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Trento

Montagnaga, la strada misteriosa: anomalia gravitazionale o illusione ottica?

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Chiariamo subito, non è una novità assoluta quella della salita in discesa di Montagnaga, ma siamo sicuri che molti dei nostri lettori, specie i più giovani, non siano ancora a conoscenza del fenomeno, e quindi risulteranno incuriositi da quello che stiamo per raccontare, e magari anche loro faranno un salto nel piacevole Altopiano di Pinè, che dista ad appena una ventina chilometri da Trento.

Ci troviamo a Montagnaga, a due passi da Baselga di Pinè, e stiamo percorrendo la strada provinciale in direzione di Pergine.

Ad un certo punto troviamo una deviazione sulla destra in direzione del centro di Montagnaga.

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La nostra percezione visiva sembra non avere dubbi: la strada va in salita verso il vicino paese.

Ma ecco la sorpresa: se mettiamo in folle la macchina, ci aspetteremmo di andare verso il basso, e invece la nostra autovettura spenta inizia a salire sulla stradina, nonostante questa sembri andare in discesa.

L’effetto è davvero sconcertante per la perfezione umana, tanto che il luogo viene chiamato dagli abitanti da noi interrogati “la strada misteriosa”.

Non si conosce con chiarezza il motivo di tale anomalia.

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La scienza ufficiale parla di un’illusione ottica causata da un particolare gioco di prospettive, ovvero che la presunta salita, anche a causa della provinciale che le corre a fianco, sia in realtà una discesa, da qui il comportamento delle autovetture.

In effetti anche la prova dell’acqua versata sulla salita/discesa è inequivocabile: l’acqua “sale” verso l’alto.

Lo stesso risultato ci avrebbero confermato le livelle.

C’è chi sostiene che in questo specifico tratto vi sia una sorta di “anomalia gravitazionale”, forse dovuta al magnetismo della roccia sottostante.

Quel che è sicuro, come ci spiegano gli abitati della zona, è che molte verifiche tecniche sono state effettuate nel luogo, senza mai arrivare a conclusioni certe.

Confidiamo che le menti più scientifiche (ma anche i classici sognatori) che non erano ancora a conoscenza del luogo vorranno provare l’ebrezza della salita in discesa.

Con buona pace degli abitanti, ormai abituati allo strano spettacolo di macchine che risalgono (in folle) la salita, come abbiamo testimoniato anche nel video girato ieri a Montagnaga.

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Trento

53 enne trentino sepolto da una valanga in val d’Ultimo

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E’ vivo e in buone condizioni lo scialpinista che è stato travolto da una valanga in val d’Ultimo.

Il trentino di 53 anni è stato trasportato dall’elisoccorso all’ospedale di Merano ed è già stato sentito dai carabinieri.

L’incidente si è verificato nei pressi della cima Orecchia di Lepre, una vetta di 3.257 metri del gruppo Cevedale-Ortles.

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L’uomo, che faceva parte di una comitiva di tre scialpinisti, è finito sotto la valanga di una lunghezza di oltre 500 metri.

Sul posto sono giunti i due elicotteri Aiut Alpin Dolomites e Pelikan 2 con gli uomini del soccorso alpino della Guardia di finanza e del Bergrettungsdienst.

Già dall’aria i soccorritori hanno visto spuntare uno sci dalla neve.

Appena atterrati hanno liberato l’uomo che fortunatamente era solo coperto da pochi centimetri di neve. Il 53 enne è rimasto sepolto quasi un’ora. In serata, fra la sorpresa generale, sarà dimesso dall’ospedale viste le buone condizioni di salute.

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Trento

Assegnato il «Bollino Rosa» agli ospedali di Arco, Rovereto e Trento

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Gli ospedali di Arco, Rovereto e Trento sono in prima linea nella promozione della medicina di genere e offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie femminili.

Per questo le tre strutture hanno ricevuto i ‘Bollini rosa’ di Fondazione Onda – l’osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere – e sono state premiate ufficialmente a Roma lo scorso 11 dicembre per la loro attenzione alla salute femminile. Due i bollini assegnati al Santa Chiara e al presidio ospedaliero di Arco, uno al Santa Maria del Carmine, per il biennio 2020-2021.

La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei ‘Bollini rosa’ è avvenuta tramite un questionario di quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche.

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Una commissione multidisciplinare ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

Sono stati valutati in particolare la presenza di specialità clinicheche trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenzialiin grado di assicurare un approccio efficace per le caratteristiche psico-fisiche della paziente.

Sono stati valutati poi ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna, come il supporto delle associazioni di volontariato, la mediazione culturale e l’assistenza sociale.

I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

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A partire dal 7 gennaio 2020 sul sito sarà possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per Regione, con l’elenco dei servizi valutati.

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Trento

Cercami su Instagram, ieri a Villazzano un incontro per riflettere sul mondo dei social

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Si è svolto ieri sera, venerdì 13 dicembre, presso l’auditorium CFP di Villazzano, l’incontro “Cercami su Instagram tra Big Data, solitudine e iperconnessione“.

Cercami su Instagram è stato un incontro presentato dagli scrittori dell’omonimo libro ed è stato un accorato invito a guardare oltre le immagini sorridenti, seducenti e apparentemente spensierate che i ragazzi (e non solo) pubblicano e guardano di continuo sui social network.

In quest’epoca di Big Data e narcisismo, controllo, selfie erotici, coppie online, profilazione e algoritmi complessi, Internet viene a cercarci e ci trova più soli, interconnessi, influenzabili, a volte aggressivi e con emozioni e pensieri mutati, ma sempre tanto desiderosi di essere visti.

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Con un linguaggio semplice e colorato di tanti esempi, facilmente condivisibile anche con i più giovani, gli autori hanno accompagnato gli ospiti in un viaggio alla ricerca di nuove chiavi interpretative e nuove possibilità.

Serena Valorzi, è una degli autori, lei è Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo – comportamentale, con specializzazioni in ACT e Schema Therapy, è inoltre formatrice esperta in dipendenze da comportamento, di assertività e di impatto emotivo, cognitivo e relazionale delle Tecnologie di Comunicazione.

Mauro Berti è invece scrittore e Formatore nell’ambito dei risvolti sociali delle moderne Tecnologie della Comunicazione, è anche Vice Ispettore presso il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento e Responsabile dell’Ufficio Indagini Pedofilia.

Con il libro i due autori hanno sentito l’esigenza di scuotere le coscienze.

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Nel loro scritto non si parla solo di Instagram, spiega la Dottoressa, e le diverse tematiche collaterali hanno riguardato anche l’incontro di ieri. L’attenzione del pubblico è andata su concetti importanti, c’è infatti sempre più  spesso una analisi della voglia di mettersi in vetrina che passa attraverso una virtualità che non è invece la affettività reale.

«Siamo due autori diversi,– spiega Serena Valorziil mio collega tratta temi importanti  tra cui quello della profilazione e personalizzaizone dei risultati e degli ecochumber».

Ecochumber è un termine importante e molto utilizzato nell’ambito della comunicazione. Si riferisce a quella cassa di risonanza astratta dove informazioni ed idee vengono amplificate e rimbalzano continuamente , rafforzate quindi dalla loro stessa condivisione all’interno di un ambiente predefinito e che eunta al rafforzamento di idee di una certa tipologia. Argomenti come questo, o quello delle filter bubble, che riguarda la personalizzazione dei risultati, sono tematiche sensibili che i giovani dovrebbero sicuramente conoscere poichè per primi vengono esposti a tutto ciò che il web cela.

«Mi occupo da 18 anni di dipendenza da tecnologia- spiega la Dottoressa-, e mi interessano molto gli studi che concernono le coppie. In particolare studio le relazioni che le perosne hanno tra loro e con i più piccoli, il tema del narcisismo ecc…In merito a ciò potrei affermare che le nuove generazioni hanno forti punteggi di narcisismo ma anche di solitudine. La depressione impatta fortemente le loro vite.

La conferenza è legata a concetti e tematiche che riguardano il web e i social, la mia parte è più legata ad un aspetto clinico e penso che la collaborazione con Mauro Berti sia efficace appunto perchè con lui affrontiamo questi fenomeni da punti di vista differenti e altrettanto importanti».

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