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Politica

Assestamento di bilancio, continua la maratona. Momenti di tensione in aula, cominciano le crepe nelle minoranze

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Rassegnazione e a tratti tensione ieri in aula consiliare

Sono questi i sentimenti che si rincorrono in queste ore di esame della manovra di assestamento in Consiglio provinciale, dove il ritmo è quello scandito dalle migliaia di emendamenti delle minoranze respinti, segnalato dalla “chiama” del “rosso”, l’indicazione prevalente di voto pronunciata ad alta voce da Alessia Ambrosi (Lega).

Una giornata carica di tensione per quanto successo.

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Poco dopo mezzogiorno Michele Dallapiccola mentre si stava recando al parcheggio nella pausa pranzo è stato colto da malore franando a terra e battendo la testa.

L’esponente del PATT si è ferito al viso e ha dovuto essere trasportato al pronto soccorso del santa chiara dove l’equipe medica gli ha applicato alcuni punti di sutura e dove è rimasto monitorato per capire i motivi dello svenimento. (qui articolo)

La stanchezza e lo stress di un Consiglio provinciale che sta durando da otto giorni si sta facendo quindi sentire.

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Lo stesso Dallapiccola era stato protagonista di due episodi non molto edificanti e a farne le spese era stato prima  Devid Moranduzzo offeso senza motivo, (qui articolo) e poi Lorenzo Ossanna che aveva ritirato i suoi 50 emendamenti creando una grave frattura fra gli autonomisti di sinistra.

Pare che fra i due siano volate parole grosse, ma fin dall’inizio Ossanna ha digerito male l’ostruzionismo poco edificante dei componenti del suo partito. È anche risaputo che l’esponente del PATT guardi sempre più a destra e sia a capo dell’anima del partito che vuole abbandonare prima possibile il PD e compagnia.

Poi si è messo in mezzo anche Marini che ha ripreso più volte Ossanna criticandolo.

Insomma, se nei primi giorni si poteva immaginare l’intervento di un dialogo tra maggioranza e minoranza a dare una svolta alla discussione, l’impressione più diffusa ora è che tutti siano rassegnati al muro contro muro e che l’esame di queste norme si concluderà senza un’intesa significativa tra le due anime che compongono l’assemblea legislativa.

Tuttavia, poco prima della chiusura, verso le 18.30, la consigliera Demagri ha chiesto una sospensione per lasciare spazio ad un confronto delle minoranze con il presidente Fugatti.

Se si tratti di un’apertura e di che portata non è stato chiarito.

Era appena stato votato l’articolo 30 ed erano state superate da poco le 5000 votazioni.

Alle 19 si riuniranno i capigruppo per decidere l’orario dei lavori serali e della giornata di domani.

All’articolo 26, si è registrata un’apertura sul contenuto di tre emendamenti del tutto simili (il 26, 27 e 28) di Filippo Degasperi (5 Stelle), Alessandro Olivi (PD) e Paolo Ghezzi (Futura), fatti confluire in un unico documento concordato, il 28.1 a firma dell’assessore Roberto Failoni.

La materia è quella dei rifugi e sentieri alpini e l’emendamento approvato interviene sulla riduzione dal 70 al 50% delle agevolazioni concesse per investimenti ai rifugi.

Pur avendo introdotto il finanziamento del bollettino della Sat resta il fatto, ha commentato Ghezzi, che negli altri commi c’è una diminuzione dei contributi ai rifugi a testimonianza che questa Giunta che dice di amare la montagna, di fatto non la ama.

Pietro Degodenz (UpT) ha annunciato il ritiro di 5 + 20 emendamenti ostruzionistici sugli articoli 28 e 29 perché, ha detto, ne condivido pienamente i contenuti, il primo prevedendo il finanziamento di impianti sportivi per lo svolgimento delle Olimpiadi 2026, il secondo contenendo tra l’altro, il contributo fino al 50% per le società sportive per l’acquisto di pulmini per il trasporto o l’accompagnamento degli atleti.

Dopo una breve tregua in cui l’esame degli emendamenti è proceduto più celermente, sull’articolo 29 è ripresa la richiesta di verifica del sostegno al voto segreto, di cui si è fatto principalmente carico il consigliere Alessio Manica.

Nella mattinata di ieri è anche arrivata la notizia del rigetto del ricorso sull’elezione del governatore Fugatti. (qui articolo)

Il Tribunale ordinario infatti ha respinto il ricorso su tutta la linea e ha condannato il ricorrente a risarcire Maurizio Fugatti con 3.000 euro e a pagare tutte le spese dell’istituzione del ricorso stesso.

Maurizio Fugatti quindi è il legittimo governatore del Trentino.

A darne notizia in diretta è stato il presidente Kaswalder che ha letto l’ordinanza con cui il Tribunale di Trento ha rigettato il ricorso promosso da Ornella Boldrini, Stefano Bogatto e Vincenzo Zubani, patrocinati dall’avvocato Alfonso Pascucci, contro l’eleggibilità e per la decadenza di Maurizio Fugatti dalla carica di presidente della Provincia.

Così recitano le conclusioni della sentenza: “Il Tribunale di Trento rigetta le eccezioni sollevate dalle parti; rigetta il ricorso, condanna i ricorrenti in solido tra loro a rifondere al convenuto Fugatti Maurizio le spese del presente procedimento liquidate in euro 3.000 per compensi, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15%, Iva e Cnpa come per legge; condanna i ricorrenti in solido tra loro a rifondere alla Provincia intervenuta le spese del presente procedimento liquidate in euro 3.000 per compensi, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15%, Iva e Cnpa come per legge”. L’ordinanza – ha concluso Kaswalder – reca la firma del giudice Serena Alinari e del presidente del Tribunale Roberto Beghini.

Poi alle 23 di ieri sera si è conclusa l’ottava giornata consecutiva di Consiglio sulla manovra di assestamento e si è arrivati all’articolo 35 sui 45 che compongono il disegno di legge.

Ottantaquattro e mezzo le ore di seduta; 5400 le votazioni effettuate in queste giornate sugli emendamenti in stragrande maggioranza presentati dall’opposizione, circa 7500.

Nella giornata di oggi ne sono stati votati più di 1400 e ne mancano circa 2000 per arrivare alle dichiarazioni di voto sul disegno di legge presentato dal presidente Fugatti.

Anche in serata tutti gli emendamenti presentati dalla minoranza sono stati bocciati dalla maggioranza.

Stamattina i lavori riprendono alle 8,30 si andrà fino alle 13 e alle 14,30 si riprenderà.

Alle 18 il presidente Kaswalder convocherà i capigruppo e, molto probabilmente, si proseguirà anche in serata.

In un primo momento la chiusura della seduta di domani era stata fissata alle 17 perché si sarebbero dovuti effettuare i lavori di pulizia dell’emiciclo in vista del Consiglio regionale di mercoledì.

Ma, all’inizio della seduta di questa sera, il presidente dell’assemblea regionale Roberto Paccher (Lega) ha affermato che l’aula sarà agibile anche domani sera perchè i lavori di pulizia dell’emiciclo di piazza Dante verranno fatti nella prima mattinata di mercoledì.

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