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Italia ed estero

Affidi horror Bibbiano: per la sinistra i bambini non sono tutti uguali

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Continuano ad essere diffuse nuove intercettazioni horror che vedono protagonisti gli indagati di Bibbiano.

Un’altra dolorosa pagina nella vicenda degli affidi illeciti di Bibbiano che hanno coinvolto e sconvolto diversi comuni della Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.

Ad oggi sono 27 i bambini sottratti illecitamente alle famiglie, alcuni dei quali per fortuna tornati fra le braccia dei propri genitori.

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Questa vicenda dimostra che abbiamo toccato il fondo.

Al Sindaco Andrea Carletti targato PD (foto) sono stati confermati gli arresti domiciliari mentre la posizione degli altri indagati si aggrava sempre più di ora in ora. Si fa largo l’ipotesi, che sarebbe drammatica, che fino ad ora quanto emerso sia solo la punta di un iceberg.

E per questo stupisce ancora di più il silenzio di tutti i politici della sinistra, naturalmente quelli trentini compresi.

Per la sinistra infatti pare che i minori non siano tutti uguali; e questa posizione andrebbe spiegata agli italiani.

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Che differenza passa tra i minori di Bibbiano e quelli del racket dei migranti che poi quasi sempre, tanto minori non sono?

La logica direbbe nessuna.

Invece dei bambini di Bibbiano sottratti alle legittime famiglie con modi sospettosamente truffaldini, sui quali la magistratura sta indagando, e che ha visto indagati sindaco e molti militanti ed esponenti del PD, la sinistra non ne vuole assolutamente parlare.

Invece quelli che ormai fanno parte del “ pacchetto dello sbarco”, fanno notizia.

Ci si strappa i cappelli, si grida allo scandalo e al sequestro di persona.

Peccato che una volta fatti sbarcare, la gran parte non risulti essere minorenne, ma ormai sono sul territorio italiano, l’effetto grancassa sostenuto dalla stampa compiacente è stato fatto e va bene così.

Sarà un caso, ma sia dietro ai bambini di Bibbiano che a quelli sbarcanti, ci sono quelle lobby molto care al PD.

A Bibiano sembra ormai assodato che i bambini tolti alle famiglie regolari venivano poi affidati alle coppie gay, mentre dietro a quelli sbarcanti, ci sono le Ong care a Soros e non solo: due must della politica di sinistra.

Allora cara sinistra, comincia a parlare dei bambini di Bibbiano con la stessa tenacia e frequenza che utilizzi per quelli sbarcanti. Ma non lo fai. Allora spiega il perché.

Un’ultima osservazione sulla pagliacciata organizzata dall’ormai miliardario Richard Gere che non si capisce perché sia venuto in Italia e non sia andato lungo il muro fatto costruire dal premio Nobel per la Pace Obama, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico.

I migranti che lo circondano a bordo della nave Open Arms, vedi la foto allegata, danno l’idea di soggetti deperiti in fuga da situazioni di guerra come vorrebbero farci credere?

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Italia ed estero

Il giorno più corto quest’anno è il 22 dicembre

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In molti pensano che il giorno più corto dell’anno sia il 13 dicembre. Cioè ieri.

Ma non è del tutto vero. Il giorno superato il quale le giornate si allungheranno, più esattamente è il giorno del solstizio d’inverno.

Che quest’anno è il 22 dicembre. Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italian, si è espresso in merito: “La credenza che il 13 dicembre sia il giorno più corto dell’anno è legata al fatto che in questa data il Sole tramonta qualche minuto prima, ma per calcolare il giorno più corto bisogna tener conto dell’orario in cui sorge il Sole e così il giorno più corto risulta il solstizio invernale“. Ecco la verità.

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Un tempo, la differenza che intercorreva tra calendario civile e calendario solare era più grande e il solstizio d’inverno si verificava il 12 o il 13 dicembre. Ecco perché tendiamo a credere che il giorno di Santa Lucia sia il più corto in assoluto.

Intanto, a cavallo in questi giorni ci saranno le stelle cadenti. Più precisamente, si potrà assistere alle meteore più spettacolari di questo mese, chiamate Geminidi.

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Italia ed estero

Sardine, il politologo Tarchi ammutolisce Santori: «Fenomeno di moda senza contenuti destinato a finire subito»

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Una moda che passerà veloce da parte di chi una volta in piazza non ascolta il comizio degli organizzatori, non protesta sotto nessun simbolo, non organizza assemblee in cui parlare a turno per pianificare qualcosa, ma canta «Imagine» di Lennon e «Bella Ciao», povera canzone di battaglia, ridotta ad Hit da serie TV e gare di ballo.

E come scrive giustamente Alessio Mannino su «L’intellettuale dissidente», le Sardine odiano l’odio. E mentre odiano, negano di odiare.

Una forma patologica molto comune che fa sentire bene solo perché viene nascosta la negatività che c’è in ognuno e non può non esserci a meno di non voler negare l’evidenza.

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Parla invece di grande truffa delle sardine “apartitiche” Marco Tarchi politologo e docente di Scienze politiche all’Università di Firenze. Si tratta – spiega – di “un fenomeno di moda”, né più né meno.

E dunque destinato a sparire in fretta. “Le sardine – spiega in un’intervista al Giornale – dovrebbero avere idee, visioni del mondo e non solo slogan“.

Invece sono appunto un fenomeno “pieno di umori ma scarso nei contenuti, che si proclama apartitico ma di fatto raccoglie spezzoni delle varie sinistre radicali, le cui parole d’ordine richiamano come ha ammesso giorni fa lo stesso leader in una trasmissione radiofonica il repertorio dei centri sociali: no borders, diritti lgbt, femminismo, accoglienza indiscriminata dei migranti. Collante unico, essere contro Matteo Salvini per drenare quei voti “off” alla sinistra istituzionale e al Pd per primo. Come tutti i movimenti collettivi, però, secondo Tarchi il movimento organizzato a inizio novembre come flash mob bolognese da Mattia Santori e altri tre amici “passerà progressivamente dall’euforia e dal protagonismo alla divisione e alla marginalità”.

Che siano un rigurgito di sinistra è reso evidente da un fatto: “Siamo ancora allo stadio delle esternazioni circoscritte ad un solo bersaglio, Salvini, e nei confronti di alcuni dei pilastri dell’establishment, Pd in testa, non c’è alcuna vera ostilità” ed è questa la vera, grande differenza con il Movimento 5 Stelle delle origini.

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Resta un grandissimo limite: “La bella politica dovrebbe avere idee, progetti di società, visioni del mondo, programmi d’azione, non solo slogan – conclude Tarchi -. Può darsi che questo movimento ne produrrà, ma è sicuro che, non appena preciserà obiettivi e moventi, inizierà a sfilacciarsi. Rschia di durare, tutt’al più, il tempo di una campagna elettorale”.

L’impressione è che non cambi nulla sulla scena politica con l’avvento delle Sardine, e che i consensi e i voti siano sempre quelli, cioè quelli che circolano impazziti nei movimenti della sinistra e che si spostano un giorno da una parte e un giorno dall’altra, ma alla fine il totale non cambia.

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Italia ed estero

Battaglia per l’approvazione del Mes: Senatori cinque Stelle pronti a lasciare, direzione Lega

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164 voti a favore e 122 contrari, Passa dopo un pomeriggio di fibrillazione la fase decisiva della votazione in Senato sulla risoluzione del mes, il fondo salva Stati, concludendosi quindi con una votazione confortante per la maggioranza nonostante la minaccia di abbandono di 4 esponenti del movimento Cinque Stelle che hanno votato in dissenso.

Il voto al Senato è stata la conclusione di una giornata che è iniziata con una leggera agitazione alla Camera ma proseguita al Senato con una tensione crescente anche per la presenza del leader della Lega che, con il suo intervento a ripreso le redini dell’ormai noto scontro Conte – Salvini e fatto leva sulle mancanze dei grillini, un tempo contrari al mes.

Al Priemier che spiega:” Il mes non è stato costruito contro un Paese” accusando la Lega di voler abbandonare l’Europa, Salvini risponde “ Lo dico alla copia distratta del Presidente Monti, non abbiamo progetti per far uscire l’Italia dall’euro”.

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Al termine della giornata tra i 14 assenti e i dissenzienti del Movimento 5 Stelle al Senato, pronti ad abbandonare il Movimento per la Lega, pesano e lasciano sul campo una ferita dolorosa, aprendo un ennesimo e personalissimo elemento di scontro tra i due ex alleati: Salvini e Di Maio.

Matteo Salvini ha deciso di aprire il mercato delle vacche”, accusa gravissima Di Maio che chiede chiarimenti a Salvini. Chiaramente si rivolge anche a quei senatori che, nelle ore decisive hanno fatto sapere non solo di volersi esprimere in dissenso ma anche di voler lasciare il movimento direzione Lega. Tra i possibili dissidenti Francesco Urrano e Ugo Grassi

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