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Italia ed estero

L’Italia che tocca il fondo: «Mi sono costruito la villa abusiva rubando e Salvini ora vuole abbatterla»

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Uno schiaffo per chi lavora onestamente, uno sberleffo verso chi crede nelle leggi e nello Stato italiano, ma soprattutto un insulto verso le forze dell’ordine, la magistratura e gli uomini politici della nostra Italia.

Ma a far arrabbiare ancora di più gli italiani sono i processi fatti al ministro dell’interno Matteo Salvini dalla sinistra «colpevole» a suo di aver definito la donna rom che lo ha minacciato di morte «zingaraccia», mentre il marito affermava queste incredibili parole davanti a milioni di italiani: «Ho rubato per costruirmi la mia villa (abusiva) ed ora Salvini me la vuole abbattere».

Insomma, un mondo che va alla rovescia, dove chi ruba e minaccia di morte viene assolto e chi invece cerca di ristabilite la legge viene insultato e deriso.

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Un mondo dove una donna può liberamente minacciare di morte il ministro dell’interno di un grande paese, dalla sua casa realizzata con i proventi dei furti e costruita in modo abusivo, davanti a milioni di telespettatori senza che questa riceva nemmeno una visita delle forze dell’ordine

Un ritorno al medio evo, o anzi, ancora peggio  visto che quel periodo storico è stato una grande era, così come spiega rodney stark in «false testimonianze».

Due gli esempi balzati alle cronache in questi giorni che riguardano personaggi della sinistra.

Il giornalista del «Trentino» Paolo Morando che mette sullo stesso piano il terrificante omicidio del brigadiere e l’assassino bendato che secondo lui «è quasi peggio» (qui articolo) e il parlamentare Scalfarotto che non dice una parola di cordoglio per la morte dell’uomo delle forze dell’ordine e se va a trovare l’omicida in carcere per vedere che i suoi diritti vengano rispettati.

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In nome dei diritti civili tanto conclamati dalla sinistra italiana c’è un’Italia che è diventata una giungla ingovernabile dove chi delinque viene difeso, osannato, preso come esempio, mentre chi tenta di rispettare le regole viene deriso e dimenticato.

Un video da non perdere che però alla fine ti lascia l’amaro in bocca e un senso di impotenza e rabbia. 

Le telecamere di “Stasera Italia” sono andate in via Monte Bisbino, nella periferia nord di Milano, per incontrare in un campo rom irregolare la donna che avrebbe minacciato il vicepremeir Matteo Salvini, augurandogli un proiettile in testa.

“Io sono la ‘Zingaraccia’ e rubavo tutto quello che mi capitava – ha confermato la donna ai microfoni della trasmissione di Rete 4, mostrando poi la casa in cui abita (costruita su terreni non edificabili e per i quali non è stato concesso alcun permesso) – Ora sono agli arresti domiciliari e ho combattuto per tutta la vita affinché i miei figli non facciano la mia stessa vita”.

E confermando le minacce al ministro dell’Interno prosegue: “Io mi sento minacciata, penso che lui ce l’abbia proprio con gli zingari, con il nostro popolo”. Ad alimentare le polemiche la risposta dello stesso Salvini, che aveva commentato: “Stai buona, zingaraccia, stai buona che tra poco arriva la ruspa”

Le parole della rom definita da Matteo Salvini "zingaraccia", in esclusiva per noi a #StaseraItalia.

Gepostet von Stasera Italia am Freitag, 2. August 2019

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Italia ed estero

Sardine, il politologo Tarchi ammutolisce Santori: «Fenomeno di moda senza contenuti destinato a finire subito»

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Una moda che passerà veloce da parte di chi una volta in piazza non ascolta il comizio degli organizzatori, non protesta sotto nessun simbolo, non organizza assemblee in cui parlare a turno per pianificare qualcosa, ma canta «Imagine» di Lennon e «Bella Ciao», povera canzone di battaglia, ridotta ad Hit da serie TV e gare di ballo.

E come scrive giustamente Alessio Mannino su «L’intellettuale dissidente», le Sardine odiano l’odio. E mentre odiano, negano di odiare.

Una forma patologica molto comune che fa sentire bene solo perché viene nascosta la negatività che c’è in ognuno e non può non esserci a meno di non voler negare l’evidenza.

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Parla invece di grande truffa delle sardine “apartitiche” Marco Tarchi politologo e docente di Scienze politiche all’Università di Firenze. Si tratta – spiega – di “un fenomeno di moda”, né più né meno.

E dunque destinato a sparire in fretta. “Le sardine – spiega in un’intervista al Giornale – dovrebbero avere idee, visioni del mondo e non solo slogan“.

Invece sono appunto un fenomeno “pieno di umori ma scarso nei contenuti, che si proclama apartitico ma di fatto raccoglie spezzoni delle varie sinistre radicali, le cui parole d’ordine richiamano come ha ammesso giorni fa lo stesso leader in una trasmissione radiofonica il repertorio dei centri sociali: no borders, diritti lgbt, femminismo, accoglienza indiscriminata dei migranti. Collante unico, essere contro Matteo Salvini per drenare quei voti “off” alla sinistra istituzionale e al Pd per primo. Come tutti i movimenti collettivi, però, secondo Tarchi il movimento organizzato a inizio novembre come flash mob bolognese da Mattia Santori e altri tre amici “passerà progressivamente dall’euforia e dal protagonismo alla divisione e alla marginalità”.

Che siano un rigurgito di sinistra è reso evidente da un fatto: “Siamo ancora allo stadio delle esternazioni circoscritte ad un solo bersaglio, Salvini, e nei confronti di alcuni dei pilastri dell’establishment, Pd in testa, non c’è alcuna vera ostilità” ed è questa la vera, grande differenza con il Movimento 5 Stelle delle origini.

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Resta un grandissimo limite: “La bella politica dovrebbe avere idee, progetti di società, visioni del mondo, programmi d’azione, non solo slogan – conclude Tarchi -. Può darsi che questo movimento ne produrrà, ma è sicuro che, non appena preciserà obiettivi e moventi, inizierà a sfilacciarsi. Rschia di durare, tutt’al più, il tempo di una campagna elettorale”.

L’impressione è che non cambi nulla sulla scena politica con l’avvento delle Sardine, e che i consensi e i voti siano sempre quelli, cioè quelli che circolano impazziti nei movimenti della sinistra e che si spostano un giorno da una parte e un giorno dall’altra, ma alla fine il totale non cambia.

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Italia ed estero

Battaglia per l’approvazione del Mes: Senatori cinque Stelle pronti a lasciare, direzione Lega

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164 voti a favore e 122 contrari, Passa dopo un pomeriggio di fibrillazione la fase decisiva della votazione in Senato sulla risoluzione del mes, il fondo salva Stati, concludendosi quindi con una votazione confortante per la maggioranza nonostante la minaccia di abbandono di 4 esponenti del movimento Cinque Stelle che hanno votato in dissenso.

Il voto al Senato è stata la conclusione di una giornata che è iniziata con una leggera agitazione alla Camera ma proseguita al Senato con una tensione crescente anche per la presenza del leader della Lega che, con il suo intervento a ripreso le redini dell’ormai noto scontro Conte – Salvini e fatto leva sulle mancanze dei grillini, un tempo contrari al mes.

Al Priemier che spiega:” Il mes non è stato costruito contro un Paese” accusando la Lega di voler abbandonare l’Europa, Salvini risponde “ Lo dico alla copia distratta del Presidente Monti, non abbiamo progetti per far uscire l’Italia dall’euro”.

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Al termine della giornata tra i 14 assenti e i dissenzienti del Movimento 5 Stelle al Senato, pronti ad abbandonare il Movimento per la Lega, pesano e lasciano sul campo una ferita dolorosa, aprendo un ennesimo e personalissimo elemento di scontro tra i due ex alleati: Salvini e Di Maio.

Matteo Salvini ha deciso di aprire il mercato delle vacche”, accusa gravissima Di Maio che chiede chiarimenti a Salvini. Chiaramente si rivolge anche a quei senatori che, nelle ore decisive hanno fatto sapere non solo di volersi esprimere in dissenso ma anche di voler lasciare il movimento direzione Lega. Tra i possibili dissidenti Francesco Urrano e Ugo Grassi

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Italia ed estero

Vipiteno, i Krampus: “Nessun razzismo. Calci e spintoni? Ci scusiamo, un errore non è la tradizione”

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Solo un gioco tra amici organizzato prima che la sfilata, o meglio la corsa alle bastonate, iniziasse.

Così replicano i Krampus vipitenesi alla diffusione del video che ha spaventato tutta Italia per l’eccessiva “vitalità” della performance e all’ipotesi di una presunta violenza ai danni di immigrati, avanzata in una fase iniziale anche dal nostro giornale.

Ricordiamo che i carabinieri sui fatti successi hanno aperto un’indagine e hanno già identificato il Krampus che ha sferrato il violento calcio al ventre ad una persona che era già a terra. Le notizie in queste ore che arrivano da fonti diverse, continuerebbero ad essere però discordanti fra di loro.

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I Krampus rifiutano dunque nettamente l’ipotesi di razzismo i Tuifl di Vipiteno, pur assumendosi la responsabilità per quanto si è visto durante il corteo. “I ragazzi attaccati non sono però immigrati aggrediti, ma spettatori complici“, specificano in una nota che riportiamo integralmente.

Le immagini, per il resto, parlano da sole. Ovvero parlano di un’incursione che, pur rientrando nella tradizione dei Krampus, forse questa volta è sembrata così violenta da destare la preoccupazione di più di qualcuno.

I “Tuifl Sterzing” chiariscono dunque quanto segue in relazione alla registrazione del video da parte di una donna di Vipiteno durante lo svolgimento del “giorno dei diavoli” di quest’anno: “Il ‘giorno dei diavoli’ a Vipiteno è un evento ufficiale che viene preventivamente segnalato alle autorità competenti e alle forze dell’ordine, così come avviene con altri eventi in tutto l’Alto Adige.

Non solo a Vipiteno, ma anche in altri  luoghi, nel corso della giornata di San Nicolò vengono effettuate oltre 100 visite a domicilio alle famiglie, nelle quali vengono donati regali a bambini e adulti. Durante queste visite per le strade di Vipiteno ad accompagnare San Nicolò si aggirano i diavoli.

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Riguardo alle persone che sono visibili nel video registrato il 05.12.2019 alle ore 13.00 e che vengono frustate dai diavoli, specifichiamo che si tratta dei cosiddetti “Tratzer” ovvero “disturbatori” o “provocatori”, sono esclusivamente giovani ragazzi del luogo, appositamente attrezzati per questo spettacolo con abbigliamento e imbottiture adeguati.

Tutto questo nella consapevolezza della tradizione ultracentenaria dei diavoli a Vipiteno. Tutte le persone, compresa quella a terra, sono personalmente conosciute dai Tuifl e hanno volontariamente cercato questo confronto con una forma deliberata di provocazione in attesa di una punizione.

Spettatori o partecipanti alla giornata dei diavoli che non cercano consapevolmente il confronto con i diavoli, non vengono avvicinati. Questo è esplicitamente visibile anche nel video, dove compaiono numerosi passanti.

I “Tuifl Sterzing” si oppongono con fermezza alle accuse pubblicate negli organi di stampa e nei commenti dei social media, a parte il calcio, che risulta un fatto inaccettabile e non ha nulla a che vedere con la tradizione. Pertanto, tale comportamento sarà sanzionato anche internamente con una decisione che potrà anche portare all’eventuale esclusione dall’associazìone e dall’iniziativa di chi si è reso responsabile di questa azione.

Inoltre i diavoli di Vipiteno si oppongono anche a qualsiasi forma di consumo eccessivo di alcol prima e durante la sfilata. Ciò non è in linea con lo spirito e la tradizione dell’evento e non è consentito dallo statuto dell’associazione.

Gli organzzatori e Tuifl Sterzing respingono con veemenza ogni accusa di razzismo, le persone ritratte nel filmato non hanno un passato migratorio, e in altre situazioni durante la giornata non ci sono stati incidenti che abbiano coinvolto persone straniere. Comunque va segnalato che anche figli di genitori con un passato migratorio partecipano attivamente all’attività dei diavoli.

L’impressione che le persone abbiano il volto di colore, è dovuta esclusivamente al fatto che i “Tuifl”, sempre secondo la tradizione, sporcano il viso degli spettatori con il tradizionale colore nero.

In relazione all’impressione che può essere sorta che i singoli “Tuifl” abbiano agito troppo duramente con le loro fruste contro i già citati “Tratzer è doveroso sottolineare che questo atteggiamento non è di certo nello spirito degli organizzatori e delle persone responsabili e sarà oggetto di discussione interna in vista di eventi futuriGli organizzatori della festa di San Nicolò a Vipiteno“.

Gli organizzatori ribadiscono dunque che nessun episodio di razzismo è avvenuto ai danni di immigratisebbene non tutto ciò che si è visto nel filmato rientri interamente nella tradizione (spintoni, calci, pugni e frustate così come il calcio inferto anche allo spettatore-complice che si trovava comunque a terra).

Tutto questo, hanno sottolineato, sarà oggetto di discussione interna all’associazione per guidare al meglio le manifestazioni future.

Nel frattempo, pur non risultando feriti o querele come accertato dai Carabinieri, l’infierire dei Krampus con calci o pugni nei confronti dei cosiddetti Tratzten, hanno fatto il giro delle reti nazionali.

I militari del’Arma di Vipiteno indagano ora sulla vicenda, dato che per presentare qualche querela ci sono 90 giorni di tempo.

Una lista dei Krampus che hanno partecipato alla sfilata è stata richiesta dal comandante della stazione Gardini.

Dal canto suo il Sindaco di Vipiteno Fritz Karl Messner difende l’associazione: “Non si trattava di veri atti di violenza. Tutti gli attori sono registrati in comune e vengono comunicati anche ai carabinieri”.

A sostegno di quanto dichiarato dal primo cittadino, compare su Facebook il post di Maximilian Ploner, il ragazzo con la giacca blu che nel video viene preso a calci da due krampus. Scrive Ploner: “Sono io quello con la giacca blu che ha preso il calcio stando per terra. Per me le scene nel video non sono assolutamente gravi. Io, come ogni anno, sono partito con i miei amici già la mattina a cercare i diavoli, perché noi vogliamo prendere „botte“. Infatti non vediamo l‘ora finché finalmente arriva il 5 dicembre.

Siamo come dei piccoli bambini che aspettano Natale. Il giorno dei diavoli per tantissimi Vipitenesi è il giorno piú bello di tutto l‘anno. Forse per persone che non sanno di che cosa si tratta il video puó sembrare brutale, però per noi è normale. Se aspettate la fine del video vedete che tutti i „Tratzer“ (sono quelli che vanno in giro a irritare i diavoli e che prendono botte volentieri) si avvicinano di nuovo ai diavoli.

Le scene del video si sono svolte intorno alle ore 13:00-13:30 e tutti noi Tratzer abbiamo continuato nello stesso modo fino alla sera. E questo dimostra che veramente non è cosi grave quello che è successo e che anche ci piace  trascorrere la giornata prendendo botte.

Certo che ci sono lividi il giorno dopo ma non mi sono mai fatto veramente male e non conosco anche nessuno che si è veramente fatto male, perché sappiamo molto bene cosa succederà e quindi ci vestiamo bene.

E ancora qualcosa che riguarda l‘accusa del razzismo: sono nato a Vipiteno e conosco ognuno che c’è nel video, sia diavoli ma anche Tratzer, e nessuno di loro è un migrante.

Sono amico dei diavoli di Vipiteno e scrivo queste righe, perché non voglio che qualsiasi cosa metta in pericolo questo giorno per me meraviglioso“.

Sotto, il video che ha sollevato le polemiche.

 

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