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fashion

Fashion renting: esplode la moda del vestito a noleggio

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Fashion renting o fashion sharing sono i nuovi metodi mediante i quali non si acquista più un abito firmato, ma lo si noleggia o si scambia.

Molte volte il vestito serve solo per un’occasione e poi magari non si usa più ed allora al posto di spendere qualche centinaio di euro, con 50 si ha la possibilità di fare bella figura.

Negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina il fenomeno è esploso diventando un business che ha in internet un esclusivo canale di vendita e da una stima di settore, nel 2023 sarà un mercato del valore di 1,9 miliardi di dollari.

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Anche perché la prospettiva è quella di un allargamento dell’offerta non solo a capi di lusso, ma anche a quelli medi.

In più il noleggio o lo scambio risponde ai canoni voluti dal rispetto dell’ambiente e dall’ecosostenibilità ed è in linea con l’economia della condivisione.

A favorire questa scelta anche la minor qualità dei tessuti, tanto che in 15 anni la durata dei capi d’abbigliamento è diminuita del 36% e la vita media stimata dei vestiti, arriva ai 160 utilizzi, il che vuol dire una produzione di 16 milioni di rifiuti tessili nella sola Europa.

Secondo The Guardian da oggi al 2050 l’industria tessile sarà responsabile di un quarto del consumo del carbon budget, contribuendo all’aumento della temperatura globale di 2°C.

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Insomma se si riesce a modificare questa tendenza, potrebbe davvero essere un’ottima cosa ed allora ben venga un noleggio di un abito che per quattro giorni ha un costo medio di 50 euro comprensivo dell’assicurazione per eventuali danni e servizio di lavanderia.

I siti a cui rivolgersi? Eccoli. Rent the Runway, Chic By Choice attivo in tutta Europa, Girl Meets Dress in Inghilterra.

Front Row Tribe in Italia.

Sul sito I Share My Bag è possibile condividere borse e accessori. Passando da un sito all’altro è possibile trovare abiti ricamati di Rochas a 50 euro per 4 giorni, oppure degli stilisti Giovanbattista Valli o Emilio Pucci, capi che in boutique hanno un costo che supera i 2 mila euro.

Il nuovo fronte dello shopping targato fashion renting o fashion sharing, è appena stato aperto.

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fashion

Regali di laurea, 6 idee alle quali non hai mai pensato (e avresti dovuto farlo)

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È tempo di lauree e di laureandi nelle maggiori università d’Italia.

Quando arrivano novembre e dicembre, infatti, molti giovani cominciano a sentire la tensione della presentazione della tesi, con la relativa discussione.

Da un lato questo è un momento davvero stressante, ma dall’altro rappresenta una tappa da gustare in tutto e per tutto, perché capita un paio di volte nella vita.

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Amici e famiglia attendono con trepidazione questo momento per festeggiare il neo-laureato.

Sì, ma come? Ecco 6 idee per un regalo di laurea originale, capace di farsi ricordare.

3 REGALI DI LAUREA DI ALTISSIMO LIVELLO – Basta con i giochi della playstation e con i ticket per un weekend alla SPA, perché è giusto che un regalo di laurea sia non soltanto originale, ma anche prezioso e di altissimo livello. L’occasione è unica, il momento è ideale per trovare un regalo davvero significativo, che sia il coronamento di un percorso lungo e complesso.

Per un laureato alla “Bocconi” meglio andare sul sicuro e non rischiare: si può trovare come regalo un “Girard Perregaux” a Milano, nel rinomato Flagship Store di Pisa Orologeria. Orologio perfetto per l’occasione “Il Laureato”: estetica d’impatta, con la caratteristica icona ottagonale, nato negli anni ’70, è un modello fortemente iconico.

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Con un occhio alle varie ordinanze comunali, si potrebbe pensare ad un monopattino elettrico: un veicolo che oggi va particolarmente di moda, e che sa come farsi apprezzare per via dei suoi numerosi vantaggi, in termini di mobilità cittadina.

E la terza opzione? Qui andiamo un po’ sul classico, ovvero un viaggio dall’altra parte del mondo, magari optando per una meta come l’Australia: due biglietti aerei, magari lasciando la parte organizzativa al festeggiato, sono un regalo sempre gradito, specialmente al termine di un percorso molto lungo e impegnativo.

Sempre che non si preferiscano le bellezze nostrane: si può optare per una settimana bianca in Trentino, terra di arte e cultura, o una bella città da visitare.

3 REGALI DI LAUREA DAVVERO DIVERTENTI – Come spesso accade in questi casi, un regalo dovrebbe mirare precisamente al suo target, o ad un hobby, quindi si richiede un minimo di conoscenza delle preferenze di chi lo riceverà. Se si sa che il laureando è un appassionato di cucina, dunque, un bel regalo potrebbe essere un set di pentole particolari o un wok, ovvero la padella che viene comunemente usata in Asia per svariate preparazioni, per le fritture e per le ricette saltate.

C’è anche una seconda opzione che potrebbe trovare molto stuzzicante, come regalo di laurea: un visore per la realtà virtuale come l’Oculus che, oltre ad essere davvero divertente, è ideale per gli appassionati di innovazione.

Eccoci giunti alla terza e ultima opzione, se si ha intenzione di fare un regalo di laurea ecosostenibile: una bicicletta pieghevole nuova fiammante, magari elettrica, potrebbe essere gradita per muoversi nel traffico cittadino a zero emissioni.

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fashion

Una frase di Chiara Biasi scatena la polemica: “Per 80mila euro io neanche mi alzo dal letto”

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La nota, ma non troppo, fashion blogger e influencer Chiara Biasi è stata vittima di uno scherzo de Le Iene: le è stato fatto credere di essere la testimonial di un’azienda asiatica che produce borse di lusso, così lei è andata sul set fotografico per uno shooting dedicato a una campagna pubblicitaria.

Qualche giorno dopo il suo agente le ha comunicato che le foto che aveva scattato su una tavola da surf e su una sedia sono state modificate: al loro posto sono stati inseriti un water e un assorbente gigante.

Com’è facile immaginare, Chiara ha reagito male a questo improvviso cambiamento della campagna pubblicitaria alla quale avrebbe dovuto partecipare: di fronte a questo scherzo la blogger si è sfogata, lasciandosi scappare una frase che, però, le è costata una valanga di critiche. Durante il suo sfogo, infatti, ha detto: “Va bene, accetto di finire su un assorbente. Ma per 80mila euro? Io per 80mila euro neanche mi alzo al mattino e mi pettino i capelli!”.

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Dopo la messa in onda dello scherzo, Chiara ha anche condiviso il video sul proprio profilo Instagram ed è proprio sotto questi post che gli utenti del social si sono scatenati con le critiche per quelle sue parole, giudicate eccessive e fuori luogo: “Unfollowatela e vediamo come si alza dal letto per andare a lavorare”, ha scritto, ad esempio, un utente. “Chiara, io mi vergognerei se fossi in te per le frasi dette, è uno schiaffo alla moralità di tanta gente”. Tra i commenti, spicca quello dell’ex tronista di Uomini e Donne, Alex Migliorini, il quale ha scritto: “Per 80mila euro non ti alzeresti nemmeno dal letto. Beata te, io mi farei a piedi tutta l’Italia invece”.

A questa bufera di critiche, alla fine Chiara Biasi ha replicato così:Ragazzi, so bene cosa dico, magari non nel modo più corretto visto il momento e l’agitazione… ma quello che intendevo è proprio quello! Io per qualsiasi cifra non faccio certe cose, tra le quali campagne su un assorbente volante o su un water. Semplice! E non è sputare sul denaro, anzi – ha sottolineato – ma rispettare me stessa e le persone che lavorano con me e per me. Perché sono dieci anni che lavoro e mi mantengo, e il mio percorso pulito conta più di qualsiasi cifra. La mia uscita può sembrare fuori luogo o infelice… ma stavo passando le pene dell’inferno e non riuscivo a spiegare che non me ne fregava dei soldi e del diventare famosa in Asia, bensì di continuare a lavorare come ho sempre fatto in modo ‘pulito’ – ha concluso –  Easy! Non trasformate come sempre un misunderstanding in una polemica”.

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fashion

Il fascino «senza tempo» degli orologi in legno (e non solo)

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Gli orologi antichi in legno hanno un fascino senza tempo. Nati in Germania, si sono poi diffusi in tutto il mondo proprio in quanto caratteristici e unici nel loro genere.

Un orologio a cucù in legno in casa cambia completamente atmosfera, donando una sensazione di tradizione e tempi passati meravigliosa.  Il cuculo è sempre stato associato in diverse culture al tempo (ad esempio in Inghilterra il suo canto segnava l’inizio della primavera).

Vi sono poi altre tradizioni che lo associano a un uccello immortale, da qui il detto “vecchio come il cucco”.

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Proprio per questo gli orologiai tedeschi hanno scelto il cucù per costruire i loro modelli.

GLI OROLOGI DA PARETE – Per quanto riguarda quelli da parete, il primo modello di orologio analogico è stato costruito nel 1344 da Giovanni Dondi, a Milano. Questa industria si è poi evoluta e raffinata nel tempo, portandoci a quelli che sono i moderni orologi da parete: come si può notare ad esempio sulla rivista Horbiter, oltre a quelli classici in legno ad oggi ne esistono diverse tipologie. In questo modo, ognuno può scegliere quello che più si adatta allo stile della propria abitazione.

GLI OROLOGI IN LEGNO IN GERMANIA – L’arte degli orologi in legno risale al 1667, in Germania, nello specifico in un paesino conosciuto come Triberg, nel cuore della Foresta Nera, dove tra l’altro oggi si trova il più grande orologio a cucù al mondo. In realtà, è molto difficile stabilire dove ebbe luogo la nascita degli orologi a cucù, in quanto molti sostengono che siano nati a Waldau. È possibile scoprire i misteri legati a questi orologi percorrendo La Strada degli orologi nella Foresta Nera e visitano il museo Furtwangem, che contiene una collezione ricca anche di pezzi internazionali.

IL CASO SOMMARØY – Alla precisione dei tedeschi si oppone la scelta fatta da una piccola isola norvegese, Sommarøy, di eliminare tutti gli orologi della città e smettere di regolare la propria vita secondo lo scandire del tempo. Di legno, in questo caso, ci sono solo le case dei pescatori.

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Una scelta particolare che da un lato libera la cittadina dalle imposizioni temporali e sociali e dall’altra la riporta indietro nel tempo, quando le ore non erano misurabili. Forse un’azione di marketing turistico, che può funzionare in realtà molto piccole, ma che trova difficile applicazione in città con più abitanti.

In generale, quindi, l’orologio ha una storia e un’applicazione nelle diverse culture molto particolari. Oggigiorno è ancora particolarmente apprezzato in tutto il mondo, dagli orologi a parete a quelli da polso. Si tratta quindi di un oggetto dalle mille sfaccettature, che esercita ancora il suo fascino, sia nelle sue versioni in legno che in tutte le altre.

 

 

 

 

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