Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Migranti, Salvini risponde a Conte: «Se preferisce un ministro dell’Interno del Pd basta dirlo»

Pubblicato

-

“Carissimo Presidente Conte, leggo con stupore che Lei mi rimprovera una ‘ossessione’ per i ‘porti chiusi’, parla di rabbia, slealtà, ansia, foga e altro ancora. Sono stato leale e sempre lo sarò nel pieno rispetto di ogni carica istituzionale e, prima di tutto, nei confronti dei cittadini che incontro e che mi chiedono di intervenire“. Inizia così la risposta del ministro Matteo Salvini alla lettera aperta che gli ha inviato il premier Giuseppe Conte.

“Se come ministro dell’interno se si preferisce qualcuno del Pd basta dirlo“.

In conferenza stampa a Castelvolturno, Matteo Salvini dopo aver letto i dati di un anno di mandato replica al premier Giuseppe Conte.

Pubblicità
Pubblicità

Sul tema dei migranti Conte ha definito Salvini ossessionato dai porti chiusi: “Chi parla di ossessione – taglia corto il leader della Lega – venga a fare due passi a Castelvolturno“. “Spiace che certe cose, invece di dirle in faccia il gentile presidente del Consiglio le renda pubbliche mentre stavo coordinando i lavori del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Castel Volturno“. “Conte ha fatto uno sfogo umorale io devo rispondere con le leggi: per questo è partita dal Viminale una lettera in punta di diritto”, ha aggiunto Salvini al termine del comitato per l’ordine pubblico a Castelvolturno.

“Una nave straniera in acque internazionali non si capisce che attinenza abbia con l’Italia. A che titolo chiede l’intervento alle autorità italiane? Qual è la ratio della domanda e della risposta? In silenzio abbiamo fatto scendere chi aveva necessità, senza letterine”, ha aggiunto Salvini.

“Il mio telefono è sempre acceso, intanto andando via di qui manderò un messaggio su Whatsapp al presidente Conte per ringraziarlo, perché ha stimolato un dibattito frizzanteha detto  Salvini, rispondendo a una domanda sui rapporti con il Movimento 5 Stelle.

“Ribadisco che, finché il Governo faceva, andava a gonfie vele, quando ha iniziato a dire no e a litigare era giusto fermarsi. Al di là di questo Governo – ha aggiunto Salvini – secondo me ci sono solo le elezioni, perché un’ipotesi Renzi-Di Maio sarebbe poco rispettosa nei confronti del popolo italiano”. “O c’è un governo che governa o si va al voto. Se si sciolgono le Camere la prossima settimana si può andare al voto entro fine ottobre“, ha concluso il leader della Lega. 

Per quanto riguarda i dati calano gli sbarchi, scesi del 79,6%, ma calano anche i rimpatri: dal 1 agosto del 2018 al 31 luglio del 2019 sono diminuiti dello 0,7% mentre quelli assistiti si sono più che dimezzati. In sensibile calo anche i morti nel mar Mediterraneo che si sono più che dimezzati.

Un altro dato che balza agli occhi è la drastica riduzione dei costi del sistema d’accoglienza, dove attualmente sono ospitati 105.142 migranti, il 34% in meno rispetto al 2018: dai 2,2 miliardi spesi dal 1 agosto 2017 al 31 luglio del 2018 si è passati infatti ai 501 milioni dell’ultimo anno.

E’ quanto emerge dai dati di un anno di attività che il Viminale ha diffuso in occasione di Ferragosto. 141 foreign fighters, 29 rientrati in Ue, 109 espulsioni, controllate oltre 500 mila persone.

Tra sequestri e confische sono stati sottratti alle organizzazioni criminali beni per oltre 7,5 miliardi.

Il dossier del Viminale su un anno di attività indica infatti 6.802 beni sequestrati, per un totale di 3,8 miliardi, e 3.644 beni confiscati, per un valore di 3,7 miliardi.

Al 31 luglio di quest’anno risultano inoltre 16.738 beni tolti a mafia, camorra e ndrangheta e restituiti alla collettività: 15.768 immobili e 970 aziende.

E’ del 63,4% la percentuale di donne vittime degli omicidi commessi in ambito familiare/affettivo tra agosto 2018 e luglio di quest’anno.

Al capitolo ‘violenza di genere’ figurano 12.733 denunce per stalking presentate (in tre casi su 4 da donne) nell’ultimo anno, il 13% in meno rispetto all’anno precedente.

Sempre tra agosto 2018 e luglio 2019 crescono del 32,5% gli ammonimenti del questore e del 76% quelli per violenza domestica mentre calano dell’1,2% gli allontanamenti. “Ma contiamo – ha detto Salvini – di ridurre sensibilmente il fenomeno delle violenze in famiglia grazie alla legge codice rosso approvata da poco”

Qui puoi leggere tutto il dossier del Viminale 

Pubblicità
Pubblicità

Italia ed estero

Tassa sulle merendine e biglietti aerei, Conte: «Mi pare possibile»

Pubblicato

-

«Mi pare possibile», ha dichiarato (in)cautamente – il premier Conte –  all’ipotesi del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti per una nuova imposta fiscale su voli, bibite gassate e merendine

Apriti cielo: sulla pagina social  di Matteo Salvini arriva subito la replica attraverso un post che ritrae il premier con una merendina gigante tra le mani: «Nascondete subito crostate, flauti, cornetti e bonbon: arriva la tassa sulle merendine!».

L’accusa è quella di inseguire o di essere (segretamente) di sinistra (da notare il marchio del Pd che spunta sotto quello del Movimento 5 Stelle, posizionato in alto a sinistra nel post) e per questo di non saper resistere alla tentazione di introdurre nuove tasse, come se fossero delle caramelle o delle merendine appunto.

Pubblicità
Pubblicità

L’idea era stata lanciata dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti  che attraverso uno strano sillogismo voleva invogliare al poco consumo di zuccheri che fanno male alla salute, a beneficio sia dei cittadini, sia delle casse dello Stato.

Procurando un danno però all’industria che le produce.

Fioramonti aveva poi lanciato anche l’idea di tassare (ulteriormente) i voli aerei.

A far pensare che la tassa sarà applicata è quanto dice Luigi Di Maio che sulla sua pagina social ha bocciato l’idea. Visti i precedenti in fatto di credibilità del capo della Farnesina che negli ultimi anni ha trasformato i no assoluti in sì poco argomentati non c’è da stare allegri per bambini e famiglie.

Ma alla fine a dare una mano a Di Maio arriverà il quesito sulla piattaforma Rousseau.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Le proposte del nuovo ministro, disinnesco degli aumenti iva e rinnovo degli incentivi sulla ristrutturazione.

Pubblicato

-

Mancano ormai poche settimane ad uno degli scogli economici più importanti per l’Italia, l’approvazione della legge di bilancio.

Legge di bilancio, che creerà ancora più tensione non solo la paura dell’ormai noto aumento iva, ma anche perché sarà responsabilità del nuovo governo giallo – rosso, che, già oggi lancia possibili punti delle legge.

Obiettivi programmatici espressi durante un meeting di Confedilizia dal Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Pubblicità
Pubblicità

Bloccare l’aumento dell’iva selezionando con cura quali investimenti e incentivi da rinnovare come per esempio le detrazioni fiscali per l’energia.

Il primo e il più importante, è l’impegno per il disinnesco degli aumenti iva previsti dalle clausole di salvaguardia per oltre 50 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021.

Patuanelli  infatti, conferma l’impegno per evitare l’aumento che rischia di essere letale sia per l’economia che per i consumi.

Il neo ministro puntando su un settore strategico per la ripresa economica, afferma che sarà necessario rinnovare gli incentivi sia per la ristrutturazione che per l’efficienza energetica.

Inoltre, si allarga sostenendo che gli incentivi dovrebbero diventare una misura strutturale.

In particolare, Patuannelli parla di detrazioni fiscali per chi decide di intervenire sul proprio immobile e per chi opera delle migliorie significative dal punto di vista energetico.

Un tema questo, che si lega a un altro dei punti programmatici del nuovo governo: quello dell’economia green e dell’ambiente.

Sull’argomento il Ministro elenca cifre piuttosto rappresentative.

Negli edifici esistenti dal 2007 ad oggi si registrano oltre 39 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi solo nel 2018 per interventi di riqualificazione energetica.

Interventi, che hanno portato ad un risparmio di 100 milioni di megawatt, un dato che significa non solo riduzione dei consumi e delle spese, ma anche maggiore sensibilizzazione.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Italia ed estero

Si agitano venti di scisma nella Chiesa di Papa Francesco

Pubblicato

-

Lo ha dichiarato esplicitamente papa Francesco di ritorno dall’Africa. E dalla Germania sembrano arrivare conferme…

Troppi, infatti, gli scossoni dati da Bergoglio alla dottrina e alla prassi cattolica, e troppe le differenze tra lui e i suoi predecessori.

Infatti se Giovanni Paolo II è stato il nemico del comunismo, l’uomo che lottò perchè fossero riconosciute le radici cristiane dell’Europa, il promotore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, l’autore di Evangelium vitae e Familiaris consortio, il difensore dell’idea di patria, Bergoglio è esattamente all’opposto: elogia il comunismo di Evo Morales e il progressismo del Pd; considera l’Ue anticristiana un bene a prescindere; ha archiviato, con Amoris laetitia, le due encicliche citate, e cerca di sradicare ulteriormente l’eredità del papa polacco nel campo della famiglia epurando monsignor Livio Melina e gli altri esimi professori dell’Istituto Giovanni Paolo II, voluti dal papa polacco stesso.

Pubblicità
Pubblicità

Se Benedetto XVI è stato il papa dell’adorazione eucaristica, della divina liturgia, della prudenza e della mitezza, dei “principi non negoziabili”, delle fede e non della politica, Bergoglio è l’uomo che non si inginocchia davanti al Santissimo, che trascura del tutto la trasmissione del catechismo e i Family day, ma riceve ogni giorno politici, preti sospesi a divionis per essersi candidati alle elezioni, premier “amici”…

Senza procedere oltre in questo lungo elenco, è evidente che il modo di comunicare e di agire di Francesco, rivoluzionario ed autoritario nell medesimo tempo, mette in angoscia tanti fedeli.

Gli ultimi in ordine di tempo a esprimere il loro forte disagio sono stati, dopo i vaticanisti Marco Tosatti, Aldo Maria Valli e Sandro Magister, gli scrittori Rino Cammilleri e Vittorio Messori, il giornalista cattolico più letto al mondo, amico e consulente di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Ma la Chiesa non è un partito politico: per questo, al di là di correnti ideali diverse, molti cattolici ritengono sia necessario soprattutto chiedere l’aiuto di Dio e della Vergine perchè la “barca di Pietro” torni a navigare in acque tranquille; perchè cessi la confusione dottrinale e torni l’armonia tra vescovi, cardinali, fedeli.

Proprio il 5 ottobre, giorno del Concistoro, cattolici provenienti da varie parti dell’Italia e del mondo si troveranno vicino a san Pietro, in largo Giovanni XXIII, alle 14.30, per chiedere al Cielo alcune grazie, elencate in un aposito “manifesto”.

Ne citiamo solamente tre, rimandando al testo integrale (vedi qui) le persone interessate:

1) “perchè la priorità di chi guida la Chiesa sia annunciare la fede in Gesù Cristo Salvatore, lasciando a “Cesare ciò che è di Cesare”, ed evitando di improvvisarsi sociologi, politologi, climatologi… tuttologi;

2) perchè gli uomini di Chiesa non cessino di proclamare i “principi non negoziabili”, in particolare la difesa della vita e della famiglia, venendo a patti con la cultura di morte e l’ideologia gender;

3) perchè non si confondano più l’amore per il Creato con l’ecologismo pagano e panteista, nè la misericordia di Dio con il relativismo morale e l’indifferentismo religioso”.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza