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Trento

Controlli Carabinieri ferragosto: due arresti e tre denunce

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I militari della Compagnia Carabinieri di Trento, nei giorni a cavallo del Ferragosto, hanno eseguito dei controlli preventivi sul territorio di competenza.

Nell’ambito della specifica attività, oltre ad essere stati controllati un importante numero di persone e mezzi, sono stati tratte in arresto due persone e altre tre segnalate per reati a vario titolo.

Il giorno 14.08.2019 A.M. 25enne polacco, già persona sottoposta alla detenzione domiciliare, veniva sorpreso dai militari operanti all’esterno della propria abitazione a passeggiare per le vie del centro, per cui veniva fermato per evasione e, al termine delle formalità di rito, accompagnato in stato di arresto presso il proprio domicilio.

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Il 15.08.2019 A.H. 26enne tunisino, veniva trovato in possesso di cocaina, marijuana e hashish e, in conseguenza di specifici accertamenti, risultava, anche, inottemperante ad un provvedimento di espulsione emesso dalla Questura di Trento.

Per cui, veniva deferito all’A.G. di Trento per detenzione ai fini dello spaccio di stupefacenti e l’inosservanza della legge sull’immigrazione.

Il 17.08.2019 la coppia D.P. e C.P. rispettivamente 26 enne trentino e 30 enne siciliana venivano denunciati per furto aggravato in concorso, D.P., anche, per porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

Nella stessa giornata, A.A. 31 enne tunisino, veniva arrestato e deferito all’A.G. perché, risultava destinatario di un ordine di carcerazione e durante il controllo eseguito in via Suffragio opponeva un’attiva resistenza nei confronti dei carabinieri operanti, entrambi, appartenenti alla Sezione Radiomobile che non hanno riportato lesioni.

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Trento

Ieri la festa di addio per il console onorario di Romania Maurizio Passerotti

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La Comunità romena del Trentino Alto Adige ha salutato ieri pomeriggio con una festa che si è tenuta nella sua residenza di Cadine, Maurizio Passerotti Console Onorario della Romania per la regione che volontariamente non ha rinnovato il mandato.

Passerotti è stato il riferimento per tutta la comunità per 11 anni, quelli più difficili.

Un periodo nel quale i romeni dovevano vincere l’innata diffidenza dei Trentini, trovare un posto di lavoro con quale mandare i soldi alle famiglie rimaste a casa, ma anche risolvere le tante piccole problematiche quotidiane.

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Passerotti è andato al di la della carica istituzionale, diventando un padre per tanti romeni che gli si sono rivolti per le più disparate richieste.

Il Console ascoltava, rassicurava e poi dava il via a quell’azione che quasi sempre risolveva il problema.

A 11 anni di distanza la realtà è cambiata del tutto.

I romeni sono imprenditori, proprietari di case, lavorano e sono integrati e forse è anche giusto che alla figura paterna di Passerotti, se ne sostituisca una che sia meno coinvolta nella realtà quotidiana.

Rifiutando il rinnovo del mandato consolare, Passerotti ha chiuso un ciclo e ieri nel parco della sua residenza è stato salutato con la malinconia e la tristezza che i romeni sanno combattere facendo festa.

Si è mangiato, ballato consapevoli che Passerotti non sarà più il punto di riferimento col quale la comunità romena è cresciuta.

Ma perché ha lasciato?Ho 75 anni ed avrei concluso questo terzo mandato a 80, troppi. Poi ci sono dei motivi famigliari, ma non per ultimo il fatto che 6 mesi fa ci ha lasciato “Gigi” Giuriato che era la mia spalla operativa. Un amico della Romania sempre disponibile a darmi una mano. Sento la sua mancanza e quando sono andato sulla sua tomba a sei mesi dalla morte, gli ho detto: “Gigi mi hai costretto ha non fare più il Console, senza di te sarebbe tutto più difficile”.

Nulla si sa nulla sul suo successore, quello che è certo è che fino al 7 ottobre Maurizio Passerotti resterà in carica.

A mandato scaduto invierà il dossier del candidato al Corpo Diplomatico del governo romeno e da quel momento inizierà la pratica della nomina del nuovo console. “ La revedere Maurizio”, è stato il saluto che ieri pomeriggio è partito dal cuore di tutti i romeni del Trentino Aldo Adige.

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Trento

Tasse nuovo governo: in arrivo la nuova «eco stangata»

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Ancora una volta il destino degli italiani è affidato ad un governo totalmente distante dalla realtà quotidiana che vive il suo popolo.

L’ultimo esempio? La prospettata “Eco stangata”.

Si partirebbe da un ulteriore (micro) tassa applicata sui biglietti arei, compensata da una detassazione del 10% dei viaggi in treno.

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Ma questi ministri rosso gialli hanno la minima idea delle condizioni nelle quali sono ridotte le nostre ferrovie e dei tempi di percorrenza sia ferroviari che stradali di un’ipotetica tratta Verona – Roma?

La seconda poi parrebbe una battuta.

Rottamare gli Euro 4 con un bonus da spendere obbligatoriamente in abbonamenti dell’autobus.

Ora chi viaggia con un mezzo Euro 4, lo fa certo non per vezzo, ma per mancanza degli euro necessari per acquistare una macchina più recente.

Ora cosa se ne fa ”il poveretto” di 2 mila euro di bonus rottamazione corrispondente ad un credito d’imposta utilizzabile nel quinquennio successivo in abbonamenti di trasporto pubblico locale.

Bene senza andare in altre zone d’Italia, rimaniamo in Trentino per vedere se è possibile far collimare orari di lavoro con quelli degli autobus sulla linea Aldeno – Trento.

Un esempio, ma quante altre corse sono calcolate sul rientro a casa di ipotetici lavoratori e non sul percorso inverso?

Che dire poi dell’eliminazione degli incentivi che indirettamente finanziano i combustibili fossili?

La prima conseguenza sarebbe l’equiparazione del costo del diesel a quello della benzina verde anch’essa inquinante.

Sfugge evidentemente che il trasporto merci avviene ancora per quasi la sua totalità su gomma, in considerazione dell’inadeguatezza delle linee ferroviarie.

E che nell’ambito del trasporto persone a sbaragliare la concorrenza è il vecchio pullman che si è ripreso il mercato con tariffe competitive, mezzi puliti e puntualità del servizio.

Allora di che aumenti vogliamo parlare?

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Trento

È Allarme fuochi nei parchi urbani di Trento

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“Nel tardo pomeriggio ero nei pressi del campetto dell‘oratorio di Povo quando vedo una fiammata e due ragazzi che scappano… hanno dato fuoco a dei giornali usando delle piccole candele (quelle della chiesa o del cimitero?) e hanno acceso questo fuoco su un tavolo di legno posto tra la canonica e l’ex scuola elementare… per fortuna che sono intervenuta prontamente aiutata dai miei figli e con gli annaffiatoi del cimitero lo abbiamo spento sul nascere, ma i legni del tavolo già dopo un minuto stavano per cominciare a bruciare”.

E’ la denuncia di una signora (non l’unica purtroppo) che ieri si trovava nei pressi dell’oratorio di Povo che conferma come ormai sia allarme fuochi nei parchi urbani della città.

Una cattiva abitudine, oltretutto vietata e sanzionabile, ma che evidentemente viene vista da qualcuno come una sfida alla comunità.

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Fino a quando non succederà qualcosa di grave, accentuato dalla generalizzata mancanza di grandi quantità di acqua nei nostri giardini pubblici.

Le foto allegate testimoniano la situazione dei Giardini Massimiliano I° d’Asburgo di Lung’Adige Braille dove dopo il barbecue serale, del quale abbiamo parlato in un precedente articolo, i falò vengono accesi direttamente sul prato sotto gli alberi, dove sono state vandalizzate anche due panche pic nic.

Infine abbiamo già scritto del parco di Cognola, quello che si trova sotto la chiesa dove anche in questo caso, alcuni giovani hanno preso l’abitudine di riunirsi attorno al fuoco.

Situazioni a rischio, vietate e sanzionabili che però sono tollerate dall’amministrazione comunale.

Infatti il sindaco cosa fa? Anche in questo caso nulla, ma se succede qualcosa di grave la responsabilità di chi è?

Parco di Cognola

Parco Braille Cristo re

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