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Trento

L’orso M49 avvistato a Villazzano

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Sono state due signore che stavano facendo una passeggiata in Localita Pianizza a Villazzano ad accorgersi delle orme del plantigrado lasciate nelle pozzanghere dopo il temporale di ieri.

Le orme di M49 sono state trovate nei dintorni della pizzeria Rosalpina di Villazzano il locale gestito dalla famiglia dell’ex campione di ciclismo Mariano Piccoli

L’orso, che si sta avvicinando alla città, sembra voglia ritornare al Casteller che dista a poche centinaia di metri e dal quale è fuggito pochi giorni fa.

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I forestali allertati dalle signore, arrivati sul posto hanno confermato che si tratta di orme dell’orso.

Ora c’è preoccupazione perché proprio nei dintorni della Pizzeria di sono degli animali da cortile che potrebbero diventare presa dell’orso.

I proprietari in tal senso verso le 6.30 hanno sentito rumoreggiare i propri animali. 

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Trento

Allarme neve in Maranza, residenti completamente isolati

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Diventa più complicata di ora in ora la situazione in Maranza.

Nella notte sono caduti più di 30 centimetri di neve che hanno completamente coperto le strade di accesso.

«Gli operai del comune buttavano il sale in Cimirlo dove non serviva – afferma una residente rimasta isolata – mentre qui in Maranza non si è visto nessuno. L’incongruenza è che quando ha nevicato e il rifugio era aperto invece sono passati 7/8 volte, stavolta che invece è chiuso non si è visto nessuno».

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L’episodio secondo i residenti non è una novità, infatti nelle precedenti nevicate degli anni scorsi la cosa si era ripetuta.

Il problema è se qualcuno si dovesse sentire male: «Siamo abbandonati, non sappiamo più che fare, siamo nel 2019 e questo è quello che succede a Trento. È vero siamo pochi residenti qui, ma se qualcuno si dovesse sentire male l’ambulanza non potrebbe passare, per il comune noi è come non esistessimo»

La contraddizione – come spiega la residente – è che il comune sembra abbia acquistato un macchinario apposito esclusivamente per liberare le strade della Maranza in caso di nevicate.  Ma fino ad ora non si è mai visto – sottolinea la residente –  e se il rifugio è chiuso qui a spostate la neve non si vede mai nessuno». 

 

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Trento

Dal primo settembre 2021 i trentini dovranno cambiare tutti i loro televisori

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Calano drasticamente le vendite dei televisori, sempre più frequentemente sostituiti dalle tecnologie più avanzate?

Nessun problema, per risolvere la crisi del settore basta cambiare tecnologia ed ecco come entro il 2022 dovranno essere sostituiti tutti i televisori presenti nelle nostre case.

Più che dovranno, dovrebbero esserlo perché il rischio concreto è che la storia del televisore, finisca come quella del telefono fisso: sempre meno utenze e crescita esponenziale della telefonia mobile.

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L’alternativa al cambio dell’apparecchio è l’acquisto di un decoder per la tecnologia Dvb 72 il cui costo dovrebbe essere attorno ai 35 euro.

Per il Trentino, alla pari di Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta, la scadenza sarà anticipata al primo settembre 2021 in quanto scelte come regioni pilota del processo di rinnovamento.

Regioni che saranno interessate da un cambiamento intermedio passando da Mpeg2 a Mpeg4 che interesserà 10 milioni di televisori e che potrebbe anche limitarsi ad una risintonizzazione dell’antenna condominiale.

La seconda fase prenderà il via nel luglio del 2022, data dalla quale gli apparecchi non compatibili, cesseranno di ricevere il segnale.

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Non mancherà l’incentivo alla rottamazione: ben 50 euro per nucleo famigliare, a patto che il reddito annuale sia inferiore ai 21 mila e 156 euro.

Per riceverli sarà sufficiente un’autocertificazione presentata direttamente al rivenditore.

Concretamente quell’incentivo ha più l’aspetto dell’elemosina di Stato, piuttosto che un reale aiuto economico all’acquisto, anche perché i televisori andranno ad avere un prezzo di mercato del tutto diverso dall’attuale.

 

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Trento

«Furbetti delle emissioni»: in 12 mesi rinvenuti 85 emulatori ed elevate 1.094 sanzioni

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Nucleo autotrasporto, i dati del primo anno di attività e i “furbetti delle emissioni”.

Il Comando Polizia Locale – Trento – Monte Bondone lo scorso 12 novembre 2018 ha istituito il nucleo autotrasporto, acronimo N.at, attraverso il quale intende dare corso a controlli approfonditi su tutto il mondo del trasporto di merci e persone, al fine di aumentare la sicurezza stradale e garantire la corretta concorrenza tra autotrasportatori.

Nel primo anno di attività sono state 219 le giornate di controllo che hanno portato alla verifica di 654 veicoli ed alla contestazione di 993 sanzioni al Codice della Strada per un importo di 532.487,40 euro e 101 violazioni di norme amministrative per 301.518 euro, con un totale complessivo di 1094 sanzioni per 834.005,4 euro.

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Un fenomeno è emerso prepotentemente in questo primo anno di operatività del Nat, una vera e propria frode che colpisce la concorrenza, ma, soprattutto, la salute di tutti i cittadini.

Quella perpetrata dai “furbetti delle emissioni”, camionisti che pur avendo un veicolo Euro V o Euro VI, grazie a una centralina pirata riescono a ingannare i rilevatori di emissioni e a viaggiare inquinando come un veicolo degli anni 80.

I tir Euro 5 e Euro 6 per abbattere gli ossidi di azoto (i tristemente famosi Nox), utilizzano uno speciale additivo: l’Adblue, una soluzione acquosa in grado di trasformare gli ossidi di azoto (molto inquinanti) in vapore acqueo (H2O) e azoto (N).

Senza tale additivo, il computer di bordo istallato, Selective Catalyst Reduction (Scr) sui tir per ridurre le emissioni e rientrare nelle categorie Euro 5 o 6, taglia la potenza per evitare che l’inquinamento aumenti esponenzialmente. C’è un modo per aggirare l’ostacolo: un computer (poco costoso) che fa sembrare che l’additivo ci sia anche quando è finito.

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Così si risparmia fino a duemila euro l’anno di additivo e si evita di vedersi ridotta la velocità fino a 30 km/h. E qui che scatta la frode: grazie infatti a un dispositivo da poche centinaia di euro, ne bastano 300, si può far credere al computer che il serbatoio Adblue sia sempre pieno e l’Scr funzionante, quindi il tir continua a funzionare normalmente, sebbene stia inquinando come un Euro 0.

Con questo stratagemma i camion inquinano fino a 5 volte oltre il consentito, bypassando le rigide normative ambientali dell’Ue, le politiche antinquinamento degli stati e tutti i blocchi del traffico.

Il risparmio medio per autocarro taroccato si aggira infatti sui duemila euro l’anno, un margine che, data la concorrenza tra autotrasportatori e i bassi margini di guadagno del settore, spinge i camionisti a tentare la sorte.

Come ha spiegato il proprietario di una società di trasporti romena, intervistato da un giornalista tedesco: «Con la centralina pirata risparmio in media 2000 euro a camion. Siccome ho 30 mezzi che girano ogni giorno per l’Europa, il mio guadagno annuo è di 60 mila euro».

Le stesse sanzioni alle quali vanno incontro le ditte e gli autisti pizzicati in tale pratica non sono adeguate alla gravità del comportamento adottato; infatti il Codice della Strada per tale fattispecie prevede l’applicazione degli articoli 78 e 71 inerenti modifiche alle caratteristiche costruttive del veicolo non omologate per un importo complessivo, entro 60 giorni dalla contestazione o notifica della violazione di € 518 che viene ridotto del 30% in caso di pagamento entro 5 giorni dalla contestazione o notifica della violazione ad euro € 362,60.

Alla violazione contestata consegue l’applicazione della sanzione accessoria del ritiro della carta di circolazione del veicolo sino all’avvenuto ripristino delle condizioni di omologazione da accertare con visita e prova straordinaria presso le sedi della Motorizzazione Civile.

Inoltre l’emulatore viene ovviamente sequestrato ai sensi dell’art. 13 della Legge 689/81.

Dal 12 novembre 2018 ad oggi sono stati rinvenuti 85 emulatori installati sui veicoli controllati, nascosti nei modi più vari possibili e riferiti in modo trasversale a veicoli immatricolati in varie nazioni, Italia compresa. Per dare un’idea del fenomeno nel 2018 la Polizia tedesca ha compiuto 13mila controlli sulla regolarità dei sistemi Scr, scoprendone trecento difettosi e di questi 84 con emulatore.

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