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Musica

Val di Fassa, «I Suoni delle Dolomiti»: all’alba voci e musiche per una promessa di pace

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Torna uno degli eventi simbolo de I Suoni delle Dolomiti per un mix di natura, arte e atmosfera davvero irripetibile.

Si tratta de L’Alba de “I Suoni delle Dolomiti” che per l’appuntamento di sabato 20 luglio (alle ore 6) si ammanterà di significati molto speciali grazie al progetto “E intanto si suona”.

I primi raggi di sole che toccheranno il Col Margherita in val di Fassa – da qualche anno palcoscenico ideale per salutare il passaggio dalla notte al giorno dai suoi 2560 metri di quota –  permetteranno al pubblico di guardare con animo diverso le tante cime che si levano attorno, portando con sé anche le memorie e i segni di quello che fu un durissimo  teatro di scontri, luogo di fortificazioni e per anni casa e trincea per moltissimi soldati durante la Prima Guerra mondiale.

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Il tutto grazie a un progetto espressamente ideato per I Suoni delle Dolomitie che riunisce attorno a un’idea di Mario Brunello e Alessandro Baricco, l’apporto di numerosi artisti come Neri Marcorè, Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet.

Saranno loro a interpretare le parole del soldato Alessandro Silvestri e le musiche di Giovanni Sollima – tra cui “Diaspora” composta appositamente per questa occasione –, Malek Jandali e Arisha Samsamina che sono il cuore di “E intanto si suona”.

“E intanto si suona” è una sorta di racconto corale e orchestrale che affronta il tema della musica, della guerra e della pace, e che narra come la musica sia stata e sia ancora una forma di resistenza e una promessa di pace.

Lo spunto per quello che si presenta come un vero e proprio viaggio nel Secolo breve dall’inizio del Novecento fino ai giorni nostri sono – come accennato sopra – le parole che il soldato Alessandro Silvestri ha affidato ormai 100 anni fa ai propri diari, cinque in tutto, segnati da una calligrafia fitta, scritti a matita che aveva spedito a casa mentre era al fronte, tutti eccetto il quinto, riportato con sé tornando dal campo di prigionia di Belgrado.

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La musica è per lui ancora di salvezza nella bestialità della guerra e qui diventa occasione per seguire vicende personali e collettive, per muoversi tra parole e suoni e per tornare, o meglio andare, là dove la parola guerra non è un semplice ricordo ma è ancora drammatica realtà dove le note si confondono con il rumore assordante di spari ed esplosioni.

Come si raggiunge il luogo del concerto – Il luogo del concerto è raggiungibile dal Passo San Pellegrino con la funivia Col Margherita aperta per l’occasione dalle ore 3 alle 6 (portata oraria 1.300 persone) e quindi a piedi per 20 minuti (dislivello 100 metri in discesa, difficoltà E).

Il parcheggio alla partenza degli impianti verrà aperto alle 2.45 del mattino.

I biglietti della funivia (venduti per l’occasione a € 10 A/R) possono essere acquistati in prevendita dall’ 11 luglio presso la cassa dell’impianto e gli Uffici Turistici di Moena.

Escursioni con le Guide Alpine – È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino al termine dell’evento con itinerario che dal luogo del concerto segue il segnavia nr. 628 e attraverso forcella della Vallazza, forcella Juribrutto e Col dalle Palue riporta a Passo San Pellegrino. Durata ore 3 di cammino, dislivello in discesa 650 metri in discesa, difficoltà E.

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Musica

«Compagno» Sanremo: un festival ormai spostato troppo a sinistra

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Per garantirsi elevati indici di audience c’è chi è disposto a tutto, ma l’edizione 2020 propone un’azione di marketing da record.

Dopo la polemica innescata dalla scelta del presentatore Amedeus di annunciare in anteprima assoluta i big che saliranno sul palco dell’Ariston in esclusiva assoluta al quotidiano Repubblica, è arrivata la polemica sulla partecipazione della giornalista palestinese Rula Jebreal dichiaratamente anti Israele e Stati Uniti che alla finirà per fare solo una comparsata, lautamente retribuita con circa 20 mila euro.

A seguire anche l’invito tra i big esteso a Rita Pavone icona della musica leggera italiana anni ‘60, ma colpevole di essersi dichiarata sovranista e di simpatie elettoralmente innocue leghiste, dal momento che risiede in Svizzera e che quindi non ha nessun diritto di voto in Italia.

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Ma le polemiche continuano, ultima in ordine di tempo quella riguardante Achille Lauro: se con un nome per così dire evocativo, il rapper capitolino va a Sanremo a cantare “ Me ne frego”, la polemica in chiave antifascista è offerta su un piatto d’argento.

Nel dopoguerra, Achille Lauro era un folkloristico esponente monarchico noto per alcune colorate iniziative tipo quella di regalare un pacco di pasta in cambio del voto o quella di una scarpa regalata prima delle votazioni e l’altra dopo.

“ Me ne frego” non ha bisogno di presentazioni ed ecco come Anpi, sardine e sinistri vari montano la polemica, pur senza conoscere ancora il testo della canzone che sarà reso noto solo il 4 febbraio, ma anche senza nessuna indicazione sulle eventuali simpatie politiche del rapper che nei social ha (furbescamente) postato la biografia di San Francesco d’Assisi.

Come si diceva tutto serve per garantirsi l’audience di una trasmissione canora ormai obsoleta, sempre più controllata dalle maggiori case discografiche e da anni ormai succube del buonismo della sinistra.

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Non è infatti un caso che alla fine  – come afferma Iva Zanicchi  – al Festival di Sanremo ci vadano solo quelli di sinistra.

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Musica

Andrea Casta e il suo violino in vetta al Presena. Riprese mozzafiato nel video

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Per dare il benvenuto al 2020, il violinista internazionale Andrea Casta è salito in vetta ai 3100 metri del ghiacciaio Presena, scenario perfetto per realizzare le riprese mozzafiato della cover strumentale di Heaven, successo postumo di Avicii, affidandosi nuovamente ai film-maker Ervin e Loren Bedeli, che già avevano firmato Birth, ultimo episodio del suo progetto inedito The Space Violin Project.

Il videoclip in pochi giorni, tra facebook, instagram e youtube ha raggiunto già 50.000 views.

Da ex-atleta con la passione per la montagna e gli sport invernali, Casta, di origini bresciane, che prima di dedicarsi alla musica su quelle montagne aveva esordito come atleta di sci alpino arrivando a ottimi livelli internazionali, come ambientazione del suo videoclip ha scelto il ghiacciaio Presena, la montagna di casa che fa parte del comprensorio Pontedilegno-Tonale, tra le province di Brescia e Trento, che l’ospiterà il 9 gennaio per un concerto inedito in occasione della presentazione della seconda stagione dell’Ice Music Festival.

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L’evento, ideato e realizzato dall’artista americano Tim Linhart insieme a un team locale, si svolgerà a 2.600 metri di altitudine in un magico teatro di ghiaccio con 300 posti a sedere, esclusivamente ad inviti, ottenuto dall’insieme di 4 igloo.

Altra grande attrazione della kermesse sono gli strumenti interamente realizzati in ghiaccio che suonano perfettamente, anzi, con una sonorità tutta da scoprire.

Per l’occasione Casta suonerà il violino di ghiaccio con il suo celebre archetto luminoso, e verrà accompagnato dall’orchestra residente.

A questa occasione seguirà, per tutto l’inverno un nutritissimo calendario di concerti dalla musica classica al jazz al pop, con altri artisti di fama internazionale alle prese con gli strumenti di ghiaccio.

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Andrea Casta chiuderà il 2019 con all’attivo quasi 200 concerti in tutto il mondo e tantissime produzioni di contenuti video e musicali realizzati per la sua crescente comunità di fan alternando le avventure fantascientifiche nei panni del suo alias Commander AJ e le cover strumentali di successi pop e dance.

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Musica

Fra Trentino e Veneto l’orchestra delle Alpi porta in scena «il tour di Capodanno»

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Klaus Broz, Responsabile delle Produzioni Artistiche e Sinfoniche dell’Orchestra delle Alpi, presenta in Trentino e Veneto il “Tour di Capodanno” composto da artisti di livello internazionale.

Il Tour avrà luogo dal 29 dicembre al 4 gennaio 2020 con il seguente calendario:

Avio 29/12   presso la Tensostruttura Comunale   –  ore 11.00,

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Trambileno 29/12   presso  Auditorium frazione Moscheri   –  ore 20.45,

Villafranca 1/1   presso il  Duomo  –  ore 15.00,

Povegliano 1/1   presso il  Duomo  –  ore 17.00,

Pellizzano 4/1      presso  l’ Auditorium Comunale  –  ore 17.00,

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Pejo 4/1 Auditorium      Sede Parco Nazionale dello Stelvio  –  ore 21.00.

Ogni evento proporrà una suggestiva di brani dal più importante repertorio sinfonico Europeo.

Verranno proposte composizioni famosissime come “La Moldava” di Smetana. In programma anche “Le Danze Ungheresi” di Brahms e alcuni tra i più bei valzer della famiglia Strauss.

Più particolare la proposta per le date Veronesi che saranno arricchite dalla presenza della soprano Giapponese Nami Shigihara che si renderà interprete di alcune tra le pagine più famose della lirica come “l’Ave Maria” dall’Otello di G. Verdi, “Mi Chiamano Mimi” dalla Boheme di G. Puccini e molte altri

Un momento, quello delle serate proposte dall’Orchestra delle Alpi, di alto valore culturale frutto della sinergia tra pubblico privato, rese possibili anche grazie all’impegno diretto dei comuni di Avio, Rovereto, Villafranca, Povegliano, Pellizzano e Pejo.

Klaus Broz porta in scena, quindi, uno spettacolo pieno di pezzi pregiati del panorama Sinfonico Europeo e lo fa attraverso una accurata selezione di musicisti e pezzi.

Evento sostenuto e promosso dall’Associazione Culturale Euritmus attraverso l’ottimo lavoro della sua Presidentessa Barbara Broz sempre attenta nelle proposte musicali derivanti dalla sua comprovata esperienza internazionale.

Organizzazione e l’ orchestra hanno radici Roveretane e rendono orgoglioso tutto il territorio trentino.

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