Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Open Arms: tutte le balle sui migranti a bordo della nave

Pubblicato

-


Non si placa la disputa fra la Ong spagnola Open Arms e il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Dopo l’annuncio del premier spagnolo Pedro Sanchez sull’intenzione di accogliere al porto di Algeciras i 107 migranti a bordo della nave bloccata a Lampedusa, la Ong ha fatto sapere che per raggiungere l’Andalusia sarebbero necessari altri 5 giorni di navigazione.

Secondo quanto riporta l’Ansa, Open Arms ha precisato: “Non abbiamo rifiutato l’offerta della Spagna, solo fatto presente che dopo 17 giorni in mare con 107 persone stremate e la situazione di emergenza a bordo non siamo in grado di affrontare 5 giorni di mare”.

Pubblicità
Pubblicità

Immediata la replica del leader del Carroccio su Twitter: “La Ong spagnola rifiuta il porto offerto dalla Spagna! Incredibile e inaccettabile, organizzano crociere turistiche e decidono loro dove sbarcare? Io non mollo, l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”.

In realtà da qualsiasi parte si voglia vedere sull’ONG spagnola sono successe delle cose piuttosto incongruenti.

La ONG pochi giorni fa dichiarava che “i migranti sono molto stanchi e provati dalla lunga permanenza sulla barca”, in realtà dopo il sopralluogo del medico di Lampedusa e dei due medici della sanità marittima non sarebbero emerse “patologie particolari importanti, dal punto di vista medico”. Questa è almeno la relazione stilata dalla Squadra mobile di Agrigento che ieri ha ispezionato per oltre tre ora la nave Ong

In precedenza il medico di Lampedusa Francesco Cascio ha rivelato che dei 13 migranti fatti sbarcare a Ferragosto per “gravi motivi sanitari” solo uno era malato, di otite, mentre gli altri erano tutti in buone condizioni.

Pubblicità
Pubblicità

Non solo: dei 27 minorenni fatti sbarcare sabato pomeriggio, almeno 8 hanno confessato di avere più di 18 anni.

Oggi l’ultima chicca. Una decina di migranti – secondo l’ONG  stremati e malati – si sono tuffati dal ponte della nave in mare e a nuoto a velocità supersonica hanno tentato di raggiungere la riva. Dopo circa 100 metri sono stati raggiunti e riportati sulla nave Open Arms. 

Se poi ci mettiamo anche i migranti che quando sulla nave è salito Richard Gere si sono fatti fotografare con catenine al collo e cellulari da 800 euro vien da pensare che sia davvero una presa in giro. (foto)

Ai migranti torturati nei lager libici in fuga sull’ong quindi gli aguzzini avrebbero lasciato costosi cellulari e catenine magari anche d’oro.

Presunti malati, presunti minorenni, presunti torturati e presunta pure l’emergenza? Come sempre ai posteri e ai nostri lettori l’ardua sentenza.

Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

Immigrato urla “Allah Akbar” e pugnala alla gola un militare

Pubblicato

-


A Milano nella mattinata di oggi, martedì 17 settembre 2019, un immigrato ha aggredito alle spalle un militare, pugnalandolo alla gola.

Poi, quando è stato placcato e arrestato dai carabinieri del terzo battaglione Lombardia, si è messo a urlare più volte “Allah Akbar! Allah Akbar!“.

L’episodio nel piazzale Duca D’Aosta, antistante allo scalo ferroviario meneghino, che rimane una zona critica a causa dell’elevata presenza di clandestini.

PubblicitàPubblicità

Lo straniero si è servito di un paio di forbici per colpire il militare impegnato nel servizio “Strade Sicure“.

 Ferito al collo, è stato medicato sul posto dal personale del 118 e dunque trasportato – in codice verde – all’ospedale Fatebenefratelli: le sue condizioni non sono gravi e non è appunto in pericolo di vita.

Secondo quanto risulta al giornale.it, l’uomo – originario dello Yemen – era già stato denunciato dai carabinieri della Radio Mobile per minacce e resistenza a pubblico ufficiale ed era in possesso di una permesso di soggiorno scaduto.

Gli inquirenti stanno ora valutando se si sia trattato del gesto di uno squilibrato o di un attacco terroristico.

Pubblicità
Pubblicità

“Da tempo denuncio il degrado, l’insicurezza e la criminalità che hanno preso il sopravvento in piazza Duca d’Aosta, ma il Comune fa sempre finta di non sentire ed ecco i risultati. Se uno di quei balordi extracomunitari che popolano la zona della stazione Centrale arriva a colpire da dietro e senza motivo un uomo dell’esercito significa che il tanto decantato modello Milano non esiste. Sala e compagni come fanno a non accorgersi che quest’area è completamente fuori controllo? Deve essere ucciso qualcuno prima che si sveglino?”, il commento di Silvia Sardone, consigliere comunale ed europarlamentare della Lega.

“Le aggressioni in Stazione Centrale sono all’ordine del giorno: ci chiediamo se sia questa l’idea di integrazione della sinistra milanese, impegnata in operazioni mediatiche ma lontana anni luce dall’impegno per la sicurezza che richiederebbe una grande città come Milano”. Il leghista Alessandro Morelli commenta così il fatto.

Dunque, il capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino ricorda gli ultimi e recenti casi avvenuti nel piazzale antistante lo scalo ferroviario: “A marzo un libico accoltellava a caso i passanti nella galleria, solo a luglio dei carabinieri furono feriti durante una rissa tra stranieri…”.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Tassazione contante: i più colpiti sarebbero le casalinghe e gli studenti

Pubblicato

-


Nell’inutile corsa della stampa italiana per arrivare per primi a indovinare i provvedimenti legislativi del governo “Conte-Monti”, sta prendendo quota quello della tassazione del contante.

Già si parla della percentuale di tassazione (2%) e della quota oltre la quale scatterebbe il balzello (1500 euro) di una proposta che incredibilmente arriverebbe dagli industriali.

Non è per nulla chiaro l’interesse che il comparto industriale potrebbe avere, però se l’idea la si lancia al governo più di sinistra di tutta la storia repubblicana ed alla ricerca di nuovi fondi per finanziare prima di tutto il business della falsa immigrazione, la tattica suicida è perfetta.

Pubblicità
Pubblicità

Anche perché l’alibi sarà quello che già circola a sinistra: “Lo ha chiesto Confindustria, non è un nostro provvedimento”.

A parte che la colpa non è di chi propone, ma di chi eventualmente legifera vediamo chi sarebbe più colpito da questo provvedimento: casalinghe e studenti.

Sono loro in cima alla classifica delle categorie che pagano in contanti.

Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia aggiornati a gennaio di quest’anno, l’85,9% delle transazioni nei punti vendita avviene per contanti.

Pubblicità
Pubblicità

Al momento c’è solo il limite dei 2.999,99 euro per il saldo cash, oltre è necessario un assegno o un bonifico.

E’ bene ricordare che in Italia, al contrario di quanto avviene all’estero, il pagamento tramite Bancomat o Carta di Credito non è gratuito per entrambi i soggetti coinvolti.

Se venisse introdotto il balzello della tassazione, oltre a pagare dazio su denaro già tassato, gli istituti bancari faranno gratuitamente quella transazione del 2%?

E nel caso, a carico di chi sarà la spesa aggiuntiva?

C’è un altro particolare da non sottovalutare ed è quello del controllo del flusso del denaro.

Se pagare in contante avrà un costo, saranno aumentati i pagamenti tramite carte (e questo sarebbe un ulteriore regalo alle banche che incasserebbero di più sulle aumentate transazioni), ma a piacimento si potranno bloccare i pagamenti verso chi non è gradito al potere, semplicemente estromettendo il destinatario dal circuito di pagamento.

Insomma se dovesse essere attuato, potrebbe essere un provvedimento pericoloso e potrebbe non essere l’unico che andrà a colpite i conti degli italiani.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

In 100 mila per Matteo Salvini a Pontida: «Questa è l’Italia che vincerà. Fatevi voi un applauso»

Pubblicato

-


Tanta euforia e persone non si erano mai viste a Pontida. È stata infatti stimata la presenza di circa 100 mila persone oggi al comizio di Matteo Salvini. L’anno scorso erano state 80 mila.

Dal solo veneto sono arrivati oltre 100 pullman.

Quella che riparte da Pontida non è certo una lega sconfitta, anzi, un movimento da temere che rimane il numero uno in Italia e che con l’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia grazie al risultato dei sondaggi oggi in parlamento avrebbe il 75% dei seggi. Una maggioranza mai vista da quando l’Italia è diventata una repubblica. 

PubblicitàPubblicità

All’arrivo di Matteo Salvini è un vero bagno di folla.

I suoi leghisti lo abbracciano, lo tirano a loro, alcune persone addirittura si vantano con un “l’ho toccato”, alcuni piangono dall’emozione.

Cori più gettonati: “C’è solo un capitano”, in cui si distinguono alcuni presenti con felpe con scritto Roma, e scudetto giallorosso.

Dopo la bomba del referendum maggioritario fatta esplodere ieri, da Matteo Salvini è arrivata un’altra esclusiva, quando ha parlato della necessità di un centrodestra aperto e inclusivo, anche della mitica società civile, per le prossime scadenze elettorali, amministrative prossime venture comprese.

Pubblicità
Pubblicità

“Questa è l’Italia che vincerà. Fatevi voi un applauso. E vediamo se qualche telegiornale riuscirà a nascondere questo popolo” – ha cominciato così il suo discorso l’ex ministro dell’interno 

Il leader leghista è stato interrotto molte volte al grido dei soliti slogan contro Di Maio, Renzi e l’aborrito “traditore” Conte.

Gli slogan più gettonati sono stati: “Ele-zio-ni, Ele-zio-ni!”, l’immancabile “Li-ber-tà, li-ber-tà!” e anche “Bib-bia-no, Bib-bia-no!”.

Al comizio di Matteo Salvini era presente anche Gad Lerner che con aria provocatoria ha attraversato il prato di Pontida prendendosi di tutto. La sua presenza poteva essere risparmiata ai tanti leghisti presenti.

Commentando le parole di Vito Comencini di ieri sul Capo dello Stato Salvini ha chiarito: «Possono essere sbagliati i toni, bisogna sempre portare rispetto. Sicuramente sono state fatte scelte che non corrispondono alla volontà popolare. Io però non uso l’insulto e propongo agli italiani un cambiamento».

Sulla questione migranti ha ribadito: «Ce ne sono decine di migliaia che a parole sarebbero dovuti già partire e andare all’estero. Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi, lo vedremo nelle prossime settimane. Le Ong hanno festeggiato».

«Se smonteranno il decreto sicurezza, sarà un’altra occasione di referendum perché sia il popolo ad opporsi alle scelte del palazzo. Gli alleati del centrodestra “sono d’accordo”. Io voglio che ogni italiano sappia per chi vota, senza che ci siano partitini che tengono in ostaggio il Paese».

Poi l’affondo a Di Maio: «Oggi non vorrei essere un Di Maio che va con cappello in mano nelle sedi del Pd in Umbria. Preferisco essere un Salvini» .

Lo slogan del raduno è “La forza di essere liberi!”, gigantografia stampata su un fondale del palco di 18 metri per 10.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza