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Italia ed estero

Sospesa Eliana Frontini dopo gli insulti al carabiniere morto. Le sue altre inquietanti dichiarazioni

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E’ stata sospesa con effetto immediato la professoressa che ha insultato il carabiniere morto.

Eliana Frontini, insegnante di storia dell’arte e disegno dell’Istituto Pascal di Romentino di Novara, aveva scritto: “Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza”, parlando del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso venerdì a Roma.

La donna rimarrà senza cattedra. “Un soggetto del genere non può stare all’interno di una scuola e, meno che mai, nel ruolo delicato e importante di chi ha la responsabilità di educare e insegnare ai nostri figli il rispetto per lo Stato, per le istituzioni e per chi le rappresenta ogni giorno“, hanno commentato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Innovazione Matteo Marnati.

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L’insegnante rischia di essere denunciata per vilipendio ed è già stata querelata per diffamazione dal Sap, sindacato autonomo di polizia, già da domani mattina per lei sarà avviato il procedimento disciplinare chiesto dallo stesso ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

E, con effetto immediato, l’ufficio scolastico Regionale la sospenderà dal ruolo in attesa dell’esito del procedimento disciplinare.

Eliana Frontini ha anche un piccolo legame con la città di Trento. Infatti ne giugno del 1992 era stata commissario di disegno e storia dell’arte durante gli esami di maturità presso il Liceo Scientifico Statale G. Galilei, e nel giugno del 1993 presso l’ Istituto Professionale Commerciale per il Turismo Claudia de Medici di Bolzano. (qui il suo curriculum)

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Per la Docente piove però sul bagnato infatti le scuse non sarebbero come si suol dire «sentite» e veritiere.

A denunciarlo è Maria Giovanna Maglie, opinionista fissa di Stasera Italia trasmissione politica di Rete4

“La professoressa di Novara che ha coniato la frase più odiosa possibile sul povero carabiniere ucciso a Roma ha tentato poi di spiegare che era una frase che le era sfuggita, e che chiunque la conosca sa che lei non è il tipo da pensare cose tanto infami“. Peccato però, prosegue la Maglie, che sembrerebbe una bugia però e le bugie hanno sui social le gambe corte. Proprio i social, che vengono facilmente accusati di favorire pensieri che tutti hanno e che senza i social resterebbero inespressi e presto superati. Peccato che anche questa sia una balla”.

Perché una balla? Presto detto. La Maglie ripropone quanto scritto su Facebook da Aldo Arena, della polizia penitenziaria di Novara, che incontrò la professoressa un anno fa.

Il racconto è terrificante, e spiega come probabilmente la signora non sia affatto pentita di quanto detto.

Di seguito, l’intervento su Facebook di Aldo Arena:

Ho conosciuto questa persona circa un anno fa’!! Appena finito il turno di servizio sono passato a prendere la mia compagna al lavoro, e prima di tornare a casa ci siamo fermati in un supermercato di Novara per fare un po di spesa!

Premetto che ero in uniforme e con l’arma d’ordinanza!! Uniforme che porto da quasi 30 anni con onore.

Ad un certo punto sentivo dietro di me questa persona borbottare con il figlio dicendo: “Ma che schifo è questo, come si fa ad andare in giro cosi, è una vergogna” e altre frasi simili!!

Quindi mi sono girato e ho chiesto : signora ma c’è qualche problema? E lei mi ha aggredito verbalmente dicendomi che non potevo andare in giro in quel modo!!

Quindi con educazione ho cercato di farle capire che essendo un appartenente alle forze dell’ordine era normale indossare una uniforme!! Ma lei stizzita si allontanava andando dal responsabile del supermercato e chiedendogli di buttarmi fuori dal supermercato altrimenti non sarebbe più andata li a fare la spesa! Naturalmente il responsabile le ha risposto di no e si è avvicinato a me mortificato e chiedendomi scusa per l’accaduto.

In quel frangente ho pensato che fosse una signora con qualche problema ed ho chiuso li il discorso.

Solo ora ho capito che e addirittura una professoressa! E questi dovrebbero insegnare ai nostri/vostri figli il rispetto delle leggi dello stato o l’educazione ? Poi ci lamentiamo che i ragazzi di oggi non hanno nessun rispetto..Non ho più parole!

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