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Valsugana e Primiero

Tragedia in Primiero: mamma muore precipitando sul sentiero che porta al Rifugio Pradidali

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La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 9:30 di questa mattina.

Una famiglia, composta da genitori e 2 figli di 12 e 14 anni di nazionalità olandese, stava percorrendo il sentiero n.709 che porta dalla Ritonda al Rifugio Pradidali a quota 2.278 m.s.l.m. nel Gruppo delle Pale di San Martino, quando ad una quota di circa 1.800 m.s.l.m. in un tratto dove il sentiero è esposto la donna è inciampata e precipitata per circa 100m nel canale Pradidali.

Il Coordinatore dell’Area Operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto l’elisoccorso e una squadra di 5 operatori della Stazione Primiero.

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Sul posto era presente un soccorritore che ha potuto effettuare un primo intervento e garantire supporto nelle operazioni.

L’elicottero giunto sul posto ha verricellato il medico e il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino, ma per la donna non c’è stato nulla da fare.

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Si è proceduto immediatamente al recupero del figlio di 12 anni che nel frattempo era sceso lungo il canale e al recupero della salma che è stata ricomposta nella camera mortuaria di Pieve nel Comune di Primiero.

La squadra di Operatori della Stazione Primiero ha poi raggiunto lungo il sentiero il marito e l’altro figlio di 14 anni per accompagnarli in sicurezza a valle.

Vista l’età dei figli e l’evento traumatico, è stato chiesto il supporto degli Psicologi per i Popoli.

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Valsugana e Primiero

Malore mentre guida, 73 enne esce di strada a Levico

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Il 73 enne colto da malore mentre guidava ha invaso la corsia opposta finendo fuori strada.

L’autovettura, poco prima delle 13.00, si è cappottata finendo nell’alveo di un torrente, con le ruote all’aria dopo aver percorso contromano un centinaio di metri.

L’incidente è avvenuto lungo la statale 47 della Valsugana all’altezza dell’abitato di Levico terme in prossimità del distributore Agip.

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Sul posto sono arrivati i soccorsi con un’ambulanza di Trentino Emergenza e i vigili del fuoco di Levico Terme che hanno estratto l’anziano dall’abitacolo.

Il 73 enne è stato ricoverato al santa Chiara di Trento in condizioni gravi.

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Valsugana e Primiero

Il Jeep Camp ha danneggiato prati, pascoli e foreste, Zanotelli: «Per questo i responsabili pagheranno»

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Il Jeep Camp ha “sconfinato” non rispettando le autorizzazioni con veicoli che hanno attraversato aree e sentieri vietati, danneggiando prati, foreste e pascoli del Primiero.

Per questo i responsabili della manifestazione dovranno provvedere al ripristino del territorio pagando le sanzioni previste ancora in via di quantificazione.

È quanto emerge dalla risposta scritta di Giulia Zanotelli, titolare dell’assessorato provinciale all’agricoltura e alle foreste, a un’interrogazione presentata dal capogruppo del Movimento 5 stelle Filippo Degasperi e sottoscritta anche dal collega Marini.

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Degasperi chiedeva un “bilancio ambientale” del Jeep Camp 2019 svoltosi dal 12 al 14 luglio scorso a San Martino di Castrozza.

Bilancio da fare a più di un mese di distanza dall’evento, visto che la Giunta, una settimana dopo la manifestazione, non aveva espresso una “valutazione definitiva sull’opportunità dell’iniziativa”, non avendo una “piena conoscenza dei contenuti”.

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L’interrogazione, corredata da 7 foto che mostrano i gravi danni arrecati all’ambiente dal Jeep Camp che – come documentato da testimonianze e immagini – ha interessato anche aree di proprietà del Comune di Imer e altre zone dove i mezzi non erano autorizzati a transitare, chiedeva conto alla Giunta delle verifiche effettuate ex post per accertare il rispetto di regole ed impegni.

Tra le domande poste con l’interrogazione, Dagasperi voleva anche sapere se nell’area interessata dal tracciato del Jeep Camp esistano lotti interessati dai lavori per il recupero degli schianti provocati dalla tempesta Vaia (“fatto – commentava il consigliere – che apparirebbe singolare dato che le piante sono ancora tutte a terra). Infine il penatstellato sollecitava l’esecutivo a pronunciarsi ora, sulla base degli elementi acquisiti, in merito all’opportunità dell’iniziativa.

Zanotelli risponde che in seguito all’accertamento di quanto accaduto, per la precisione, in località Monte Vederna nel Comune di Imer, la Stazione forestale di Primiero ha provveduto a quantificare il danno causato al patrimonio silvo–pastorale dal transito dei veicoli.

Danno che, prosegue la nota, riguarda 600 metri quadrati circa di cotico erboso del pascolo, 900 metri quadrati circa di suolo forestale, 26 alberi (radici o chiome).

Quanto ai risarcimenti, prosegue Zanotelli, “ferme restando le sanzioni conseguenti, la quantificazione economica del danno ai fini del ripristino dipenderà anche dalle sistemazioni che saranno eventualmente fatte nei trenta giorni successivi all’evento da parte del soggetto responsabile della manifestazione, che comunque ha depositato una cauzione di 5.000 euro”.

Per la Provincia insomma, riconosce l’assessora, vi è stata effettivamente una violazione delle norme, in particolare di quanto era stato autorizzato l’8 luglio scorso, qualche giorno prima dell’evento, con una determinazione del dirigente del servizio polizia amministrativa. “Infatti – prosegue – i mezzi (le Jeep) circolavano in aree non autorizzate dal provvedimento e per questo è al vaglio la possibilità di contestazione della violazione anche di altre norme, quale la legge provinciale 11 del 2007, sulle foreste e la protezione della natura”.

Zanotelli conferma pure che la violazione ha coinvolto particelle di proprietà del Comune di Imer. Ciò in quanto “il nulla osta al transito rilasciato dal Comune di Imer con nota 3 luglio 2019, era riferito – per la località Monte Vederna – solamente alla viabilità forestale e non alle aree pascolive e boscate contermini”.

L’assessora precisa che in merito alle interferenze tra la manifestazione e le attività conseguenti alla tempesta Vaia, “nell’area del Monte Vederna non erano in esecuzione attività di taglio ed esbosco di lotti per il recupero degli schianti”.

Di fatto “però – conclude – una parte dei percorsi effettuati in difetto di autorizzazione ha interessato piste di esbosco già esistenti”.

Da ultimo, Zanotelli non si pronuncia sull’accaduto, rinviando alle “competenze collegiali della Giunta” la valutazione di opportunità richiesta dall’interrogazione.

 

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Valsugana e Primiero

Imer, Valle del Primiero: tutto pronto per la festa del canederlo 2019

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A Imer nel cuore del Trentino-Alto Adige nel primo weekend di settembre si terrà la Festa del Canederlo.

La Knoedelfest si svolgerà in un paesaggio incantevole quello del Gruppo dolomitico delle Pale di san Martino, dichiarate dall’Unesco patrimonio naturale dell’umanità per essere tra le creazioni più spettacolari del mondo.

Saranno presenti centinaia di tavoli sulla via principale del paese con molte varietà di canederli proposte dai ristoratori locali, tutte da gustare e oltre 20.000 canederli da quello tradizionale con lo speck, a quelli col formaggio, con i funghi e le erbette, quelli vegani e senza glutine.

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Nel 2017 Imer è entrato nel libro del guinness dei primati, grazie al canederlo più grande del mondo del peso di ben 77,15 Kg.

Ci sarà buon cibo, birra, vini e grappe trentine, ma anche musica tirolese e un brulicare per le vie di persone con costumi asburgici.

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Chi indossa un abito tirolese potrà inoltre partecipare al concorso si Miss e Mister Canederlo.

Non mancheranno inoltre degli stage per imparare a preparare i canederli e gli intrattenimenti per i bambini come le carrozze trainate dal cavalli.

E per coloro che volessero conoscere un po’ di storia sui canederli eccone un assaggio: nel 1902 appare la quarta edizione tedesca della trentina Caterina Prato intitolata “Manuale di Cucina per principianti e per cuoche già pratiche” vincitrice di vari premi tra i quali il diploma d’onore a Palma d’Oro all’Esposizione della “società della Croce Azzurra” di Vienna nel 1899.

Dal libro di Caterina Prato abbiamo estratto una ricetta di origine asburgica molto conosciuta e comune nella cucina tipica trentina: i canederli ovvero le pallottole di Speck Knoedel.

L’origine di questo piatto risale al XV secolo, quando venivano preparate nel principato vescovile di Trento diverse varietà di canederlotti, descritti ampiamente nel libro “Cucina dei principi, cucina di popolo nel principato di Trento”.

Ed ecco la ricetta:

si fa rinvenire in 100 grammi di lardo affumicato, tagliato a dadetti, una cipolla e del prezzemolo; si prendono otto panetti oblunghi del peso complessivo di 640 grammi, si aggiunge in seguito della carne porcina affumicata lessata, tagliata a quadrelli, 5 uova frullate e 2 decilitri d’acqua o latte per ammollire il pane. Si mescola tutto con 100 grammi di farina e si fa un grosso impasto non troppo denso, né troppo molle. Con un mestolo bagnato nell’acqua, si formano delle grosse pallottole che vanno bollite nel brodo di carne”.

I canederli sono tra quei piatti realizzati per non sprecare nulla, per recuperare gli avanzi e per questa ragione non conoscono tramonto.

Se non aveste in casa pane raffermo, in molti panifici lo troverete in sacchetti, già tagliato a cubetti.

I canederli tradizionalmente sono serviti in brodo, ma possono essere preparati anche con il burro fuso, il procedimento non si discosta, è solo necessario scolare il canederlo dal brodo.

La ricetta dei canederli inoltre non richiede particolari doti tecniche e lascia molto spazio alla fantasia.

A questa ricetta si rifà la simpatica canzone trentina:

Per fare dei canéderli
col bròdo e col ragù
se ciapa del prezémolo
e se lo taia su
farina òvi e zìgole
lugàneghe col spéch
pan vècio sénza mìgole
e n tòch de formài sgnèch
Se fà balòtole del pangratà
trè quatro frégole de ai pestà
na mèza chìchera de lat e vin
èco i canéderli de noi trentìn
Enséma coi canéderli
noialtri ghém magnà
na tésa de lugàneghe
e n tòch de smacafàm
ne piàs polénta e fìnferli
la mòsa con el lat
capussi con le scódeghe
che vanza fór dal piàt

Il contributo per la «Voce del Trentino» è di Sabrina Andreatta

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