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Trento

Ecco la verità sulla cattura e fuga dal «Casteller» dell’orso M49

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Stamane il governatore Maurizio Fugatti era chiamato a spiegare l’avvenuta cattura dell’orso e la sua fuga dopo poche ore dal centro del «Casteller».

Il governatore ha ricostruito filo per segno quanto successo veramente e tutte le incredibili tappe che hanno portato alla fuga di M49

Catturato alle 22.50 con una trappola a tubo nei pressi di Malga Rosa nel comune di Porte di Rendena l’animale, dopo una fase di agitazione si è tranquillizzato ed è stato caricato su un pickup della Forestale.

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A mezzanotte e mezzo la colonna si è messa in movimento e lungo il tragitto fino a Trento l’orso è stato controllato due volte apparendo calmo e in buona salute.

M49 è arrivato al Casteler alle 2,30 ed è stato posto, ancora all’interno della trappola, all’interno dell’area uno (sono in tutto tre, una occupata dalla femmina Dj, una vuota, tutte con un doppia rete elettrificata) che avrebbe dovuto ospitarlo.

Una volta collocato nella struttura, ancora nel tubo, gli è stato tolto il radio collare con un telecomando e, riattivata la corrente elettrica della gabbia, alle 3.20 del 15 luglio è stato liberato.

Controllato a vista dal personale, sulle prime M49 si è nascosto nel boschetto che sta all’interno dell’area, poi, ha raccontato Fugatti, si sono sentiti rumori causati dalle zampate dell’orso che è riuscito ad allargare i cavi elettrici che non hanno ceduto a differenza dei supporti isolanti che rompendosi hanno provocato l’interruzione della corrente nell’area uno, quella di M49 e in quella vicina che è libera.

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A questo punto l’animale ha superato queste due recinzioni ed è entrato nell’area tre dove si trova l’orsa Dj3 che, impaurita, si è nascosta nella sua tana.

Sempre seguito a vista dai forestali l’orso, resistendo alle scariche elettriche dell’area 3 che è rimasta elettrificata, si è messo a scavare per cercare di superare la rete metallica che ha poi superato d’impeto allentando un cavo di acciaio e rompendo un isolatore e, infine, con un balzo di due metri, noncurante delle scosse, ha scavalcato la recinzione perimetrale.

Gli operatori presenti vista la situazione e l’aggressività dimostrata dall’animale hanno deciso di allontanarsi a gambe levate.

Dopo 10 minuti, tornati sul posto, hanno constatato la fuga di M49.

Fin dalle prime ore del mattino i forestali si sono messi alla ricerca del fuggiasco nel timore che si fosse diretto verso la città.

Ma, con l’ausilio dei droni del Vigili del fuoco e dei cani, si è esclusa la presenza del plantigrado nelle vicinanze del Casteler.

M49 è stato invece segnalato la mattina del 16 sulla Marzola nei pressi di Susà e nella nottata nella zona di Bosentino.

Sempre sulla Marzola sono stati trovate impronte e feci dell’orso.

Fugatti, oltre a questa ricostruzione della drammatica fuga, ha ricordato che si è scelto di non anestetizzare l’animale per non fargli correre pericoli e ha sottolineato che le gabbie del Casteller state approvate dall’Ispra e che le modalità di cattura sono state ritenute regolari dal dottor Genovesi sempre dell’Istituto superiore per la ricerca e protezione dell’ambiente.

Nel frattempo oggi Fugatti ha confermato che è stata emessa una nuova ordinanza per la cattura e l’abbattimento dell’orso. (qui articolo)

Nella replica ai consiglieri intervenuti il governatore ha detto che l’ordinanza di oggi modifica la prima perché dà la possibilità agli operatori, in caso di pericolo grave, di abbattere M49, un esemplare che la Giunta ha posto all’attenzione già nel febbraio scorso quando venne chiesta all’Ispra la possibilità di catturarlo.

Ma più in generale, per il Presidente, la convivenza tra i grandi predatori e l’allevamento non è possibile.

Un problema di difficile soluzione e la Giunta ha messo in atto un percorso, nel quale c’è il fatto che la legge varata da Rossi sia stata considerata costituzionale dalla Consulta e che si sta muovendo la Commissione dei 12.

Però, ha ribadito Fugatti, si deve cominciare a dire che questo numero di esemplari è difficilmente sostenibile.

Serve quindi accordo per arrivare una soluzione per orsi e lupi che sono troppi rispetto alle capacità del territorio.

Rivolgendosi a Ugo Rossi ha affermato che, nel caso di Daniza, avrebbe dovuto riflettere prima di chiedere dimissioni del Presidente, ma ha ricordato che la situazione è stata creata da chi ha governato per 15 anni (NdR – Lorenzo Dellai) e che in piazza non ha preso in giro gli allevatori, non ha fatto promesse, ma ha ribadito che si è avviato un percorso che sarà lungo e difficile.

La vicenda di M49, ha chiuso il Presidente, dev’essere un’esperienza per la gestione dei grandi carnivori. S’è fatta squadra con le regioni su tema lupo e orso e le modalità messe in campo della Giunta sono corrette.

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Trento

Ciclisti in via Brennero, rischio incidente. Il Video

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Il video è stato ripreso con la dash Cam poco prima delle ore 19.00 di oggi venerdì 17 gennaio 2020.

Due ciclisti provenienti da Gardolo stanno percorrendo la via Brennero poco prima dello svincolo della tangenziale.

La loro manovra oltre che pericolosissima per se stessi e per le autovetture che transitano è vietata dal codice della strada.

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Come si vede nel video, il conducente arrivato nei pressi dei due ciclisti deve rallentare vistosamente per evitare di investirli non potendosi spostare sulla corsia di sorpasso già occupata da altri veicoli.

I due ciclisti, pare di origine nord africana hanno poi imboccato lo svincolo che porta alla tangenziale. 

Nel video non è ben visibile se i fari sono in funzione o meno. Da ricordare che per raggiungere Trento da Gardolo ci sono comunque numerose alternative sia percorrendo delle strade comunali oppure prendendo la ciclabile.

L’episodio non sarebbe isolato, infatti gli avvistamenti nel merito sono numerosi e riguardano anche i ciclisti che viaggiano sula tangenziale e anche di notte.  

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Come tutti gli utenti della strada, anche i ciclisti devono rispettare precise regole di comportamento, sia in città, che nei percorsi extraurbani.

I Ciclisti possono pedalare su tutte le strade comunali, provinciali, statali. Non possono transitare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce o superstrade e in talune gallerie.

In proposito l’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”.

La violazione, se contestata è di 35 euro per non aver rispettato il divieto imposto dalla segnaletica

 

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Trento

Parcheggi selvaggi e viabilità poco chiara. I cittadini di Pergine protestano

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Da Pergine Valsugana arrivano due segnalazioni comprensive di fotografie al numero whatsApp della nostra redazione. (3922640625)

La prima riguarda Viale Dante  dove i mezzi traditi dal navigatore imboccano la via Maoro per raggiungere la tangenziale, ma arrivati a pochi metri dal passaggio a livello si ritrovano il divieto.

E in un budello poi si ritrovano a fare manovre assurde bloccando il traffico.

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«Tutto questo – segnala il cittadino – perché da anni è stato richiesto un divieto per camion fino all’imboccatura. Inoltre la strada è stretta e senza marciapiede, e tutte le volte che c’è un incidente sulla statale 47 se ne approfitta per passare impedendo alle persone di uscire dai cancelli e chi va a scuola o al lavoro a piedi devono fare il segno della croce»

L’altra segnalazione riguarda i parcheggi selvaggi di via Bellini. «Ormai il fenomeno è giornaliero – osserva un altro cittadino – e succede anche quando i parcheggi regolari sono vuoti. Se proprio il Comune vuole far cassa, può mandare i vigili, così poi hanno i soldi per sistemare le buche delle strade del paese»

Nel merito rimane un mistero il perché le autovetture siano posteggiare sulla carreggiata in divieto invece che utilizzare il posteggio ex Cederna tanto acclamato dal sindaco che rimane sempre vuoto.

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Trento

Piazza della Portela: la Lega chiede l’intervento dell’esercito

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Nella giornata odierna, venerdì 17 gennaio 2020, si è svolta nella cornice di Piazza della Portela una conferenza stampa dei rappresentanti istituzionali della Lega di Trento per ribadire la richiesta di più sicurezza e meno degrado per la città.

Secondo la Lega i numerosi episodi criminosi che continuano a susseguirsi, non solo nel centro storico, ma anche nelle periferie, fanno comprendere come la situazione attuale sia tale da richiedere un supporto di presidio alle forze dell’ordine, già intensamente impegnate contro l’illegalità.

«È da anni che i rappresentanti in consiglio comunale e nelle circoscrizioni chiedono all’Amministrazione comunale di attivarsi quanto prima per affiancare i presìdi dell’Esercito Italiano alle Forze dell’Ordine già presenti sul nostro territorio. La presenza di criminalità organizzata si è espansa in questi anni, diffondendosi nei vari quartieri della città e non è più possibile lasciare che questa tendenza prosegua, intaccando interamente il tessuto della città»spiegano i vertici della Lega

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Durante la conferenza i rappresentanti istituzionali presenti, dal segretario Lega Mirko Bisesti, all’on. Martina Loss ai consiglieri comunali presenti (Vittorio Bridi, Gianni Festini Brosa, Claudia Postal e Bruna Giuliani), si sono espressi per chiedere con urgenza l’attuazione di misure straordinarie per garantire sicurezza e decoro alla città.

Il tema sarà uno dei cardini delle proposte della Lega per la città nella prossima corsa elettorale.

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