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Politica

Rissa in consiglio, scontro pentastellati – maggioranza. Seduta sospesa

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Nonostante il ritorno di molti emendamenti da parte di alcuni esponenti della minoranza la discussione sull’assestamento di bilancio va avanti fino a mezzanotte.

Rimangono da votare più di 400 emendamenti di 5 Stelle e Futura. L’obiettivo è di votare assestamento e Defp nella nottata.

Al termine della votazione sull’articolo 38, quello che riguarda la cooperazione internazionale (articolo “bersagliato” da 290 emendamenti di Futura), è stato sottoscritto dal Pd, dal Patt e UpT, un emendamento aggiuntivo proposto dalla Giunta che prevede che la delibera di Giunta che fissa i criteri di finanziamento sia adottata sentito l’organismo più rappresentativo delle associazioni di volontariato.

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Emendamento che ha ricevuto 22 sì, due astenuti di Futura, non hanno partecipato al voto i due consiglieri di 5 Stelle.

Si è tenuta poi la conferenza dei capigruppo e il presidente Kaswalder ha deciso di continuare i lavori a partire dalle 20 con l’obiettivo di votare la legge di assestamento e il Defp, il documento di economia e finanza provinciale.

Va ricordato che Pd, Patt e UpT hanno ritirato tutti gli emendamenti ostruzionistici, ne rimangono da votare una decina di Futura e circa 400 di 5 Stelle. La mozione che riguarda Chico Forti verrà discussa probabilmente nella mattinata di giovedì.

Ma fin dall’inizio della ripresa serale si è creato un clima di tensione per via delle molte richieste di Degasperi e Marini che cercavano in tutti i modi di fare dell’ostruzionismo sul nulla. Da notare che ormai il clima era sereno per via di alcune concessioni tecniche di Fugatti e ci pensava di concludere con il voto finale prima di mezzanotte.

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Non si capisce bene quindi il motivo di questo strano comportamento di Degasperi e Marini.

Dopo alcuni minuti di assurde richieste dai banchi della maggioranza hanno cominciato ad alzarsi dei brusii che dopo un pochino si sono trasformati in eccesso di nervosismo.

I due pentastellati hanno continuato a cercare di fare ostruzionismo nonostante tutte le minoranze abbiamo sotterrato l’ascia di guerra.

Dalla maggioranza sono cominciate a piovere le battute ironiche all’indirizzo di Degasperi e Marini e qualche insulto.

Savoi è stato richiamato dal presidente Kaswalder, ma non è servito a granchè, fino a quanto Degasperi è scoppiato insultando i consiglieri della maggioranza. Un comportamento poco consono e di poco rispetto verso chi è in aula da 9 giorni di file per 15 ore al giorno.

Kaswalder ha richiamato più volte i due grillini, ma non è servito a nulla visto che erano ormai fuori controllo.

Poi ha deciso di sospendere i lavori.

La seduta è stata ripresa dopo circa 20 minuti e il presidente del consiglio ha chiesto a tutti di tenere dei comportamenti dignitosi.

Alessandro Savoi non è rientrato in aula.

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Politica

L’ armata Brancaleone di sinistra a sostegno di Ianeselli e il suicidio del PATT

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Non è che 11 liste a sostegno di Ianeselli sindaco siano un po’ troppe? E attenzione che nella lista manca per il momento Rifondazione Comunista che dichiara di non volersi apparentare col PD.

Un’altra dimostrazione della frammentazione della sinistra che è sempre più divisa e figuriamoci poi se dovesse anche governare.

11 liste non sono per nulla una prova di forza, anzi esattamente il contrario.

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Alcune di queste sgomiteranno per avere visibilità creando un caos totale, molte saranno anche quelle che non arriveranno nemmeno allo 0,5%.

Poi tutte dovranno raccogliere le firme necessarie per poter depositare i simboli e dovranno presentare delle liste con un minimo di 30 candidati. Prepariamoci quindi a vedere gazebi «rossi» sparsi in tutta città con volantini al seguito pieni di promesse che non verranno mai mantenute vista l’inconsistenza di questi partitini.

E’ facile che passata l’euforia gli animi si calmino e si inizi a ragionare.

A fianco degli 11 partiti, abbiamo il Patt che si dichiara esterno alla coalizione, ma che in cambio del proprio sostegno a Ianeselli ha con molto stile, già chiesto assessorati e competenze.

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Un PATT che però nelle ultime ore appare ancora più spaccato con i militanti che hanno ufficialmente protestato con i vertice per la scelta che potrebbe trasformarsi in un suicidio.

In città il partito degli ormai ex autonomisti conta forse il 5%, sarebbe invece contato di più in un polo territoriale di centro dove in caso di ballottaggio avrebbe davvero potuto fare la differenza.

La scelta di appoggiare Ianeselli, difensore degli anarchici, dei centri sociali e della sinistra più radicale, a detta di molti «suicida», in caso di sconfitta rischia di far scomparire il PATT.

La scelta è caduta dall’alto, ma non dal segretario Marchiodi, ma da Ugo  Rossi , il quale in cambio del via libera dell’alleanza con il PD sarà il candidato della sinistra nei collegi uninominali delle prossime elezioni nazionali.

Quello con la sinistra per il PATT rischia di essere un abbraccio mortale. Dopo i risultati delle elezioni, comunque vadano, saranno infatti in molti a lasciare il partito per spostarsi nel centro destra. Alcuni di questi con cariche istituzionali molto importanti.

Curiosa anche l’idea della lista civica a sostegno di Ianeselli.

A comporla sarebbero esponenti della società civile che ovviamente senza simboli di partito metterebbe in fila dei “saggi” il cui schierarsi dovrebbe indurre gli elettori indecisi a votare Ianeselli.

L’impressione è quella che la si voglia far diventare un contrappeso nei confronti dello sbilanciamento all’estrema sinistra di un candidato come l’ex segretario della Cgil.

Insomma un cantiere aperto. Ianeselli è il referente atteso ora dal difficile compito di dare equilibrio alla sua coalizione che assomiglia molto ad un’armata Brancaleone, colorata, pericolosamente vivace e non certo al sicuro dal rischio di implosione.

Per Trento insomma un ritorno al passato e la paura che le cose peggiorino anche di più delle ultime legislature del sindaco uscente Andreatta. E questo è tutto dire.

 

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Politica

CasaPound, al via il 25 gennaio in tutta Italia le “feste del tesseramento”

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Da Napoli a Bolzano, da Lecce ad Aosta, si svolgerà sabato 25 gennaio in oltre 100 città italiane la “festa del tesseramento” di CasaPound Italia, appuntamento col quale tradizionalmente il movimento della tartaruga frecciata apre la propria campagna di iscrizione.

“Gli appuntamenti – spiega CasaPound – avranno luogo nelle nostre sedi dislocate lungo tutta la penisola e in locali delle città, e costituiranno un’occasione aperta a tutti i cittadini non solo per iscriversi contribuendo così fattivamente a sostenere il movimento, ma anche per conoscere i nostri militanti e le nostre iniziative“.

“È proprio la nostra presenza radicata sul territorio – prosegue CPI – fatta di attività a fianco del popolo italiano che spaziano dalla politica, alla cultura, allo sport, al sostegno delle fasce più deboli della popolazione con raccolte alimentari e altre attività solidali, a far sì che i tentativi di censura nei nostri confronti, nei social o sul territorio, siano destinati a non avere successo.

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Noi ci saremo comunque, sempre più attivi a fianco degli italiani e per la riconquista della nostra sovranità nazionale, e invitiamo tutti a venire a trovarci fin da sabato“.

Di seguito l’elenco delle iniziative programmate per sabato 25 con i relativi orari per il TRENTINO ALTO-ADIGE:

Trento

Dalle 17 alle 20 a il Baluardo in via Marighetto, 56

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Riva del Garda 

Dalle 21 al Faro in via San Nazzaro 83c

Bolzano 

Dalle 10.30 a mezzanotte alla Rockaforte in via Cesare Battisti VIII

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Politica

Elezioni Trento 2020: La volata è tra Marcello Carli e Mirko Bisesti. Deciderà il risultato dell’Emilia Romagna

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La coalizione di centro destra ha un suo candidato sindaco.

Marcello Carli ha dato la sua definitiva disponibilità dopo alcuni giorni di riflessioni.

La sua candidatura unirebbe una buona parte moderata della comunità del capoluogo alla coalizione di centro destra e la gran parte del mondo cattolico Trentino dentro il quale Carli è molto conosciuto.

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Carli non è nuovo alla politica perché è stato consigliere provinciale dell’Udc.

51 anni, imprenditore, cresciuto nella Democrazia cristiana, laureato in economia politica nel 1994, anche se da tempo lontano dal mondo della politica risulterebbe essere il profilo giusto per l’eventuale poltrona di Sindaco di Trento.

La sua investitura doveva essere confermata questo sabato ma è stata rinviata per il sopraggiungere di una clamorosa indiscrezione

Matteo Salvini impegnato nella campagna elettorale in Emilia Romagna avrebbe avuto un incontro segreto con Mirko Bisesti sabato a Maranello.

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Lo stesso leader della Lega avrebbe consigliato il segretario della Lega Trentina di attendere i risultati delle elezioni di domenica in Emilia Romagna prima di dare l’annuncio del candidato.

In caso di vittoria della Lega in terra emiliano romagnola infatti Salvini spingerà verso la candidatura a Sindaco di Mirko Bisesti che dovrà quindi accettare.

La vittoria della lega in Emilia, terra che negli ultimi 70 anni è sempre stata governata dalla sinistra, darebbe infatti ampie garanzie a Salvini sulla possibilità di vincere con un candidato leghista anche a Trento.

Comunque vada ora la coalizione di centrodestra ha il suo candidato Sindaco.

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