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Politica

Dopo 10 giorni di battaglia approvato l’assestamento di bilancio

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Alle 19.11 di ieri sera mercoledì 31 luglio con 19 voti favorevoli, 10 voti contrari e la sola astensione del consigliere Degodenz, il Consiglio provinciale ha approvato, dopo quasi 104 ore di lavori e oltre 7500 votazioni, la manovra di assestamento di bilancio.

Dopo il voto sull’assestamento si è è passati al Defp, il documento di economia e finanza provinciale, che è stato approvato con 17 sì, 6 astenuti Pd e Patt e 4 no, Futura e 5 Stelle.

Si è conclusa così, dopo 10 giorni di seduta, la manovra di assestamento di bilancio della Giunta Fugatti.

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Rinviata invece la mozione della minoranza sulla vicenda di Chico Forti.

Il presidente Fugatti ha detto che ognuno ha fatto legittimamente il proprio ruolo, ma ha ricordato che la maggioranza non ha mai fatto mancare numero legale per una manovra dalla forte valenza sociale.

Una manovra, ha sottolineato, che mette 15 milioni al’anno per famiglie e natalità.

Un tema centrale degli Stati generali della montagna che hanno dato, ha ricordato Fugatti, le direttive per l’autonomia e il Trentino per i prossimi 10 anni.

Anche il fatto che non tutti ne usufruiranno, ha affermato, è stata anche questa una scelta.

Con due figli e un’Icef 0,40 si potrà sommare al bonus nazionale e quindi azzerare il costo del nido.

Una misura sociale, ha detto ancora, della quale il Trentino aveva bisogno perché in alcune zone la natalità è estremante critica.

Sul piano dei rapporti con la minoranza, ha detto ancora Fugatti, la Giunta ha portato avanti le trattative in modo diverso rispetto al passato quando, ha affermato, non venivamo accettati neppure gli odg sui telepass delle ambulanze.

Fugatti ha ricordato che il massimo che ha ottenuto con i governi di centro sinistra è stato il no all’accorpamemto della scuola di Avio con Ala, o il tavolo di sviluppo sul Rolle.

L’attuale maggioranza, ha ricordato, ha accettato molti odg ma non poteva accettare il fatto che la minoranza intervenisse sulle scelte politiche.

Si è toccato, ha continuato il presidente della Giunta, il tema dell’Itea e degli investimenti pubblici, questione centrale perché il finanziamento delle nostre competenze dipende dal livello di sviluppo.

Se si sono persi punti di pil, ha detto, è anche perché non si sono messe in circolo tutte le risorse pubbliche disponibili. La maggioranza, inoltre, ha fatto aperture sul aiuto al lavoro femminile e la detrazione Icef sul lavoro delle donne. Proposte che non sono state accettate dalla minoranza.

Poi Fugatti ha detto che sulla solidarietà internazionale la Giunta crede che un impostazione fissa non sia giusta e non c’è su alcun altro capitolo.

Ciò non vuol dire che si sono azzerano i fondi, anche se, ha aggiunto, non si spenderanno tutti i soldi che si sono spesi, 7 milioni lo scorso anno.

Sulla tenuta dei conti e per la flat tax, c’è effettivamente preoccupazione ma, ha affermato, si porterà avanti una trattativa con Roma.

Il presidente infine ha ricordato che la Provincia è nelle condizioni di fare maggior debito, ma ha aggiunto che fare maggior debito oggi è contraddittorio.

Sul soprintendente, ha detto rispondendo a Degasperi, non sarà una cinghia di trasmissione tra la scuola e la politica.

Ha sottolineato, invece, che due milioni in più andranno sul sistema del trasporto pubblico centro – periferie.

Altro tema centrale degli Stati generali della montagna.

Ha ricordato che sono raddoppiati gli anziani che hanno un tessera di trasporto e nei prossimi giorni si interverrà sui costi per gli studenti.

Così, come si interverrà sul costo dello sport per i giovani e sulla disabilità.

Risorse, ha sottolineato senza il timore di sembrare “cattivo” che vengono anche dai risparmi sulla solidarietà internazionale.

E partendo da questo contrastato capitolo ha affermato che il bisogno di una camera di compensazione tra popolo e chi governa.

Per questo, ha detto, sulla solidarietà internazionale ha parlato solo chi ne è direttamente interessato e l’informazione, ma ha interessato poco, secondo Fugatti, la gente comune.

Ciò dimostra, ha continuato, quanto sia grande la distanza tra il popolo e chi ha la responsabilità di decidere.

Stoccata da parte del presidente, infine, anche ai sindacati che hanno criticato la manovra ritenendola iniqua, quando, ha detto Fugatti, per la prima volta che si affrontano temi sociali come il bonus bebè.

Prima, ha affermato, non c’era neppure fino a tre ma i sindacati dicono che questo bonus è iniquo perché non si arriva a 10 anni.

Fugatti ha chiuso facendo i complimenti a Kaswalder per la tenuta che ha dimostrato in questa lunghissima maratona e ringraziando chi si è astenuto.

 

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Politica

Crisi Governo, Biancofiore (Fi): «Salvini si faccia dare incarico premier, con Berlusconi e Meloni ha già i numeri per governare»

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Nelle ultime ore sulla crisi di governo arrivano ricette, idee e mille soluzioni, ma tutte dovranno passare comunque dal capo dello Stato Mattarella. 

Alle tante soluzioni se ne aggiunge un’altra che potrebbe anche essere attuata e reale.

Secondo la coordinatrice di Forza Italia infatti molti esponenti del movimento cinque stelle piuttosto che andare a casa sosterrebbero un governo targato Lega – Fratelli d’Italia e Forza Italia senza bisogno quindi di tornare dentro le urne.

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Questo potrebbe garantire un governo stabile per i prossimi 4 anni tenuto conto anche che dentro il movimento cinque stelle è presente un’anima di centro destra.

«E’ evidente che l’inciucio e le manovre di palazzo – spiega Biancofiore – nascono dalla sola paura della stragrande maggioranza dei parlamentari di tutti i gruppi, di perdere lo scranno parlamentare. Ergo per disinnescare il ribaltone, Salvini  ha un’unica strada certa , quella di farsi dare l’incarico ora dal Presidente Mattarella, dopo l’eventuale sfiducia a Conte ma annunciandolo prima per rassicurare tutti . Mercati e forza spread compresi».

Biancofiore non ha problemi ad eleggere Matteo Salvini come presidente del consiglio in pectore visto il consenso degli italiani.

«Ora lui può dar vita ad un governo forte già da ferragosto, lo hanno certificato le europee e tutte le elezioni nelle principali regioni italiane e i numeri oggi per fare il Premier, salvare l’Italia e governare i prossimi quattro anni in parlamento ci sono già senza passare dal voto che è  sempre un’incognita vista la volubilità dell’elettorato. Oggi invece una certezza c’è : Salvini  ha una maggioranza nettissima :  l’appoggio di tutto il centro destra unito, delle autonomie, della maggioranza del gruppo misto e anche di gran parte del movimento 5 stelle».

«Si prepari a fare il Premier subito, – termina l’esponente di Forza Italia – cogliendo il sogno degli italiani di vederlo governare insieme a Berlusconi  e Meloni». 

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Politica

Salvini oggi incontra Meloni e Berlusconi: «Andiamo oltre il vecchio centro destra»

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Matteo Salvini è pronto a riunire la destra in vista di future elezioni.

“Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole – spiega infatti il leader della Lega -. Parleremo sia di elezioni regionali sia di elezioni politiche: proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no“.

Insieme alle elezioni come centrodestra?Le vecchie classificazioni non mi appassionano. Mettiamola così, oltre il vecchio centrodestra”

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Oltre, spiega il vicepremier in un’intervista a “Il Giornale”, “c’è Forza Italia, c’è Fratelli d’Italia e poi ci sono nuove realtà fatte da buoni sindaci e amministratori”.

“Non tutti i grillini sono come Fico e Di Battista” – Una “coalizione” ampia quella pensata da Salvini: “Io non escludo nessuno, questo non è il momento di escludere ma di includere il più possibile. Penso anche ai governatori e ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista”. Sicuramente, spiega però il vicepremier, nel suo piano non c’è posto per “chi è disponibile ad andare anche con Renzi, chi mi ha insultato per mesi. Per il resto stendiamo un programma e presentiamoci uniti agli elettori“.

“Le dico un segreto – aggiunge quindi -. So per certo che molti deputati e senatori grillini sono assolutamente contrari all’ipotesi di una alleanza con Renzi e al momento giusto lo dimostreranno”.

“Un governo Pd-M5s? Servirebbe solo a salvare Renzi” – Un governo in Parlamento per evitare le elezioni? “Facciano una roba simile e vediamo chi viene messo all’angolo nelle tante elezioni regionali che stanno per arrivare, dall’Umbria alla Calabria, dalla Toscana all’Emilia-Romagna. Andrebbero tutti a schiantarsi sull’altare di Renzi”, afferma Salvini. “Sa perché nasce questo ipotetico asse Pd-Cinque Stelle? Per salvare il culo a Matteo Renzi”. E’ “la sua mossa della disperazione, se si va a votare dubito che rientri in Parlamento”.

 “Governo tecnico? Sarebbe tradimento della democrazia” – Quanto al Presidente della Repubblica, “Mattarella non è Scalfaro”, che dette l’incarico a Lamberto Dini mettendo da parte Silvio Berlusconi, “e poi non siamo più nel ’94. Il Paese è profondamente cambiato, la gente ha preso coscienza, sarebbe la prima a opporsi a un simile tradimento della democrazia”.

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Politica

Maurizio Fugatti (Lega): «Alleanza Renzi – Grillo è solo inciucio salva poltrone»

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Nulla succede mai per caso nella vita, per questo è più che probabile che si formi un’alleanza fra renziani e movimento cinque stelle.

Un’alleanza che ha solo un unico comune denominatore: i due movimenti se si andasse al voto in ottobre sparirebbero dalla scena politica italiana, per questo entrambi sfuggono al voto degli italiani e stanno ben ancorati alle loro poltrone.

grillini volevano aprire il parlamento come una scatola di tonno ed invece stanno dando il più triste spettacolo politico del dopo guerra. 

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Mai con la lega e il PD, era questo lo slogan del grillini.

Con la lega ci hanno governato finché sono stati scaricati da Salvini, ed ora tentano la disperata carta dell’allenza con il “diavolo” Renzi per rimanere incollati alle poltrone per un altro annetto.

Ma i due, senza l’aiuto di Zingaretti non avrebbero i numeri per far saltare il banco.

Per il nuovo segretario del partito democratico andare al voto subito vorrebbe dire eliminare tutta la parte renziana dentro il parlamento. E non è poco.

Vedremo se il PD compirà un nuovo miracolo in negativo, infatti appoggiando l’alleanza fra dem e grillini vorrebbe dire far resuscitare nuovamente Matteo Renzi.

Ma da PD c’è da attendersi di tutto, quindi staremo a vedere.

Sulla questione è intervenuto oggi anche il governatore del Trentino Maurizio Fugatti che ha rincarato la dose:  «Guarda caso – spiega –  dopo essersene date per anni di santa ragione, tra Renzi e Grillo ora scoppia la pace. Un miracolo che si chiama inciucio salva poltrone. La parola va restituita agli elettori e non censurata da un accordicchio vergognoso che tradisce la volontà popolare e che, se istituzionalizzato, produrrebbe una manovra economica nefasta per cittadini, famiglie e imprese. Massima fiducia nel Capo dello Stato, al quale spetta la prerogativa esclusiva di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche nell’interesse esclusivo del Paese e degli enti locali».

 

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