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Alto Garda e Ledro

Dalzocchio: «Su punto nascite non mi stupiscono le dichiarazioni del sindaco Betta»

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Un quotidiano locale diffonde una notizia sbagliata e si scatena la polemica.

La questione riguarda ancora una volta la possibile riapertura del punto nascite di Arco sul quale sta lavorando fin dall’inizio dell’insediamento la giunta di centro destra.

Il media provinciale in questione aveva riportato le dichiarazioni (vere o presunte) del ministro della sanità che spiegava che dalla provincia di Trento non era arrivata nessuna richiesta per la riapertura del punto nascite.

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Questo però non risulterebbe vero. Infatti l’assessora alla sanità Stefania Segnana ha subito smentito. 

“Abbiamo fatto quello che avevamo annunciato e ribadisco che la nostra attenzione sul punto nascita dell’ospedale di Arco rimane molto alta“, aveva affermato l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, in merito appunto ad alcune notizie che metterebbero in discussione la consegna della lettera al Ministero della Salute.

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“Abbiamo inviato al Ministero lo scorso 30 luglio la richiesta di poter istituire un tavolo tecnico per valutare insieme l’iter di riapertura – prosegue l’assessore Segnana – proprio perché riteniamo che possano sussistere elementi idonei per avviare questo percorso, che risponde all’esigenza di garantire, in sicurezza, servizi di qualità più prossimi all’utenza, attraverso la massima valorizzazione delle risorse presenti sul territorio”.

“Forse – conclude l’assessore – in alcuni ambienti c’è un po’ di confusione, visto che lo stesso ministro in un’intervista al Corriere del Trentino oggi afferma di aver ricevuto la lettera il 30 luglio. Sarebbe meglio informarsi prima di mettere in giro notizie infondate che, specie su temi delicati come quelli della salute, generano incertezze che i nostri cittadini certo non meritano”.

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Sulla questione anche il capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio parte all’attacco: «Capiamo benissimo il punto di vista di Alessandro Betta, Sindaco di Arco, che da uomo di centro-sinistra non può che opporsi alla decisione di riaprire il punto nascite. Ciò infatti sconfesserebbe l’operato tanto del primo cittadino quanto della Giunta precedente con l’Assessore Zeni, che comunque deve rassegnarsi di fronte alla volontà da parte della Giunta provinciale e del Presidente Fugatti di puntare alla riapertura dei punti nascita sul territorio. Vogliamo ricordare anche che il punto nascite di Cavalese non è l’unico ad essere stato riaperto, come qualcuno ha affermato: quello è stato solo il primo passo verso la riapertura di altri punti nascite in Trentino. Sappiamo benissimo che il percorso non sarà facile, – aggiunge Dalzocchio –  ma siamo fiduciosi sul fatto che tale percorso si potrà risolvere positivamente, nell’interesse di tante donne che non dovranno più migrare dall’Alto Garda o da Ledro per recarsi a Trento o a Rovereto per partorire. Questi sono obiettivi concreti per il bene dell’intera comunità dell’Alto Garda ed è semplicemente assurdo che questi vengano criticati da parte di chi rappresenta un Comune della zona».

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Riva del Garda: denunciate otto persone per truffe online

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Sono otto le persone individuate dagli investigatori del Commissariato di Polizia di Stato di Riva del Garda per truffe online.

Gli autori residenti in diverse regioni d’Italia, hanno sfruttato le vendite su internet per indurre in errore le vittime che cercavano sui siti acquisti a buon prezzo.

Le modalità sono quasi sempre le stesse. Nella maggior parte dei casi la vittima, dopo aver effettuato una ricerca online, trova su un sito l’oggetto di interesse. Sempre online contatta il proprietario del bene, per realizzare una compravendita.

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L’acquirente ed il compratore stipulano un contratto virtuale e, come avviene anche nella vita reale, per confermare l’acquisto viene versata una caparra.

Il più delle volte il truffatore intasca la caparra e si dilegua. Spesso rintracciare l’autore della truffa appare particolarmente complesso perché i truffatori utilizzano utenze telefoniche mobili e carte postepay con intestazioni false e sempre più spesso, realizzano siti civetta collocati all’estero dove è ancora più difficile rintracciarli.

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Le modalità sono quelle solite dell’acquisto: l’acquirente trova l’oggetto, in genere con un prezzo appetibile, contatta il venditore che propone alla vittima di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay in quanto, sarebbe il miglior metodo di pagamento immediato. Una volta pagato il primo acconto, in genere, il truffatore scompare. Talvolta questa operazione, per i meno avveduti, viene ripetuta più volta con diversi acconti.

Questo tipo di truffa potremmo definirla “tradizionale”, più “innovativa” è certamente quella che capovolge i ruoli. Il truffato mette in vendita online il bene viene contattato dal truffatore, il quale si mostra interessato all’acquisto e propone alla vittima, anche in questo caso, di effettuare il pagamento tramite ricarica della postapay in quanto, (a dire dell’autore del reato) sarebbe il miglior metodo di pagamento immediato.

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La vittima, si reca in uno sportello Postamat ed esegue le operazioni sulla base delle indicazioni telefoniche del truffatore. La procedura è sempre la stessa: la vittima digita i codici che gli vengono dettati (altro non sono che il numero seriale della Carta Postapay del truffatore) poi, distratta dalle domande che il truffatore gli pone riguardo al bene venduto, non realizza che in quel momento sta caricando la Postapay dell’autore dell’inganno.

Generalmente l’operazione viene ripetuta una seconda volta. Il truffatore, infatti, carpita la fiducia della vittima, la convince a ripetere l’operazione di pagamento perché la prima non era andata a buon fine.

Vi sono stati casi in cui il malfattore è riuscito a convincere la vittima ad effettuare 7 volte l’operazione.

Questo tipo di truffa, causa generalmente danni economici per un valore tra i 500 e i 4000 euro.

Le vittime una volta realizzato che sono incorse in un inganno denunciano, sempre più spesso il reato, nella speranza di riuscire a recuperare il denaro. In diverse occasioni indagini particolarmente efficaci riescono ad individuare gli autori delle truffe e denunciarli all’autorità giudiziaria.

Il Commissariato di P. S. di Riva del Garda negli ultimi due mesi ha denunciato a piede libero otto persone per truffe perpetrate ai danni di cittadini residenti nei comuni dell’Alto Garda.

I casi come detto sono molteplici come per esempio l’autore di una truffa residente nella provincia di Novara che utilizzando un noto sito per la vendita, acquisto di automobili, aveva incassato un anticipo di 1300 euro per la presunta vendita di una autovettura, oppure  un uomo di Napoli che sempre con le stesse modalità aveva incassato, quale anticipo 850 euro per l’acquisto di un motore, o ancora  un cagliaritano che aveva offerto un cellulare Iphone X per, pubblicizzandolo attraverso facebook , per un valore di 500 euro, ed infine, una donna di Milano per la compravendita di un robot da cucina per un controvalore di 1300 euro.

“Le truffe –  commenta il vice Questore Salvatore Ascione – per essere realizzate hanno bisogno della collaborazione volontaria, anche se estorta con l’inganno, della vittima. Spesso abbiamo registrato che questo tipo di reato colpisce non solo persone che hanno conoscenze limitate del mondo online ma, anche persone avvezze a scambi ed acquisti sui siti che, però, tralasciano la proverbiale attenzione del “buon padre di famiglia” incorrendo nei trabocchetti dei truffatori. Rimane, pertanto, indispensabile molta attenzione e, in certi casi, una sana diffidenza ed in particolare per tutte quelle operazioni di pagamento apparentemente non convenzionali. Per questo motivo la Polizia di Stato, sulla base dell’esperienza ed al fine di aiutare i cittadini a prevenire queste forme di devianza, ha elaborato una serie di consigli, facilmente reperibili sul sito istituzionale, utili per evitare di cadere nelle tante trappole della rete»

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Alto Garda e Ledro

Incidente alla galleria dei «Nani», 3 feriti

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Grave incidente questa mattina alle 7.30 a Limone del Garda dove si sono scontrate due autovetture e un furgone.

L’incidente è successo nella  nella galleria “dei Nani” sulla strada Gardesana per Limone in territorio Lombardo.

La peggio è toccata ai tre occupanti di una delle due autovetture che sono rimasti completamente incastrati nell’abitacolo.

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I vigili del fuoco di Riva del Garda, allertati subito dopo lo scontro, hanno dovuto intervenire con le pinze idrauliche per tagliare il tetto di una delle due vetture per permettere così l’accesso ai sanitari per stabilizzare e successivamente estrarre in sicurezza gli occupanti.

Sul posto hanno operato 10 vigili del fuoco con tre automezzi di soccorso. È stato necessario l’intervento di due elicotteri sanitari dalla Lombardia e di 5 ambulanze. Sul luogo dell’incidente anche la polizia locale di Limone, la Polizia Stradale ed i vigili del fuoco di Salò (Bs).

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Alto Garda e Ledro

81 enne esce di strada sulla Statale fra Loppio e Nago

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Poco prima delle 18.30 di oggi sabato 18 gennaio 2019 sulla strada statale tra Loppio e Nago un’automobile è finita fuori strada.

Il conducente, un uomo di 81 anni, ha perso il controllo della sua autovettura finendo contromano addosso alle rocce.

L’anziano è uscito dall’abitacolo incolume rifiutando anche il trasporto all’ospedale.

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Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza la carreggiata, le forze dell’ordine e un’ambulanza del 118 che per fortuna non è servita.

L’incidente ha creato delle lunghe code fino all’uscita della galleria di Mori per via del senso unico alternato istituito sul luogo dell’incidente.

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