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economia e finanza

Al via la Vendemmia: In Trentino qualità eccellente ma produzione in calo

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Si prevedono quantitativi ridotti in quasi tutte le regioni d’Italia, soprattutto in Friuli Venezia Giulia (-20%), in Umbria (-13%), in Veneto e in Campania (-12%) e in Trentino Alto Adige (-11%).

Vanno in controtendenza il Lazio (+16%), il Molise (+10%) e la Calabria (+9%).

I risultati sono il frutto della rilevazione annuale condotta dal Centro Studi di Confagricoltura su campioni di aziende vitivinicole di tutte le regioni d’Italia.

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Il 2019 vedrà una diminuzione media della produzione del 6%, ma, grazie ad una primavera fredda e piovosa e un inizio estate caldo e secco, la qualità dell’uva è ottima e foriera di una produzione di vini potenzialmente eccellenti.

Il settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l’economia agricola e dell’industria alimentare in Italia: le aziende con vigneti sono 300 mila con una superficie coltivata ad uva da vino di 652 mila ettari, di cui 50 mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell’export di 6.2 miliardi.

Nel primo quadrimestre del 2019 le esportazioni complessive di vini e spumanti sono state di 1,96 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto al 2018. La percentuale di crescita più importante è data dagli spumanti, con un + 8,2%, ma aumentano anche del 6% le esportazioni di vini fermi in bottiglia.

La Sicilia inizia in questi giorni a staccare i primi grappoli, ma la vendemmia vera e propria entrerà nel vivo intorno al 20 agosto in tutta Italia.

Rispetto all’anno scorso, la quantità è in diminuzione, tuttavia – segnala ancora il Centro Studi di Confagricoltura – occorre evidenziare che il raccolto 2018 è stato particolarmente abbondante, pertanto l’attuale diminuzione della produzione non è da leggere in termini negativi.

 

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economia e finanza

Baselga di Pinè: lunedì riapre la storica pasticceria Serraia

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Lunedì sarà inaugurata la nuova pasticceria di Serraia di Baselga di Pinè con due particolarità.

La prima è quella di proposte tutte create con ingredienti del territorio quindi a chilometri zero, utilizzando anche prodotti rari come lo può essere il rododendro che troverà spazio in molte ricette.

La seconda particolarità è quella della riproposizione di una delle attività più antiche dell’Altipiano con la pasticceria, gelateria, bar che fa rivivere quell’edificio che nella sua parte più antica, ospitava a metà ottocento prima un frequentato albergo, poi anche un apprezzato ristorante.

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Ai fornelli la conosciuta “Siora Lina”.

Dal 2005, invece, è stata aperta una pasticceria premiata tra le migliori del Trentino non soltanto per la qualità e la varietà dei prodotti, ma anche per l’atmosfera davvero unica che nel tempo le sorelle Broseghini hanno saputo dare.

Il 28 febbraio 2018 la famiglia, reduce da un impegnativo percorso lavorativo ricco di soddisfazioni ed emozioni, ha salutato amici ed affezionati clienti per l’ultima volta.

Punto d’incontro indiscusso per turisti e residenti, teatro di numerosi eventi, esempio di ospitalità e di familiarità, la pasticceria Serraia riaprirà lunedì con una nuova veste.

Nella primavera di quest’anno è iniziata una radicale ristrutturazione da poco conclusa che ha portato la storica pasticceria verso una proposta più ampia e moderna, ricercando prodotti eletti “eccellenze trentine”, offrendo una location più dinamica, senza però dimenticare il gusto della tradizione che tanto l’ha resa famosa ed apprezzata.

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economia e finanza

Viticoltura bio, comparto in crescita: + 20 % nell’ultimo anno. Buona la difesa attuata contro peronospora e oidio

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E’ un comparto in continua espansione quello della viticoltura biologica, cresciuto in un solo anno in Trentino ben del 20 per cento.

I dati dell’Ufficio per le produzioni biologiche della Provincia autonoma di Trento parlano chiaro: la superficie del vigneto biologico a fine 2018 ammontava a 1162 ettari, 193 in più rispetto al 2017.

Il punto è stato fatto oggi, alla FEM, nell’ambito della tradizionale giornata tecnica dedicata alla viticoltura biologica dove sono stati presentati i principali risultati delle sperimentazioni con la visita alle prove nel campus di San Michele.

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Dall’incontro sono emersi buoni risultati raggiunti sia dalla sperimentazione sia da quanto attuato in campo dai viticoltori biologici riguardo la difesa da peronospora e oidio.

Domani la FEM torna in campo alle 8.30 per incontrare il mondo agricolo, ma a parlare di sperimentazioni in frutticoltura di fondovalle a Maso delle Part.

Ad aprire i lavori è stato il presidente FEM, Andrea Segrè.

“Il biologico -ha evidenziato- è senz’altro un metodo di produzione di grande interesse e la scienza ha proprio il compito di valutare quali sono le migliori condizioni per applicarlo, tenendo conto delle specificità territoriali, ambientali e sociali.”

“Del resto, il biologico rientra a pieno titolo sotto il più ampio cappello dell’agricoltura sostenibile.”

“Esistono dunque altri sistemi di produzione che possono essere visti non in un’ottica competitiva o alternativa, bensì complementare.”

“A San Michele ci muoviamo verso un’agricoltura sostenibile. Un termine-ombrello, accogliente ma dai confini ben delineati, sotto il quale c’è spazio scientifico per tutti gli approcci che promuovono un uso responsabile ed efficiente delle risorse naturali”.

Segrè ha spiegato che la viticoltura ha fatto da pioniere nell’ambito della gestione biologica: quello che 15 anni fa poteva sembrare difficile, a volte anche impossibile, ora si è dimostrato che si può fare.

“Con gestione agronomica oculata, scelta di varietà e luoghi vocati, bioagrofarmaci e confusione sessuale la viticoltura biologica è diventata una realtà per molti agricoltori.”

“Questo è stato possibile grazie all’impegno e alla dedizione di molti tecnici e ricercatori: perché il progresso è sempre legato alla conoscenza. E la ricerca rimane sempre lo strumento chiave. Adesso c’è la sfida della sostituzione del rame, ma anche su questo solo la ricerca potrà e dovrà dare gli strumenti adatti”.

Dalla qualità biologica del suolo con Marco Ippolito ai gradi di stabilità del carbonio organico in suoli viticoli a diversa gestione con Raffaella Morelli, dal punto quantitativo sul rame con Cristina Micheloni, Presidente AIAB Friuli Venezia Giulia, alle prove in pieno campo per il controllo di peronospora e oidio con Luisa Mattedi; infine controlli e situazione fitosanitaria 2019 nelle aziende biologiche in Trentino con Roberto Lucin.”

“Questo incontro, moderato da Roberto Zanzotti, rappresenta un appuntamento ormai fisso per viticoltori e tecnici che si occupano di biologico non solo del Trentino Alto Adige ma anche di altre regioni dell’Italia.

Nel corso della giornata vengono infatti presentate le attività svolte dall’Unità Agricoltura Biologica della FEM in diversi ambiti della viticoltura, che quest’anno hanno interessato in particolare la gestione del suolo e le tecniche di difesa, senza trascurare le novità normative relative ai regolamenti europei che disciplinano il settore biologico.

Le tematiche affrontate nelle prime due relazioni tecniche hanno riguardato gli effetti del sovescio sulla qualità biologica e sulla frazione di carbonio stabile del suolo.

Queste sperimentazioni sono finalizzate alla diminuzione degli apporti esterni e alla conservazione della fertilità dei sistemi agricoli così come imposto dal Regolamento relativo alla produzione biologica.

Nel corso dell’incontro si è anche parlato di rame alla luce delle recenti limitazioni introdotte, che ne prevedono un impiego massimo di 28 kg/ha in 7 anni, quindi una media di 4 kg/ha annuali.

Nell’ultimo anno diversi prodotti alternativi al rame sono stati proposti per l’inclusione nel regolamento europeo tuttavia, nessuno ha mostrato potenzialità tali da rappresentare un valido sostituto del rame stesso.

In questa prospettiva, si configurano come strettamente necessarie sperimentazioni atte a scongiurare una sua ulteriore riduzione o un suo completo abbandono ma che prevedano la riduzione dei dosaggi impiegati. S

u questo punto sono state illustrate le prove condotte in vigneto per la difesa da peronospora con bassi dosaggi di rame e sostanze alternative per cercare di ottimizzarne l’efficacia e diminuirne gli apporti annuali.

Sono state presentate inoltre prove relative al controllo dell’oidio con zolfi e prodotti alternativi.

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economia e finanza

Ecoline, Ecoenerg e Nuova Saimpa: tre aziende occupano gli stabilimenti di Condino e Cimego liberati da BM Group

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Dopo l’accordo siglato nell’ottobre scorso con BM Group per l’ampliamento dell’azienda in un nuovo stabilimento hi-tech a Condino, nell’immobile già “Legno Più Case”, Trentino Sviluppo non ha perso tempo chiudendo una triangolazione che a breve permetterà di saturare gli spazi produttivi liberati da BM.

Negli stabilimenti di Condino e Cimego, disponibili dalla primavera 2020, si insedieranno infatti tre aziende – rispettivamente Ecoline ed Ecoenerg e Nuova Saimpa – nell’ambito di un’operazione dai contenuti particolarmente significativi per lo sviluppo manifatturiero della Valle del Chiese.

Gli accordi definiti da Provincia e Trentino Sviluppo movimenteranno infatti circa 12 milioni di euro di investimenti privati e prevedono 48 nuove assunzioni già a partire dai prossimi mesi.

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Ecoline, con sede nel mantovano, è attiva nel settore della produzione di centri automatizzati per la levigatura delle superfici in legno, alluminio e plastica.

Ecoenerg, con sede a Storo, è specializzata in impiantistica elettrica in ambito civile ed industriale con forte espansione nel settore dell’automazione industriale e robotica.

Nuova Stampa è specializzata nello stampaggio ad iniezione di manopole e maniglie per elettrodomestici.

La firma del protocollo d’intesa “Per lo sviluppo produttivo e occupazionale nella valle del Chiese” si è tenuta oggi, mercoledì 7 agosto, presenti per la Provincia Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro e Roberto Failoni, assessore con delega all’Artigianato, Sergio Anzelini, presidente di Trentino Sviluppo, Alex Bottini, per BM Spa, Domenico Calderone, presidente di Ecoline, Candido Rinaldi, legale rappresentante di Ecoenerg e da Marco Saletti, amministratore unico di Nuova Saimpa.

«Un’operazione – osserva Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – che trae origine da un positivo fermento registrato tra le aziende manifatturiere che operano nella Valle del Chiese.»

«Nella gestione del patrimonio immobiliare a supporto degli asset industriali Provincia e Trentino Sviluppo hanno agito da facilitatori, ponendo le condizioni affinché il dinamismo dei privati vada nella direzione del riutilizzo di immobili industriali dismessi, salvaguardando il territorio e supportando aziende in crescita che operano in territori di montagna e decentrati rispetto ai principali poli industriali della provincia».

Roberto Failoni, assessore all’Artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento, ha ringraziato Trentino Sviluppo per la rapidità con la quale ha portato a termine:

«Un’operazione importante per il numero di lavoratori coinvolti, in una valle che è stata segnata da situazioni di difficoltà in campo produttivo ed occupazionale, con imprenditori che hanno saputo lavorare assieme per trovare un accordo che porta beneficio ad un territorio che anche in questo caso ha saputo dimostrare vivacità e dinamismo imprenditoriale».

«Una delle più belle operazioni che Trentino Sviluppo ha concluso negli ultimi anni – ha osservato Sergio Anzelini, presidente della società di sistema provinciale – che coinvolge aziende che fanno dell’innovazione un punto di forza e che può costituire un modello per altre operazioni simili in futuro».

Trentino Sviluppo procederà all’acquisto, per un valore di 1,6 milioni di euro, della precedente sede di BM Group a Condino, mettendo poi a disposizione l’immobile, mediante un contratto di locazione, a favore delle imprese Ecoline, che entro febbraio 2020 vi trasferirà la sede operativa da Castiglione delle Stiviere (Mantova), ed Ecoenerg che si trasferirà dall’attuale sede di Storo.

Un’operazione complessa che vede quindi BM Group, azienda operante nel settore dell’automazione e della robotica in ambito industriale, impegnata a ridare vita al complesso produttivo dismesso “Legno Più Case” di Condino, dove con un investimento di 10 milioni di euro realizzerà un nuovo stabilimento hi-tech in sostituzione delle due attuali sedi di Cimego e Condino, dando lavoro a regime a 106 persone, con 30 nuove assunzioni previste (oggi l’azienda ha 76 dipendenti).

Nel “vecchio” stabilimento BM di Condino, Trentino Sviluppo insedierà Ecoline ed Ecoenerg, creando così le condizioni per una concentrazione di attività ed un’occupazione pari a 55 unità lavorative, oltre al consolidamento della filiera e dell’indotto di fornitura sul territorio provinciale.

Ecoline Srl, attuale sede operativa a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, è attiva nel settore della produzione di centri automatizzati, in particolare nell’ambito della tecnologia al servizio del trattamento delle superfici in legno, alluminio, plastica o altri materiali compositi, nell’interesse sia di piccoli artigiani che di grandi gruppi industriali.

L’azienda sta perseguendo un piano di investimenti che prevede impegni soprattutto nel campo della ricerca e sviluppo di soluzioni innovative per ottimizzare il processo di lavorazione e finitura del legno.

A tale scopo ha già avviato contatti con Hub Innovazione Trentino, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento e CNR-Ivalsa.

L’azienda intende effettuare investimenti per circa 600 mila euro nel prossimo triennio, raggiungendo a regime un livello occupazionale di 21 unità lavorative, a fronte delle 7 attuali.

Ecoenerg Srl, sede operativa a Storo e socia al 50% di Ecoline, si occupa di impiantistica elettrica sia industriale che civile con particolare attenzione al settore delle energie rinnovabili.

Opera inoltre nell’ambito dell’ingegneria meccanica e dello sviluppo di software per l’automazione industriale e robotica. Consoliderà e manterrà i Trentino le attuali 35 unità lavorative. Entrambe le aziende, nell’ambito dell’intesa siglata con Trentino Sviluppo, sono impegnate a consolidare l’indotto di fornitura sul territorio provinciale e locale.

Nel “vecchio” stabilimento BM di Cimego, Trentino Sviluppo darà invece spazio all’ampliamento di Nuova Saimpa Srl, azienda costituita nel 1962, operante nel settore della produzione di manopole e maniglie per elettrodomestici, che ha presentato un ambizioso piano di sviluppo che prevede, per il biennio 2020-2022, investimenti per circa 1 milione di euro nonché un incremento occupazionale pari a 4 dipendenti rispetto alle attuali 64 unità lavorative.

Anche gli spazi di Cimego, che Nuova Saimpa ha scelto di acquistare ad un prezzo di 1,8 milioni di euro, saranno disponibili entro la primavera 2020.

L’operazione, molto complessa e coordinata di Trentino Sviluppo, sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento, si colloca nel contesto di iniziative volte a sostenere il miglioramento dell’infrastrutturazione, il potenziamento delle filiere produttive locali e la promozione dell’innovazione e dello sviluppo produttivo nelle aree montane e decentrate del territorio provinciale.

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