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Trento

Affidi dell’orrore Bibbiano: le donne della Lega contro quelle del PATT

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Gli affidi dell’orrore di Bibbiano mostrano un tragico scenario sociale che purtroppo potrebbe anche ripetersi in altre regioni.

16 persone arrestate tra cui il sindaco piddino Andrea Carletti accusato alla pari degli altri imputati, di affidamento illecito di minori e decine di indagati.

L’orrore raccontato da bambini strappati dai propri genitori ingiustamente per essere dati in affidamento a coppie gay o a chi pagava.

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L’operazione «Angeli e Demoni» ha scoperchiato una vera associazione a delinquere dove la “zarina” dei servizi sociali Federica Anghinolfi, dirigente dell’Unione val d’Enza, obbligava gli assistenti sociali a redigere e firmare verbali dove si attestava il falso riguardo allo stato familiare o al contesto abitativo dei bambini.

Poi era sempre lei a decidere a chi affidare (elargendo addirittura contributi doppi fino a 1.200 euro rispetto alle ‘rette’ previste), influenzata tra l’altro dal suo attivismo nel mondo gay, per la lotta in favore dell’adozione alle coppie omosessuali, ma anche dai suoi intrecci sentimentali omosessuali.

La zarina stabiliva pure a quali psicoterapeuti bisognava mandare in cura i piccoli una volta strappati dalle famiglie naturali.

Ora Federica Anghinolfi è finita ai domiciliari con numerose accuse tra cui falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime.

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Ma le “compagne” trentine del PATT non hanno capito che si sta parlando di bambini sottratti alle loro famiglie naturali sulla base di valutazioni che alla prova dei fatti sono risultate false?

Pare di no, infatti nessuna donna del PATT ha fatto una sola dichiarazione di condanna verso gli orrori di Bibbiano. Meglio dimenticare l’orrore dei bambini strappati alle madri, le umiliazioni dei genitori, l’impotenza dei padri verso un sistema politico ed istituzionale che più rosso di così no si può.

Meglio fare le marce per l’accoglienza, le manifestazione per il Gender o contro la chiusura di cinformi o delle cooperative sociali.

Altri orrori, altri scenari, altri tristi protagonisti.

Le donne della Lega oggi hanno criticato fortemente il gentil sesso del PATT: «Spiace constatare, da parte delle donne del PATT, l’assenza di qualsiasi forma di condanna nei confronti dei fatti di Bibbiano, fatti per i quali gli indagati crescono di giorno in giorno e che hanno visto coinvolti bambini, ma soprattutto genitori che si sono visti preclusa la possibilità di crescere serenamente i loro figli e di sperimentare quindi la gioia dell’essere madre e padre».

Secondo le donne della lega ci troviamo di fronte ad una tristissima pagina della storia politica trentina, «una pagina che segna un comportamento inaudito da parte di altre donne che – pur di far propaganda politica – arrivano a non prendere nessuna posizione sui casi di sottrazione di bambini che, qualora dovessero essere confermati in sede giudiziale, convaliderebbero una vicenda di caratura non solo nazionale. La violenza sulle donne non è solo quella che viene perpetrata fisicamente da alcuni uomini, ma è anche l’impossibilità di curare e far crescere i propri figli per decisioni altrui. Difendere la genitorialità senza l’intervento di soggetti terzi che, per loro tornaconto personale, sottraggono figli a dei genitori è qualcosa che non ha colore politico. Ben venga quindi qualsivoglia intervento e critica costruttiva, ma in quanto donne – prima ancora che come politiche ed attiviste – crediamo di aver tutto il diritto di richiedere più attenzione sui fatti di Bibbiano senza che questo nostro invito possa passare come strumentalizzazione. La strumentalizzazione, se c’è, è infatti quella di chi rivolge questa accusa senza entrare nel merito delle sottrazioni dei figli per le quali ribadiamo – come e più di prima – tutta la nostra indignazione».

«Nei prossimi giorni, – terminano le donne della lega – attraverso le nostre rappresentanti in Consiglio provinciale, chiederemo l’apertura di una Commissione speciale sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori».

 

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Trento

E-bike, nuovi criteri per dare impulso alla mobilità sostenibile

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Dare maggiore impulso alle politiche di incentivazione ambientale, cominciando dalla mobilità sostenibile, settore strategico per migliorare la vivibilità urbana e garantire una territorio più green.

Questo l’obiettivo dei nuovi criteri attuativi della legge provinciali sull’energia, approvati ieri dalla Giunta provinciale su proposta del vicepresidente Mario Tonina.

Le novità riguardano, in particolare, la contribuzione per progetti di spostamento casa lavoro con biciclette a pedalata assistita conformi al disposto dell’articolo 50 del nuovo Codice della Strada, comunemente denominate “e-bike”.

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L’intento prioritario è soprattutto quello di concentrare le risorse sui progetti che presentino una valenza ambientale più ampia, realizzati nell’ambito di realtà produttive o professionali strutturate (minimo 5 dipendenti), al servizio quindi di una maggiore platea di personale, che possa così beneficiare dell’utilizzo delle e-bike negli spostamenti quotidiani casa/lavoro.

Nel contempo sono state perseguite ulteriori azioni di semplificazione e snellimento delle procedure di presentazione e gestione delle singole istanze, con conseguente sburocratizzazione per l’utenza interessata.

Valutando il quadro nel complesso della normativa di riferimento, va evidenziato che è in corso di ridefinizione anche il testo concernente la riqualificazione e l’efficientamento energetico dei condomini, con un ampliamento dei potenziali beneficiari e una semplificazione dello strumento, nonché il testo relativo alla contribuzione per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi plug-in, che saranno oggetto di discussione nelle prossime sedute di Giunta.

Il nuovo regolamento diverrà operativo a partire dal prossimo 1 gennaio, quindi interesserà le istanze presentate da quella data, sostituendo così quello precedente. Per informazioni più specifiche sarà possibile rivolgersi all’Agenzia Provinciale per l’Incentivazione delle Attività Economiche (APIAE).

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Trento

Festival della Famiglia: oggi è il giorno delle associazioni

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Il festival della famiglia presenta oggi ai cittadini varie associazioni impegnate nel sociale.

Tutto il giorno, dalle 10 alle 12, dalle 14 alle 18, presso l’oratorio del Duomo potete trovare varie associazioni, dalle Tagesmutter a La tana dei papà sino al Centro Aiuto alla Vita e al Movimento per la Vita di Trento.

Queste due associazioni “gemelle” ci sembrano le più adatte al tema del festival: la denatalita’, l’inverno demigrafico che stiamo vivendo. Il

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Centro, infatti, si occupa di aiutare mamme e famiglie in difficoltà. “Siamo attenti, dichiara Pino Morandini, che ne è il presidente, ai disagi di tutti, ma soprattutto la nostra mission è aiutare le mamme che davanti ad una gravidanzan difficile, imprevista o non voluta, hanno bisogno di un sostegno per non farsi sconfiggere dalla paura. Abbiamo aiutato tantissime donne e famiglie in questi anni, grazie soprattutto a volontarie generose come la nostra Giovanna ( che purtroppo ci ha lasciato per il Cielo da alcuni anni): mai una mamma è tornata pentita per aver tenuto il suo bambino! “.

Il Movimento, invece, si occupa della parte culturale: il suo scopo è diffondere una cultura della vita e nello stesso tempo affrontare secondo un’ottica scientifica e non nichilista i grandi dibattiti bioetici del tempo presente.

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Trento

Regali di Natale: prevista una spesa di 169 euro a testa ( -30,7% negli ultimi 10 anni)

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Col Ponte dell’Immacolata comincia il dicembre d’oro del commercio trentino.

Qualche anno fa c’era solo la domenica d’oro, l’ultima prima di Natale, poi è arrivata quella d’argento e adesso dall’ultima domenica di novembre è apertura generalizzata.

Perfino il mercato del giovedì si riproporrà con la due giorni di Santa Lucia, oggi e domani, ma anche per i prossimi fine settimana.

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Insomma anche a Trento tutto è pronto per cercare di intercettare le spese natalizie dei trentini, ma anche dei turisti.

L’obiettivo dichiarato è quello di incassare il più possibile per cercare di pareggiare i bilanci e abbattere almeno in parte i mutui: per un commercio sofferente, il Natale potrebbe essere una manna, ma le prospettive non sono proprio rosee.

Si parla di una spesa media di 169 euro a testa che sarebbe la più bassa degli ultimi dieci anni nei quali la spesa complessiva è calata di un terzo (- 30,7% rispetto al 2008).

Chi farà acquisti per parenti e amici passerebbe dal 91% al 86,9 ed è generalizzata l’intenzione di non spendere tutta la tredicesima in regali.

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Anche perché con la tredicesima si sistemano gli arretrati come bollette, spese condominiali e extra.

La stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio indica una spesa complessiva compresa tra i 100 ed i 120 miliardi con un 11,6% per l’abbigliamento, il 13 % per elettrodomestici ed il 12,3% per l’informatica e Tlc.

Purtroppo i tempi sono cambiati e di conseguenza le abitudini.

Così tra svendite presenti per gran parte dell’anno, il Black Friday, l’è-commerce gli italiani acquistano in modi del tutti diversi e al commerciante tradizionale non restano che le briciole.

Se le prospettive per i commercianti non sono rosee, diverso potrebbe essere per il comparto alimentare.

Secondo Coldiretti la spesa per il Natale degli italiani sarà di 549 euro dei quali 140 per pranzi e cenoni per il 19% superiore alla media europea e più alta rispetto a quella dei tedeschi che spendono 487 euro.

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