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Benessere e Salute

Quali parti del cocomero sono commestibili?

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Il cocomero appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee e – benché possa raggiungere un peso di 15 kg – è un frutto a bacca.

Come è noto, la polpa del cocomero è molto succosa e povera di calorie – circa il 95% è costituito da acqua – e ha un sapore delizioso, particolarmente quando fa molto caldo.

“Non tutti sanno, invece, che anche la buccia e i semi sono commestibili, e che anzi essi contengono sostanze nutritive preziose” fa notare Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige.

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Nella buccia si trovano fibre, vitamina C e vitamine B, mentre i semi possiedono un prezioso apporto di grassi insaturi, vitamine e minerali, tra cui magnesio.

La buccia, però, non ha un sapore dolce, bensì ricorda piuttosto quello del cetriolo. Per questo motivo è indicata come ingrediente per le insalate: si pela lo strato verde esterno con uno sbucciapatate e si taglia la parte bianca in piccoli cubetti. La buccia del cocomero può anche essere cotta come conserva in agro-dolce.

I semi del cocomero vanno masticati o sminuzzati. “Ingerendoli senza masticarli, infatti, il corpo non può sfruttare le sostanze nutritive che vi sono contenute” spiega Silke Raffeiner.

In altri paesi i semi del cocomero vengono arrostiti in padella, insaporiti con un po’ di sale e sgranocchiati da soli o cosparsi su insalate o zuppe.

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I semi essiccati possono essere utilizzati anche nella preparazione di pane o dolci. Una volta tagliato, il cocomero va conservato nel frigorifero e consumato entro tre giorni.

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Benessere e Salute

VediamociChiara.it: successo per il portale dedicato alla salute femminile

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Nella foto la redazione del portale

Il primo consulente medico è internet, anche se spesso le notizie riportate non sono del tutto esatte, a volte sono parziali e quasi sempre innescano meccanismi di apprensione non giustificati.

Statisticamente sono più le donne rispetto agli uomini che lo utilizzano per raccogliere informazioni ed è per questo che è nato un portale tutto al femminile – vediamociChiara.it – che negli ultimi dodici mesi ha fornito 8 mila consulti medici online.

Il portale è dedicato alla salute ed al benessere femminile che spazia dai disturbi dell’apparato riproduttivo al mal di testa, alle patologie autoimmuni, all’osteoporosi e tanto altro.

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Oltre agli 8 mila consulti, 6 mila clic negli ultimi 10 mesi, è stata pianificata una newsletter con 300 mila utenti profilate e 20 specialisti che interagiscono con gli utenti con video, articoli, interviste e video conferenze.

“ VediamociChiara.it” nasce nel 2013 con l’intento di fornire informazioni certe e sicure sulla salute che arrivano anche dalla collaborazione con associazioni e fondazioni nazionali e locali.

Il portale si rilancia anche con una rubrica presente in molte reti radiofoniche e promuove stili di vita salutari e l’importanza dello screening nella prevenzione.

Una recente indagine del Censis ha stabilito che 15 milioni di italiani cercano informazioni sanitarie sul web, 8,8 milioni si sono affidate al “ dottor Google” imbattendosi in informazioni false o peggio ancora fake news.

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Il portale è nato per salvaguardare la corretta informazione specialmente per i giovani che cercano nel web le risposte sui contraccettivi, su patologie ginecologiche giovanili, per arrivare poi alle donne alle prese con i problemi della menopausa.

Accanto alle problematiche femminili, uno spazio per quelle familiari .

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Benessere e Salute

Depressione e non solo, quando le donne rischiano di più.

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Inizia il mese di dicembre e siamo nel periodo dell’anno nel quale la depressione guadagna terreno facilitata dal clima festivo, che spesso lo diventa a tutti i costi.

Ad essere a rischio sono maggiormente le donne fino a tre volte in più dei maschi, mentre per gli uomini sono le malattie cardiovascolari a farla da padrona.

La propensione nasce da vari fattori.

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Il primo è quello del post parto, dopo la fatica fisica e psicologica della gravidanza può arrivare una fase di rilassamento che talvolta sfocia nella depressione.

Poi c’è “l’altena ormonale”, l’effetto degli estrogeni, la tiroide ed il metabolismo degli alimenti.

La differenza tra uomo e donna – come è emerso dai dati contenuti nel Libro Bianco presentato da Francesca Merzagora presidente dell’Osservatorio Salute Donna – è anche negli incidenti sul lavoro che interessano le donne per il 32,9% e gli uomini per il 67,1%.

Con una punta curiosamente legata agli incidenti nel tragitto casa – lavoro e viceversa.

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E’ qui che il 22,7% delle donne subisce danni, contro il 10,4% degli uomini, percentuali calcolate sulle denunce del così detto “ rischio in itinere”.

Un altro dato sul quale riflettere è l’incidenza delle malattie cardiovascolari che più frequenti negli uomini, piuttosto che nelle donne.

Una causa è data dal fatto che mediamente le donne fumano meno degli uomini ( circa un terzo di sigarette in meno rispetto a quelle fumate dai maschi).

Ma in caso di diabete il rischio al femminile sale fino ad un 44% rispetto agli uomini con pari compenso glicemico, cioè con uguali valori del sangue.

Nelle donne c’è una maggiore predisposizione alle malattie autoimmuni e endocrine ( fino a 50 volte più frequenti) ed alle nevrosi associate al nuovo ruolo sociale della donna, diventato fortemente competitivo.

Con l’Osservatorio Salute Donna, l’Italia è all’avanguardia nella medicina di genere.

Un’ultimo dato è quello relativo alla multicronicità che riguarda il 29,2% delle donne contro il 21,7% degli uomini e se consideriamo che la nuova produzione farmaceutica è indirizzata per il 42% alla medicina di precisione, ecco perché lo studio delle differenze di genere diventa fondamentale.

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Benessere e Salute

Sconfiggere il morbo di Parkinson grazie all’attività fisica e al Tango

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Uno studio del CIMeC dell’Università di Trento indagherà i benefici nel cervello e nel comportamento dei pazienti coinvolti in attività motorie.

Lo studio, finanziato nell’ambito dell’accordo quadro con il Comune di Rovereto, sarà presentato sabato in un convegno a Palazzo Piomarta, promosso l’Associazione Parkinson Odv in occasione della Giornata nazionale dedicata alla malattia

Quale effetto ha il movimento sul comportamento dei pazienti affetti da Parkinson? Cosa accade nel loro cervello mentre ballano o fanno attività fisica? E questo movimento porta benefici nella riabilitazione?

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Da queste domande parte uno studio pilota condotto dal Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento e finanziato nell’ambito dell’accordo quadro tra Ateneo e Comune di Rovereto.

A partire dall’inizio del prossimo anno, i pazienti contattati tramite l’Associazione Parkinson Odv, saranno coinvolti in una serie di iniziative, dal tango all’attività fisioterapica, per valutare e validare gli effetti di diversi training motori.

Il progetto, coordinato dal ricercatore Luca Turella, misurerà i cambiamenti nelle loro abilità motorie, nelle capacità cognitive e nell’umore prima e dopo il training.

«Dal punto di vista neurale – spiega Turella – valuteremo le modificazioni cerebrali associate nella sostanza grigia e la connettività anatomica e funzionale indotte dal training. I risultati saranno acquisiti e studiati al CIMeC e al Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN), parte integrante del CIMeC. I risultati permetteranno una diffusione più ampia delle conoscenze su questa malattia che sarà di beneficio sia per i malati stessi, sia per le loro famiglie e poi più in generale per tutta la cittadinanza».

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Il progetto sarà presentato da Costanza Papagno, direttrice del CeRiN dell’Università di Trento, in occasione della Giornata nazionale della malattia di Parkinson che si celebra sabato prossimo, 30 novembre, con iniziative promosse da tante istituzioni, associazioni, università e centri di ricerca in tutta Italia.

Il convegno “La malattia di Parkinson. Trattamenti non farmacologici: indicazioni e opportunità” si terrà proprio sabato dalle 9 a Palazzo Piomarta a Rovereto (corso Bettini 84).

Il convegno è promosso dall’Associazione Parkinson Trento Odv in collaborazione con l’Università di Trento e con il patrocinio del Comune di Rovereto e dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

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