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Trento

Nissan contromano in tangenziale, evitata per miracolo una tragedia

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Poteva finire in tragedia un contromano effettuato stamane poco prima delle 10.00 sulla tangenziale di Trento da una Nissan Qashqai bianca.

L’autovettura ha preso in contromano la rotatoria della tangenziale, all’altezza dell’uscita dell’autostrada Nord di Trento e nonostante gli avvertimenti dei conducenti ha continuato imperterrita la sua strada.

Solo per miracolo alcune autovetture hanno evitato lo scontro ed alcune per evitare la Nissan si sono dovuti mettere di traverso sulla carreggiata rischiando di essere tamponati dalle vetture che sopraggiungevano.

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A denunciare la cosa è stato il consigliere provinciale Devid Moranduzzo sulla sua pagina social.

«Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto, io e un mio amico eravamo fermi allo stop in uscita da Spini di Gardolo e siamo riusciti a riprendere l’accaduto! Nessun morto, nessun ferito e nessun incidente, però c’è da dire che prima di mettersi alla guida di un veicolo, le persone dovrebbero imparare il codice stradale!» Spiega un testimone

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Trento

Polemiche prenatalizie: per i commercianti si fanno sentire gli effetti collaterali

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Sono molti i commercianti a non essere felici per come è stata gestita la querelle fra l‘amministrazione comunale e Agostino Carollo in merito all’organizzazione dei mercatini di Natale.

In molti parlano anche di un‘amministrazione comunale di Trento «che sta dimostrando l’incapacità di gestire le esigenze della città».

Il calo di presenze di circa il 30% riscontrato dalle attività commerciali del centro storico in queste due settimane avvalorerebbe questa ipotesi.

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Per le due piazze del mercatino di Natale rispetto al  2018 si registra un leggero calo, per la fiera di santa Lucia i dati non sono stati molto confortanti e per l’ultimo week end dell’Immacolata i numeri non sono certo in linea con il passato.

Sulla vicenda ricorso al TAR da parte di Agostino Carollo torna anche Elvis Abdushi (foto) titolare della pizzeria Cher di Largo Carducci: «In questo 2019 abbiamo assistito alla messa in discussione dei mercatini di Natale culminata con la sentenza del TAR, appena un giorno prima dell’apertura dei mercatini, creando di conseguenza una sorta di effetto boomerang. Tante persone e tanti pullman organizzati, gli abituali curiosi di vedere i mercatini di Natale a Trento, hanno disdetto per paura di arrivare qui e non trovare nulla. Così è stato anche per il mercatino di Santa Lucia, molto scarno di bancarelle e povero di presenze turistiche».

Secondo Elvis Abdush questo si evince anche dai dati delle presenze nell’area camper in città che di solito è un termometro imparziale sulle presenze in città

Ma sono molti i commercianti del centro che parlano di «danno economico ingiustificabile da parte del Comune di Trento» che con il suo comportamento ha innescato polemiche che sono finite per dovere di cronaca su tutti i giornali, e non solo locali.

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Il titolare della Pizzeria Chef si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe: «Si è discusso molto anche in merito alle luminarie in città, accusando i commercianti e gli esercenti di non aver partecipato alla quota spesa stabilita da Comune e APT. Infatti molte strade del centro non hanno alcuna decorazione luminaria, da Via Galilei a Largo Carducci, come Via Mantova, etc. Mentre in altre zone del centro storico le luminarie sono scarse o di dubbio gusto. Ma la cosa che più stupisce è che in Via Alfieri, lunga circa 50 metri, dove non si trovano attività commerciali ci siano due luminarie natalizie. Per quest’ultime, chi ha pagato?»

Nel merito è intervenuto anche il presidente provinciale dei ristoratori di ConfCommercio Marco Fontanari (foto): «L’incertezza sui mercatini di Natale è indubbio che abbia penalizzato i commercianti della città, le aziende di viaggio infatti in tal senso hanno bisogno di programmazione. Forse quest’anno la mancanza del ponte dell’immacolata non ha aiutato e la bella giornata ha spinto molti verso le prime sciate della stagione. Teniamo conto anche – prosegue Fontanari – che i mercatini ormai sono dappertutto e che nell’incertezza le agenzie di viaggio è normale abbiano proposto altre mete in tal senso ai turisti». 

Fontanari risponde anche ai molti commercianti che dopo 20 anni ritengono che i mercatini debbano innovarsi e cambiare: «Siamo consapevoli che la proposta sia uguale da ormai 20 anni, ma a parer mio è l’atmosfera che incide sui mercatini, poi siamo tutti d’accordo che qualcosa non ha funzionato bene nell’organizzazione di questa edizione e che va migliorata» 

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Trento

Copertura previdenziale degli Amministratori locali: la Regione sana la disparità di trattamento che subivano i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti.

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E’ stato approvato dal Consiglio regionale l’articolo 3 della manovra di bilancio 2020, contenente le normative riguardanti gli Enti locali.

L’Assessore regionale agli Enti Locali, Claudio Cia, esprime soddisfazione per aver portato a termine una serie di norme dedicate agli amministratori comunali, in tempo utile per il prossimo turno generale delle elezioni amministrative previste il 3 maggio 2020.

Il testo introduce una forma di previdenza integrativa per sindaci, vicesindaci, assessori comunali e presidenti di comunità di valle, che non siano lavoratori dipendenti.

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«L’obiettivo – spiega l’Assessore – era sanare una disparità di trattamento. Attualmente infatti solo i lavoratori dipendenti potevano ricoprire determinate cariche amministrative negli Enti locali senza dover subire una perdita di contributi previdenziali o di reddito, come inevitabilmente accadeva per gli amministratori locali che fossero lavoratori autonomi o liberi professionisti, si pensi ad artigiani, contadini, architetti, farmacisti, commercianti… Del tutto privi di copertura previdenziale risultavano poi gli amministratori locali che non esercitavano attività lavorativa, ad esempio una casalinga, uno studente, o un disoccupato. Da qui l’azione dell’Assessorato regionale per garantire a tutti i cittadini condizioni di eguaglianza nell’accesso alle cariche elettive e incentivare i cittadini a impegnarsi per la propria comunità».

Con l’approvazione della manovra di bilancio regionale 2020 verrà introdotta inoltre una “indennità di fine carica“, equivalente al trattamento di fine rapporto destinato ai lavoratori dipendenti, per i sindaci che si impegneranno a tempo pieno nel loro ruolo.

L’indennità di fine mandato esiste già dal 2000 nel resto dei Comuni italiani.

Le novità approvate oggi si aggiungono a quanto già votato dal Consiglio regionale nel luglio di quest’anno in occasione dell’assestamento di bilancio, ovvero il ripristino del 7% che era stato tagliato anni fa, facendo tornare le indennità degli amministratori ai livelli del 2010. «Va detto che rispetto ad allora – evidenzia l’Assessore – vi è stata una drastica spinta alla riduzione del numero dei Comuni e di conseguenza anche di sindaci e assessori che ha generato risparmi per oltre 2 milioni all’anno, solo considerando il minor numero di amministratori» (solo in Trentino, ad esempio, da 223 comuni si arriverà l’anno prossimo a 166).

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Nonostante questi interventi, certamente migliorativi, non tutti i sindaci trentini arriveranno ai 1.400 euro netti al mese indicati a livello nazionale per i piccoli municipi (circa 20 non arriveranno neppure a 1.400 euro lordi) e rimane il nodo della notevole differenza di compensi fra Trentino e Alto Adige. «Fino ad ora abbiamo lavorato con l’obiettivo di introdurre queste migliorie prima del turno generale delle elezioni amministrative del 2020 – spiega l’Assessore Cia -, nei mesi a venire vedremo se ci saranno i margini per valutare possibili modifiche all’impianto generale».

«Fare il sindaco, anche di un piccolo comune, è un lavoro a tempo pieno – evidenzia l’Assessore –, si è tutti i giorni in prima linea per risolvere problemi concreti, con un impegno in termini di tempo, sacrifici personali e responsabilità che spesso non sono commisurati alla retribuzione. Nell’ultimo decennio le amministrazioni comunali hanno dovuto fare i conti con il costante calo delle risorse, mentre le incombenze sono aumentate, facendo crescere notevolmente il peso dell’amministrazione quotidiana. Con questi interventi volgiamo dimostrare che la Regione riconosce l’importanza di questo ruolo»

Sull’argomento è intervenuto anche il governatore della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti: «Come Giunta provinciale abbiamo incontrato molte amministrazioni comunali – commenta Fugatti – ed un tema pressoché comune fra le diverse istanze che ci sono state sottoposte dai sindaci riguarda proprio il funzionamento della macchina amministrativa che può risultare ingestibile proprio in ragione della complessità della materia spesso in rapporto alla dimensione stessa delle municipalità. Ma noi abbiamo sempre detto che la sopravvivenza dei comuni è la sopravvivenza stessa del Trentino che ha sempre valorizzato le autonomie locali».

«Ecco – continua Fugatti – perché credo che l’emendamento approvato oggi metterà gli amministratori locali nella condizione di operare al meglio. Da tempo il tema era al centro della discussione politica, segno che la materia andava riformata, passando per la qualificazione ulteriore di una figura di estrema importanza per il buon funzionamento di un’amministrazione locale. In questo modo i sindaci potranno contare su figure di qualità e in grado di supportarli al meglio nella loro azione amministrativa»

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Trento

Sono 1.385 i dipendenti del comune di Trento. In forte crescita il part Time

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Il comune di Trento ha diffuso oggi i dati relativi all’annuario statistico 2018.

Per quanto riguarda il  focus sull’amministrazione il numero di deliberazioni consiliari adottate nel 2018 è pari a 207, le deliberazioni approvate della Giunta sono 294, i conclusi 700.

Per quanto riguarda l’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riportato l’andamento dei contatti registrati dal 2005 in poi. In generale, in serie storica, si rileva un calo, mentre nel 2018 i contatti sono aumentati rispetto all’anno precedente.

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Il valore è, infatti, pari a 16.605 (+8,1% rispetto al 2017), di cui 2.142 sono costituiti da suggerimenti, segnalazioni e reclami.

La modalità di contatto preferita dal cittadino è al banco (43,1%).

Da notare come siano in costante aumento i contatti scritti, in modo particolare quelli attraverso e-mail e tramite la piattaforma Sensorcivico (aumentati rispettivamente del 16 e del 21% rispetto al 2017).

I dipendenti del Comune di Trento sono 1.385 (-1,9% rispetto al 2017), 570 uomini (41,2%) e 815 donne (58,8%).

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I dirigenti, prevalentemente uomini, sono 24.

La qualifica con il numero maggiore di dipendenti è la C (625). Le persone in part-time sono 410, dato che corrisponde al 29,6% del totale dei dipendenti.

Questa proporzione è in aumento nel corso del tempo: nel 2005, infatti, i part-time erano 295 su un totale di 1.627 dipendenti, corrispondenti al 18,1%.

L’età media del personale a tempo indeterminato è di 50,5 (dato in costante aumento, nel 2005 era pari a 43,5).

Con riferimento ai dati catastali invece, si evidenzia che su un totale di 136.043 unità immobiliari accatastate, il 47,1% (64.131 unità) è ad uso abitativo, mentre il non residenziale  negozi, uffici, studi e uso produttivo) costituisce il 7,4%, la restante percentuale è costituita da pertinenze 2 .

Tra le unità ad uso abitativo, l’80,0% è costituito da abitazioni definite “di tipo civile” (A2, ovvero, secondo le note esplicative del catasto, unità immobiliari “appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale

 

 

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