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Società

Instagram: stop ai «like», influencer a rischio.

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La rivoluzione di Instagram è data dai like nascosti che in questo social sono i cuoricini, che saranno visibili solo all’autore del post.

Dopo il Canada, il test è arrivato anche in Italia e andrà a discapito degli influencer.

Lo scopo di questa iniziativa? Da una parte l’intenzione di mettere al centro dell’attenzione le foto o i video e non i like; dall’altra però potrebbero tornare attuali i post sponsorizzati a discapito delle star web ed in questo modo mettere quindi fine al mercato dei like con siti specializzati attraverso i quali acquistare dei like fasulli che danno però maggior risalto al post.

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Grazie ai «like» dal nulla era possibile far nascere un influencer sul quale spesso le aziende preferivano investire, il fenomeno però alla fine penalizzava i post a pagamento di Instagram.

Da qui la retromarcia del social.

Considerando che il 24% degli utenti maschili ed il 17% di quelli femminili sono di fatto “like dipendenti” tanto da soffrire di stati d’ansia se il numero dei cuoricini non rispecchia le aspettative, la scelta di Zuckerberg che nel 2012 ha speso 715 milioni di dollari per acquistare il sito, potrebbe anche servire a normalizzare gli stati d’animo degli utenti.

Non mancano comunque le alternative già operative che potrebbero trarre vantaggio da questo cambiamento di Instagram.

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Parliamo del sito cinese TikTok lanciato nel settembre del 2016 che permette di creare dei clip musicali della durata da 15 a 60 secondi, con effetti: in Italia conta già su 2,9 milioni di utenti.

Poi c’è Snapchat che offre la possibilità di inviare messaggi, foto e video visualizzabili solo per 24 ore.

Il sito ha già superato i 160 milioni di utenti nel mondo.

In Italia è residuale, ma negli Stati Uniti ha 600 milioni di utenti. Parliamo di Reddit, un social di intrattenimento dove si possono pubblicare post testuali o link ipertestuali che acquistano visibilità sulla base del gradimento degli utenti.

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Le ultime dal Web

La storia del bimbo che studia al freddo per strada ha commosso il mondo

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Angelo Barreda è un bimbo argentino di 12 anni che ogni giorno, dopo la scuola, raggiunge i genitori che lavorano come venditori ambulanti.

Pur di stare con loro, il bimbo deve ingegnarsi ogni giorno per poter fare i compiti.

Così, ben coperto per proteggersi dal freddo pungente, si siede su una fioriera per strada e improvvisa una scrivania.

Per strada le distrazioni sono tante: le grida dei venditori, la folla che non di rado urta la sua sedia, le temperature gelide dell’inverno. Eppure Angelo è uno studente davvero determinato.

A far diventare famosa sul web la sua storia è stata una donna che lavora nelle vicinanze, che ha scattato questa foto e l’ha postata sui social, parlando di Angelo come di un esempio di determinazione.

Nel giorno in cui la foto è stata scattata fuori c’erano 4 gradi, ma il bimbo doveva concentrarsi per affrontare un test d’inglese, poi superato con un ottimo voto: 9 e mezzo!

Quando la foto è diventata virale, il papà di Angelo è stato intervistato.

L’uomo ha dichiarato di credere moltissimo nelle potenzialità di suo figlio e di sperare che questa improvvisa notorietà possa aiutarlo anche ad ottenere una borsa di studio, perché loro purtroppo non potranno pagare i suoi futuri studi.

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Le ultime dal Web

Con un tasso alcolemico 11 volte oltre il consentito si schianta sul muro di una casa. Il Video

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Il video è stato pubblicato mesi fa sulla pagina di «Average Veneto Guy» ed è diventato subito virale in poco tempo con oltre 4.000 mi piace e numerose condivisionei che hanno invaso il web. Il video ritrae le «avventure» di una Panda il cui conducente con in corpo un tasso alcolemico di 6,25 g/litro, cioè circa quasi 11 volte il consentito dalla legge ne combina di tutti i colori.

Il conducente della Panda dopo aver invaso più volte la corsia opposta ed essere stato fortunato nel non trovare mezzi in transito in quel momento, perde definitivamente il controllo della sua utilitaria schiantandosi addosso al muro di una casa senza nemmeno tentare la frenata.

L’incidente è successo in provincia di Belluno in pieno giorno e in un tratto di strada molto frequentato da persone e ragazzi che vanno a scuola. Seppur diffuso molti mesi fa rimane comunque di grande attualità visto i continui fatti di cronaca nera che non accennano a diminuire. Della serie: manteniamo alta l’attenzione e che le immagini insegnino….

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Io la penso così…

L’accordo Rossi – Ianeselli basato sul poltronismo e sull’individualismo – di Andrea Merler

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Egregio direttore,

le elezioni comunali di Trento che si terranno il prossimo 3 maggio ci stanno facendo vivere una pagina politica governata dai tatticismi e dagli individualismi.

Dopo aver assistito ai numerosi rimpasti del Sindaco uscente Andreatta e allo sbilanciamento della coalizione a sinistra anche nella “nuova Alleanza targata Ianeselli, abbiamo ulteriori conferme della continuità di visione politica e di spostamento del baricentro.

Dobbiamo registrare però anche una novità con l’avvento dell’accordo “riservato” tra l’ex Presidente Rossi che rappresentava in quel momento il PATT e il Sindacalista della CGIL.

Questo accordo è stato interpretato come positiva risoluzione dell’imbarazzante situazione d’impasse sulla figura del Presidente Rossi che si era venuta a creare durante l’estate del 2018, qualche mese prima dell’ormai storica debacle nelle elezioni provinciali di ottobre.

La domanda che molti moderati si pongono ora, è questa: cosa può essere cambiato dall’estate del 2018 ad oggi?

Probabilmente il fatto di essere finiti sui banchi delle minoranze in Consiglio provinciale non è stato mai digerito da chi aveva detenuto le leve del potere per più di vent’anni e allora si è cercato di porre un giusto rimedio con il patto Rossi-Ianeselli.

A mio modo di vedere questa non è politica con la “P” maiuscola, ma denota invece lo scadimento dei rapporti politici, basati più sull’individualismo e sul poltronismo piuttosto che su stabili progetti di medio e lungo termine.

Le solide (?) basi di questo patto si appalesano pertanto come un mero scambio di posti di potere.

In epoca romana si usava il “do ut des” (io do affinché tu dia) per sancire un accordo, così come nel 2020 l’ex Presidente Rossi e il Sindacalista Ianeselli hanno concertato uno scambio di favori reciproci con buona pace di tutti. Ci si dimentica però che le promesse cariche giuntali per il PATT dipendono dagli equilibri futuri e incerti delle forze politiche di un’eventuale maggioranza e devono pur sempre passare al vaglio del voto elettorale.

Per nostra fortuna la democrazia prevede ancora questo fondamentale passaggio e le maggioranze non si decidono certo preventivamente nelle segrete stanze dei partiti o sulla base di patti tra presunti leader, perché sono solo gli elettori che possono decidere a chi assegnare la fiducia e la guida amministrativa della città. Nel “nuovocentrosinistra-autonomista che, di fatto, viene indicato solamente sotto l’egida di un’altra etichetta, pare che se lo siano dimenticati in troppi e si pensi, a torto o a ragione, di avere già la vittoria in tasca ancora prima di aver giocato la partita fino in fondo. Staremo a vedere come andrà a finire.

Quanto al PATT ho trovato quantomeno incoerente il suo segretario politico quando ha affermato che il partito, pur sostenendo a tutti gli effetti l’ormai ex Segretario della CGIL, non deve essere considerato nel centrosinistra.

Forse si pensa che il nuovo marchio formale della coalizione salverà l’apparenza, ma non basterà certo per la verifica della sostanza dei fatti oppure si ritiene che in città l’elettore sia ingenuo e creda alle favole politiche.

Come non comprendere tale contraddizione in termini e la finzione politica dato che con l’elezione diretta del Sindaco di Trento, prevista a partire dalla tornata del lontano 1995, il PATT è invece da considerare – senza riserva – all’interno della coalizione che sostiene Ianeselli e non potrebbe essere diversamente.

La prova di quanto appena affermato sarà anche la stessa scheda elettorale dove il simbolo del partito delle Stelle alpine dovrà indicare chiaramente il sostegno al candidato Sindaco Ianeselli anche solo per evitare la nullità delle schede.

Nel caso in cui avesse voluto veramente percorrere altre strade, il PATT, avrebbe invece dovuto sostenere un suo Alfiere o un altro candidato Sindaco di gradimento.

Ecco spiegato un altro motivo per cui le dichiarazioni del segretario Marchiori lasciano politicamente esterrefatti e le sue esternazioni si possono giustificare solo per la volontà di confondere gli elettori disattenti.

Il famoso terzo Polo di centro territoriale che avrebbe dovuto nascere dall’accordo tra PATT, UPT, #InMovimento e qualche altro cespuglio, è stato un vero e proprio bluff politico portato avanti scientemente dello stesso PATT e anche dall’Unione per il Trentino non più Cantiere Civico Democratico, che si sono ben presto allineati al nuovo corso dissolvendolo in una sola notte come la neve al sole d’agosto dopo l’improvvisa accelerazione impressa dal patto di ferro Rossi-Ianeselli.

Per il centrodestra si presenta l’occasione che tutti aspettano da una vita in una prospettiva di continuità rispetto a quello che si è già realizzato a livello provinciale nell’ottobre del 2018.

Il problema è che lo sbilanciamento a sinistra dell’altra coalizione antagonista deve essere valutato attentamente dalle componenti del centrodestra se si vuole pensare di poter intercettare il voto dei moderati disorientati. Una soluzione al rebus è la rinuncia senza remora alcuna al candidato Sindaco leghista, ma con la concreta e irripetibile opportunità di poter allargare il consenso necessario a vincere le prossime elezioni amministrative o perlomeno permettersi di giocarsi la partita partendo ad armi pari.

Se ciò non fosse compreso e si volesse imporre un candidato di bandiera, la partita diventerebbe impari e soprattutto non credo potrebbe sarebbe attrattiva del voto moderato che andrebbe disperso negli indecisi e nell’astensionismo con effetti imprevedibili.

Ad oggi non possiamo immaginare l’esito del confronto interno al centrodestra perché nulla è stato ancora deciso e si continua a tergiversare tatticamente verosimilmente in attesa dell’esito positivo delle regionali in Emilia-Romagna e Calabria. I risultati definitivi di quest’ultime tornate elettorali andranno a certificare se tale scelta sia stata più o meno lungimirante oppure segneranno un autogol per aver lasciato un vantaggio insperato agli altri che hanno già iniziato la campagna elettorale.

Per il governo amministrativo e il bene della città c’è da sperare che si transiti velocemente dal tatticismo e dall’individualismo per arrivare all’instaurarsi delle condizioni più favorevoli per un confronto politico vero tra i due schieramenti in campo.

Di temi irrisolti e di quelli da affrontare ci sarà tanto da discutere in campagna elettorale e devo però concludere che fino ad ora non si sono notate grandi novità all’orizzonte né sul fronte dei candidati disponibili perché i big delle preferenze sono pur sempre gli stessi interpreti, né tantomeno sul piano dei programmi da attuare. Basterà la somma algebrica dei voti dei singoli protagonisti per vincere o serve qualcosa d’altro?

Sono convinto che le persone di buon senso, i lavoratori, gli imprenditori e i professionisti vogliano ancora immaginare una prospettiva positiva e credo che la Trento del futuro abbia la necessità di concretezza, di efficacia e di efficienza per riconquistare la piena fiducia dei cittadini e di poter riaffermare il suo ruolo politico di primo piano anche nei confronti della Provincia.

Andrea Merler – Trento

Per inviare le lettere al direttore per la rubrica «io la penso così» scrivere a: redazione@lavocedeltrentino.it

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