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Ambiente Abitare

In calo i pesticidi nei corsi d’acqua del Trentino. Sono presenti solo in 11 corsi d’acqua su 412

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Appa (agenzia provinciale per la tutela dell’ambiente) ha diffuso le analisi che riguardano la presenza di pesticidi nei corsi d’acqua del Trentino su richiesta dell’assessore Mario Tonina, nel merito della risposta ad una interrogazione della consigliera Lucia Coppola.

Il numero dei corsi d’acqua significativamente contaminati dalla presenza di pesticidi è in diminuzione rispetto agli anni scorsi, passando da 13 a 11.

Questo dato rappresenta circa il 3% di tutti i corpi idrici (412) che vengono classificati da Appa.

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Lo scrive il vice presidente della giunta provinciale, Mario Tonina, nella risposta ad una interrogazione della consigliera Lucia Coppola (Futura). “La presenza di fitofarmaci nelle acque è evidentemente legata all’attività agricola ma solamente con la perseveranza delle iniziative che ormai da alcuni anni si stanno attuando, sarà possibile leggere nel tempo una effettiva risposta positiva dal punto di vista della qualità delle acque”, prosegue Tonina. I fitofarmaci che si rinvengono con maggiore frequenza sono: Penthiopirad, Boscalid, Pirimicarb, Pyrimethanil, Fludioxonil, Tetraconazolo, Dimethomorph, Clorantroniliprolo, Fluodioxonil, Imidacloprid, Difenocolazolo”.

I fitofarmaci nelle zone più vocate all’agricoltura quali Val di Non, Valle dell’Adige e parte della Valsugana vengono ricercati nelle acque superficiali mensilmente mentre nelle restanti zone dove l’agricoltura è presente ma in modo meno intensivo i controlli sui corpi idrici sono condotti con meno frequenza fino ad una cadenza trimestrale. Questi monitoraggi portano ad una classificazione dei corsi d’acqua che viene aggiornata ogni tre anni.

La presenza di fitofarmaci nelle acque è evidentemente legata all’attività agricola ma solamente con la perseveranza delle iniziative che ormai da alcuni anni si stanno attuando, sarà possibile leggere nel tempo una effettiva risposta positiva dal punto di vista della qualità delle acque.

Numerose sono le azioni che la Provincia di Trento mette in campo per contribuire al miglioramento dei corsi d’acqua soggetti a pressione di fitofarmaci.

 

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Ambiente Abitare

Liberati a tempo di record i sentieri nel Parco Adamello dopo la tempesta Vaia

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A nove mesi dal passaggio della tempesta Vaia, il lavoro di ripristino dei sentieri all’interno del Parco Adamello Brenta si può dire pressoché concluso.

Allo stato attuale, il Parco ha reso agibile, o verificato, il 90% dello sviluppo della sentieristica inizialmente considerato impraticabile.

All’indomani di quello straordinario evento calamitoso, il Parco si era attivato organizzando una ricognizione dei danni subiti al patrimonio boschivo e infrastrutturale dell’area protetta.

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E’ stata così creata una banca dati di strade e sentieri interrotti o danneggiati attraverso propri sopralluoghi e richiedendo segnalazioni sulle emergenze a tutti, in modo particolare alle realtà che sono intervenute sul posto fin da subito, come i comuni, i corpi dei Vigili del fuoco volontari, le Stazioni forestali, la SAT.

Dopodiché, con l’istituzione in Provincia dell’Unità di missione strategica grandi opere e ricostruzioni, guidata dall’ingegner De Col, e la creazione di un tavolo di lavoro provinciale, il Parco ha ricevuto il ruolo di coordinatore per il ripristino dell’area protetta e la gestione di un fondo di 200.000 euro. Le strade forestali sono quindi state affidate alle Stazioni forestali mentre il Parco si è assegnato tutta la sentieristica registrata presso il Servizio turismo della Provincia.

“Dalle segnalazioni dei danni – spiega l’ingegner Massimo Corradi, responsabile dell’Ufficio tecnico ambientale del Parco – risultavano 84 sentieri chiusi per un totale di 324 km impercorribili. Alcuni erano fortemente danneggiati per schianti estesi come, per esempio, a Spormaggiore i sentieri SAT 301 e 302 che conducono a Malga Spora o il sentiero B07 che da località Fortini a Madonna di Campiglio conduce a Nambino o, a Tione, il sentiero SAT 263 che da Malga Cengledino conduce a Malga Stablo Marc. La maggior parte era interrotta da schianti localizzati di piccole e medie dimensioni o erosioni della sede di calpestio che ne hanno comportato la chiusura. Ci sono stati poi dei sentieri – prosegue Corradi – che sono stati fortemente danneggiati anche da fenomeni di franamento e dall’impetuosità dei torrenti, come il SAT 215 che dalla Val Genova conduce a Malga Siniciaga e Malga Germenega, franato per un tratto di 200 metri, portandosi via anche la passerella sulla Sarca sul sentiero delle Cascate B01.”.

L’inizio degli interventi diretti del Parco sul territorio si può far risalire al 15 aprile.

Il lavoro è stato condotto secondo due modalità, cercando di ridurre al minimo i rischi per gli operai e velocizzare la tempistica: da una parte, appoggiandosi a ditte di boscaioli specializzate per aprire le situazioni più impegnative, e, dall’altra, intervenendo direttamente sui sentieri meno pericolosi con le squadre operai del Parco, rafforzate eccezionalmente con 6 nuove assunzioni.

Alle squadre sono spettati i lavori di finitura, come la pulizia dalle ramaglie, il taglio delle piante singole, il ripristino della sede di calpestio e dei canali taglia acqua.

Un grande appoggio è stato dato anche dal Servizio occupazione e valorizzazione ambientale della Provincia e dai volontari delle sezioni locali della SAT.

Seguendo le priorità di intervento, individuate dal gruppo di lavoro istituito presso la Provincia, in vista della stagione estiva, sono stati ripristinati dapprima i sentieri che conducevano ai rifugi escursionistici e alpinistici, e poi i sentieri di fondovalle ad alta frequentazione turistica, come il Sentiero delle Cascate B01 in Val Genova, i sentieri C01 e C02 in Val di Tovel, rispettivamente Sentiero delle Segherie e delle Glare, o i sentieri di Vallesinella, in particolare il Sentiero dell’Orso C52, il Sentiero Paoli C53 e il Sentiero dell’Arciduca C55. Su proposta dell’assessore competente in materia di sentieristica, Matteo Motter, il Parco ha voluto con forza inserire in priorità massima anche i sentieri di servizio delle malghe, nel rispetto di un’attività economica che nel Parco gode di pari dignità di quella turistica.

Ad oggi, risultano da rendere agibili solo 12 sentieri (su 84), classificati come meno strategici per la fruizione dell’area.

“Il Parco – commenta Matteo Motter – ha dimostrato, attraverso la propria struttura, di essere all’altezza della situazione che la tempesta Vaia ci ha presentato. Penso sia attraverso queste accortezze, questa dimostrazione vera di vicinanza al territorio, che il Parco possa essere da traino per il futuro delle nostre fragili montagne. Non era facile gestire in così poco tempo la mole di lavoro che fin dall’inizio abbiamo capito essere molto consistente. Importante in questo senso la sinergia con il Servizio Turismo, il tavolo di lavoro presieduto dall’ingegner De Col, la SAT con i suoi volontari (vero valore aggiunto) e tutti gli enti locali che fin da subito hanno collaborato al meglio. Una prova superata brillantemente anche alla luce della qualità del lavoro svolto. Personalmente mi ritengo soddisfatto per l’attenzione che abbiamo prestato a quei sentieri che raggiungono le malghe salvando, in alcuni casi, la monticazione delle stesse.”.

Tra i pochi sentieri che rimangono chiusi, ci sono quelli che conducono a Malga Spora SAT 301 e 302, quest’ultimo in capo al Comune di Spormaggiore.

Il Comune sta programmando il tipo di intervento da eseguire in considerazione del fatto che il passaggio di Vaia ha provocato, tramite i numerosi schianti al suolo di piante di alto fusto, anche il crollo della vecchia teleferica a servizio della malga Spora

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Ambiente Abitare

Ciliegie: Melinda lancia le nuove confezioni 100% plastic free, riciclabili e compostabili

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Melinda lancia sul mercato le confezioni 100% plastic free anche per le sue ciliegie.

L’azienda, che vede nel rispetto per la natura e per il territorio un valore cardine, concretizza i propri credo anche nella ricerca di confezioni sempre più eco – friendly, che riducano il più possibile l’impatto ambientale.

I nuovi pack atti a contenere queste vere delizie della natura, sono totalmente privi di plastica, 100% riciclabili e compostabili.

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Il materiale scelto è antiumidità, caratteristica che evita che la vaschetta venga accoppiata all’interno con la plastica, solitamente usata per creare una barriera impermeabile tra il prodotto e la confezione.

Le nuove confezioni amiche dell’ambiente possono inoltre fregiarsi del logo FSC, il marchio che identifica i prodotti fatti con carta derivata dalla lavorazione di legname proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Il lancio dei nuovi cestini compostabili, è un’ulteriore azione che Melinda ha intrapreso a favore della tutela del territorio e, più in generale, dell’ambiente, una tematica che da sempre sta a cuore all’azienda.

Il Consorzio Melinda è certo che questa novità sarà premiata anche dal consumatore, oggi sempre più consapevole ed attento in merito agli aspetti legati alla provenienza e alla sostenibilità dei packaging utilizzati.

Infatti, anche la scelta dei materiali di confezionamento rientra fra i requisiti che svolgono un ruolo crescente nelle decisioni d’acquisto delle famiglie italiane.

Anche il design del nuovo pack, che ricorda un cestino da picnic, evoca la naturalità e la genuinità del prodotto, peculiarità che caratterizzano le ciliegie Melinda, coltivate in modo sostenibile nel rispetto dell’ambiente. Una confezione non solo distintiva e facilmente riconoscibile a scaffale, ma anche pratica da aprire e chiudere, grazie al coperchio scorrevole che ne facilita anche il riutilizzo.

Già dalla scorsa settimana questa novità ha affiancato sul mercato le confezioni tradizionali e l’obiettivo è quello di una loro graduale sostituzione che consenta un utilizzo sempre più ridotto del materiale plastico.

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Abitare

Sostituire pavimenti o rivestimenti: come è possibile senza costose demolizioni

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A volte il pensiero di una ristrutturazione parziale o totale dell’abitazione che includa pavimenti e rivestimenti può causare preoccupazioni di natura economica e logistica.

Infatti, per effettuare i lavori, non solo è necessario uscire di casa, ma spesso bisogna anche spostare tutto il mobilio e gli arredi in altri ambienti.

Oggi la la posa di nuovi pavimenti e rivestimenti può non costituire più un problema.

E’ possibile ad esempio avere nuovi pavimenti e rivestimenti senza l’ansia ed il disagio di dover demolire le strutture preesistenti.

Le soluzioni ai problemi per le altezze (quote) e l’ampiezza dei locali, per ristrutturazioni in cui non si vogliano demolire i pavimenti preesistenti o i rivestimenti in ceramica, sono i materiali a basso spessore.

Con rivestimenti (ad effetto legno o ceramica) di soli 4 mm si possono rinnovare bagni e cucine senza alzare polvere e riducendo i tempi di esecuzione del progetto, rivestendo le piastrelle preesistenti senza demolirle.

Stessa soluzione si può adottare per i pavimenti. Nonostante gli ambienti possano essere quotidianamente molto frequentati (abitazioni, negozi, palestre, uffici, etc) i nuovi materiali a basso spessore si prestano ad un uso intensivo e sono molto resistenti.

La ditta Tarantola Pavimenti di Lavis, il cui titolare ha 30 anni di esperienza nel settore, è in grado di risolvere qualsiasi necessità di privati o aziende (come alberghi e ristoranti) proponendo i materiali più idonei per la ristrutturazione.

L’azienda effettua:

  • Posa e sostituzione pavimenti con ripristino eventuale del sottofondo (massetto)
  • Levigatura e riverniciatura vecchi pavimenti
  • Ristrutturazioni di bagni e cucine rinnovando gli ambienti senza costose demolizioni
  • Ristrutturazioni con  rivestimenti a basso spessore
  • Utilizzo di materiali caldi: Legno, Laminato, LVT, Moquettes
  • Utilizzo di materiali freddi: ceramica

Potete contattare l’azienda chiamando il numero 348 933 0526 o scrivendo a questo indirizzo email: tarantolapavimenti@live.com

A breve sarà ultimato il nuovo show-room a Lavis in via Giuseppe Di Vittorio 40  dove potrete scegliere i materiali adatti alle vostre necessità ricevendo una consulenza personalizzata.

 

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