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Trento

Guardie mediche. Segnana: «Nessun flop. Partiamo dai risultati già raggiunti per migliorare ulteriormente il servizio»

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“A chi si ostina a guardare il bicchiere mezzo vuoto rispondiamo che solo tenendo presente l’altra metà piena si parte col piede giusto per risolvere i problemi”.

L’assessore provinciale alle politiche per la salute, Stefania Segnana, interviene nuovamente sulla questione dei medici di continuità assistenziale e respinge le critiche da parte di un quotidiano locale ricordando che le difficoltà sono più che note e che l’Amministrazione si sta impegnando assieme all’Azienda provinciale per i servizi sanitari per sopperire alla mancanza di medici.

“Nel frattempo i primi provvedimenti sono stati adottati – sottolinea l’assessore – abbiamo garantito nel Tesino la copertura in orario diurno nei giorni di sabato e domenica e, come annunciato, tra pochi giorni, precisamente dal 3 agosto, riaprirà il servizio di guardia medica per la Val di Ledro”.

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“Sono passi avanti per nulla scontati – commenta ancora l’assessore Segnana – che testimoniano la decisa volontà di questa Giunta di invertire una rotta che aveva portato nella scorsa legislatura alla chiusura dei servizi di continuità assistenziale in alcune zone che invece ne hanno reclamato la necessità, vuoi per la distanza dai centri maggiormente serviti, vuoi per particolari esigenze come quelle scaturite dalle presenze turistiche. Poi ovviamente sappiamo che la ricerca di medici non è facile, come non lo è in tante regioni italiane. In ogni caso, riteniamo che la difesa dei territori di montagna passi anche attraverso l’erogazione di servizi essenziali, quali sono appunto tutti quelli legati alla sfera sanitaria e sociale. Ecco perché stiamo analizzando con la massima attenzione caso per caso, pronti a studiare con l’Azienda sanitaria anche formule innovative capaci di superare problemi oggettivi come la difficoltà nel reperire personale sanitario. Puntiamo in particolare ad assicurare la continuità assistenziale anche nelle ore notturne per garantire la presenza di un presidio nelle 24 ore”.

E ancora: “Crediamo che anche per il nostro territorio sia il momento per organizzare una Centrale operativa per la continuità assistenziale, che garantisca uniformità di trattamento ed intervento per tutti i trentini. È il motivo per cui stiamo progettando un nuovo modello di presa in carico del cittadino legato alle patologie non urgenti. Un percorso che naturalmente non vogliamo calare dall’alto: proprio per questo, con l’Azienda sanitaria,  – conclude Segnana – stiamo iniziando a coinvolgere sia l’ordine dei medici sia quello degli infermieri, per valutare insieme le iniziative da intraprendere sempre con l’obiettivo di dare ai nostri cittadini le migliori risposte possibili.”

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Trento

Le Albere, Lega: «Il vero volto di 20 anni di amministrazione del centro sinistra a Trento»

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Da area produttiva simbolo della Trento industriale del boom economico, a quartiere modello e all’avanguardia a livello architettonico.

Presentato come quartiere modello di 113 mila metri quadri, urbanisticamente all’avanguardia, raggiungibile da pochi, addirittura con le guardie private che ne limitavano gli ingressi ( e così è stato nei primi mesi) , non è mai entrato nel cuore dei trentini.

Di certo il Muse ha contribuito a creare curiosità, il parco a portare gente, ma la scommessa è la nuova biblioteca universitaria che si rivolge alla “ nuova Trento”, quella degli studenti, universitari in particolare.

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Una città che ha deciso la completa demolizione del complesso industriale della Michelin dopo la chiusura nel 1997.

Tra la Michelin e la città di Trento per molti anni si è instaurato un grande rapporto di amore e rispetto.  Un’empatia che le Albere non hanno mai avuto con la cittadinanza.

Per il momento a distanza di anni il quartiere “Le Albere” a Trento perde sempre più valore e gli appartamenti del complesso progettato da Renzo Piano restano per gran parte invenduti o disabitati.

Nel 2017 il complesso di proprietà del fondo immobiliare Clesio ha perso il 18% e oggi è poco oltre il 50% del valore iniziale, ovvero 44,3 milioni di euro. I debiti con le banche ammontano a 150 milioni.

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I soci del fondo cioè enti territoriali come Isa, Dolomiti Energia, Itas, Fondazione Caritro, Mediocredito Trentino Alto Adige, hanno ottenuto come “rimborso” parziale delle perdite gli stessi appartamenti invenduti.

Purtroppo il complesso non è mai decollato ne dal punto di vista commerciale ne tanto meno da quello abitativo. Oggi si possono vedere i segni dell’usura delle strutture e luoghi dove il degrado ha preso il sopravvento.

Sull’argomento hanno preso una precisa posizione anche i consiglieri comunali della Lega.

«Ormai non ci stupiscono più le notizie riguardanti il fallimento del progetto di riqualificazione dell’area ex Michelin, – si legge in una nota dei consiglieri –  altresì conosciuta con il nome di quartiere Le Albere. Del resto, si tratta di una situazione ben delineata e che dimostra come questi vent’anni di amministrazione di centrosinistra a Trento non abbiano portato a risultati concreti per la riqualificazione della città. Le aree ex Sloi ed ex Prada, assieme allo sviluppo immobiliare di Trento Nord e le centinaia di appartamenti “semipopolari” sfitti alle Albere (ex Michelin) e la Destra Adige – ex Itacementi, sono vanto della maggioranza uscente nella orgogliosa rivendicazione che la controfigura scelta come candidato Sindaco dal rinato Centrosinistra Autonomista userà in campagna elettorale».

Poi l’attacco all’amministrazione del Sindaco Andreatta additato come primo responsabile della situazione delle Albere: «per il centrosinistra va tutto bene, del resto poco conta se – con riferimento al quartiere Le Albere – il 50% degli alloggi resta invenduto anche nonostante la realizzazione di tutta una serie di sottopassaggi che, nei fatti, non sono serviti per la riqualificazione e l’inclusività del quartiere all’interno della città. La situazione non cambierà neanche con lo spostamento, inutile e solo antiproduttivo – della funivia che dovrebbe portare fino al monte Bondone».

E ancora: «Se in Alto Adige si è vista la realizzazione di impianti funivistici vicino alle stazioni ferroviarie per ridurre l’uso di mezzi di trasporto, qualcuno a Trento, invece, vuol rendere poco praticabile un servizio, quello della funivia, che potrebbe seriamente riqualificare il Bondone ma solamente partendo da un’area vicino alla funivia. Le notizie riguardanti la fuga di negozianti dal quartiere sono conferma di un fallimento di un quartiere che, nonostante i proclami volti a esaltare la riqualificazione urbana, non è stato realizzato in modo tale da essere un polo attrattivo per la città. Peccato perché la riqualificazione poteva essere un’occasione importante per la città».

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Trento

«Programmazione e gestione delle uscite; strumenti e comportamenti»: stasera se ne parla alla SAT di via Manci

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“Programmazione e gestione delle uscite; strumenti e comportamenti” è il tema della serata proposta dalla Sat a partire dalle 20,30 di domani sera presso la sede di via Manci.

Relatori saranno Claudio Covelli e Armando Tomasi. Nel corso della serata si parlerà di come organizzare e gestire un’escursione, con particolare attenzione per gli ambienti a rischio come potrebbero essere le aree innevate o ghiacciate, per muoversi nell’ambito della sicurezza assoluta.

Non saranno tralasciate alcune indicazioni per la corretta lettura dei bollettino meteorologici e del “ Metodo Munter” ( metodo di valutazione del rischio valanghe), per l’utilizzo del telefono satellitare e saranno presentati alcuni siti internet e app utili per l’escursionista.

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Trento

Nell’anno del Topo il 25 gennaio a Trento si festeggia il Capodanno Cinese

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Il Capodanno Cinese è l’evento più importante nella tradizione della Grande Cina e viene festeggiato in tutto il mondo in date diverse ogni anno.

Per la seconda volta si festeggia anche a Trento. 

Il 2020 è l’anno del Topo che è il primo segno dello zodiaco cinese ed inaugura il ciclo di 12 anni, ciascuno dedicato ad un animale diverso nell’ordine in cui, secondo la tradizione, i 12 animali si sono presentati davanti al Buddha: il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale.

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Tornando indietro di 12 anni si può risalire al 2008, l’ultimo anno del topo, come lo erano stati nel XX° secolo il 1996, 1984, 1972, 1960, 1948, 1936, 1924, 1912.

Per capire a quale segno zodiacale cinese corrisponde il proprio anno di nascita, basta far riferimento proprio a questi anni che sono l’inizio di ogni ciclo di 12 anni. Per cui al topo seguiranno gli altri 11 animali che sono stati ricordati. Ognuno può cosi capire a quale animale nel calendario cinese, corrisponde il proprio anno di nascita.

I dodici animali fanno parte della tradizione cinese e hanno un riferimento domestico, per bue, cavallo, capra, gallo maiale e cane; mentre il topo, la tigre, il coniglio, il drago e la scimmia sono animali simbolici della ricca mitologia cinese.

Il topo rappresenta la saggezza, ed esprime una personalità versatile, intelligente, curiosa e piena di voglia di fare. In base all’anno di nascita, la tradizione cinese, prevede un oroscopo che riguarda quel tipo di personalità legata all’animale di riferimento.

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A Trento  il Capodanno è organizzato nell’ambito del progetto Orizzonti d’Oriente dal Centro Studi Martino Martini, con un bando Reti culturali della Fondazione Caritro, sotto il patrocinio del Comune di Trento e della Provincia Autonoma.

L’evento in città si terrà il 25 gennaio 2020 in piazza Dante a partire dalle ore 15. Si terranno le danze del Drago e del Leone. La tradizione di queste danze ha oltre 5000 anni ed è ben radicata nelle comunità cinesi di tutto il mondo.

La leggenda identifica il Leone come animale salvatore di villaggi infestati da fortuna e prosperità, mentre il Drago, l’animale più sacro, emblema stesso dell’Imperatore, e come tale emanazione divina e simbolo di forza e benevolenza

Il coloratissimo corpo del Drago è paragonato all’onda del mare, fedele e naturale rappresentazione di un Drago celeste. La coreografia del Drago e del Leone eseguita al ritmo del tamburo si arricchisce di elementi pirotecnici e fumi colorati. Il Leone e il Drago, sono ancora oggi animali-simbolo della Cina.

Questo tipo di espressione artistica e tradizionale cinese, hanno un notevole impatto visivo e affascinano gli spettatori che vengono coinvolti dai movimenti e dai colori. Al termine i bambini che assistono vengono coinvolti a vedere le figure create dagli artisti dell’evento.

Le coreografie sono molto colorate ed animate, e vi confluiscono tutte le arti cinesi, come le arti marziali, il tai chi, i movimenti acrobatici, il dramma, con il sottofondo della musica cinese con going e tipiche melodie cinesi.

Il Concerto di Capodanno anticipa i festeggiamenti con un programma che unisce il meglio della cultura musicale  cinese ed europea con artisti di eccezione del conservatorio di Wuhan che aprono il programma con la 2020 Chinese story  per proseguire con Chopin e Mahler.

ll sabato la performance musicale di due cantanti  lirici cinesi Rui Ma e  Zhou Yue  apre il Capodanno con due canzoni tradizionali e la cerimonia che anima i due leoni introdurrà le spettacolari acrobazie del Drago e dei leoni con gli atleti dell’Italy Lion and Dragon dance.

Il team che si è esibito a Trento nel 2019, tra i pochi che si esibiscono sui pali, lo scorso anno ha conseguito numerosi successi ai campionati internazionali di Macao ed Hong Kong dove gli atleti sono stati invitati a partecipare ai prossimi campionati mondiali.

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