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Trento

ICEF: deduzione per le donne aumentata a 4 mila euro

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Ieri la Giunta provinciale ha tradotto in un provvedimento amministrativo la decisione già assunta in sede di assestamento di Bilancio di aumentare da 3.000 a 4.000 euro la deduzione forfettaria per il calcolo dell’Icef, relativamente ai redditi da lavoro femminile.

La deduzione interessa i nuclei familiari di almeno due persone e ha come obiettivo principale quello di incentivare il lavoro femminile.

E’ noto infatti che sulla donna con un impiego grava anche la maggior parte delle incombenze relative al lavoro domestico e alle cure parentali.

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In questo modo sarà più facile per un nucleo familiare in cui anche la donna lavora poter accedere a tutta una serie di servizi e di prestazioni economiche condizionate dall’indicatore Icef.

ICEF: cos’è e come si misura: L’Indicatore della Condizione Economica Familiare (ICEF) misura la condizione economica delle famiglie mediante meccanismi di calcolo che tengono conto della composizione del nucleo familiare, del relativo reddito e patrimonio, nonché di specifiche deduzioni e franchigie previste dalla disciplina vigente.

Le deduzioni attengono a specifiche spese effettivamente sostenute dal nucleo familiare – quali ad esempio spese mediche, spese per istruzione, interessi su mutui, canoni di locazione – ovvero a quote forfettarie/franchigie – quali ad esempio quelle per lavoro dipendente, per lavoro femminile, per componenti non autosufficienti, per patrimonio immobiliare e finanziario – e così via.

L’Indicatore è dunque uno strumento che consente di adottare politiche equitative a favore dei cittadini.

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Trento

38.633 ricoveri negli ospedali di Trento nel 2018. Gli aborti sono 166

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Con riferimento all’anno 2018, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 38.633 ricoveri, per 241.221 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca).

I posti letto totali sono 853. I ricoveri sono diminuiti leggermente (-3,7%), così come le giornate di degenza (-1,3%).

La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, dato maggiore dell’anno precedente di 0,1.

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In Provincia i ricoveri sono 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.907 (dato inferiore a quello dell’anno precedente -3,6%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,3%) e dell’apparato digerente (10,5%).

La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 14,0% del 2009 al 10,9% del 2018.

I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 801, dato in diminuzione rispetto al 2017 (-7,9%).

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Rimane costante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (166 nel 2017 e nel 2018).

Nel corso dal 2018 si evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (-12,5%) ed un aumento di quelle ricoverate in day hospital (+17,3%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia.

Si tratta in tutto di 3.758 persone, con una diminuzione percentuale del -6,9%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo.

Sono in diminuzione, rispetto al 2017, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.023 con una diminuzione percentuale del 6,4%. Nel decennio il dato è calato del 26,3%.

Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano. Le farmacie sul territorio comunale sono 30, di cui 10 comunali.

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Trento

A Trento si commettono 16 reati ogni giorno, il 41,6% sono perpetrati da extracomunitari

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Il comune di Trento ha diffuso i dati relativi all’annuario del 2018 

Nel corso del 2018 diminuisce il numero dei delitti commessi (e denunciati) nel Comune di Trento (-5,6%): se ne registrano, infatti, 5.555, rispetto ai 5.884 del 2017.

Il dato provinciale evidenzia una diminuzione più lieve (-1,2%).

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Con riferimento al Comune di Trento si rileva un decremento di persone denunciate e in seguito arrestate e fermate (-13,4%), mentre, a livello provinciale, diminuiscono in maniera minore (-5,9%).

Le persone extracomunitarie denunciate calano lievemente nel Comune di Trento (895, -9,1%) mentre restano costanti in provincia (1.733, +0,1%).

Gli extracomunitari costituiscono il 41,6% di tutte le persone denunciate in Comune; in Provincia invece il valore è pari a 28,8%.

Il furto resta sempre il tipo di reato maggiormente perpetrato (l’incidenza sul totale dei delitti è del 54,1%).

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Il dato è in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+1,7%).

Nel corso del 2018 sono stati rilevati 445 danneggiamenti (-0,9% rispetto al 2017), 358 truffe e frodi informatiche (nel corso del 2017 erano state 406, -11,8%) e 240 reati connessi con la produzione, lo spaccio e il traffico di stupefacenti (234 nel 2017, +2,6%).

Le rapine sono 61 (nel 2017 erano 53). Diminuiscono, rispetto all’anno precedente, le denunce per reati contro l’incolumità e la libertà individuale (percosse, lesioni dolose, violenza privata, minacce, violenze sessuali) -32,9%.

Il tasso di delittuosità in comune (numero di delitti rispetto alla media annuale della popolazione residente rapportato a 100.000 abitanti), si mantiene costantemente più alto che nel resto della provincia: nel 2018 il valore per il Comune di Trento è pari a 4.701,9 per la Provincia è di 2.956,6.

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Trento

Anche a Trento arriva il Muro della gentilezza

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Nella foto uno dei molti muri della gentilezza sparsi nel mondo

Il Consiglio comunale di Trento ha deciso di realizzare anche nella nostra città il Muro della gentilezza, iniziativa di solidarietà che è presente in diverse città del mondo e che incoraggia la gente a donare abiti che non usa più e che possono usare le persone meno fortunate.

Si tratta di un armadio posizionato in piazza Fiera dove poter appendere gli abiti usati.

A seguito di una call aperta dall’ufficio Politiche giovanili, l’armadio, ad oggi spoglio, verrà completato e decorato nel prossimo fine settimana con una pittura artistica ad opera dell’artista Senka Semak, che sarà al lavoro nelle giornate di sabato e domenica e che così spiega la sua scelta artistica nell’interpretazione del tema: “Il Muro della gentilezza, oltre alla sua funzione pratica, veicola già di per sé un messaggio di condivisione, solidarietà sociale e di cura dell’altro o del meno fortunato. Per questo motivo nello studio della decorazione destinata alla struttura si è scelto appositamente di non rimarcare questi aspetti, creando un’inutile ridondanza, ma piuttosto lavorare in una direzione il cui il ‘muro’ stesso acquisti una forma più romantica nello spazio, dove la struttura si annulli, per lasciare maggiore spazio alla sua funzione e al messaggio che veicola. Attraverso tecniche di anamorfosi e geometria prospettica, la struttura diviene una sorta di corridoio nello spazio, da cui escono dei palloncini bianchi che portano appesi i vari capi. Il palloncino, trascinato dalle correnti, si presta al concetto del donare senza ricevere, del dare all’altro senza necessità di conoscerlo, del lasciare che il vento porti il tuo dono a chi ne ha bisogno.”

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“Se non ne hai bisogno lascialo. Se ne hai bisogno prendilo”: dalla prossima settimana chi ha un cappotto, un vestito, una giacca in buono stato che non usa più, potrà appenderli qui.

A chi invece manca qualcosa per proteggersi dal freddo, potrà prendere quello che gli serve senza restituirlo.

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