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Val di Non – Sole – Paganella

A Sanzeno si torna a “L’età del ferro” con le opere di Luciano e Ivan Zanoni

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Sabato 20 luglio scorso è stata inaugurata a Casa de Gentili di Sanzeno la mostra “Zanoni – L’età del ferro”, le opere di Luciano e Ivan Zanoni dialogano con la storia d’Anaunia.

La mostra, organizzata dal Centro Culturale d’Anaunia, espone le opere di due grandi artisti del ferro battuto, gli artigiani Luciano e Ivan Zanoni.

Luciano e Ivan sono padre e figlio di Caldes in Val di Sole, dove vivono e lavorano nella loro fucina, da tempo portavoci della scultura trentina nel panorama artistico, non solo locale e italiano, ma anche internazionale.

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I Zanoni, dall’alto della loro esperienza, hanno colto la sfida di riallacciare un pezzo di antica storia d’Anaune all’arte contemporanea, e hanno presentato riproduzioni di manufatti preistorici, reperti archeologici custoditi nel Museo Retico di Sanzeno, ispirati e sviluppati attraverso la loro vena creativa.

Il curatore della mostra è Marcello Nebl. Per questo percorso espositivo Nebl è riuscito ad ottenere un connubio perfetto tra arte e archeologia, inserendo sapientemente le sculture dei Zanoni nelle antiche stanze dello storico palazzo De Gentili.

Lo spettatore percepisce una sensazione naturale, come se fosse normale vedere le opere posizionate lì. Nebl ha dato a questa mostra una ventata di freschezza, di leggerezza, nonostante la pesantezza del ferro.

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Le sculture qui appaiono contestualmente semplici ma al contempo complesse, con toni di vita quotidiana abbinati a momenti ancestrali, come la stanza dedicata a Mitra, volutamente semibuia, e, come dice Marcello, “molto rock”.


Apre la serata la coordinatrice Lucia Barison: “Qui a Sanzeno si celebra un matrimonio, quello tra arte e archeologia, grazie a due persone, Luciano e Ivan, che hanno unito la loro conoscenza per creare un percorso espositivo legato alla storia d’Anaunia”.

Hanno presenziato all’inaugurazione molte autorità, a partire dall’Assessore alle attività culturali del Comune di Sanzeno Serena Cicolini, che sottolinea l’entusiasmo con il quale i due artisti hanno accolto la proposta di realizzare questo progetto; segue un breve intervento dell’Assessore alle attività culturali della Comunità della Val di Non Fabrizio Borzaga, che ricorda gli appuntamenti collegati alla mostra che si terranno in parecchi luoghi del territorio anauniense.


La parola passa al Soprintendente per i Beni Culturali della Provincia di Trento, Dott. Franco Marzatico: “Il rapporto tra arte contemporanea e passato crea stimoli per un opportunità di crescita a livello culturale e turistico. La Val di Non possiede enormi potenzialità, adesso ulteriormente aumentati dopo la recente apertura al pubblico di Castel Coredo, e la prossima apertura di Castel Belasi. Il richiamo turistico è in crescita; abbiamo la consapevolezza che l’Italia, oltre che fondata sul lavoro, è fondata sulla cultura. A livello di relazioni europee siamo in dirittura d’arrivo con gli accordi presi con i partner europei”.

Il Sindaco di Caldes, Antonio Maini, si definisce ‘orgoglioso’ di avere come concittadini due artisti del calibro dei Zanoni, che attraverso le loro opere, cariche di emozioni e sentimenti, danno un miglior significato di ‘futuro’.

Il Consigliere Provinciale Lorenzo Ossanna esterna i propri apprezzamenti in merito alla mostra, e ringrazia gli Enti locali per le iniziative culturali sempre di grande livello.

Commenta Marcello Nebl: “L’arte qui appare figlia del territorio, come fosse frutto del territorio. Da sempre Val di Non e Val di Sole hanno un legame importantissimo, e questa idea ‘spinta’, ha rafforzato il legame fra i due territori. La mostra esprimere il dialogo fra antico/contemporaneo, padre/figlio, arte/archeologia. Mentre Luciano, il padre, ha creato la leggerezza delle viti, l’eleganza unica dei cereali, del mondo vegetale, Ivan, il figlio, ha svolto un lavoro diverso con gli animali, esprimendo la forza, il dinamismo, la drammaticità, ha dato vita ad animali di ferro, fissità eterna e al contempo dinamismo”.


L’archeologo Gianluca Fondriest ha curato la mostra insieme a Nebl: “La mostra affronta temi complessi, aperti al grande pubblico, creando una connessione con il cibo, la botanica, l’artigianato, ispirandosi ai reperti esposti al museo Retico. La mostra si compone di due sezioni, una antologica ed una a tema libero riferita all’archeologia, all’agricoltura, alla guerra ed al sacro. Il divino ha preso spunto dalla via sacra dei Campi Neri a Cles; la sala buia dai riti volti all’adorazione del dio Mitra che si svolgevano in grotte naturali. C’è anche un collegamento con l’astrologia, tra astri e costellazioni, rappresentati sottoforma di animali. Tutto ha un senso di sacralità, ma anche di semplicità, tale da comprendere il luogo in cui viviamo, e provare ammirazione per la maestria degli artisti”.


Nel percorso espositivo, al quale ha collaborato Lorenza Endrizzi dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia di Trento, si può guardare un interessante video-intervista con gli artisti realizzata da Marco Rauzi di Ananas Video con Salamon Fine Art di Milano. In vendita un prezioso catalogo della mostra, con le significative fotografie di Francesca Padovan.


Partner della mostra sono la Provincia Autonoma di Trento, la Comunità della Val di Non, il Comune di Sanzeno, l’Associazione Culturale G.B. Lampi, presente all’inaugurazione con il suo Presidente Walter Iori, il Consorzio BIM dell’Adige, a l’A.P.T. Val di Non. Hanno contribuito in veste di sponsor la Cassa Rurale Val di Non, la Cassa Rurale Bank Novella e Alta Anaunia, Zadra Franco Cles, la Miniera di San Romedio, l’Osteria Casa de Gentili.

“L’età del ferro” comprende una serie di conferenze ed appuntamenti su archeologia e storia dell’arte, che avranno luogo da luglio ad ottobre in vari paesi della Val di Non; il programma è scaricabile dal sito del Centro Culturale d’Anaunia. Sul sito anche gli orari della mostra visitabile fino al 13 ottobre prossimo.

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