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Io la penso così…

La libertà senza verità porta sempre al Totalitarismo – di Claudio Forti

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Spett.Le Direttore

La libertà senza verità – diceva profeticamente San Giovanni Paolo II -, porta più o meno velocemente verso un nuovo totalitarismo“.

E lo diceva per aver veduto e vissuto i tremendi effetti causati dalle menzogne, errori e orrori dei totalitarismi atei e materialisti che hanno causato immani lutti e rovine nel secolo scorso.

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Uno di essi, il comunismo e le sue seducenti trasformazioni, è tuttora vivente e operante nei suoi devastanti effetti, mentre l’altra bestia satanica, il nazismo del Terzo Reich, che si scatenò principalmente con il popolo ebreo, non è durato 100 anni, come sperava, ma solo 12 anni.

Se conoscessimo davvero la nostra storia – compresa la Storia Sacra o Storia della Salvezza, racchiusa nei racconti biblici -, potremmo comprendere come in quella sapiente affermazione del Papa polacco era racchiuso l’antidoto per non cadere in totalitarismi ben peggiori e insidiosi, perché più subdoli e raffinati.

Purtroppo – come ha cercato di spiegare la storica Angela Pellicciari nel suo saggio “La gnosi al potere”, la storia pare essere una congiura contro la verità.

Questa congiura – fatta di falsificazioni e deformazioni penalizzanti, specialmente contro la Chiesa cattolica, diffusa con ogni mezzo dall’élite protestante dopo lo scisma luterano del 1517, dalla massoneria, nata nel 1717 e dalla Rivoluzione Francese dopo il 1789 -, è quella che ha causato l’odio di sé e della propria storia dell’Occidente, specialmente dell’Occidente europeo. La pericolosità di quest’odio di sé era già stata denunciata nei suoi errori dai grandi pontefici dell’Ottocento e del Novecento, ma anche da grandi intellettuali e scrittori come Dostoevskij, Robert Benson, George Orvell, Aldous Huxley, Chesterton e più recentemente da Papa Ratzinger. Ma anche questi profeti, come quelli dell’Antico testamento, non hanno ottenuto grandi accoglienze. Proprio Chesterton, con la sua frase: “Tempi verranno in cui dovremo sguainare le spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate o che due più due fa quattro”, descriveva anticipatamente la “dittatura del relativismo” e la società liquida in cui siamo immersi.

Ma la finta libertà di opinione che sembra regalarci il relativismo, sta per essere soffocata – come ben “vedeva” Giovanni Paolo II, dalla dittatura del pensiero unico e dal politicamente corretto.

Anche questa perniciosa dittatura vorrebbe formare il suo “uomo nuovo”. Si tratta però ancora una volta di una novità spaventosa: uomini e donne decostruiti, desessualizzati, autodeterminati nell’uccidere sé stessi e i propri figli in una cultura di morte che, mentre sta facendo morire per denatalità il Vecchio continente, allo stesso tempo favorisce una immigrazione incontrollata che finirà col cancellare quel che resta della antica civiltà giudaico-cristiana. Davvero un bel risultato!

Il fatto triste, in questa contingenza drammatica, è che anche i vertici della Chiesa sembrano seguire questa politica “progressista”, così che l’eresia modernista – denunciata nel 1907 da San Pio X nell’enciclica Pascendi dominici gregis, ha ora invaso vasti settori della Chiesa.

Per questo, invece che denunciare le nuove e vecchie eresie, avvisandoci dei drammatici pericoli, si preferisce un fantomatico dialogo, o si dice che anche la verità, la pastorale e la liturgia si evolvono con il mutare dei tempi. Se poi aggiungiamo, a mo’ di esempio, ciò che ha detto impunemente l’attuale superiore dei Gesuiti: «Al tempo di Gesù non c’era il registratore, per cui non sappiamo esattamente ciò che ha detto», quale barriera di Verità possiamo opporre alla nuova barbarie che avanza?

Certo, i credenti sanno che “le porte degli inferi non prevarranno”!

Ma quanti lutti e rovine ci sarebbero risparmiati se accogliessimo le parole di Papa Woityla, con cui ho iniziato questo scritto, o quelle pronunciate all’inizio del suo pontificato: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”.

Claudio Forti – Trento

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Io la penso così…

«Il potere occulto dei neuroni specchio dello sciacallo» – di Adriano Bertolasi

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Egregio Direttore,

lo scenario politico italiano che si aprirà nei prossimi giorni, dopo il prevedibile accordo truffa tra grillini e Pd, che sta “volteggiando concretamente nell’aria” e tanto caro presumo a Mattarella, che dovrà in tal caso, solo “togliere le castagne meno bollenti dal fuoco” , segnerà una nuova ripartizione di poltrone.

I grillini di fatto non vogliono andare al voto ad ottobre (al di là dei proclami di Di Maio) e nemmeno l’”anima renziana” del Pd, entrambi si attaccano alla formula di “Governo istituzionale” nell’interesse della Nazione, “tanto caro” a Matteo Renzi ed Elena Boschi con codazzo al seguito, orchestrati a bacchetta dai più potenti finanzieri e banchieri europei e mondiali!

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Il motivo è molto semplice: in questo momento Matteo Salvini è secondo le indagini Istat al massimo dei consensi e per le opposizioni sarebbe una sconfitta senza precedenti.

Appare evidente a chiunque che esiste una “coalizione internazionale” per “ tentare quindi di decapitare politicamente definitivamente Salvini”.

I 5 stelle ex nemici giurati del Pd, di cui molti di loro sono dei “fuoriusciti”, perché non riuscivano a prendere le poltrone che interessavano a livello individuale all’ interno del “vecchio Pd”, hanno pensato bene di “inciuciarsi” con diversi loro “degni colleghi dell’ ex destra”, che non trovavano luce alla corte di Berlusconi.

Renzi e Boschi (legata geneticamente al mondo bancario e ai poteri forti della politica (Bruxelles-Parigi- Berlino), dopo il clamoroso tonfo del 4 Marzo, e prima ancora quando Renzi quando “aveva promesso che in tal caso si sarebbe dimesso da parlamentare”, (ottima sarebbe stata la sua carriera come marinaio n.d.r),  stanno ora  cercando di approfittare a “piene mani” di questo “difficile momento” cercando di risorgere dalle proprie ceneri politiche (Vedi costante tentativo di sbarco delle Ong orchestrato dai “poteri forti” del mondo della finanza “pulita”,  come elemento più che evidente di “spaccatura organizzata” del languente  Governo giallo verde).

“Momento” tessuto ad hoc da questi signori, che si sentono particolarmente in fibrillazione, a causa alla politica “del vero fare”,voluta da Salvini.

Tutto ciò con il tacito placet e un vivo tifo della malavita organizzata, che potrà riallacciare indisturbata i propri intrallazzi internazionali.

Questi “signori e signore” vassalli dei poteri forti della finanza internazionale, con Soros in testa, ovvero Renzi e Boschi, con seguito di paggetti e damigelle delle più svariate categorie “prendendo esempio dai neuroni specchio”, degli sciacalli, quando vedono un Leone in difficoltà…cosa stanno in cuor loro pensando di fare?

Pur di rosicchiare qualche “boccone”, aspettano che “qualcuno” al posto loro, possa fare la prima mossa “per vedere se il Leone è veramente moribondo o solo ferito di striscio”! 

Per fare questo si appellano al redivivo Prodi, uomo che politicamente ha condotto per oltre trent’anni sistematicamente l’Italia nelle condizioni di crisi economica in cui si trova oggi. (Svendendo la nostra vera ricchezza nazionale per regalare alle fauci dell’Europa la nostra economia, per sistemare gli amici degli amici!)

A tal riguardo per spiegare meglio il concetto invito a leggere i link che seguono: forse si capirà meglio cosa si sta rischiando e chi sta muovendo certe fila per tornare alla ribalta per finire  politicamente ed economicamente il lavoro di svendite e regalie iniziato e poi interrotto (a danni fatti) oltre trent’anni fa.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/18/privatizzazione-quando-e-come-e-iniziata-la-svendita-del-patrimonio-pubblico/4567350/

https://www.byoblu.com/2016/01/14/privatizzazioni-cosi-ci-siamo-fatti-rubare-tutto/

https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Geronzi (tanto per inciso in tutta la vicenda)

https://it.wikipedia.org/wiki/George_Soros

In tale lucrosa circostanza, vengono “sfruttati” dei “poveri cristi”, per commuovere a facili lacrime il “sentimento cattolico” degli Italiani che hanno votato Lega, dove una certa frangia dei quali, ora in conflitto politico- religioso, “senza conoscenza di fondo dei fatti internazionali”, vengono  influenzati ad ogni omelia, dalle “parole calibrate” del Pontefice al senso “dell’accoglienza cristiana”….

In tutto questo bailamme di “intrighi internazionali” si pretenderebbe o almeno ci tentano i grillini, di far passare Salvini come “traditore” della politica italiana!

Vorrei far ricadere su tale paventata ipotesi, (inciucio grillini e renziani) in particolar modo l’attenzione dei pensionati, su un link molto significativo, che invito a leggere completamente, ricordando loro che l’unica arma che tale categoria ha è la scheda elettorale.

https://www.fanpage.it/politica/cosa-cambia-con-i-tagli-alla-sanita-del-governo-renzi-e-chi-ci-rimette/

A cura di Adriano Bertolasi 

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Io la penso così…

Morti Brento: un’ordinanza inattuabile per Fravezzi, ci spieghi i motivi – di Adriano Bertolasi

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Egregio direttore,

desidero esprimere la mia personale perplessità in merito alle affermazioni del sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, riportando testualmente quanto risulterebbe da lui dichiarato in un’intervista e riportato anche in internet-notizie.

Mi riferisco alle decine di morti che si sono susseguiti negli ultimi venti anni sul Becco dell’Aquila la tristemente famosa montagna, dove diversi giovani e meno giovani hanno lasciato tragicamente la vita, facendo base jamping nelle più “svariate e sconsiderate” maniere.

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Ecco cosa riferirebbe il sindaco di Dro: (fonte internet)

Il sindaco di Dro Vittorio Fravezzi proprio ad aprile scorso aveva parlato di «Una follia, un modo davvero singolare di scherzare con la propria vita. Del resto non vedo cosa posso fare per fermare questa lunga lista di morti». E ancora aveva aggiunto: «Ho commissionato diversi studi giuridici per capire come si può regolamentare. Mi hanno spiegato che si può fare poco. Non posso impedire l’accesso alla montagna. Potrei vietarlo, è vero. Ma poi la regola andrebbe fatta osservare e dovrei piazzare due vigili urbani fissi sulla vetta. Irrealizzabile».

Comprendo che piazzare due vigili in vetta potrebbe risultare dispendioso e poco pratico, ma non penso che tutti coloro che praticano tale “sport” arrivino direttamente con l’elicottero in vetta.

Ci sarà presumo una o forse due strade di accesso per arrivarvi e penso che transennare tali strade sia una competenza con un costo accettabile per le casse comunali.

Se quella montagna rappresenta un reale pericolo per chi la frequenta con tale scopo, gradirei sapere quali sono i cavilli giuridici per i quali tale ipotesi non può essere presa in considerazione, senza dovere ipotizzare e contemporaneamente scartare la presenza di due vigili in vetta per impedire la discesa “suicida”.

Oppure le cause di tale “impossibile ed inopportuna scelta” sono legate ad altri motivi? Magari di ordine economico e turistico per la zona?

Adriano Bertolasi – Trento

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Io la penso così…

Bambina di 4 anni salvata dal pediatra di Cavalese. Il padre ringrazia l’ospedale e chi ha voluto la riapertura del punto nascite

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Buongiorno Direttore,

mi è già capitato di scrivere a sostegno del punto nascite dell’ospedale di Cavalese, dov’era nata la mia prima figlia, mentre per la seconda ci toccò un pellegrinaggio in Val d’Adige.

Lo faccio nuovamente a seguito di una nuova esperienza che ritengo significativa.

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Questa notte (13 agosto, ore 23) mia figlia di quattro anni ha avuto una crisi asmatica: probabilmente nulla di veramente pericoloso, però respirava a fatica, non riusciva a parlare, rantolava paurosamente e ovviamente si è agitata molto.

Non era la prima volta e noi genitori eravamo preparati; tuttavia ci siamo spaventati perché è stata più severa e lunga delle altre e non migliorava nonostante l’inalatore prescritto dal pneumologo.

Quindi ci siamo recati al pronto soccorso di Cavalese, dove in pochi minuti è arrivato il pediatra di turno in reparto e ha risolto la situazione: abbiamo presto potuto tornare a riposare e tranquillizzare la mamma.

Se ciò fosse accaduto l’anno scorso, quando il punto nascite era chiuso, mi chiedo come si sarebbe evoluta la vicenda. Mi sarei ritrovato su un’ambulanza, con una bambina ansimante, incapace di parlare e terrorizzata fra le braccia, fino a Trento?

Forse l’Azienda Sanitaria avrebbe impegnato un elicottero con la relativa equipe d’emergenza per fare un aerosol a una bimba asmatica?

E se qualcuno avesse avuto nel frattempo un infarto a Storo, chi avrebbe avuto quel morto sulla coscienza?

Se fosse accaduto a gennaio, sotto una fitta nevicata, quando l’elicottero non vola e le strade sono poco praticabili? Dove e dopo quanto tempo avrei trovato un medico disposto a prendersi cura di mia figlia?

Non è la prima volta che io e mia moglie portiamo al pronto soccorso di Cavalese una delle nostre figlie: in Val di Fiemme ci sono appena due pediatri di base, oberati di lavoro; sicché per un bambino che sta male (fosse anche solo febbre alta) questa è spesso l’unica alternativa a una lunga attesa in ambulatorio. Anzi, durante i fine settimana o nelle ore notturne, è proprio l’unica assistenza disponibile in loco.

Com’è ovvio, questa presenza può rivelarsi molto più preziosa per chi si trovi ad affrontare una vera emergenza pediatrica; ma anche per molti pazienti critici adulti, poiché soltanto l’operatività del punto nascite garantisce che nel nostro piccolo ospedale sia sempre in servizio un medico rianimatore.

Vorrei quindi ringraziare ancora una volta tutto il personale medico e sanitario dell’Ospedale di Fiemme: sempre disponibili, professionali, rapidi, estremamente efficaci, splendidamente gentili e accoglienti.

Ugualmente vorrei ringraziare chi in questi anni si è adoperato per la riapertura del punto nascite di Cavalese, confidando che nessuno dimentichi più quanto questo presidio sia essenziale per la sicurezza e la serenità di chi abita o visita le nostre montagne.

Andrea Rizzi 

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