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Io la penso così…

Disservizio piscina Roncegno Terme: l’incredibile avventura di una famiglia

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Spett.Le Direttore,

ho deciso di scrivere alla sua rubrica dedicata ai lettori «Io la penso così» per denunciare un disservizio presso una struttura di Roncegno Terme.

Questa lettera, ci tengo a sottolinearlo, è stata inviata anche al Sindaco di Roncegno Terme.

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Io e la mia famiglia, con un bambino di 4 anni appena compiuti, abbiamo deciso di recarci presso la piscina comunale di Roncegno.

Visto il bollino nero previsto sull’A22, abbiamo preferito rimanere in Trentino, invece di recarci presso i numerosi stabilimenti dell’Alto Adige.

Siamo arrivati alle 14.30, ci abbiamo messo un po’ a trovare l’ingresso. Abbiamo chiesto ad una pattuglia dei Carabinieri, la quale non ha saputo dirci dove era l’ingresso alle piscine. Allora ci siamo rivolti a delle persone del posto e ci hanno detto che effettivamente mancano i cartelli che indicano dove è l’ingresso.

C’è un solo cartello presso l’ingresso basso del parco, mentre mancano i cartelli per chi accede da Casa Raphael e per chi accede dall’unico parcheggio situato nella parte alta del paese, dove c’è la palestra credo.

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Abbiamo deciso di andare alla piscina di Roncegno perché c’è una vasca per bambini dove la temperatura dell’acqua è controllata (fra i 27 e i 29 gradi).

Arrivati, abbiamo pagato l’ingresso e nessuno ci ha comunicato che l’acqua della piscina dei bambini era fredda (23°). Noi quindi non abbiamo ritenuto di far fare il bagno al nostro bambino. Andiamo dal bagnino il quale si è scusato per la temperatura bassa dell’acqua, dicendoci che c’era stato un disguido tecnico e che l’acqua si stava riscaldando. Ci dice anche che alle ore 12 l’acqua era di 21°. Quindi se aspettavamo le 16.30 si sarebbe riscaldata con una temperatura vicina ai 26°.

Allora andiamo all’ingresso dove ci sono 2 ragazze che non sanno cosa risponderci riguardo alla situazione.

Allora le 2 ragazze ci dicono che se vogliamo, c’è una convenzione fra piscine che, in caso di pioggia, ci permette di utilizzare gli stessi biglietti d’ingresso di Roncegno, per poter entrare alle piscine comunali di Borgo, dove c’è una vasca con acqua riscaldata.

Ma per fare questo ci dicono che devono avere il consenso del proprietario (ma allora è una convenzione o è a discrezione del titolare?).

Ci dicono che questo imprevisto dell’acqua fredda è successo anche nelle scorse settimane, ed hanno risolto il problema mandando le persone con bambini piccoli nella piscina di Borgo.

Le 2 ragazze si mettono quindi al telefono per cercare i proprietari (parlano di 2 signori di nome Daniele e sua moglie Anna). Stiamo all’ingresso in attesa di avere un contatto per 45 minuti. Ma nessuno risponde al telefono.

Il proprietario non è reperibile è quindi le 2 ragazze che sono in cassa non possono garantirci che se andiamo a Borgo ci facciano entrare.

Intanto sono passate le 16 e noi siamo ancora all’ingresso dalle 14.40 ad attendere che ci dicano cosa fare.

Alle 16.15 ci stufiamo dell’attesa e diciamo che ormai non ci interessa più andare a Borgo, vista l’ora, e chiediamo almeno il risarcimento dei biglietti d’ingresso, visto che non abbiamo potuto usufruire di nessun servizio.

Le 2 ragazze ed il bagnino ci dicono che non possono risarcirci i biglietti e che non saprebbero nemmeno come fare.

Nel frattempo, dalle ore 14.40 alle 16.15 il proprietario della struttura non si è reso disponibile e non ha risposto al telefono nonostante le innumerevoli chiamate dei sui dipendenti.

Io allora chiedo al bagnino: ma se invece ci fosse stata un’urgenza? Un incidente o qualcosa di grave? Il bagnino non mi ha saputo rispondere.

Stufo e seccato da questa situazione, non ho potuto fare null’altro che andare a casa con il mio bambino e mia moglie, rimettendoci una sabato pomeriggio d’agosto, rimettendoci i soldi d’ingresso e non avendo avuto nessuna risposta dal personale e dal proprietario che gestiscono una struttura pubblica comunale.

Abituati ad andare in strutture dell’Alto Adige, noto a malincuore che siamo distanti anni luce nella gestione delle piscine pubbliche, del personale, cura dei dettagli ed efficienza.

Roberto Lorusso

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Io la penso così…

Grillo e l’abolizione del voto agli anziani, Cia (AGIRE): «Chi non sa apprezzare il valore di queste persone non può rappresentare i cittadini»

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Egregio Direttore,

sono rimasto a dir poco basito dalle recenti dichiarazioni di Beppe Grillo, fondatore del Movimento

ll comico genovese, infatti, propone suo blog il tema dell’abolizione del diritto di voto agli anziani i quali, cito testualmente, “saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani”.

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Una dichiarazione che parrebbe essere l’inizio di un suo spettacolo comico, se non fosse che è il “capo ombra” di quel partito che ha la maggioranza relativa in Parlamento e che si è sempre eretto a baluardo della democrazia e dell’uguaglianza.

Una provocazione, è certo, ma il ragionamento stona pensando alla squadra di giovani che ha portato in Parlamento… evidentemente non sono stati in grado di portare il cambio di visione tanto auspicato, oppure anche i suoi giovani parlamentari erano già “vecchi dentro”.

Eppure Grillo è determinato: agli anziani andrebbe tolto il voto in quanto non in grado di essere al passo con i tempi, con il mondo multiculturale o con la tecnologia (forse non saper accedere alla piattaforma Rousseau?). Tra le varie “colpe” dei più anziani, elencate sul blog del leader 5 stelle, vi è ad esempio avere più probabilità di essere contrari ai matrimoni gay, o di essere pro-Brexit, oppure di essere tendenzialmente contrari alla legalizzazione della Marijuana. E il Premier Conte cosa fa? Invece di rispedire al mittente l’ennesima boutade, ironizza proponendo di fare “dei sondaggi”!

Agli anziani, ai nostri véci, non può essere chiesto di ragionare come un millennials, perché non ne sono in grado, e non hanno motivo per dover ragionare in modo uguale.

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Credo che la generazione che il comico vorrebbe socialmente annichilire ha ben altre qualità, dalle quali dipende il presente che noi tutti, Grillo compreso, viviamo: i nostri anziani portano sulle spalle anni di sudore, di lotta, di conquiste e di umiltà. Ci ricordano di quando il lavoro era bello perché c’era e di come fosse difficile vivere al tempo della guerra, e di quanto si siano sacrificati per garantirci quelle libertà e quel benessere di cui oggi, nonostante tutto, beneficiamo.

Se Grillo vuole toglierci le nostre radici e i nostri valori noi dobbiamo rispondere che gli anziani hanno diritto di vivere il presente, senza che un cabarettista in delirio di onnipotenza pretenda da loro una visione del futuro diversa da quella che ci hanno già donato. Il volto di queste persone è espressione di chi ha vissuto, espressione di chi ci ha consegnato un Trentino prospero e di chi ha fatto questo Paese.

Gli anziani rappresentano un patrimonio inestimabile per noi e per i nostri figli e privarli del voto, oltre che incostituzionale, significherebbe annullarli socialmente, toglier loro il diritto di parola, abbandonarli ad un mondo che non li ascolta e che non li vuole.

Chi non sa apprezzare il valore di queste persone, a parer mio, non è in grado di essere rappresentante i cittadini perché, se è vero che il giovane corre più veloce, il vecchio conosce la strada.

Cons. Claudio Cia – AGIRE per il Trentino

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Io la penso così…

Autismo e Pronto Soccorso: grazie mille agli ospedali di Cles e Borgo Valsugana

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Spett.Le Direttore,

con grande soddisfazione vorrei ribaltare un luogo comune molto diffuso: molte volte abbiamo la percezione che negli ospedali non funzioni nulla o poco, quello che ci è capitato come famiglia qualche giorno fa ci ha lasciato senza parole, da un punto di vista positivo.

Al Pronto Soccorso di Cles, dove ci siamo recati urgentemente per un infortunio da caduta epilettica di nostra figlia, già dall’accettazione iniziale il personale ha capito immediatamente che avevano a che fare con una ragazza con bisogni speciali e nei due minuti successivi siamo stati fatti entrare in un ambulatorio e con grande professionalità e con un po’ di timore da parte del personale siamo riusciti senza anestesia a suturare il taglio al mento che la nostra ragazza si era procurato.

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Ringrazio tutto il personale che con assoluta calma, ma anche con professionalità e con grande umiltà (chiedevano a noi genitori come fare) hanno saputo affrontare una situazione molto difficile. Altri avrebbero immediatamente affrontato l’urgenza somministrando l’anestesia totale, con nostro stupore invece hanno praticato una piccola anestesia locale per poter dare i punti e con molta fatica in 5 persone ci siamo riusciti.

Evitare l’anestesia generale per una persona con autismo non è cosa da poco, avendo conseguenze imprevedibili e per lo più molto negative.

Altri Pronto Soccorso avrebbero bisogno di una formazione specifica su come affrontare una persona con Autismo in caso di emergenza e sollecitiamo l’Azienda Sanitaria di attivarsi per prevedere salette riservate con il duplice obiettivo di evitare che l’Autistico disturbi gli altri pazienti presenti e dove i genitori o accompagnatori della persona con autismo non si sentano osservati aumentando il disagio e l’agitazione propria e dell’infortunato.

Prendo lo spunto per un ringraziamento particolare anche al centro di Psichiatria dell’Ospedale di Borgo Valsugana, che ha saputo affrontare al meglio una grave emergenza su un’altra ragazza autistica. (Io lo definirei ”casino farmacologico”…).

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La dottoressa Pozzi ci ha messo molto del suo nel pensare, valutare e risolvere un gravissimo stato emotivo di una ragazza che solo chi è genitore di un Autistico può capire.

L’Autismo è una delle condizioni meno comprese, si fa poca ricerca perché non esiste, per il momento, un interesse economico, un “business farmacologico”, anzi mi correggo, esiste ed è in aumento vertiginoso, ma non per curare gli Autistici bensì per curare le patologie da stress che subentrano nei genitori, aggravate dalla grande solitudine e incomprensione che su di loro grava.

Ringrazio di cuore tutto il personale che si è preso cura della nostra figliola e grazie al reparto di Psichiatria di Borgo Valsugana per aver aiutato una famiglia e una ragazza in condizioni gravissime, ora di nuovo simpatica, serena e collaborativa.

Fam. Coletti Giovanni e Emanuela

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Io la penso così…

Ma le tasse dei pensionati sono soldi di serie B? – di Adriano Bertolasi

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Caro Direttore,

Leggendo le varie proposte che in questi giorni stanno “girando” per il “Palazzo”, la cosa più sconcertante è che il cuneo fiscale riguarderà solo i lavoratori e non i pensionati.

Mi risulta che pure i pensionati pagano le tasse (e a volte inique rispetto a certe pensioni al limite della sopravvivenza), ma questi ultimi dopo avere lavorato una vita, non vengono presi in considerazione, se non di tanto in tanto, per rosicchiare loro ciò che percepiscono da uno Stato, che usa il termine “pensionati” da parte di qualche partito politico, solo per aggiungere maggiore cassa di risonanza durante la propaganda politica pre-elettorale.

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Mi chiedo veramente se a questo punto le tasse pagate dai pensionati siano il frutto di ciò che pensava tempo addietro la Merkel, ovvero di costituire L’Euro A e L’Euro B! I pensionati secondo le singole circostanze in cui vengono tirati in ballo usano l’Euro A quando devono pagare e vengono a ritrovarsi l’Euro B quando fanno i conti con le loro tasche.

Questo governo nato con il chiaro ed esclusivo intento anti-lega, ne inventa una ogni giorno con operazioni di brainstorming di matrice psichiatrica! Si parte da idee folli come la tassa sulle merendine, alle bibite gassate, per poi ritrovarsi a volere aumentare la tassa sulla fortuna, tassando i vari giochi in caso di vincite.

Partendo dal presupposto che i “giochi” di Stato sono un’importante entrata per le casse erariali fine a se stesse e che le probabilità di vincita sono sempre a favore del “banco” e mai del giocatore, così facendo si va a disincentivare alla fonte una potente fonte di entrate fiscali, con riflessi che non saranno certamente positivi per  quanto riguarda le entrate. L’unica cosa positiva sarà che verrà parzialmente limitato il fenomeno del gambling (gioco d’azzardo compulsivo).

Altra scelta politica “irresponsabile e demenziale”,   riguarda la costante penalizzazione del mercato dell’automobile, inventando soluzioni da trattamento sanitario obbligatorio! Anziché promuovere il mercato dell’automobile con tutti i vantaggi anche per  per  gli indotti di settore, come è avvenuto negli anni passati in America, dove di conseguenza l’economia americana ha ripreso quota dopo un periodo di lungo stallo,  si cerca di penalizzare costantemente quella che potrebbe diventare l’asse portante della nostra economia.

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Si tassano autovetture di grossa cilindrata in tutte le maniere, dal costante aumento delle accise sui carburanti ai super-bolli- ai “malus” “sulle emissioni inquinanti oltre certi parametri”,  permettendo solo ai super-ricchi di possederle, in quanto sono gli unici in grado poi di sostenere le spese di mantenimento delle stesse e limitando quindi un mercato in possibile espansione, con conseguenti limitazioni di introito di IVA a favore delle casse erariali!

Vengono sponsorizzate le auto elettriche per “ragioni di inquinamento ambientale”, quando non esiste ancora un’ adeguata rete di ricarica delle stesse sul territorio nazionale, senza tenere presente altri diversi fattori di non secondaria importanza.

Riusciranno quando saranno a regime gli impianti di distribuzione di ricarica elettrica, le singole società di distribuzione ad erogare in tutta Italia l’energia che verrà consumata? Oggi come oggi ricaricare una macchina elettrica presenta dei grossi problemi sia logistici sia di tempo per la  ricarica stessa, inoltre nessuno mai, informa dei costi delle batterie di tali autovetture!

Una casa automobilistica garantisce la batteria mediamente per otto anni di durata. Dopo tale periodo di tempo una batteria quando dovrà essere sostituita, avrà  un costo diretto a carico del proprietario, ma nessuno affronta pubblicamente i costi di tali batterie, che secondo il tipo di autovettura, partono sempre da diverse migliaia di euro: ( attualmente i prezzi oscillano orientativamente intorno ai 10-15 mila euro e anche più a batteria, secondo il modello delle singole autovetture). Inoltre nessuno ha pensato seriamente ad un programma di base, finalizzato allo smaltimento di tutte le batterie che si riverseranno nei vari centri di raccolta rifiuti,….con i problemi che si determineranno a causa delle difficoltà di smaltimento delle stesse.

La salvaguardia ecologica è argomento serio e importante e non semplice e irresponsabile spot elettorale!…Questi concetti sarebbe utile farli presenti a coloro che pontificano  “Green” dalla mattina alla sera, senza avere minimamente cognizione di causa, di quale immenso impatto ambientale  dovremmo affrontare nei prossimi anni!   Ora in aggiunta a tutte queste “oculate” scelte governative, si vuole  limitare anche l’uso del contante nei prossimi mesi, che dovrebbe scendere fino a 1000 euro nel 2021, convinti di arginare in tale maniera l’evasione fiscale….
Una scelta al limite del ridicolo!

Iniziamo invece nel giro di due mesi, a mettere fuori corso tutti i biglietti da 200 e 500 euro in tutta Europa e poi potremo vedere quanti forzieri si apriranno magicamente, per fare emergere tutto il sommerso che in questi anni è finito nelle banche estere e non solo! Ma in realtà ci sono troppi interessi intrecciati tra mafia e politica per avere il coraggio di intraprendere iniziative e scelte radicali per dare un serio stop all’evasione fiscale.

 Adriano Bertolasi – Trento 

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