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Italia ed estero

Bergoglio: Papa oppure politico?

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Assistiamo, oramai, ad un crescente diluvio di critiche.

Solo pochi giorni fa, il più famoso regista cattolico, Pupi Avati, intervistato riguardo al suo ultimo film, Il Signor Diavolo, ha dichiarato di credere ancora al peccato e al Maligno, “cui non crede davvero più neppure Bergoglio”! – ha detto il regista

L’accusa a Francesco di non professare una genuina fede cattolica è sulla bocca di molti: laici e consacrati.

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I cardinali che lo criticano apertamente, pur sapendo di dover poi subire i suoi strali (gode fama di essere molto vendicativo), crescono ogni giorno.

Non amano la sua confusione dottrinale, il suo interventismo in politica, la scarsissima attenzione nelle nomine (che genera continui scandali e conseguenti dimissioni), la sua modalità accentratrice (parlano di un “cerchio magico” quasi la Chiesa fosse ridotta ad un partito), la superficialità con cui si lancia in pubblici elogi di personaggi ambigui e con cui, allo stesso modo, emette scomuniche e condanne estemporanee, poco meditate, inopportune.

In questi giorni Bergoglio è finito nell’occhio del ciclone per due motivi: il licenziamento in massa e ingiustificato di professori molto stimati dell’Istituto Giovanni Paolo II, e la recente intervista a la Stampa, in cui Bergoglio ha discettato, come sempre, ben poco di Cristo e Chiesa, e molto di politica.

Già nel mese di luglio, Marcello Pera, senatore e cattedratico, intimo amico di Benedetto XVI, con cui ha scritto persino dei libri a quattro mani, ha espresso considerazioni molto forti su il Mattino di Napoli: “questo Papa non lo capisco, quanto dice è al di fuori di ogni comprensione razionale. […] Perché insiste sull’accoglienza totale? Il Papa lo fa perché detesta l’Occidente, aspira a distruggerlo e fa di tutto per raggiungere questo fine… non è Vangelo, ma è solo politica. Francesco è poco o per niente interessato al cristianesimo come dottrina, all’aspetto teologico. […] Le sue affermazioni sembrano basate sulla Scrittura, in realtà sono fortemente secolariste”.

Oggi è la volta di un altro professore universitario cattolico, Eugenio Capozzi, che sul prestigioso quotidiano on line L’Occidentale, commenta così l’intervista di Bergoglio a la Stampa del 10 agosto: “Il papa, infatti, si esprime su argomenti politici molto complessi e divisivi con enunciati assiomatici, stringati, di una genericità sconcertante, talvolta anche infarciti di inesattezze dovute palesemente ad una insufficiente conoscenza della discussione in materia. Suscita, francamente, grande sorpresa che egli non abbia intorno a sé, o non se ne serva, studiosi in grado di fornirgli tutta l’indispensabile documentazione sui vari dossier, e di orientare la sua riflessione in merito”. (qui l’articolo per esteso)

In particolare Capozzi analizza l’incauto paragone tra sovranismo e nazismo proposto da Bergoglio senza alcuna argomentazione. Scrive Capozzi: “Sul tema del sovranismo, e su quello del populismo ad esso connesso, il pontefice raggiunge nell’intervista ulteriori punte di approssimazione. Il fenomeno sovranista – incomprensibile senza il riferimento alla ribellione contro i disagi della globalizzazione e la deriva elitista dell’Ue – viene sbrigativamente liquidato non solo come mera espressione di egoismo nazionalistico (“prima noi. Noi … noi … “), ma addirittura come la possibile reincarnazione del fascismo e del nazismo (“si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934”). Un’enormità dal punto di vista storico e politologico, oltre che una dichiarazione fortemente divisiva verso parti considerevoli di tutte le società civili europee, in cui i partiti sovranisti riscuotono considerevoli consensi elettorali, e anche per i tanti cattolici che li votano”.

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Italia ed estero

Ieri la prima giornata di consultazioni, oggi la seconda. Quali conseguenze se non si trova una nuova maggioranza.

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Ieri, al Quirinale il Capo dello Stato ha dato il via alla prima giornata di consultazioni in cui sono stati accolti i gruppi parlamentari misti e delle autonomie di Camera e Senato.

Dal colloquio è emersa la volontà quasi unanime, di un’indicazione a favore del proseguo della legislatura con un‘ipotesi ormai quasi certa dell’alleanza Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, intenzionati a dar vita ad un Governo che non sia semplicemente di sopravvivenza ma che abbia vera vita politica.

Da chiarire però, alcuni aspetti fondamentali tra i quali chi esattamente sarà il capo della possibile alleanza, sapendo che la direzione PD ha dato pieno appoggio ha Zingaretti e quale sarà il programma.

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Altre forze parlamentari individuali si sono dichiarate disponibili nel sostenere questa nuova amicizia, ma è ancora tutto da vedere se ci sarà davvero il definitivo sviluppo di un intesa tra Cinque Stelle e PD.

A margine della giornata, Salvini si è presentato con tutta la sua rappresentanza parlamentare davanti a Montecitorio per confermare che l’unica strada secondo la Lega è quella del voto ed annuncia: “ abbiamo diritto al voto ed al giudizio degli italiani e siamo pronti ad una manovra economico finanziaria da 50 miliardi, di cui il Paese ha bisogno per respirare”.

Chi è favorevole al voto subito, sono i tre partiti del centro destra e tutti e tre saranno visti dal Capo dello Stato nella mattinata e nel pomeriggio di oggi, al Quirinale.

Questo è quello che è emerso ieri dalle forze politiche convocate, anche se il piatto forte è stato quello degli degli incontri istituzionali con la presidente del Senato Casellati e il Presidente della Camera Roberto Fico, da cui è affiorato il vero orientamento e le intenzioni di Mattarella in queste consultazioni.

Mattarella infatti, vorrebbe accertare se esiste una maggioranza in tempi rapidissimi.

L’ obbiettivo fondamentale per il Capo dello Stato è capire se esiste una reale e precisa volontà di fare subito un nuovo Governo, essenziale sia per ragioni di politica economica che per le scadenze di politica internazionale.

Quindi, se il nome non dovesse essere trovato entro oggi, al massimo lunedì/ martedì, significherebbe l’inizio di un altro giro di consultazioni.

Se non ci sarà tutto questo, si costruirà un Governo di garanzia che resterà in carica per gli affari correnti e accompagnerà ad elezioni l’ Italia, con l’impossibilità di svolgerle entro la data prefissata del 27 ottobre.

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Italia ed estero

Giallo all’ospedale di Parma: da una botola emergono gli scheletri di diversi cadaveri

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È un vero mistero, quanto scoperto nell’ospedale vecchio di Parma dove da una sorta di botola che, rimossa dagli operai, ha portato alla luce i poveri resti di diverse persone: scheletri, teste, tibia, casse toraciche mischiate fra loro ma anche bricioli di tessuto e di abiti, cadaveri di cui nessuna sapeva nulla.

Una vera e propria fossa comune, del tutto sconosciuta.

I cadaveri erano nascosti dietro a un pannello di legno, ricoperto dalla pavimentazione che negli ultimi anni ha ospitato gli scaffali dell’Archivio di Stato e prima i letti dei malati ricoverati in ospedale.

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I lavori erano stati commissionati in vista del 2020, anno in cui la città emiliana sarà capitale italiana della cultura.

L’enorme struttura dal Medioevo sino agli anni Trenta dello scorso secolo aveva ospitato il primo ospedale di Parma, poi fu trasformato in Archivio di Stato.

Sul ritrovamento sono iniziati gli accertamenti della Procura di Parma.

Del caso sono stati incaricati un medico legale, un’antropologa forense e un’archeologa.

Primo compito degli specialisti sarà rimuovere i resti dalla nicchia dove sono rimasti custoditi per anni, quindi la loro datazione col carbonio 14.

Per ora restano aperte tutte le ipotesi. Potrebbe trattarsi di resti di pazienti poveri deceduti nell’ospedale e qui tumulati nel corso dei secoli oppure anche di morti violente.

E allora a quel punto sarà fondamentale capire a quando effettivamente risalgono. «Il rinvenimento di questi resti umani potrebbe rappresentare un nuovo tassello delle vicende millenarie di questo luogo e potrebbe arricchire la stessa storia di Parma, in termini di eventi e accadimenti oggi non ancora noti – ha spiegato alla Gazzetta di Parma l’assessore ai lavori pubblici del Comune, Michele Alinovi – Il cantiere dell’Ospedale Vecchio ci ha dato insomma una ulteriore sorpresa».

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Italia ed estero

Salvini: «Siamo gli unici dittatori che vogliono il voto, noi rispondiamo solo agli italiani e non all’Europa»

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«Una accusa surreale che Conte mi ha scagliato addosso è il fatto di aver scatenato la crisi il mese di Agosto. Perché i parlamentari non lavorano in agosto?» – inizia così Salvini il suo discorso al Senato dopo le dimissioni di Conte

«Lascio un’Italia più sicura e più giusta – aggiunge – la libertà non è aver un padrone giusto, ma non avere padroni e quindi io lotterò per un’Italia più giusta senza vincoli dall’Europa. Io ho chiuso i porti, e se gli italiani mi daranno fiducia lo farò di nuovo, perché in Italia si arriva per lavorare e non da clandestini»

Poi Salvini attacca la Boschi e Renzi, «Vi voglio vedere fare la riforma della banche e del job act con loro, chi non ha paura di mette in gioco davanti agli elettori»

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Salvini si prende la metà dei meriti di questo governo e attacca l’Europa, «Dobbiamo attendere l’Europa per fare le strade, le scuole e tutto quanto, serve una manovra coraggiosa, e stiamo preparandola da mesi, dobbiamo aprirci all’Italia e a tutte le categorie a testa alta, rifarei tutto quello che ho fatto»

Il ministro dell’Interno conferma che la crisi di governo è stata dovuta dai troppo no del movimento cinque stelle, «gli Italiani vogliono crescere costruendo strade, ferrovie e infrastrutture e vogliono assumere 20 mila medici senza chiedere all’Europa»

Salvini poi si scatena contro Renzi, e nell’aula è il caos

«Gli italiani non votano con il rosario ma con la testa – spiega rispondendo a Conte – e non mi vergogno di chiedere aiuta a Maria e anzi, sono l’ultimo e umile testimone, non coltivo l’odio e il rancore perché l’amore vince sempre, io sono pronto a sacrificarmi per l’Italia e l’Europa, non abbiamo paura e siamo liberi e rispondiamo solo al popolo italiano e non alla Merkel, perché la nostra nazione deve essere sovrana»

«Buon lavoro con il partito di Bibbiano – attacca alla fine Salvini rivolto ai cinque stelle – siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensate che dittatura. Noi rispondiamo solo agli italiani e non all’Europa o alla Merkel. Se c’è già un’accordo preso fra il PD e i Cinque stelle per la spartizione delle poltrone è irrispettoso nei confronti degli italiani, se invece non è vero tagliamo i parlamentari e andiamo al voto, perché l’unico a giudicare chi ha lavorato bene o male è il popolo italiano». 

«La fiducia non si ottiene solo con le dichiarazioni ma bisogna conquistarsela e meritarsela con i fatti concreti» – Salvini termina il suo discorso citando Papa Giovanni Paolo

 

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