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Rovereto e Vallagarina

Famiglia roveretana derubata di tutto in vacanza

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Brutta avventura per Debora Pedrotti (foto) commercialista di Rovereto e candidata anche alle ultime elezioni provinciali con Civica Trentina.

La sua è una vacanza che in pochi minuti si è trasformata in un vero incubo.

Debora Pedrotti in vacanza con il marito e i figli in Sardegna è stata infatti derubata di tutto. «Ci hanno lasciato solo i costumi e le scarpe che avevamo addosso, un paradiso che improvvisamente si è trasformato in inferno.» – Spiega sulla sua pagina Facebook la commercialista

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Verso mezzogiorno la famiglia si era fermata sulla bellissima spiaggia di Capo Comino su consiglio del proprietario dell’agriturismo dove stavano soggiornando fino a stamattina.

Erano diretti nel nord della Sardegna, con la macchina carica di tutto, quando la famiglia appunto aveva deciso di fermarsi  a mangiare dei panini in spiaggia e a fare un bel bagno.

La scelta purtroppo non è stata vincente.

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«Purtroppo, al nostro ritorno alla macchina, verso le 14.30, – racconta Debora Pedrotti – ci siamo accorti che ci avevano rubato tutto, smontando il finestrino posteriore: la mia borsa, il mio portafoglio, i miei documenti, i soldi, tutti e 4 i trolley con i vestiti, i giochi e i libri delle bambine. Non abbiamo più nulla, tranne i costumi e le scarpe»

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La famiglia roveretana ha sporto subito denuncia e sulla pagina social ha lanciato un appello: «prego chi ha commesso questo atto ignobile di far ritrovare almeno i vestiti delle bambine , i loro giochi e i loro libri, solo questo chiedo»

La famiglia ora dovrà valutare cosa fare di questa vacanza, «che era appena iniziata con tanta gioia ed entusiasmo».

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Rovereto e Vallagarina

Mori: oggi alle 14:30 si terranno i funerali di Fiorenzo Marzari

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Oggi alle 14:30 nella chiesa parrocchiale di Mori si terranno i funerali di Fiorenzo Marzari.

Il presidente del Consiglio comunale e leader della Lega locale si è spento sabato sera a causa di un infarto.

Oltre a Maurizio Fugatti, sono state tantissime le visite della comunità di Mori alla camera ardente.

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I leader della Lega in primis hanno voluto ricordare Fiorenzo Marzari con grande affetto: Mirko Bisesti ha composto per lui una commovente lettera (qui l’articolo) e anche Matteo Salvini ha scritto in suo ricordo.

L’affetto è stato comunque riconosciuto da entrambe le fazioni politiche, tanto che ieri il Consiglio comunale si è riunito proprio per ricordare Fiorenzo Marzari.

Non è stato facile vedere vuoto il posto dal quale lui dirigeva i lavori dell’assemblea. E’ stato un uomo sempre molto attento e amorevole verso la famiglia, oltre che verso la fede politica e l’autofficina.

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Rovereto e Vallagarina

Devastate le vetrate delle assicurazioni Generali a Rovereto. Anarchici nuovamente in azione

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Gli anarchici non si sono scatenati solo nei confronti della nostra redazione e della fondazione Bruno Kessler nella notte tra domenica e lunedì ma anche a Rovereto.

Ieri mattina i dipendenti delle assicurazioni generali hanno trovato una brutta sorpresa al rientro al lavoro.

Tutte le vetrine infatti sono state danneggiate.

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La scritta lasciata sul muro «Qui si finanzia il furto delle terre d’Africa» non lascerebbe dubbi sulla matrice anarchica dell’episodio.

Sul posto sono arrivati gli agenti della Digos che hanno iniziato le indagini.

Sono stati trovati dei sassi sparsi all’ingresso che potrebbero essere stati usati per frantumare le vetrate. Secondo i testimoni, che hanno sentito i colpi nitidamente, il fattaccio sarebbe successo verso le tre della notte.

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Rovereto e Vallagarina

L’imprenditore trentino ottiene giustizia contro la “Banda dei Rolex”

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È cominciata nell’ottobre 2018 la vicenda dell’imprenditore trentino truffato per un Rolex. Era, infatti, di sua proprietà il costoso orologio che ha venduto alla persona sbagliata.

L’uomo viene contattato su internet dopo aver aveva messo in vendita un proprio Rolex di notevole valore. Il truffatore propone un accordo di compravendita dopo aver visto l’offerta online, e stabilisce con la vittima il luogo dell’incontro, l’istituto bancario di quest’ultima, con sede a Rovereto, suggerendo quale metodo di pagamento un assegno circolare.

L’imprenditore, ignaro di essere finito nella pericolosa rete della “Banda dei Rolex”, una vera e propria organizzazione criminale, accetta di incontrarsi con l’interessato acquirente per mostrargli l’orologio e concludere quello che sembrava essere un buon affare.  Presso la banca, viene affidato a un funzionario il controllo circa l’autenticità del titolo.

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L’impiegato si muove su due diversi fronti: revisiona l’assegno, e poi contatta telefonicamente la banca emittente, ricevendo positivo riscontro. Tutto regolare quindi, il venditore avrebbe dovuto solo aspettare i consueti tempi tecnici per l’effettivo accredito della somma.

Tuttavia, qualche giorno dopo l’incasso, la vittima si avvede che l’assegno è stato stornato. A quel punto chiede informazioni alla banca. Quello che scopre lo sconvolge non poco: il titolo è contraffatto.

Cosa accade dopo lo spiega il difensore della vittima, l’avvocato Massimo Mazzola, docente di diritto privato e delle assicurazioni nell’Università di Trento: «Il primo obbligato passaggio è stato quello di sporgere querela per l’accaduto affinché venisse avviato un procedimento penale nei confronti dell’autore materiale della truffa. In seconda battuta, ho consigliato al cliente di avanzare un’istanza di risarcimento per inadempimento contrattuale nei confronti degli intermediari coinvolti, presso l’A.B.F., ovvero l’Arbitro Bancario Finanziario.

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Si tratta di organismo alternativo di soluzione delle controversie, istituito presso la Banca d’Italia, suddiviso sul territorio della Penisola in diversi Collegi, che si occupa delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche.

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L’eventuale inottemperanza ad una decisione che dovesse rivelarsi favorevole al cliente dà luogo alla pubblicazione del nome dell’istituto nel Registro degli intermediari inadempienti, cui chiunque può accedere consultando il sito dell’A.B.F.: si tratta di una sanzione assai rilevante sul piano reputazionale, e nella maggioranza dei casi costituisce un valido stimolo ad una pronta adesione alla decisione».

La strada intrapresa dell’avvocato risulta essere quella corretta.

L’A.B.F., con una recentissima pronuncia, ha condannato all’integrale risarcimento del danno la banca della vittima, presso cui era stato negoziato l’assegno.

In primis, viene messa in discussione la professionalità del funzionario che si è limitato ad effettuare una mera telefonata all’apparente istituto bancario del truffatore, piuttosto che inviare una richiesta di verifica all’indirizzo PEC (posta elettronica certificata) fornito da quest’ultimo, che a suo tempo aveva già segnalato le truffe in atto, invitando tutte le banche a non utilizzare le utenze telefoniche delle proprie filiali.

In secondo luogo, emerge che ci si è trovati davanti ad un caso di palese negligenza del funzionario, della quale, ovviamente, risponde l’istituto, se si considera che l’assegno riportava evidenti segni di contraffazione: sull’assegno mancava addirittura, nella parte riservata alla firma, la denominazione della banca emittente.

Assolta”, invece, la banca presunta emittente, che aveva diramato ufficialmente, e prima del fatto, il rischio di truffe collegate alla negoziazione di assegni circolari falsi, perpetrate mediante l’illecita intromissione nelle proprie linee telefoniche.

 «Le banche convenute – chiarisce l’avvocato – avevano d’altronde eccepito che sussistesse un concorso di colpa del mio cliente, il quale avrebbe dovuto utilizzare un altro metodo di pagamento, per esempio un bonifico, o comunque non avrebbe dovuto concludere la transazione prima che fosse definitivamente accreditata la somma sul suo conto».

Fortunatamente, il Collegio ha escluso tale possibilità. La vittima non aveva fatto nulla di sbagliato, si era solo fidata della propria banca e della relativa professionalità.

Il ricorso è stato inoltrato nell’ ottobre 2018 e la decisione è stata emessa il 6 settembre 2019. Accedere a questo sistema di soluzione delle controversie costa solo 20 euro per le spese di procedura, e per i casi più semplici non richiede l’assistenza di un legale.

È un procedimento accessibile e sicuro.

Si è sentito parlare spesso della “Banda dei Rolex”, caso ripreso anche recentemente dalla trasmissione televisiva “Le Iene”. La sfortunata situazione dell’imprenditore lagarino non può che avere la doppia funzione di campanello di allarme e rassicurazione.

Se da un lato dimostra che l’attenzione non è mai troppa e che certi malaugurati eventi possano colpire chiunque, dall’altra porta alla consapevolezza che ci sono diverse modalità, anche veloci e non onerosi, per ottenere giustizia.

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