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Food & Wine

Le ricette di agosto: i prodotti del mese e come gustarli al meglio

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Come avevo annunciato nel mese precedente, in questo articolo ho dato la precedenza assoluta al melone e ho trovato un modo originale di impiegare questo delizioso frutto estivo.

Agosto mese di ferie e vacanze, momento ideale per cene in compagnia, aperitivi, ma anche a cose veloci, piccole porzioni e piatti freddi, quindi mi sono concentrata su preparazioni poco elaborati ma ugualmente gustose.

Cercando idee e ricette mi sono imbattuta spesso in verdure arrostite, grigliate o ripiene… ma non ero convinta. Ho pensato che il modo migliore per gustarsi i meravigliosi prodotti che il mese di agosto ci propone sia crudo e poco lavorato.

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Un elenco veloce dei prodotti di questo mese.

Frutta di agosto: Albicocche, anguria, fichi, fichi d’India, frutti di bosco, mele, meloni, pere, pesche, prugne, susine, uva.
Verdura di agosto:  carote, cavolo cappuccio, cavolini di Bruxelles, cetrioli, cipolle, fagioli, fagiolini, fave, finocchi,lattuga, legumi secchi, melanzane, patate, peperoni, piselli, pomodori, ravanelli, rucola,zucchine.

Non mi resta che augurarvi buon Ferragosto e buone ferie!

Cous cous con peperoni 
200 gr di cous cuos
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 peperone verde

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Cuocere il cous cous in 200 grammi di acqua, quando è completamente assorbita spegnere il fuoco e sgranare i chicchi con una forchetta. Lavare e tagliare i peperoni in piccoli pezzi e scottarli velocemente in padella con un filo di olio.

Aggiungere il cous cous e mescolare, aggiungere un pizzico di sale e servire. Può essere gustato caldo o freddo.

Insalata melone, mozzarelle e prosciutto
1/2 melone bianco
1/2 melone bianco
100 gr mozzarelle ciliegine
100 gr prosciutto crudo
olio e sale

Dividere in due parti entrambi i meloni e ricavare tante piccolissime palline con lo strumento apposito. Riporle in un piatto, unite le mozzarelline e il prosciutto a fette. Condite con un pizzico di sale e olio d’oliva e quale foglia di basilico.

Mini cheesecake salati 
gallette di riso o farro
130 gr ricotta
500 gr formaggio spalmabile
pomodorini
foglie di basilico
olio evo

Tagliare i pomodorini in quarti e sistemarli sul fondo di uno stampo rotondo. In una ciotola mescolare ricotta e formaggio spalmabile, ricoprire i pomodori e coprire il formaggio con una galletta di farro.

Mettere in freezer per 30 minuti; trascorso il tempo di riposo estrarre il cheesecake, rovesciarlo su un piatto da portata e decorare con il basilico.

Mozzarelle sticks
1 confezione pomodori ciliegini
1 confezioni mozzarelle ciliegine
stuzzicadenti lunghi
foglie di basilico

Lavare i pomodori, tagliare la parte superiore e svuotarli. Riempirli con una mozzarellina e decorarli con una foglia di basilico.

Meloncello 
1/2 melone giallo
1/2 bacca di vaniglia
250 ml alcool 95°
250 ml latte
250 ml panna fresca
250 gr di zucchero

Per prima cosa pulire e tagliare il melone a pezzettini, metterlo in una barattolo di vetro capiente, aggiungere la mezza bacca di vaniglia e coprire con l’alcool.

Chiudere il barattolo, agitare bene e lasciar macerare per una settimana, agitando tutti i giorni il barattolo in modo da mescolarlo.

Dopo una settimana  possiamo riprendere il barattolo e preparare il liquore.

In una pentola versare il latte, la panna, lo zucchero e mescolare finchè non sarà sciolto; a questo punto spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.

Togliere dal barattolo di vetro la bacca di vaniglia e con un mixer ad immersione frullare il melone fino a quando non diventa completamente liquido. Aggiungere la purea di melone alla crema, passandola attraverso un colino; mescolare e travasare in una bottiglia di vetro.

Si può mantenere il liquore in frigo per parecchio tempo.

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Cantina Sociale di Avio con Enantio Terra dei Forti: i profumi del territorio in un solo bicchiere di vino

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Il vino è sopratutto storia che inizia dalle sue origini attraversa i luoghi in cui è nato, passa dalle terre che lo hanno generato e arriva alle mani degli uomini che lo hanno prodotto. Quasi tutto il Trentino conosce il vino e la vite ma il terreno ed il clima in alcune zone della regione si sono rivelati particolarmente favorevoli come la preziosa Terra dei Forti che, dal Comune di Avio in provincia di Trento arriva fino a sud, al Comune di Rivoli Veronese.

Qui, dalla costanza e dalla passione per un piccolo ma ricco frutto nasce la Cantina Sociale di Avio, un lungo percorso che dal 1957 ha portato i primi 171 soci, a diventare 500 con una produzione di 11.000 q di uva l’anno. Cantina nata per vinificare e commercializzare la preziosa e molto amata varietà di vitigni selvatici di questa zona da cui nasce “enantio”, coltivato da sempre in queste zone.

Dalla pianta “brusca”, molto forte si produce un’uva vendemmiata tardivamente quando l’autunno accompagna le giornate verso l’inverno portando il frutto a diventare vino dopo un lungo percorso di 5 anni dove dalla lavorazione di enologi, cantinieri e agronomi vengono create due selezioni di Enantio Terra dei Forti. Tra le due spicca Enantio Terra dei Forti Riserva 2015: un vino dal colore rosso rubino, con un’ incredibile persistenza al palato, mentre i tannini e la sua acidità lo rendono unico e balsamico con sentori di frutta matura e note di spezie donate dalla lunga conservazione nei legni.

Infatti, questa varietà di Enantio prima di arrivare sulle tavole dei buongustai attraversa un lungo invecchiamento in legno grande e piccolo per poi passare ad una sosta in vetro per almeno un anno. Un vino da tavola ottimo per accompagnare piatti dal gusto forte e tradizionale: dai primi piatti saporiti con sughi di selvaggina, brasati e i tradizionali bolliti, ai diversi tipi di formaggi stagionati come il grana trentino e il Casat del Baldo del Caseificio sociale di Sabbionara.

Ad Avio, nel cuore della Vallagarina con locali e attrezzature enologiche completamente rinnovate e a Caprino, nella zona di Bardolino in una splendida conca morenica :Sono due e coprono la Terra dei Forti, sono i luoghi dove la Cantina sviluppa e crea il suo vino.

L’intera zona è arricchita dal fascino naturale del Monte Baldo e della Lessinia che contornano l’intero tratto con il fiume Adige che lentamente scorre in valle dove i vigneti delimitano il noto Castello di Sabbionara di Avio. Castello che, durante il periodo invernale e natalizio con la sua l’ Osteria diventa l’occasione perfetta per assaggiare e degustare le antiche specialità tradizionali del territorio, accompagnate all’immancabile protagonista della Cantina Sociale di Avio, l‘Enantio Terra dei Forti.

Qui, tutto è reso ancora più magico dagli affascinanti paesaggi innevati e dal dedalo di stradine che salendo al castello raccontano di un posto ricco di miti e leggende che da generazioni risiedono in questo luogo.

Ad aumentare l’atmosfera del periodo natalizio sono i Mercatini del Castello di Avio che, nelle giornate del 14 e 15 dicembre arricchiscono il maniero. Tra gli stand, uno completamente dedicato alla Cantina Sociale di Avio ed ai suoi vini, acquistabili anche presso la sede ed il punto vendita della cantina di Via Dante,14 ad Avio dove, su prenotazione è possibile immergersi nel mondo dei vini con una visita dei locali di vinificazione, lavorazione e la bottaia dove si affinano le selezioni.

La Cantina Sociale di Avio grazie alla passione e alla dedizione per il mondo e l’arte della vinificazione riesce a far rivivere in un solo bicchiere i profumi e la tradizione di una delle più belle zone del trentino.

 

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Food & Wine

Uva: calo della produzione, ma grande annata per basi spumante e vini da invecchiamento

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Il 2019 sarà ricordato per un calo della produzione di uve del 15 per cento, ma la qualità dei vini ottenuti si mantiene oltre le aspettative, soprattutto per le basi spumante e i vini da invecchiamento.

Di vendemmia e qualità delle produzioni si è parlato, oggi, alla Fondazione Edmund Mach nell’ambito della 12^ Giornata tecnica della vite e del vino.

E’ stata una vendemmia con una partenza difficile a causa dei problemi di sanità delle uve per via delle piogge primaverili, ma poi si è risolta positivamente con risultati particolarmente apprezzabili soprattutto per le basi spumante e, più in generale, una buona acidità e freschezza dei vini con punte di eccellenza nei vini rossi medio-tardivi, come il Teroldego e nei vini longevi.

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L’evento, trasmesso in diretta streaming sul canale youtube FEM, introdotto da Claudio Ioriatti, dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, ha fatto il punto sull’andamento stagionale e fitosanitario, con approfondimenti su valutazioni e prospettive della vendemmia, flavescenza dorata, fosfiti in viticoltura ed emergenza cimice.

Andamento stagionale e fitosanitario 2019 –  Maurizio Bottura ha spiegato che il Il 2019 sarà ricordato in viticoltura come un’annata che dal punto di vista produttivo è stata inferiore alle attese (-15% rispetto al 2018), condizionata dagli andamenti climatici di aprile e maggio non favorevoli.

Per quanto riguarda la piovosità del 2019 è stata maggiore delle ultime 4 annate e superiore alla media. Dal punto di vista fitosanitario, le preoccupazioni si sono concentrate a fine aprile e a per quanto riguarda la peronospora, ma il fungo è stato meno aggressivo di quanto ci si potesse aspettare per le temperature basse registrate. Al contrario il mese di giugno caldo e asciutto ha favorito lo sviluppo dell’oidio soprattutto nelle zone collinari.

La vendemmia 2019: valutazioni e prospettive – Luciano Groff e Mario Malacarne hanno riferito che la vendemmia 2019 ha permesso di raccogliere ottime basi spumante con buona acidità, ph sufficientemente bassi e uve mature con un tasso zuccherino adeguato. Per le uve bianche da vino si evidenziano ottime acidità, mentre le gradazioni zuccherine sono state piuttosto deficitarie nelle prime fasi di raccolta, per poi recuperare nel prosieguo della vendemmia.

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I vini molto più freschi dello scorso anno, presentano profumi varietali e strutture acidiche importanti, che lasciano presupporre una longeva tenuta nel tempo. La vendemmia 2019 delle varietà rosse si è risolta in una buona annata, con qualche deficienza sul piano produttivo.

Fermentazioni regolari, che hanno dato origine a vini puliti, con intensi profumi fruttati, strutturati, con ottime acidità fisse e bassi tenori di acidità volatile. Si evidenziano punte di eccellenza nei vini rossi medio-tardivi (teroldego); nei vigneti dove si è potuto ritardare la vendemmia si sono ottenuti vini molto strutturati, che fanno pensare ad una grande annata di vini longevi. (sc)

Flavescenza dorata in Trentino: una problematica in espansione – Alberto Gelmetti ha spiegato che il quadro che si prospetta è che manifestazioni gravi della malattia (finora limitate) si manifestino nel futuro prossimo su larga scala. Per quanto riguarda la cicalina S. titanus il monitoraggio primaverile effettuato in giugno sulle forme giovanili ha rilevato le popolazioni più elevate (diffusione e densità) da quando l’insetto è segnalato in provincia.

Dai controlli effettuati in post-vendemmia sulle piante sintomatiche in 576 vigneti dislocati in 51 comuni della provincia (che ha coinvolto un totale di 304 ettari di superficie, circa 1.275.000 viti e 20 varietà) è emerso che la media dell’incidenze registrate è pari allo 0,6% e che i vigneti con almeno una pianta sintomatica sono il 54%, valore quasi triplicato rispetto allo scorso anno.

I fosfiti in viticoltura: un problema o un’opportunità? – Tomas Roman, Giorgio Nicolini, Sergio Moser, Roberto Larcher, Loris Tonidandel hanno evidenziato nel loro intervento che l’utilizzo di fosfiti è ampiamente diffuso nel mondo agricolo. Il termine fa riferimento alle forme salificate del acido fosforoso e del suo tautomero, l’acido fosfonico. I fosfiti sono ritenuti sostanze attive nella lotta contro la peronospora.

In agricoltura biologica non ne è ammesso tuttavia l’utilizzo. Il lavoro ha permesso di riportare per la prima volta la neoformazione di fosfonato di etile in condizioni enologiche e di mettere in rilievo come situazioni subottimali di affinamento o di trasporto potrebbero essere causa di eventuali non conformità, di particolare importanza per la produzione biologica. Dalle indagini effettuate, la misura del acido fosfonico nei mosti o nei vini prima della fase di affinamento sembrerebbe il modo più adatto per poter valutare in modo consapevole l’attitudine all’invecchiamento dei vini senza incorrere in potenziali rischi di natura legale.

La cimice asiatica su vite in Friuli Venezia Giulia – Sandro Bressan e Pierbruno Mutton del Servizio fitosanitario Friuli Venezia Giulia hanno fato notare che la cimice asiatica in Friuli Venezia Giulia è presente dal 2014 e ha causato parecchi danni alle colture annuali e frutticole. In viticoltura non si riscontrano danni diretti alla produzione. Nel 2019 è il primo anno dove la presenza della cimice è in riduzione grazie anche al ritrovamento di alcuni parassitoidi autoctoni e non che si sono ben insediati.

La cimice asiatica in Trentino: sviluppo e problematiche su vite – Claudio Panizza ha sottolineato che la cimice asiatica in Trentino dai primi ritrovamenti del 2016, ha velocemente colonizzato la maggior parte degli areali frutticoli e viticoli della provincia di Trento. In particolare nel 2019 si possono considerare interessati dalla presenza di questo patogeno tutti gli areali viticoli della PAT. A differenza delle specie frutticole dove la cimice asiatica provoca ingenti danni sui frutti, al momento sulla vite non si segnalano particolari danni. La cimice trova sulla vite però una condizione ottimale per l’ovodeposizione delle uova, grazie alla foglia molto grande, alle condizioni di ombreggiamento e protezione che si possono creare all’interno delle pergole. Dalla vite la cimice si sposta poi nelle colture limitrofe per alimentarsi.

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Food & Wine

Cantina Rotaliana: fatturato di 11,5 milioni (+20,3% rispetto all’anno precedente)

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Nella foto (da sinistra): Chini Luca, Roncador Luigi (Presidente), Leonardo Pilati (direttore), Dalvit Daniele e Franco Tait

 Sabato pomeriggio i soci della Cantina Rotaliana di Mezzolombardo si sono riuniti in assemblea.

Il bilancio mostra una società solida ed in salute, tanto da rieleggere per acclamazione tutti gli amministratori in scadenza: i consiglieri Franco Tait, Daniele Dalvit e Luca Chini per il CdC, e il Presidente, Luigi Roncador che afferma: “Ringrazio la base sociale che ha riposto in me fiducia per il quarto mandato consecutivo, che sarà all’insegna di una sempre maggiore qualità e sostenibilità dei nostri vini”.

La base sociale ha dimostrato tutta la soddisfazione per l’ottimo bilancio, che quest’anno si è concretizzato, per gli oltre 337 soci, in una resa aziendale del +20.3% rispetto all’anno precedente.

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Il bilancio mostra una società solida e in salute, con un fatturato di 11 milioni e mezzo di euro per 72.000 quintali di uva raccolta nei 430 ettari di vigneti coltivati dagli stessi soci.

Il revisore di conti, Michele Giardi, di Federazione della Cooperazione Trentina, ha elogiato l’amministrazione della Cantina per la solidità che l’azienda continua a mostrare nel tempo.

Ciò dovuto al lavoro del Consiglio di Amministrazione, dei soci e di tutto lo staff della Cantina, che si distingue per il forte legame al suo territorio ed al suo vino Principe: il Teroldego Rotaliano.

Numerosi sono stati i riconoscimenti ottenuti dai vini della Rotaliana, tra cui spiccano per importanza i 5 Grappoli conseguiti per l’ottava volta consecutiva dal Clesurae, le due Medaglie d’oro del Muller Thurgau e le 5 Sfere della Guida Sparkle per il Trentodoc R Riserva.

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La Cantina quest’anno ha completato con successo, in collaborazione con Cavit, la certificazione di qualità SQNPI, oltre che per l’uva anche per i vini.

Continua poi il percorso di eccellenza intrapreso dalla Rotaliana, attraverso i progetti qualità sul Teroldego Rotaliano e Chardonnay.

 

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