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Politica

Salvini si commuove a Pescara davanti a 4.000 persone. Fugatti a Trento comincia la campagna elettorale

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Nel giorno più lungo dall’insediamento al nuovo governo gialloverde Matteo Salvini dal palco di Pescara conclude il comizio con gli occhi lucidi (video) parlando della figlia e del figlio: “Mi mancano“, dice, prima di ringraziare le oltre 4.000 persone accorse per sentirlo.

Sul palco a Pescara il ministro dell’interno per la prima volta ha parlato della crisi di governo che si è di fatto aperta.

Allo Stadio del Mare, la spianata sul lungomare a poche decine di metri dalla battigia, è stato montato un palco che mostra lo slogan ‘Con i Sì l’Italia riparte’, dove man mano è affluito il pubblico.

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Salvini, uscito dall’ hotel Carlton, si è recato a piedi allo stadio del mare di Pescara per l’incontro pubblico programmato.

Stretta di mano e selfie, a decine, applausi e incoraggiamenti: “non mollare Matteo” , gli è stato gridato. Il vice premier ha incassato sorridendo ha risposto “vedrai vedrai “.

Salvini ha affrontato anche la questione del taglio dei parlamentari che è il contrario di quello che sembra.

Infatti quello che in queste ore gli esponenti dei cinque stelle dicono in proposito sarebbe solo una scusa per salvare le loro poltrone che non verrebbero riconfermate in caso di elezioni visto il crollo di consensi avuto negli ultimi mesi.

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Se infatti passasse la legge non si potrebbe andare al voto per oltre un anno a causa di tempi tecnici che includono attivazione di eventuale referendum per bloccare il taglio, ridefinizione dei collegi elettorali e altre lungaggini burocratiche.

E nel frattempo si bloccherebbe il Paese con tanti altri no dei cinque stelle e saremmo costretti a subire una manovra punitiva lacrime e sangue come piacerebbe all’Europa dei burocrati che odiano gli italiani.

Lo stesso concetto è stato ribadito dal governatore del Trentino Fugatti che è già entrato in clima elettorale pronto a preparare i candidati per le possibili date del 13 o del 20 ottobre 2019. Mese che peraltro per la Lega porta immensa fortuna.

«Ma questo i grillini non ve lo dicono – spiega anche il governatore Maurizio Fugatti – hanno preferito incassare lo strapuntino della vicepresidenza del parlamento europeo che non conta nulla. Aprite menti e cuori. Avete dubbi? Informatevi in rete, troverete tutte le conferme. E il taglio dei parlamentari (un falso problema, come detto) sarà in cima alle priorità della nuova compatta maggioranza del prossimo governo Salvini. L’Italia rialza la testa!»

Nel video Salvini commosso dall’affetto della gente

Chi perde tempo vuole solo salvare la poltrona. Per qualcuno #primalapoltrona, per noi #primagliitaliani 🇮🇹No inciuci!No governi tecnici!No giochini di palazzo!L’Italia dei SÍ non aspetta, la parola subito al Popolo!

Gepostet von Matteo Salvini am Freitag, 9. August 2019

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Politica

Approvate alla Camera quattro Mozioni di cui una a firma Lega dedicate alla montagna

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Nella seduta pomeridiana di ieri l’Aula di Montecitorio ha approvato all’unanimità quattro mozioni, di cui una a firma Lega, che presentano proposte di “Iniziative per la salvaguardia, la valorizzazione e lo sviluppo delle aree interne, rurali e montane“.

La mozione Lega, a prima firma dell’On. Parolo, ma frutto di un lavoro a più mani dei molti deputati provenienti da territori rurali e montani, prevede numerosi impegni per il Governo, che abbracciano la realtà dei territori che spesso oggi si trovano in condizioni di marginalità, a partire dalla scarsità di servizi, dai non sempre tempestivi interventi di difesa degli ambiti territoriali più sensibili, fino alla mancanza di adeguate politiche di rilancio delle attività tipiche e difesa del presidio.

I testi approvati pongono l’accento anche sulla Strategia Nazionale “Aree interne”, che ha riguardato da vicino due territori trentini, la Val di Sole e il Tesino, con due progetti sperimentali ancora in corso, chiedendo l’ampliamento del coinvolgimento nelle politiche dedicate ad ampie aree montuose ad oggi non incluse.

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Entrando nel concreto, le proposte prevedono snellimenti fiscali, agevolazioni per fornire i servizi primari in modo più capillare possibile e strategie all’avanguardia per consentire anche a queste aree di creare adeguata promozione turistica e rilancio generale dell’economia del territorio.

«Come rappresentanti di un territorio al 100% montano – dichiarano gli onorevoli Binelli, Cattoi, Loss e Sutto – esprimiamo massima soddisfazione per questa approvazione unanime, ricordando anche che proprio il padre della nostra Autonomia e grande statista italiano, Alcide Degasperi, era nato in un piccolo paesino di montagna (Pieve Tesino) e da li ha saputo dare tanto al suo territorio, anche perché consapevole della realtà del vivere in montagna e dell’importanza dell’applicazione dell’Autonomia in tutti i livelli istituzionali. Auspichiamo quindi che le future politiche del Governo sappiano ricordare l’insegnamento di Degasperi e dare maggiore autonomia gestionale a tutti i territori di montagna, passaggio chiave per mantenere il presidio e la vitalità di questi delicati ambiti del nostro bel paese».

 

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Politica

La Calabria passa al centro destra, fallito l’attacco di Salvini in Emilia Romagna. Evaporati i cinque stelle

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Ieri domenica 26 gennaio si è votato in due Regioni italiane, l’Emilia-Romagna e la Calabria.

Entrambe erano amministrate, fino a ieri, dal centrosinistra: i governatori erano Stefano Bonaccini e Mario Oliverio.

I risultati del voto — a pochi seggi da scrutinare – danno vittoriosa in Calabria Jole Santelli del centrodestra con un nettissimo vantaggio

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In Emilia-Romagna, dove le sezioni scrutinate sono oltre 4200 su un totale di 4520, Bonaccini è al 51,33 per cento; Borgonzoni al 43,76; Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,4%.

Il Partito democratico si conferma primo partito, con il 34,6 per cento; la Lega è seconda con il 31,96 per cento.

I 5 Stelle sono fermi al 4,7 per cento: alcuni elettori pentastellati hanno votato in modo disgiunto (la lista del partito, ma Bonaccini presidente). I grillini nelle precedenti elezioni erano arrivati al 28%

In ogni caso, il risultato del Movimento, in una delle Regioni storicamente più importanti per i 5 Stelle, è drammatico. Male anche Forza Italia che si è fermata al 2,2 %

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In Calabria, dove le sezioni scrutinate sono invece ancora meno di 2000 su 2420, Santelli è al 56 per cento, Filippo Callipo (centrosinistra) al 30,1%; Francesco Aiello (5 Stelle) al 7,37%. Il primo partito è, anche qui, il Pd, con il 15,96%; Forza Italia è seconda con il 12,56%, seguita dalla Lega al 12 per cento e da Fratelli d’Italia (11,14%).

Il movimento cinque stelle potrebbe non entrare nemmeno in consiglio provinciale visto lo sbarramento all’8% in una regione dove nelle precedenti elezioni aveva superato il 26%

Fallito quindi l’attacco di Matteo Salvini all’Emilia Romagna che nonostante la grande affluenza (67,67% contro il 36,9% delle amministrative del 2014) rimane nella mani del centro sinistra. Per il centro destra si tratta certo di un grande risultato ma che non è però servito per governare una regione dove la lega primeggia in molti centri importanti.

Il drammatico risultato del movimento cinque stelle potrebbe ora influire sulla tenuta del governo vista la debolezza raggiunta nei consensi delle due tornate elettorali. L’incongruenza di un partito che rimane il primo in parlamento, anche se ha perso 31 deputati, nonostante sia ormai sparito dal paese. Ora il PD presenterà il conto e si mangerà quello che rimane dell’ormai ex partito di Grillo. 

Ora si guarda alle prossime elezioni in Toscana, Puglia e Basilicata e alle comunali in Trentino dove il 3 di maggio 2020 si voterà per eleggere tutti i nuovi sindaci della regione.

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Politica

Emilia Romagna, prima proiezione: centro sinistra avanti

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Alle 23.00 è iniziato lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Nella prima proiezione sui dati reali il centro sinistra avanti con una forbice del 48,6 al/52%  mentre il centrodestra si ferma al 40/44%. Il campione preso in esame è del 3%. Il margine di errore non è superiore al 2%. Quindi la forbice fra i due concorrenti comincia ad essere ampia.

I due contendenti sono praticamente alla pari in una volata che probabilmente durerà fino a tarda notte. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio. Crollo del movimento cinque stelle che è al 2/4%

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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