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Arte e Cultura

I misteri di palazzo Sardagna a Trento

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E’ decisamente particolare la storia di Palazzo Sardagna che si trova all’angolo tra Via Calepina e Via Roccabruna.

Da una parte è una testimonianza- capolavoro del manierismo e del primo Barocco Trentino, dall’altra ci sono molti misteri che accompagnano la sua storia.

A partire dalle origini delle quali si sa ben poco.

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Forse sono legate alla ristrutturazione di preesistenti case medievali e la costruzione la si può ipotizzare attorno al XVI° secolo, anche se non esiste un documento che dia delle indicazioni precise sulla costruzione di Palazzo Sardagna.

Per questo motivo l’ipotesi del periodo di costruzione è deduttivo e si base sugli affreschi più antichi di Marcello Fogolino che si trovano al suo interno.

Ignoti anche i primi proprietari.

A poco aiuta la denominazione Sardagna che riconduce all’omonima località collinare e da qui ai discendenti dei Mozzi o dei Mozzati, ma che non possono essere i committenti della costruzione: risultano residenti a Trento solo dal 1528.

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Accreditata la tesi secondo la quale a far costruire Palazzo Sardagna possano essere stati i Gaudenti , di certo il primi Sardagna che ci andranno ad abitare lo faranno solo con Antonio Sardagna (1613 – 1676) che fu più volte eletto console cittadino.

Palazzo Sardagna è tra i palazzi storici di Trento, l’unico a svilupparsi attorno ad un ampia corte che potrebbe far pensare ad un iniziale uso commerciale.

Dopo i misteri le certezze: affreschi, sculture, stemmi nobiliari fanno di Palazzo Sardagna una delle mete più stimolanti sia per il turista che per i trentini che lo vogliano visitare con spirito di osservazione.

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Arte e Cultura

Bisesti: “Dagli orientamenti per le politiche culturali, i nuovi Stati Generali della Cultura”

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Una riflessione a tutto tondo sulle politiche culturali e su tematiche relative al management culturale, ciascuno per il proprio ambito di competenza: il prestigioso panel di esperti che oggi si è riunito a Castel Belasi, splendido maniero recentemente aperto al pubblico a Campodenno, ha affrontato una serie di argomenti validi a livello generale, ma che possono offrire occasione di confronto e spunti di valutazione per la nascita di un vero e proprio sistema trentino della cultura.

Lo ha auspicato l’assessore provinciale Mirko Bisesti, che ieri mattina ha preso parte ai lavori, per poi presentare pubblicamente una sintesi di quanto è emerso nei mesi scorsi dal Forum della cultura, a cui hanno partecipato gli stessi esperti presenti oggi a Campodenno.

All’incontro erano presenti anche l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli, il dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura Roberto Ceccato e il responsabile del Servizio attività culturali Claudio Martinelli.

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Un primo risultato del percorso del Forum è il documento presentato dall’assessore Bisesti: il contenuto degli orientamenti definiti sarà condiviso e servirà a formulare le nuove linee guida per le politiche culturali della Provincia.

“Invito tutti gli operatori culturali del territorio, che svolgono la loro attività in ambito museale, bibliotecario, musicale, dello spettacolo e dei beni culturali in generale, anche all’interno dell’associazionismo e del volontariato, a offrire il proprio prezioso contributo. Insieme possiamo generare una nuova idea di cultura come sistema, aperto al di fuori dei nostri confini provinciali e allo sviluppo di un’industria culturale che guardi soprattutto ai giovani e a nuove professionalità” ha detto l’assessore nel corso della conferenza stampa che si è svolta a margine dell’incontro. “Il risultato di questa condivisione e partecipazione confluirà negli Stati Generali della Cultura del prossimo 22 novembre”, ha annunciato Bisesti.

Il percorso formativo del Forum, innovativo nella sua forma condivisa, ha portato specialisti di massimo livello e caratura nazionale ad incontrare dirigenti e direttori della Provincia del settore culturale, con l’obiettivo di lavorare in modo sinergico a costruire orientamenti per le politiche culturali del Trentino.

Gli orientamenti emersi, come già detto, vengono da oggi resi accessibili online, così da permettere a quanti vogliono dare il proprio parere, di interagire nella costruzione di specifiche linee guida. È possibile offrire il proprio contributo compilando il form a questo link: http://bit.ly/2BcYPGC

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Il documento – Gli “Orientamenti per la stesura delle linee guida per le politiche culturali della Provincia autonoma di Trento si aprono con una panoramica sullo scenario attuale e sul sistema della cultura in Trentino.

Sono sei gli ambiti formatisi in connessione ai processi storici e normativi dell’Autonomia: il sistema museale, con i principali musei provinciali, i musei privati e i siti archeologici, oltre agli ecomusei e ad Arte Sella, che raggiunge nel complesso 1 milione e 600 mila visitatori all’anno; il sistema bibliotecario trentino, con 86 biblioteche comunali e un patrimonio documentale di oltre 3 milioni e 700 mila volumi; il sistema della formazione musicale, che raggiunge 8 mila alunni e comprende il conservatorio Bonporti; il sistema dello spettacolo che come punti focali il centro servizi Culturali Santa Chiara, il coordinamento Teatrale Trentino e importanti festival d’arte di fama nazionale e internazionale; l’associazionismo culturale, che ha da sempre una notevole importanza per la vita sociale e civile delle nostre comunità e annovera corpi bandistici, cori, filodrammatiche e gruppi folcloristici; il patrimonio culturale tangibile, sul quale la Soprintendenza provinciale esercita funzioni di ordinamento, tutela, vigilanza, conservazione e manutenzione e comprende le aree archeologiche e migliaia di beni immobili e mobili sotto tutela.

Le considerazioni svolte in sede di Forum hanno evidenziato che esiste un’ampia varietà di iniziative e di eventi, anche di qualità, che riguardano tutti questi ambiti.

Lo sforzo deve andare nella direzione di superare i rischi di frammentazione, introducendo nel sistema culturale, in analogia ai settori economia e ricerca, logiche di open innovation e di apertura alla digitalizzazione.

Serve anche maggiore capacità di proporsi al di fuori dei confini provinciali, oltre che di concepire un nuovo sistema che eroghi servizi in una catena di valori immateriali.

È perciò necessario innovare focus, benchmark e governance del sistema culturale trentino, rispetto al comportamento dei suoi attori sul campo al criterio delle sue politiche.

La Provincia, in un nuovo modello, dovrà esercitare funzioni di coordinamento e impulso offrendo gli indirizzi generali utili a far crescere il territorio. Strategici, perciò, saranno la valorizzazione del patrimonio, la propulsione di industrie culturali e creative, l’investimento sui giovani, intesi non solo come fruitori, ma soprattutto come produttori di azioni culturali, una formazione di eccellenza per le professioni della cultura, una governance efficace.

L’incontro di oggi a Castel Belasi, dal titolo “Ripensare le politiche culturali oggi”, è stato organizzato da tsm-Trentino School of management, smtc-Scuola di Management del Turismo e della Cultura, in collaborazione con l’assessorato all’istruzione, università e cultura della Provincia autonoma di Trento.

Con il coordinamento di Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore, sono intervenuti Corinne Baroni, della Fondazione Teatro Coccia di Novara, Edoardo Dallari, giornalista e scrittore, Paola Fandella, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Stefano Lombardi, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Davide Rondoni, poeta e scrittore e Renato Troncon, dell’Università di Trento.

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Arte e Cultura

«Progetto voce»: oggi l’incontro con gli autori di «Pillowsky & Friends»

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L’associazione “Progetto Voce” , propone questo pomeriggio dalle 14 alle 18, presso la propria sede di via Detassis 41 a Trento un incontro musicale con gli autori “ Pillowsky & Friends” ad ingresso libero .

Interverranno due scrittori di Pergine Susy Andreatta autrice di libri fantasy e Alberto Pilloni autore di libri gialli.

Sottofondo e intermezzi musicali durante la lettura di alcune pagine dei libri, saranno a cura di Valeria Forti Kukushkina pianista ed esperta dell’arte dell’improvvisazione.

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Interverranno anche Veronica Ganarin cantante e musicista nonché presidente dell’associazione “ Progetto Voce “ e Antonio Serpotta terapista del suono.

Conosciamo meglio i due scrittori che presenteranno le loro opere.

Susi Andreatta: indubbiamente è la Regina dei self con dei numeri da capogiro: 11 pubblicazioni e circa 8 mila libri venduti. Davvero non male per un’autrice per hobby che si è da sempre si è auto prodotta.

Presenterà la sua ultima creazione, il quinto libro della saga “Il mondo di ghiaccio”. Forse l’ultimo di una serie che ha riscosso molto successo raccontando un ipotetico futuro ambientato in Trentino. L’autrice ha scritto molti altri libri di successo, tra cui spiccano “Alba d’Islanda” e “Nero Alpino”.

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Alberto Pillowsky: è autore di libri gialli che si stanno facendo notare anche fuori dal Trentino. Oggi parlerà anche di tecniche di impaginazione, editing e delle difficoltà che ha uno scrittore “ fai da te” negli anni 2000. Presenterà la sua ultima opera “047261 Codice Rozin” e racconterà al pubblico qual’è la sua visione di mercato. Conoscendo il personaggio, la chiave dei suoi discorsi sarà sicuramente ironica.

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Musica

«Where is the music?»: la rassegna Generazioni ad Arco parla di musica rap e trap

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È dedicato alla musica rap e trap il quinto appuntamento della rassegna “Generazioni”, in programma sabato prossimo, 19 ottobre, al centro giovani Cantiere 26 di Arco.

Si comincia alle 18.30 con Ivan Carozzi, giornalista, scrittore e autore televisivo, da poco nelle librerie con “L’età della tigre”, e Marco Koflah, giovane trapper/rapper trentino. Alle 21.00, la protagonista è invece la ‘signora del rap italiano’ Paola Zukar, produttrice musicale e manager di personaggi come Fabri Fibra, Marracash e Clementino.

Dalle 22.30 l’atmosfera si riscalda: sul palco torna Koflah con i brani tratti dal suo ultimo album “Country Bwoya”.

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La musica, come poche altre cose, riesce a descrivere in maniera efficace i sentimenti, lo sguardo e le prospettive di un’epoca. Ciò che un tempo passava sui nostri stereo e ora, più di frequente, sui nostri computer o nei nostri smartphone, racconta meglio di qualunque altra cosa l’universo emozionale e i riferimenti culturali di intere generazioni.

Proprio per questo, “Generazioni”, la rassegna di eventi organizzata dalle cooperative sociali Young Inside e Inside con il sostegno delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige-Südtirol, ha scelto di dedicare a questo potentissimo mezzo di espressione il quinto degli appuntamenti in calendario sul territorio regionale.
Sabato prossimo, 19 ottobre, “Generazioni” raggiunge il centro giovani Cantiere 26 di Arco, con un ricco programma di eventi dedicati alla musica trap e rap.

Si comincia alle 18.30 con Ivan Carozzi e Marco Koflah.

Ivan Carozzi, già caporedattore di “Linus” e autore per trasmissioni televisive come “Le invasioni barbariche” e “Lessico famigliare”, da settembre è in libreria con “L’età della tigre” (Il Saggiatore), un viaggio musicale e antropologico nella Milano dei centennials. Koflah, al secolo Marco Cofler, è fra le giovani promesse dell’universo trap e rap trentino. Con la moderazione di Claudia Boscolo, insegnante e saggista, discuteranno di musica e nuove generazioni, per capire come la trap e i suoi “eroi di plastica” si siano insinuati nei nostri discorsi e, soprattutto, cosa possano raccontarci di noi. L’incontro è organizzato in collaborazione con la libreria Due Punti di Trento.

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Alle 21.00 la protagonista è Paola Zukar, considerata negli ambienti discografici “la signora del rap italiano”. Zukar, genovese, classe ’68, inizia a occuparsi di cultura hip hop negli anni Novanta su riviste specializzate come “Aelle”.

Poi le collaborazioni in campo discografico: da MP3.com fino alle major BMG Ricordi e Universal Italia. Nel 2005 il grande salto: fonda la Big Picture Management, che oggi gestisce artisti del calibro di Fabri Fibra, Marracash e Clementino. A Cantiere 26, Zukar dialogherà con Gianluca Taraborelli, aka Johnny Mox, giornalista, cantante, musicista polistrumentista e creatore del progetto “Stregoni”.

La serata si conclude con l’appuntamento delle 22.30. Sul palco torna Koflah, con i brani tratti dal suo ultimo album “Country Bwoya”. Originario di Besenello, classe 1992, Marco Cofler si innamora della musica a 16 anni, prima coltivando la passione per il reggae, poi avvicinandosi all’hip hop. Nel 2017 entra nel circuito della musica trap e delle ‘trap night’, partecipando a eventi in Trentino, ma anche fuori regione e in Austria. Saliranno sul palco con lui NastyKush & Ranabis, Nana Motobi e Alyon. Dj e producer della serata sarà invece Insane della Black Tile Gang.

La partecipazione a tutti gli appuntamenti è libera e gratuita. Saranno presenti all’evento lo stand di Due Punti libreria – laboratorio e gli artisti dello Studio d’Arte Andromeda di Trento.

Tutti gli appuntamenti della rassegna “Generazioni” sono progettati con la collaborazione e il sostegno delle istituzioni e delle realtà che operano nei territori coinvolti. L’evento di sabato è organizzato in collaborazione con Cantiere 26 e Piano Giovani Alto Garda e Ledro “Piano B” e patrocinato dal Comune di Arco.

 

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