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Italia ed estero

Affidi dell’orrore Bibbiano: 4 bambini sono tornati alle famiglie naturali

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Nella foto Federica Anghinolfi, detta la Zarina degli affidi e mente dell'operazione

Quattro dei sette bambini coinvolti nell’inchiesta “Angeli e Demoni” condotta dalla procura di Reggio Emilia a proposito di affidi illeciti a Bibbiano, sono tornati con i genitori naturali.

La decisione del tribunale per i Minorenni di Bologna non è recente ed è emersa nelle verifiche e nei controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della Procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.

Ricordiamo che sono diciotto le persone raggiunte da misure cautelari e circa una trentina gli iscritti al registro degli indagati.

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Persona di spicco il sindaco di Bibbiano in quota PD Andrea Carletti

Le accuse sono quelle di aver sottratto i minori alle famiglie per darli in affido retribuito a conoscenti, amici, bravi pagatori e coppie Gay.

L’inchiesta della Procura di Reggio Emilia porta alla luce sconcertanti scenari con bambini affidati a soggetti titolari di sexy shop o addirittura a famiglie gay.

La dirigente Federica Anghinolfi, detta la Zarina degli affidi, attivista del mondo omosessuale e convinta sostenitrice dei diritti della coppie omosessuali sembra essere la figura chiave.

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Pare che la donna obbligasse le assistenti sociali a falsificare verbali o a redigerli con informazioni false tanto da giustificare l’allontanamento dei bambini dalle famiglie per poi essere dati, dietro corrispettivo, in affidamento a famiglie amiche.

Per lei le accuse sono di falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime, perché pare che hai bambini venisse praticato addirittura il lavaggio del cervello con scariche elettriche al fine di cancellare e correggere la loro memoria.

La donna inoltre costringeva operatori sociali e addetti a redigere falsi verbali che attestassero le precarie condizioni di vita tra le mura domestiche dei bambini.

Case fatiscenti, muffe, assenza di igiene o anche la semplice assenza di giocattoli, tutti aspetti che durante i procedimenti davanti ai tribunali dei minori avrebbero spinto i giudici a favorire l’allontanamento dei bambini dalle loro famiglie.

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Italia ed estero

Si agitano venti di scisma nella Chiesa di Papa Francesco

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Lo ha dichiarato esplicitamente papa Francesco di ritorno dall’Africa. E dalla Germania sembrano arrivare conferme…

Troppi, infatti, gli scossoni dati da Bergoglio alla dottrina e alla prassi cattolica, e troppe le differenze tra lui e i suoi predecessori.

Infatti se Giovanni Paolo II è stato il nemico del comunismo, l’uomo che lottò perchè fossero riconosciute le radici cristiane dell’Europa, il promotore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, l’autore di Evangelium vitae e Familiaris consortio, il difensore dell’idea di patria, Bergoglio è esattamente all’opposto: elogia il comunismo di Evo Morales e il progressismo del Pd; considera l’Ue anticristiana un bene a prescindere; ha archiviato, con Amoris laetitia, le due encicliche citate, e cerca di sradicare ulteriormente l’eredità del papa polacco nel campo della famiglia epurando monsignor Livio Melina e gli altri esimi professori dell’Istituto Giovanni Paolo II, voluti dal papa polacco stesso.

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Se Benedetto XVI è stato il papa dell’adorazione eucaristica, della divina liturgia, della prudenza e della mitezza, dei “principi non negoziabili”, delle fede e non della politica, Bergoglio è l’uomo che non si inginocchia davanti al Santissimo, che trascura del tutto la trasmissione del catechismo e i Family day, ma riceve ogni giorno politici, preti sospesi a divionis per essersi candidati alle elezioni, premier “amici”…

Senza procedere oltre in questo lungo elenco, è evidente che il modo di comunicare e di agire di Francesco, rivoluzionario ed autoritario nell medesimo tempo, mette in angoscia tanti fedeli.

Gli ultimi in ordine di tempo a esprimere il loro forte disagio sono stati, dopo i vaticanisti Marco Tosatti, Aldo Maria Valli e Sandro Magister, gli scrittori Rino Cammilleri e Vittorio Messori, il giornalista cattolico più letto al mondo, amico e consulente di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Ma la Chiesa non è un partito politico: per questo, al di là di correnti ideali diverse, molti cattolici ritengono sia necessario soprattutto chiedere l’aiuto di Dio e della Vergine perchè la “barca di Pietro” torni a navigare in acque tranquille; perchè cessi la confusione dottrinale e torni l’armonia tra vescovi, cardinali, fedeli.

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Proprio il 5 ottobre, giorno del Concistoro, cattolici provenienti da varie parti dell’Italia e del mondo si troveranno vicino a san Pietro, in largo Giovanni XXIII, alle 14.30, per chiedere al Cielo alcune grazie, elencate in un aposito “manifesto”.

Ne citiamo solamente tre, rimandando al testo integrale (vedi qui) le persone interessate:

1) “perchè la priorità di chi guida la Chiesa sia annunciare la fede in Gesù Cristo Salvatore, lasciando a “Cesare ciò che è di Cesare”, ed evitando di improvvisarsi sociologi, politologi, climatologi… tuttologi;

2) perchè gli uomini di Chiesa non cessino di proclamare i “principi non negoziabili”, in particolare la difesa della vita e della famiglia, venendo a patti con la cultura di morte e l’ideologia gender;

3) perchè non si confondano più l’amore per il Creato con l’ecologismo pagano e panteista, nè la misericordia di Dio con il relativismo morale e l’indifferentismo religioso”.

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Italia ed estero

Autopsia: è morto per soffocamento il neonato abbandonato a Lana

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Sono stati resi noti questo pomeriggio dalla Procura di Bolzano i risultati dell’autopsia effettuata in mattinata sul corpicino del neonato abbandonato lo scorso lunedì e scoperto da una turista tedesca poco fuori l’abitato di Lana.

Il piccolo, secondo quanto riportato dall’esame legale, sarebbe morto per soffocamento.

Il corpo riportava evidenti lesioni che tuttavia “non hanno avuto alcun esito mortale e sono compatibili con la caduta presumibilmente avvenuta dopo la morte“, si legge in una nota della Procura

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Intanto la mamma è stata interrogata oggi, (20 settembre) la 25 enne rumena accusata di omicidio aggravato e occultamento di cadavere del figlio neonato ritrovato morto in un cespuglio lo scorso lunedì sopra Lana.

Ma durante l’udienza di garanzia nel carcere di Bolzano la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

La giovane, dimessa ieri dall’ospedale di Merano e poi portata alla prima sezione del carcere femminile di Trento è stata nuovamente trasferita nella struttura.

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Italia ed estero

La furia dell’immigrato: urla contro il tranviere e poi danneggia il mezzo

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Il video è diventato virale da circa una settimana raggiungendo un numero di visualizzazioni incredibile.

A denunciare il filmato – che pare sia stato girato in Francia a Villeneuve-la-Garenne e non a Venezia come riportato da molte testate – è stato il parlamentare Massimo Bitonci.

“Robe da matti – ha scritto il leghista nel post – un immigrato in sella ad una bici, ha occupato il binario del tram, e non contento, con un’arroganza e una violenza inaudita, ha danneggiato i tergicristalli del mezzo pubblico. Senza rispetto e vergogna!”.

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Nel video si vede l’uomo che in sella alla bicicletta pedala lungo la pista del tram.

All’arrivo del convoglio, il macchinista ha suonato per far si che l’uomo non venisse investito. Suo malgrado si è ritrovato ad una scena incredibile.

Il ciclista si è blocca proprio davanti al tram, che il macchinista è fortunatamente riuscito a fermare in tempo,  per poi inveire strappando i tergicristalli della cabina di comando.

Non si capisce bene il perché della furia dell’immigrato, la sensazione è però che lui pensi di avere la precedenza forse pensando di essere su una pista ciclabile. 

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