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Giudicarie e Rendena

San Lorenzo in Banale: c’è un altro orso che uccide. Sbranati tre asini

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Dopo M49 ora c’è un altro orso che uccide e che comincia a far preoccupare nuovamente gli allevatori e agricoltori.

Ormai è pensiero comune che gli oltre 70 orsi presenti sul nostro territorio siano un pochino troppi.

Se a questo aggiungiamo anche i lupi la situazione diventa davvero molto preoccupante. 

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Il confronto continua cercando di rispondere ad una semplice domanda: «Che valore aggiunto portano al Trentino Orsi e Lupi?»

Nella notte fra lunedì e martedì l’orso ha sbranato un’asina di nome Morgana e altri due asinelli erano stati uccidi pochi giorni prima nella zona

Gli animali erano al pascolo ai prati delle Mase, poco sopra San Lorenzo in Banale.

Della morte di Morgana a darne notizia sulla sua pagina facebook è lo stesso proprietario, Lorenzo Cattafesta, molto affranto.

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«Martedì mattina sono andato a caricare i miei asini per andare a svolgere un’attività e ho trovato questo, infinita tristezza Morgana buon viaggio…grazie di tutto» – Queste la parole di Lorenzo scritte sopra le foto dell’amato animale sbranato dall’orso.

L’asina non era un animale qualunque: da anni era la mascotte dei bambini che partecipavano alle attività di trekking e giri in sella, oltre che in tante manifestazioni e sagre della valle.

Il proprietario era molto affezionato all’asina, ma non aveva un recinto anti-orso per proteggerla. Ammesso che questo possa essere servito.

Ora al proprietario non resta che chiedere il risarcimento, anche se i forestali lo accusano di non aver avuto un recinto anti-orso.

La verità è che il terreno adibito a pascolo è molto vasto  (circa 10 ettari) e Lorenzo Cattafesta non può permettersi di “blindarlo” tutto intorno solo per dieci asini.

E’ inoltre convinto che l’orso, se affamato, sarebbe entrato lo stesso.

Questa risposta secondo Cattafesta vale anche per tutti gli animalisti che lo accusano di una mancata custodia delle bestie, non sapendo che è materialmente impossibile controllare tutti gli animali 24 ore su 24.

Numerosi gli attestati di solidarietà da parte degli internauti: «Ciao Morgana…. Hai fatto divertire tanti bambini… Lavorare con te è stato un onore…» – scrive Renate

«E gli animalisti dove sono? Ah dimenticavo ,questi sono animali di serie B . Mi dispiace veramente tanto io adoro gli asini»Gli fa eco Giovanna

«Basta!!!!con questa carneficina difendiamo chi vive e lavora in montagna!!!!!» – Scrive Daniele

«Mi dispiace un casino. Povera Morgana, è stata la beniamina di tanti bimbi. Immagino la tristezza. Un abbraccio a te e alla tua famiglia»Aggiunge Sara

Poi decine di messaggi di solidarietà verso Lorenzo e Morgana.

Non sono mancate le polemiche e i confronti accesi fra animalisti e le discussioni sugli animali di serie A e quelli di serie B, oppure sui reticolati, e ancora sui cani che dovrebbero tenere a bada la notte gli animali.

C’è chi invece rivendica la possibilità di attivare i cacciatori per fare «Giustizia». La situazione è difficile e vede anche alcune incongruenze politiche fra la nostra provincia autonoma di Trento e lo Stato.

Da una parte la politica della lega che investe e vuole ripopolare il territorio e le montagne del trentino, dall’altra parte il Ministro Pentastellato Costa che blocca l’uccisione e la cattura degli animali definiti pericolosi.

 

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Giudicarie e Rendena

Festeggiati i 60 anni della Fanfara di Pieve di Bono

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Nella mattina di domenica 20 ottobre 2019, presso la Chiesa parrocchiale di Santa Giustina a Pieve di Bono, il vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia di Trento, Mario Tonina, è intervenuto ai festeggiamenti per i 60 anni della Fanfara ANA di Pieve di Bono.

Dopo l’ammassamento e la sfilata che ha portato al monumento dei Caduti per l’alzabandiera, il vicepresidente è quindi intervenuto alla conclusione della celebrazione della Santa Messa.

Tonina ha dapprima ringraziato il presidente della Fanfara, Mario Castellini e il suo maestro, Fabio Sacaglia che con personalità ed impegno hanno garantito il successo di questo Corpo e di tutto ciò che la Fanfara riesce a trasmettere.

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“Questo di oggi è un momento importante – ha detto Mario Tonina – che omaggia i valori significativi del vostro operare, che ha la capacità di aggregare attraverso il suono degli strumenti, sa trasmettere i valori veri delle nostre comunità ed anche portare gioia in ogni festa. La Fanfara di Pieve di Bono – ha continuato il vicepresidente – ha saputo rappresentare tutto questo per 60 anni e sono certo, lo saprà fare anche per il futuro, grazie al vostro impegno, alla serietà e alla passione che mettete. Quando ci siete voi  – ha aggiunto Mario Tonina – le persone sono più motivate alla partecipazione intesa come valore, perché attraverso il vostro suono riuscite a coinvolgere e a trasmettete valori comunitari come la solidarietà e la vicinanza alle nuove generazioni”.

Il vicepresidente ha quindi portato il saluto di tutta la Giunta provinciale per testimoniare la vicinanza dell’istituzione.

“Vi voglio augurare un futuro ancora più importante – ha concluso il vicepresidente – perché la vostra presenza all’interno dei nostri territori è significativa”.

Anche il presidente del Consorzio B.I.M. del Chiese Severino Papaleoni – presente assieme al sindaco di Pieve di Bono Prezzo, Attilio Maestri e a quello di Valdaone, Ketty Pellizzari, ha portato il suo saluto, sottolineando come la Fanfara viva nel contesto dei gruppi alpini della valle, del Trentino e d’Italia, condividendo molti valori per i quali ha il riconoscimento di tanti meriti, come la solidarietà, l’altruismo generoso, la disponibilità a servizio della comunità. Inoltre, ha aggiunto Papaleoni, la Fanfara utilizza il linguaggio della musica, un linguaggio importante che sa trasmettere sia allegria nei momenti felici che partecipazione nei momenti di dolore.

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Sono stati due giorni di festeggiamenti per la comunità di Pieve di Bono – Prezzo, un traguardo importante che attesta il valore di una realtà aggregante, un successo dovuto anche all’impegno costante e perseverante dei componenti e dei responsabili. Fondata nel 1959 all’interno della Banda di Pieve di Bono, con il debutto in data il 29 novembre 1959, mentre nel 1966 con un nuovo statuto avvenne la separazione dalla Banda e l’avvio di un percorso autonomo. Negli anni la Fanfara ha partecipato a tutte le Adunate Nazionali Alpine del territorio.

Una due giorni di festa iniziata nella serata di sabato 19 ottobre, con il concerto del Coro Azzurro di Strada, le premiazioni del concorso di pittura del “logo della Fanfara” e la consegna della targa celebrativa ai soci fondatori Agostino Bertini, Antolini Tipografia, Camillo Scaia, Bruno Franceschetti, Arduino Filosi, Livio Scaia, Guido Bonata, Feliciano Armani, Livio Armani, Tarcisio Ceschinelli, Paolo Franceschetti, Fiore Nicolini e Giovanni Valenti.

 

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Giudicarie e Rendena

Donna di 87 anni investita sulle strisce a Tione: elitrasportata d’urgenza al Santa Chiara

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Dopo il grave incidente che ha visto coinvolta una bambina di 7 anni a Cles, un altro pedone è stato investito da un’auto a Tione da una Bmw mentre attraversava le strisce pedonali.

Si tratta di una donna di 87 anni, rimasta incastrata sotto l’auto. Il sinistro è accaduto questa mattina intorno alle 11.45.

Sul posto la Polizia locale, l’ambulanza di Trentino Emergenza e i vigili del fuoco volontari. L’anziana è stata poi elitrasportato d’urgenza al Santa Chiara di Trento.

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Giudicarie e Rendena

Inaugurato il nuovo serbatoio dell’acqua potabile di Lundo

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Inaugurato sabato, alla presenza del vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente Mario Tonina, del sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti, e di numerose altre autorità, il nuovo serbatoio dell’acqua potabile di Lundo.

Il serbatoio, che servirà gli acquedotti di Lundo, Poia, Godenzo, Comano e iin caso di necessità anche Campo Lomaso, è stato realizzato poco a monte del luogo sul quale sorgono il partitore e il serbatoio di Lundo. La rete di acquedotti è alimentata dalle sorgenti Sajant “Alta” e “Bassa”, che si trovano nei pressi del passo del Ballino.

“L’intervento -ha sottolineato Tonina – dimostra l’attenzione delle nostre comunità verso un problema centrale e di particolare attualità quale la fornitura in sicurezza e continuità dell’acqua potabile, salvaguardando la risorsa idrica disponibile, a beneficio dell’ambiente e di tutti gli altri utilizzi della risorsa stessa.
Grazie al lavoro svolto da Provincia e Comuni negli ultimi anni nello sviluppo dei Fascicoli integrati di acquedotto, le conoscenze delle nostre reti stanno migliorando notevolmente, e ci consentiranno di intervenire in modo mirato e razionale, con particolare riferimento all’interconnessione ed alla manutenzione preventiva delle medesime reti. Ci attendiamo pertanto che nel corso degli anni l’efficienza degli impianti e la sicurezza degli approvvigionamenti potranno migliorare, nonostante le maggiori difficoltà che ci attendiamo in ragione dei cambiamenti climatici in corso”.

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Una condotta di circa 10 chilometri porta l’acqua dal Ballino a Lundo. le funzioni principali del nuovo serbatoio sono in sintesi: riserva di acqua potabile; riserva antincendio; compenso delle variabilità delle portate richieste dalla rete.

Il serbatoio ha un volume complessivo di 960 mq, ed è dotato di 2 vasche di 12 metri ciascuna. E’ stato progettato per supportare una  durata di riserva di una giornata a pieno utilizzo, un volume di compenso pari a un terzo della riserva quotidiana e una riserva antincendio in grado di garantire il funzionamento di 6 idranti per 2 ore.

Il progetto, curato dall’ingegner David Marchiori, risulta essere tecnologicamente avanzato, soprattutto nel panorama della comunità giudicariese, e ha considerato la prospettiva di un utilizzo a lungo termine del nuovo serbatoio ed in possibili sviluppi della rete ad esso collegata.

Il sistema di telecontrollo installato consente il controllo del  serbatoio con controllo remoto, attraverso la trasmissione di diversi parametri (livelli, temperature, portate, disinfezione e così via).

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Particolare attenzione è stata riservata inoltre all’inserimento ambientale dell’opera: è stato infatti progettato un serbatoio completamente interrato e con un imbocco a galleria che lascia emergere solo un imbocco in calcestruzzo sagomato.

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