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Arte e Cultura

Inaugurata la sede del Parco Museo Malga Zonta – Base Tuono

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Da montagna di guerra a montagna di pace.

Questo è stato passo Coe, testimone di lacerazioni dolorose, segnate dagli eventi che qui si svolsero durante i due conflitti mondiali e dalle tensioni della Guerra fredda. “Lo stesso luogo è oggi un parco museo, unico nel suo genere nell’arco alpino, perché raccoglie nella splendida conca del passo che segna l’accesso tra Trentino e Veneto, le testimonianze dei tre momenti del secolo scorso, in un percorso di comprensione, di avvicinamento e condivisione di valori comuni, anche in un’ottica europea di inclusione e di ascolto delle diversità”.

Il valore del Parco Museo Malga Zonta – Base Tuono ha trovato ospitalità nelle parole dell’assessore provinciale allo sviluppo economico e al lavoro, Achille Spinelli, che oggi ha partecipato all’inaugurazione della sede e del centro visitatori. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Folgaria, Michael Rech; e il direttore della Fondazione museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, e l’ex consigliere provinciale, Alberto Rella.

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L’idea di realizzare il Parco Museo Malga Zonta – Base Tuono risale al 2017.

La zona di Passo Coe è significativa in quanto area di confine, su cui nel tempo si sono scontrati uomini e idee. E’ unica nel suo genere, perché è stata teatro dei grandi conflitti del Novecento: la Grande Guerra, la Seconda guerra mondiale (Resistenza) e la Guerra Fredda.

I soggetti promotori sono la Fondazione Museo storico del Trentino, il Comune di Folgaria e la Provincia autonoma di Trento.

A inizio 2019 Fondazione e Comune di Folgaria hanno dato vita a un Comitato di indirizzo che ha il compito di coordinare gli interventi di realizzazione del Parco Museo.

La sede del Parco Museo – Gli interventi messi in atto quest’anno consistono nella ristrutturazione della palazzina che fu il Corpo di guardia dell’ex Base missilistica, per trasformarla in sede del Parco. L’allestimento storico e descrittivo prevede, oltre alla sede, il recupero del grande hangar che nel settore ovest di Base Tuono ospiterà la sezione aeronautica. La struttura accoglierà alcuni caccia intercettori del periodo della Guerra Fredda. I lavori di realizzazione dell’hangar inizieranno a settembre.

La ristrutturazione dell’ex Corpo di guardia, ora sede del Parco Museo, è stata inaugurata oggi. I lavori sono stati seguiti dagli ufficio tecnici del Comune di Folgaria mentre  la progettazione culturale del percorso storico/illustrativo interno è stato affidata dal Museo storico.

“Oggi presentiamo al pubblico – ha sottolineato l’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli – un’iniziativa storico e culturale, ma anche turistica, che recupera momenti di storia del secolo scorso in una forma originale di parco museo. Qui troviamo rappresentati territori lacerati da grandi guerre e da grandi divisioni e da contrapposizioni sociali, grazie alla ricostruzione di un ambiente importante da salvaguardare e da promuovere. Il merito – ha concluso l’assessore Spinelli – va alle strutture della Provincia autonoma di Trento, del Museo storico e dall’amministrazione di Folgaria”.

Luogo di valori – Sul significato del Parco Museo Malga Zonta – Base Tuono si è soffermato anche il direttore della Fondazione Museo storico, Giuseppe Ferrandi: “Esso rappresenta un progetto coraggioso e utile. Un progetto che rielabora questi eventi tentando una sintesi nuova e allargando l’orizzonte temporale all’intero arco del cosiddetto Secolo breve. Si tratta di un modo per attualizzare i valori della Resistenza, ma al tempo stesso della pace, del dialogo fra i popoli, dell’Europa unita, di là delle contrapposizioni ideologiche e degli opposti nazionalismi. Non dimentichiamo – ha concluso Ferrandi – che questi altipiani furono segnati in maniera indelebile anche dalla Grande guerra, come testimoniano fra l’altro i tanti forti che oggi si possono in buona parte visitare”.

L’allestimento permanente – L’area interna della sede del Parco è interamente occupata dal percorso espositivo, diviso in tre blocchi, uno per ciascun tema: la Grande Guerra con la narrazione degli scontri nell’area di Passo Coe tra l’estate 1915 e la primavera 1916 (Offensiva di primavera); la Resistenza, con la narrazione del movimento resistenziale sull’altopiano e i fatti di Malga Zonta; la Guerra Fredda con il conflitto Est-Ovest, il sistema di difesa NATO, il sistema di difesa Nike-Hercules, la Base di Malga Zonta – Monte Toraro, la rinaturalizzazione dell’area e l’allestimento museale di Base Tuono. Ogni settore ha un personaggio e testimone che appare a video.

Il parco che verrà.- Gli interventi di quest’anno sono il primo passo. Per il prossimo anno e per gli anni a venire sono in progetto la sistemazione esterna della sede del Parco, la realizzazione del blocco multimediale (visualizzazione 3D dell’ex Base), la pubblicazione del sito web, la predisposizione di una rete sentieristica a tema (i sentieri della Grande Guerra, i sentieri dei Partigiani), la posa di pannelli descrittivi nei punti di interesse e sulla sommità del monte Toraro (Area controllo della Base), la messa in sicurezza della percorribilità interna del Forte Sommo alto e la pulizia del fossato del Forte Dosso delle Somme, collegato al percorso della Forra del Lupo. A Base Tuono è previsto l’ampliamento della sezione aeronautica.

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Spettacolo

Lunedì al cinema: “L’ultimo imperatore”

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Appuntamento con “Lunedì al cinema“, rassegna di film sotto le stelle dedicata al regista Bernardo Bertolucci, organizzata da Comune di Trento, Trentino film Commission e Opera universitaria.

Il 19 agosto è in programma “L’ultimo imperatore“.

Il prezzo del biglietto è di 5 euro (intero) e 3 euro (ridotto per ragazzi fino a 15 anni), la proiezione si terrà alle 21 nel cortile delle scuole Crispi di Trento, in caso di pioggia sarà sospesa; la vendita dei biglietti inizia alle 20.

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Sinossi – La vera storia di Pu-Yi, incoronato nel 1908 all’età di tre anni imperatore della Cina.

Il colossal italiano più conosciuto al mondo segue le tappe della sua crescita nella Città Proibita, alternandole con il rimpatrio come criminale di guerra e la rieducazione impostagli dalla Cina maoista dopo la detenzione.

Alla sua morte, nel 1967, Pu-Yi è un cittadino qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese. La pellicola, agli Oscar del 1988, ha fatto incetta di premi, aggiudicandosene ben 9 tra cui Miglior film, Miglior regia e Miglior fotografia.

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fashion

Margherita de Cles, la “stilista dei vip” eletta vicepresidente Unimpresa Moda

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La stilista Margherita de Cles, trentina dalle origini siciliane, è stata eletta nei giorni scorsi a Napoli vicepresidente della Federazione Nazionale Moda Unimpresa: affiancherà l’azione del presidente Giancarlo Presutto nell’organismo che si occupa di promuovere i brand italiani legati al mondo fashion sul territorio nazionale e internazionale.

La Federazione Unimpresa Moda ha il compito di rappresentare, tutelare e valorizzare il ruolo delle Micro, Piccole e Medie Imprese, dei lavoratori autonomi e delle professioni intellettuali aderenti al sistema nazionale di Unimpresa che operano sia all’ingrosso sia al dettaglio nei settori della moda, tessile, abbigliamento, sartoria, calzature, articoli sportivi, articoli per la casa, accessori e pelletteria, bijoux, gioielli, fragranze e design.

La Federazione ha come funzione primaria quella di interpretare, affiancare e sostenere le MPMI nella creazione di un nuovo sistema finalizzato al rinnovamento delle politiche educative, formative e lavorative per perseguire gli obiettivi di una maggiore competitività promuovendo le qualità e l’eccellenza della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, dell’autentico Made in Italy.

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Era il 17 agosto 2017 quando al Palazzo dal Lago si tenne il taglio del nastro per l’apertura dell’atelier della baronessa Margherita de Cles proprio nel cuore della Val di Non, a Cles.

La giovane stilista ha avuto due anni molto intensi ma ricchi di gratificazioni: oggi è nota per la sua seta vegana ed ecosostenibile che rispetta la naturale evoluzione del baco.

Con il suo brand “La Cles” è stata definita la “stilista dei vip” perchè molti personaggi famosi hanno indossato di recente alcune sue creazioni: da Maria Grazia Cucinotta a Rossella Brescia, da Caterina Balivo all’ex Miss Italia Clizia Fornasier e ancora l’attrice Anna Mazzamauro, la storica signorina Silvani dei film di “Fantozzi”, perchè il suo stile abbraccia ogni tipo di donna, da quella più sofisticata e innovativa alle signore più easy.

Di recente ha ricevuto il Premio Fashion Award all’International Fashion Week al Teatro Cilea di Reggio Calabria ed è stata protagonista di una sfilata sul lungomare di Lingua in occasione dell’VIII edizione di Marefestival Salina – Premio Troisi, manifestazione diretta da Massimiliano Cavaleri, che ha voluto far conoscere al parterre di giornalisti e artisti da tutta Italia la sua nuova collezione in uno dei luoghi più incantevoli dell’isola del film “Il Postino”, sul retro lo sfondo di Lipari.

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Spettacolo

L’addio alla Toffa nel Duomo di Brescia, grande folla. Don Patriciello: “Nadia non è morta”

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L’applauso della grande folla all’arrivo della bara nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Brescia, la lunga e commovente cerimonia cominciata alle 10. 30 di questa mattina e conclusasi intorno alle 11.45, con la messa celebrata da Padre Maurizio Patriciello, il prete della terra dei Fuochi.

Un evento commovente, a tratti straziante quello dei funerali di Nadia Toffa, ai quali erano presenti vip e cittadini per l’ultimo saluto alla giornalista e conduttrice delle Iene, morta a soli 40 anni per un tumore al cervello contro il quale combatteva da quasi due anni.

Il feretro bianco ricoperto di rose è stato accolto da un lungo applauso da parte di centinaia di persone. Prima dell’inizio delle esequie l’autore delle Iene Davide Parenti ha deposto sulla bara chiara la cravatta nera, simbolo della redazione.

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«Se qualcuno oggi ti dice “Nadia è morta”, non ci credere, è una menzogna», ha detto durante l’omelia don Patriciello ,ricordando la personalità di Nadia e la sua grande voglia di vivere e di lottare contro le ingiustizie.

«Abbiamo il dovere di ricordare a tutti la sua lotta. Dobbiamo raccogliere quello che ha lasciato perché nulla di quello che ha lasciato, nulla vada perduto», ha sottolineato il sacerdote.

Fuori dal Duomo, dopo i funerali, uno ad uno i colleghi della redazione della trasmissione di Italia 1 sono sfilati davanti al feretro per rendere omaggio alla collega. Il carro funebre ha poi lasciato piazza Paolo VI accompagnato da un altro commosso, interminabile applauso.

«È come perdere una sorella», ha affermato l’amico e collega Giulio Golia. «La gente l’amava perché era autentica e l’ha capito. Nadia ha reso concrete azioni per la giustizia in un’epoca di odio“, ha detto di lei Enrico Lucci.

Sui social oltre 10 mila persone hanno deciso di seguire l’evento.

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