio, ed alcuni ragazzi, come da prassi, non si lasciano sfuggire l’occasione di scattarsi un selfie con lui!

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Babbo Natale si è poi sistemato nella sua graziosissima casetta allestita in Piazza del Municipio, che rimarrà aperta per tutto il mese di dicembre, dove i più piccoli potranno imbucare la letterina e partecipare al concorso “Scrivi e disegna Babbo Natale”.

La trama è stata ideata dagli allievi che frequentano uno specifico modulo incentrato sulla comunicazione, alla quale è stato accostato un concetto decisamente significativo, in questi difficili tempi di cambiamenti climatici, ossia la mobilità sostenibile, dimostrando che si può fare shopping nel capoluogo prendendo comodamente i mezzi pubblici, senza lo stress del traffico e del cercare parcheggio.

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“Lo stupore e la paura dei bambini alla vista dell’enigmatica figura di Babbo Natale, gli zampognari e la magia del centro storico di Cles sono gli ingredienti del dolce video pensato da nove ragazzi dell’Istituto professionale” afferma Marco Cattani, Presidente del Consorzio Cles Iniziative.

“Prosegue la collaborazione tra Consorzio e UPT, un rapporto duraturo maturato nel tempo grazie all’impegno di studenti e docenti, i quali, con competenze specifiche ed attraverso laboratori e progetti ad hoc, concretizzano e divulgano l’impegno del Consorzio nella valorizzazione delle strutture commerciali associate” prosegue Walter Iori, Direttore dell’Istituto UPT.

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Il Comune di Cles sensibilizza i cittadini nella lotta contro gli avvelenamenti dei cani

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“Avvelenamenti. Conoscerli per proteggere i nostri animali e noi stessi”. Questo il titolo dell’opuscolo informativo divulgato dal Comune di Cles per sensibilizzare i cittadini su questo spinoso argomento.

Le persone che lasciano in giro bocconi avvelenati sono degli infami senza coscienza che non si preoccupano minimamente delle conseguenze che possono derivare dai loro gesti. Un animale che mangia un boccone avvelenato è destinato a sopperire tra atroci sofferenze, le esche non sono solo alla portata di animali domestici, ma anche selvatici, e tra queste ci sono anche specie protette, e sono a rischio anche gli animali da allevamento.

Ma non tralasciamo i bambini, che inconsapevolmente possono raccogliere i bocconi e, anche se non necessariamente ingeriti, possono causare problemi seri se poi il bimbo si mette le mani in bocca, per non pensare a quelle confezionate con lamette all’interno, che senza ombra di dubbio feriscono chi inavvertitamente le raccoglie. Le esche avvelenate inoltre inquinano l’ambiente, rilasciando le sostanze tossiche che contengono nel terreno dove vengono poste, nelle falde acquifere ecc..

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Le pene per chi compie questi reati esistono, grazie alle misure contemplate dalle Ordinanze Ministeriali, ma purtroppo non abbastanza severe per dissuadere di agire in modo così crudele.

Per questo le campagne contro gli avvelenamenti sono così importanti, per portare la problematica a conoscenza della popolazione, fornendo informazioni adeguate e cercando di fare prevenzione.

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E’ necessario contrastare questo ignobile fenomeno in ogni modo, ed è encomiabile che il Comune di Cles abbia emesso questa pubblicazione per rendere i cittadini consapevoli sui potenziali pericoli inerenti.

Chi sospetta di aver trovato un’esca avvelenata deve immediatamente avvertire le forze dell’ordine, e chi sospetti che il proprio animale ne avesse ingerita una, deve recarsi subito da un veterinario; se così non fosse, meglio farlo controllare per nulla, perchè in caso di avvelenamento la tempistica è fondamentale per salvargli la vita.

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Nell’opuscolo sono pubblicati numeri utili, informazioni, fotografie, tutti gli approfondimenti inerenti; scaricabile dal sito del Comune di Cles

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