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Rovereto e Vallagarina

Ala: quasi diecimila persone per Città di Velluto

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È difficile quantificare quante persone abbiano partecipato alla ventiduesima edizione di Città di Velluto, ma si è nell’ordine delle migliaia.

La serata più partecipata è stata, come di consueto, quella di sabato: la città era stracolma, le auto dei visitatori erano parcheggiate finanche ai bordi della strada statale (cosa che induce l’amministrazione a ipotizzare ad un sistema di parcheggi anche più distanti dal centro per le prossime edizioni), le locande gestite da associazioni e volontari hanno lavorato a pieno ritmo.

Nella giornata di sabato gli Alpini del gruppo Sartori hanno distribuito 1070 primi piatti; 500 gli antipasti nella locanda distribuiti da Villalta in festa in piazza Buonacquisto.

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In totale i pasti distribuiti in tutte le locande sono stati 8233

La locanda dei secondi, gestita dal Comitato maccheroni di Chizzola e dal Cas Ronchi, era stracolma.

Tutti dati che portano gli organizzatori a stimare in 4/5 mila presenze solo nella giornata di sabato. Ma molte erano le persone presenti venerdì, con la piazza San Giovanni piena per ridere allo spettacolo di Raul Cremona, e anche domenica, per i balletti con i trampoli di Simurgh.

«Possiamo pensare a quasi 10 mila presenze in tutti e tre i giorni – dice il sindaco Claudio Soini – un grande successo».

Il successo, più che dai numeri, è dato più che altro dalla riuscita complessiva dell’evento, a cura del Coordinamento teatrale trentino, con la direzione artistica di Riccardo Ricci, e la collaborazione dell’ufficio cultura.

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La qualità è stata di alto livello, tanto da richiamare molti turisti dal vicino veronese e da regioni limitrofe. Si stima che circa il 70% del pubblico proveniente da fuori zona sia infatti giunto dalla provincia di Verona.

Raul Cremona venerdì, il concerto dei Rondò Veneziano sabato (con una piazza colma anche negli angoli) e il finale di domenica con Simurgh sono stati tutti e tre eventi di grande richiamo. Definire di secondo piano gli altri spettacoli sarebbe però ingiusto: in particolare “La conversione di un cavallo”, con la compagnia di Ludovica Rambelli e la rappresentazione dei quadri di Caravaggio, ha stupito tutti e le tre repliche di venerdì hanno riempito la chiesa di San Giovanni; l’adattamento di Romeo e Giulietta con il Teatro Stabile di Verona ha divertito e affascinato domenica sera.

Insomma, ce n’era per tutti i gusti.

Per di più, Città di velluto è stata baciata dalla Dea fortuna, o forse dal dio che regola gli eventi atmosferici: si è aperta pochi minuti dopo la fine di un temporale che non ha inficiato alcunché, e poi per tre giorni il meteo è stato perfetto, fino ai bellissimi fuochi d’artificio conclusivi. Pochi minuti dopo l’ultimo botto, è iniziata la pioggia.

«Abbiamo alzato ulteriormente l’asticella: Città di Velluto è una degli eventi di maggior qualità del suo genere in Trentino, dove non ha eguali – commenta il sindaco Claudio Soini – ringrazio il Coordinamento teatrale, le associazioni, gli sponsor e tutti quelli che hanno collaborato e hanno reso speciali questi tre giorni».

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Rovereto e Vallagarina

La Meteorologia, una grande opportunità per Rovereto – di Paolo Farinati

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La Meteorologia è una scienza che sta occupando sempre più il nostro quotidiano.

Con risvolti economici e sociali di primissima importanza, che condizionano molto la qualità del nostro vivere e la salute del prezioso ambiente che ci circonda.

Soprattutto oggi, che i fenomeni del tempo ci si presentano sempre più imprevedibili, con pesanti ripercussioni sull’ambiente e sul paesaggio che ci circondano.

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In Trentino, ancor più dopo la drammatica vicenda di Vaia dell’ottobre scorso, è cresciuta la sensibilità verso questi temi.

In verità, anche dopo la tragedia di Stava del 19 luglio 1985 l’ambiente e la sua tutela erano divenuti priorità inderogabile per i governi della nostra provincia.

Il merito va in primis alla lungimiranza e alla determinazione dell’allora Assessore Walter Micheli.

Anche l’Università di Trento e la FBK in questi ultimi anni hanno saputo approfondire il tema e arrivare a decisioni importanti, direi storiche.

Merito dei vari Rettori che si sono succeduti e di alcuni capaci docenti. Tra questi voglio citare il prof. Dino Zardi, che coordina il Gruppo di Fisica dell’Atmosfera presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale della nostra UNITN.

Inoltre il prof. Zardi è l’ideatore e il direttore del Festival della Meteorologia, che dal 15 al 17 novembre prossimi vivrà a Rovereto la sua 5° edizione.

Una manifestazione che richiama in città e in Trentino esperti e docenti da tutta Italia e da tutto il mondo, un appuntamento più unico che raro, che ha assunto una valenza scientifica assoluta.

Il prof. Zardi va annoverato indiscutibilmente anche tra i promotori della recentissima Facoltà di Meteorologia presso l’Ateneo trentino, in forte collaborazione con quella importantissima di Innsbruck. Lo stimato prof. Zardi in più occasioni ha reso palese la sua vicinanza a Rovereto, anche prevedendo di insediare il suddetto corso di laurea nella nostra città. Un’idea e una prospettiva molto interessanti per tutto il nostro contesto urbano e della Vallagarina.

Come accennavamo prima, la tempesta Vaia ha certamente segnato un ulteriore spartiacque nella storia ambientale ed economica del Trentino. Danni enormi alla natura di molte nostre valli dolomitiche, natura che potrà essere ricomposta in decenni di duro e paziente lavoro. La meteorologia anche qui ci può e ci potrà dare molti aiuti.

Leggere in questi giorni della volontà della Giunta provinciale, per voce dell’Assessore alle Attività Economiche Achille Spinelli, di dar vita ad un Centro Studi dedicato alla Meteorologia, da insediarsi negli spazi della Meccatronica di Rovereto, non può che farci un enorme piacere.

Il suddetto centro dovrà dare risposte importanti non solo in termini di previsioni del tempo, ma dovrà fornire pure strumenti ormai indispensabili per l’agricoltura e l’allevamento del bestiame.

Rovereto attende fiduciosa. Una presenza rafforzata dell’Università e della ricerca porterà certamente ossigeno vitale alla nostra comunità lagarina. La città negli ultimi 20 anni è stata generosa verso l’Ateneo, ha messo a disposizione spazi importanti e prestigiosi. Mi auguro che il Rettore prof. Collini e i suoi più stretti collaboratori sappiano ben valutare il possibile e improcrastinabile sviluppo dell’Università nei vari luoghi roveretani.

Alla PAT, e in particolare all’Assessore Spinelli, chiediamo determinazione e tempi certi sulle volontà sin qui manifestate.

Rovereto, accanto al produttivo, abbisogna di soggetti e realtà che in ogni ambito sappiano produrre innovazione, sviluppo occupazionale e conseguente benessere per l’intera città.

Le opportunità vanno fatte proprie con coraggio e fiducia. A chi di dovere la responsabilità e il piacere di non lasciarle scorrere invano e di non lasciarle cogliere da altri.

A cura di Paolo Farinati 

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: lite condominiale finisce a pugni

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Ieri mattina un anziano è stato aggredito dai vicini di casa.

L’uomo è stato colpito con qualche pugno, e per fortuna le sue condizioni non appaiono gravi.

L’anziano di 71 anni, ieri mattina si è presentato spontaneamente in caserma e ha chiesto di parlare con i carabinieri. Non appena ha avuto modo di farlo, ha raccontato loro l’accaduto.

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Secondo il suo racconto, nel condominio di viale Trento  è stato preso a pugni per una banale lite condominiale.

I segni delle percosse erano ben presenti sul viso e i carabinieri hanno deciso di allertare il 118.

I sanitari sono arrivati in caserma e hanno accertato che i traumi non erano tali da metterlo in pericolo, anche se a titolo precauzionale si è resa necessaria una visita in pronto soccorso.

L’uomo sarà risentito dai carabinieri in un secondo momento.

Nel frattempo l’indagine per ricostruire l’accaduto è cominciata già ieri. Pare sia stato identificato l’autore della violenza e ora si faranno ulteriori accertamenti per capire se anche altri membri della famiglia abbiano partecipato alla lite sfociata in violenza.

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Rovereto e Vallagarina

Famiglia roveretana derubata a Olbia: “I nostri vestiti addosso a delle zingare”

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Oltre al danno anche la beffa. Non riusciva a credere ai suoi occhi Debora Pedrotti, la commercialista roveretana che una settimana fa ha vissuto l’incubo di essere stata completamente derubata di tutti i propri averi durante una breve sosta sulla bellissima spiaggia di Capo Comino, in provincia di Nuoro.  (qui articolo)

Una vacanza iniziata in maniera gioiosa che si è presto trasformata in un inferno. «Ci hanno lasciato solo i costumi e le scarpe che avevamo addosso, un paradiso che improvvisamente si è trasformato in inferno» – aveva spiegato sulla sua pagina Facebook la commercialista.

E oggi l’incubo si ripete. Poco più di un’ora fa, dal suo profilo Facebook la donna, quasi incredula, commenta: “Siamo nel parcheggio esterno dell’Auchan ad Olbia. Abbiamo riconosciuto alcuni dei nostri abiti addosso a delle zingare. La bambina piccola indossa i pantaloncini e la maglia di Matilde (la mia piccola) e la mamma indossa la maglia di Lucrezia (la mia grande) e la mia gonna“.

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Con incredibile disinvoltura dunque, pare che le nomadi abbiano “sfilato” proprio davanti agli occhi della commercialista indossando gli abiti che risulterebbero rubati alla famiglia.

Debora Pedrotti, che aveva subito sporto denuncia e tramite il social aveva invano lanciato un appello agli autori del furto, ha scritto di trovarsi con i carabinieri di Olbia e le presunte ladre, per cercare di chiarire una situazione drammatica che purtroppo sta assumendo ora anche i contorni dell’assurdo.

Nel momento dell’allerta ai carabinieri tutti i maschi della famiglia rom sono fuggiti a gambe levate lasciando sole donne e bambini. 

 

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