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Musica

Frang e Altstaedt, i giovani talenti ai “Suoni delle Dolomiti”

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Due autentiche eccellenze musicali, ancorchè giovanissimi, sono gli attesi protagonisti di questo concerto tra le montagne e gli specchi d’acqua in quota della val di Fiemme dove proporranno Bach, Paganini, Kodàly

Giovani, talentuosi, autentiche eccellenze nella loro professione.

Non si tratta della generica speranza in un futuro radioso, ma del presente concreto di due straordinari musicisti che sono ospiti, domenica 4 agosto (ore 12), a I Suoni delle Dolomiti per quello che si preannuncia un concerto che resterà impresso a lungo nella memoria del pubblico.

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Si tratta della violinista norvegese Vilde Frang, classe 1986, e del violoncellista tedesco Nicolas Altstaedt che invece è del 1982.

Si esibiscono nell’incantevole paesaggio del Lagorai in val di Fiemme, tra specchi d’acqua, prati e rocce punteggiate di licheni, lungo le sponde dei laghi di Bombasèl ormai scenario deputato ad accogliere ogni anno grandi interpreti della classica internazionale.

Ci si muoverà in un programma a cavallo tra due secoli dal Bach della Suite n. 5 in do minore per violoncello solo al Paganini di “Nel cor più non mi sento” (variazioni su “La Molinara”) per concludere con la complessa figura di Zoltán Kodály, ungherese, compositore e anche linguista, filosofo, etnomusicologo ed educatore.

Originaria della Norvegia, Vilde Frang ha debuttato a soli 12 anni con la Oslo Philarmonic Orchestra e poi ha studiato ad Amburgo e a Kronberg. Molte e prestigiose le istituzioni musicali con cui ha collaborato dai Wiener Philarmoniker alla London Philarmonic, dalla St Petersburg Philarmonic all’Orchestre de Paris e molte altre.

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A conferma della sua espressività e completo dominio tecnico anche le sue incisioni sono state premiate tra l’altro con l’Editor’s Choice di Gramophone, il Classic BRIT, l’Edison Klassiek Award, il Diapason d’Or.

Nel 2012 ha conseguito il prestigioso Credit Suisse Young Artist Award. Numerose sono anche le sue incisioni nella quali si è confrontata con compositori del caalibro di Prokofiev, Sibelius, Grieg, Bartòk, Richard Strauss, Nielsen, Tchaikovsky, Mozart, Britten. Suona un violino Vuillaume del 1864.

Viene dalla Germania invece Nicolas Altstaedt, anche lui è stato premiato col Credit Suisse Young Artist Award (2010) ed è considerato uno dei musicisti più creativi e versatili del panorama attuale.

Al momento è Artist in Residence alla NDR Elbphilarmonie di Amburgo ma si è esibito regolarmente con artisti importanti e orchestre del calibro della Tonhalle di Zurigo, dei Wiener Symphoniker, dell’Orchestra di Tokyo e le orchestre della galassia BBC.

Ha collaborato con direttori come Sir Roger Norrington, Esa-Pekka Salonen, Sir Andrew Davis, Lahav Shani, Robin Ticciati, Vladimir Ashkenazy, Andrew Manze, Thierry Fischer, Karina Canellakis, Giovanni Antonini e molti altri mentre nel 2012 Gidon Kremer ha scelto Nicolas Altstaedt come suo successore per la direzione artistica del Festival di Lockenhaus.

Solo due anni dopo anche Adam Fischer gli ha proposto di succedergli, questa volta come direttore artistico della Haydn Philharmonie, con cui si esibisce regolarmente alla Konzerthaus di Vienna e al Festival Esterházy.

Come si raggiunge il luogo del concerto: Il luogo del concerto è raggiungibile da Cavalese con le cabinovie Alpe Cermis e la seggiovia Lagorai fino al Paion, e poi a piedi in un’ora di cammino, dislivello 280 metri, difficoltà E.

Escursione con le Guide Alpine: È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino fino al luogo del concerto raggiungendo località Paiòn con le cabinovie Alpe Cermis e la seggiovia Lagorai (costo del biglietto a carico dei partecipanti) e da dove si prosegue a piedi fino al Tò della Trappola (ore 2 di cammino, dislivello in salita 280 metri, difficoltà E).

Partecipazione a pagamento prenotando presso le Guide Alpine Dolomites Experience al numero 348 8271988 oppure gratuita con prenotazione obbligatoria – fino ad esaurimento posti – all’Apt Val di Fiemme al numero 0462 241111 per i possessori di FiemmE-Motion e di Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card).

In caso di maltempo il concerto verrà recuperato alle ore 17.30 al Palafiemme di Cavalese con biglietti per l’accesso in sala in distribuzione, fino ad esaurimento posti, dalle ore 15.30.

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Musica

«Compagno» Sanremo: un festival ormai spostato troppo a sinistra

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Per garantirsi elevati indici di audience c’è chi è disposto a tutto, ma l’edizione 2020 propone un’azione di marketing da record.

Dopo la polemica innescata dalla scelta del presentatore Amedeus di annunciare in anteprima assoluta i big che saliranno sul palco dell’Ariston in esclusiva assoluta al quotidiano Repubblica, è arrivata la polemica sulla partecipazione della giornalista palestinese Rula Jebreal dichiaratamente anti Israele e Stati Uniti che alla finirà per fare solo una comparsata, lautamente retribuita con circa 20 mila euro.

A seguire anche l’invito tra i big esteso a Rita Pavone icona della musica leggera italiana anni ‘60, ma colpevole di essersi dichiarata sovranista e di simpatie elettoralmente innocue leghiste, dal momento che risiede in Svizzera e che quindi non ha nessun diritto di voto in Italia.

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Ma le polemiche continuano, ultima in ordine di tempo quella riguardante Achille Lauro: se con un nome per così dire evocativo, il rapper capitolino va a Sanremo a cantare “ Me ne frego”, la polemica in chiave antifascista è offerta su un piatto d’argento.

Nel dopoguerra, Achille Lauro era un folkloristico esponente monarchico noto per alcune colorate iniziative tipo quella di regalare un pacco di pasta in cambio del voto o quella di una scarpa regalata prima delle votazioni e l’altra dopo.

“ Me ne frego” non ha bisogno di presentazioni ed ecco come Anpi, sardine e sinistri vari montano la polemica, pur senza conoscere ancora il testo della canzone che sarà reso noto solo il 4 febbraio, ma anche senza nessuna indicazione sulle eventuali simpatie politiche del rapper che nei social ha (furbescamente) postato la biografia di San Francesco d’Assisi.

Come si diceva tutto serve per garantirsi l’audience di una trasmissione canora ormai obsoleta, sempre più controllata dalle maggiori case discografiche e da anni ormai succube del buonismo della sinistra.

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Non è infatti un caso che alla fine  – come afferma Iva Zanicchi  – al Festival di Sanremo ci vadano solo quelli di sinistra.

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Musica

Andrea Casta e il suo violino in vetta al Presena. Riprese mozzafiato nel video

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Per dare il benvenuto al 2020, il violinista internazionale Andrea Casta è salito in vetta ai 3100 metri del ghiacciaio Presena, scenario perfetto per realizzare le riprese mozzafiato della cover strumentale di Heaven, successo postumo di Avicii, affidandosi nuovamente ai film-maker Ervin e Loren Bedeli, che già avevano firmato Birth, ultimo episodio del suo progetto inedito The Space Violin Project.

Il videoclip in pochi giorni, tra facebook, instagram e youtube ha raggiunto già 50.000 views.

Da ex-atleta con la passione per la montagna e gli sport invernali, Casta, di origini bresciane, che prima di dedicarsi alla musica su quelle montagne aveva esordito come atleta di sci alpino arrivando a ottimi livelli internazionali, come ambientazione del suo videoclip ha scelto il ghiacciaio Presena, la montagna di casa che fa parte del comprensorio Pontedilegno-Tonale, tra le province di Brescia e Trento, che l’ospiterà il 9 gennaio per un concerto inedito in occasione della presentazione della seconda stagione dell’Ice Music Festival.

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L’evento, ideato e realizzato dall’artista americano Tim Linhart insieme a un team locale, si svolgerà a 2.600 metri di altitudine in un magico teatro di ghiaccio con 300 posti a sedere, esclusivamente ad inviti, ottenuto dall’insieme di 4 igloo.

Altra grande attrazione della kermesse sono gli strumenti interamente realizzati in ghiaccio che suonano perfettamente, anzi, con una sonorità tutta da scoprire.

Per l’occasione Casta suonerà il violino di ghiaccio con il suo celebre archetto luminoso, e verrà accompagnato dall’orchestra residente.

A questa occasione seguirà, per tutto l’inverno un nutritissimo calendario di concerti dalla musica classica al jazz al pop, con altri artisti di fama internazionale alle prese con gli strumenti di ghiaccio.

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Andrea Casta chiuderà il 2019 con all’attivo quasi 200 concerti in tutto il mondo e tantissime produzioni di contenuti video e musicali realizzati per la sua crescente comunità di fan alternando le avventure fantascientifiche nei panni del suo alias Commander AJ e le cover strumentali di successi pop e dance.

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Musica

Fra Trentino e Veneto l’orchestra delle Alpi porta in scena «il tour di Capodanno»

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Klaus Broz, Responsabile delle Produzioni Artistiche e Sinfoniche dell’Orchestra delle Alpi, presenta in Trentino e Veneto il “Tour di Capodanno” composto da artisti di livello internazionale.

Il Tour avrà luogo dal 29 dicembre al 4 gennaio 2020 con il seguente calendario:

Avio 29/12   presso la Tensostruttura Comunale   –  ore 11.00,

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Trambileno 29/12   presso  Auditorium frazione Moscheri   –  ore 20.45,

Villafranca 1/1   presso il  Duomo  –  ore 15.00,

Povegliano 1/1   presso il  Duomo  –  ore 17.00,

Pellizzano 4/1      presso  l’ Auditorium Comunale  –  ore 17.00,

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Pejo 4/1 Auditorium      Sede Parco Nazionale dello Stelvio  –  ore 21.00.

Ogni evento proporrà una suggestiva di brani dal più importante repertorio sinfonico Europeo.

Verranno proposte composizioni famosissime come “La Moldava” di Smetana. In programma anche “Le Danze Ungheresi” di Brahms e alcuni tra i più bei valzer della famiglia Strauss.

Più particolare la proposta per le date Veronesi che saranno arricchite dalla presenza della soprano Giapponese Nami Shigihara che si renderà interprete di alcune tra le pagine più famose della lirica come “l’Ave Maria” dall’Otello di G. Verdi, “Mi Chiamano Mimi” dalla Boheme di G. Puccini e molte altri

Un momento, quello delle serate proposte dall’Orchestra delle Alpi, di alto valore culturale frutto della sinergia tra pubblico privato, rese possibili anche grazie all’impegno diretto dei comuni di Avio, Rovereto, Villafranca, Povegliano, Pellizzano e Pejo.

Klaus Broz porta in scena, quindi, uno spettacolo pieno di pezzi pregiati del panorama Sinfonico Europeo e lo fa attraverso una accurata selezione di musicisti e pezzi.

Evento sostenuto e promosso dall’Associazione Culturale Euritmus attraverso l’ottimo lavoro della sua Presidentessa Barbara Broz sempre attenta nelle proposte musicali derivanti dalla sua comprovata esperienza internazionale.

Organizzazione e l’ orchestra hanno radici Roveretane e rendono orgoglioso tutto il territorio trentino.

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