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Piana Rotaliana

Lavis: nuova polemica per l’intitolazione del «Pont de fer»

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nella foto il consigliere comunale Monica Ceccato

Dopo le polemiche susseguenti alla mancata approvazione del documento presentato dalla Lega per l’intitolazione del parco pubblico a Andreas Hofer, la polemica si sposta in Commissione Urbanistica.

«Il consiglio non era l’organo delegato a decidere, in quanto la competenza era della Commissione Toponomastica»

Questa la motivazione data dalla maggioranza di centro sinistra, dopo la bocciatura tramite astensione.

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Detto fatto e Luca Zadra membro in quota Patt deposita un documento per discutere una diversa intitolazione del “ Pont de fer” inserita nell’ordine del giorno della seduta di lunedì, convocata dal sindaco Brugnara.

Una particolarità di questo manufatto, è quella di essere per metà di proprietà del comune di Trento e per l’altra di quello di Lavis.

Tant’è che la mozione per l’assegnazione del nome, è presentata al comune di Trento lunedì 21 luglio ed a Lavis tramite Pec, giovedì 25 e protocollato il giorno successivo, dai consiglieri della Lega.

La consigliera comunale della Lega Monica Ceccato: “ Il nostro documento è antecedente a quello presentato da Zadra e per opportunità politica c’è sempre stata l’usanza che il primo presentato, fosse quello discusso. Lunedì invece potrebbe succedere il contrario e sarebbe un pericoloso precedente per tutte le situazioni simili che si andranno a presentare. Lo stesso presidente del consiglio comunale, Paolo Facheris del PD, ha convenuto sull’opportunità che in commissione non venga discusso il documento presentato dal Patt”.

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Ecco quanto ha scritto a questo proposito Paolo Facheris: “Pur nel rispetto dell’autonomia della Commissione Toponomastica, è però doveroso garantire il legittimo diritto di iniziativa esercitato singolarmente da parte dei Consiglieri comunali o dai Gruppi consiliari; diritto sancito dallo Statuto comunale e dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Nel caso specifico il deposito della mozione del Gruppo consiliare della lega Nord avente oggetto “ponte sul torrente Avisio che collega San Lazzaro a Lavis “Pont de fer” – assegnazione nome“ prot . 0018279 del 26/7/2019” , è antecedente alla convocazione della Commissione Toponomastica il cui ordine del giorno comprende, fra gli altri, anche il medesimo oggetto della mozione depositata. Il Gruppo consiliare proponente la mozione ha ritenuto, legittimamente, di promuovere la discussione direttamente in Consiglio Comunale senza il passaggio in Commissione, passaggio che personalmente considero sempre auspicabile, ma che non è né obbligatorio né vincolante. Ritengo pertanto opportuno chiedere ai componenti della Commissione Toponomastica di astenersi dalla discussione e da ogni determinazione che possa riguardare il punto oggetto della mozione, in attesa che in merito alla stessa il Consiglio comunale si pronunci previa discussione nella prima seduta utile”.

Ora si tratta di aspettare lunedì per vedere se la commissione urbanistica deciderà o meno di discutere il documento presentato dal Patt.

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Piana Rotaliana

Dopo aver aggredito la compagna tenta di rapire la figlia. Arrestato 31 enne di Zambana

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I Carabinieri della Compagnia di Trento, nelle prime ore del 21 gennaio scorso, hanno proceduto ad allontanare dalla casa familiare un 31enne abitante a Zambana di Terre d’Adige, perchè responsabile di lesioni nei confronti della giovane compagna, con la quale aveva avuto una figlia.

Nelle ore successive la centrale operativa dei Carabinieri di Trento, riceveva un’ennesima richiesta di intervento a Zambana, dove, il 31 enne strappandola dalle braccia del Nonno, aveva provato a prendersi la figlia.

Nella circostanza, strappava violentemente dalle mani suocero il telefono cellulare mentre stava tentando di chiamare la figlia (madre della bambina) per informarla cosa stava accadendo, la quale nel frattempo s’era recata presso gli Uffici della Caserma di via Barbacovi per presentare la denuncia per i fatti accaduti nottetempo e per maltrattamenti subiti dal 2013, dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso del santa Chiara

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L’immediato arrivo della pattuglia del radiomobile faceva si che gli eventi non degenerassero ulteriormente, nonostante l’attiva e violenta resistenza opposta all’intervento dei Carabinieri che erano giunti sul posto.

Al termine delle operazioni, presso gli Uffici della Sezione Radiomobile, il 31 enne veniva dichiarato in stato di arresto per rapina impropria e violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale e, successivamente, tradotto presso la Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Trento.

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Piana Rotaliana

A Lavis torna il “Carnevale Riciclone”: gruppi mascherati e carri allegorici in corteo lungo le vie del paese

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Il “Carnevale Riciclone” di Lavis sta scaldando i motori. Anche quest’anno la Pro Loco di Lavis, in collaborazione con il Comune, organizza per “Zobia Grassa” la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati per le vie del paese. (altro…)

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: chieste sei condanne per i responsabili del fallimento

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Per Mercatone Uno si apre lo scenario giudiziario che potrebbe aiutare a capire le ragioni di un crac che ha messo sulla strada centinaia di lavoratori.

Le condanne richieste dal pm Michele Martorelli sono miti (da 2 anni fino a 4 anni e 4 mesi per i sei imputati) se rapportate all’accusa è di bancarotta fraudolenta per distrazione per aver messo in atto operazioni societarie finalizzate a depauperare il patrimonio dell’azienda, sottraendo 300 milioni di euro.

Gli imputati che hanno tutti chiesto il rito abbreviato, sono: le tre figlie del fondatore Romano Cenni scomparso prima della crisi aziendale nel 2017; Gianluca Valentini figlio dell’altro socio fondatore di Mercatone Uno; l’imprenditore riminese Luigi; l’ex amministratore Giovanni Beccari ed il consigliere Ilario Ghiselli. La sentenza è attesa per il 5 febbraio e non avrà effetti risarcitori per i dipendenti, ma servirà per capire il contesto nel quale è iniziato il tracollo di una delle aziende italiane leader nel mercato dell’arredamento.

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L’inchiesta era partita proprio dai commissari che stavano e stanno cercando di salvare il gruppo.

Secondo la procura della Repubblica era stato attivato un complesso meccanismo dal 2005 al 2013, attraverso una complessa riorganizzazione societaria che per l’accusa ha determinato la spoliazione del patrimonio immobiliare e un consistente flusso di denaro dal gruppo ai soci storici.

In particolare per i Pm è nel 2012 che viene svuotato il patrimonio, quando il fondo viene smontato e il patrimonio distratto dalla Mercatone Uno viene collocato in una società creata ad hoc, la milanese Cve srl riconducibile sempre a Cenni e Valentini.

Dal 2006, gli indagati avrebbero inoltre indebitamente incassato dalla Mercatone i canoni rialzati delle sedi del gruppo per 18 milioni l’anno, assicurandosi introiti per oltre 100.

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