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Sport Trentino

Alessandra Campedelli torna a casa: allenerà la C9 di Arco – Riva del Garda

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Alessandra Campedelli torna a casa: allenerà l’under 16 della Pallavolo C9 di Arco – Riva del Garda.

A darne comunicazione è la stessa società sulla sua pagina social.

L’allenatrice della Nazionale di pallavolo sorde, campione d’Europa in carica, dopo tre anni alla Blu Volley Verona, torna in Trentino dove, venticinque anni fa, iniziò la sua avventura pallavolistica, prima come allenatrice e poi anche come giocatrice prima di tornare sulla panchina.

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Oggi inizia una nuova avventura nel C9, società trentina di tradizione, una tra le prime in Italia con 400 tesserati, disputa 26 campionati, tra FIPAV e CSI.
“Sono felicissima – spiega raggiante Alessandra Campedelli, insegnante di sostegno di Mori (TN) – perché per me è un po’ come tornare a casa. Qui ho iniziato con la pallavolo tanti anni fa e in questo momento della mia vita dovevo fare delle scelte importanti legate al lavoro e alla mia famiglia. Sono contenta di aver trovato questa opportunità, vicino casa, in una delle società più numerose d’Italia, con tanti riconoscimenti per il lavoro svolto negli anni”.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA SOCIETÀ – L’allenatrice della Nazionale di pallavolo sorde, campione d’Europa in carica, dopo tre anni alla Blu Volley Verona, torna in Trentino dove, venticinque anni fa, iniziò la sua avventura pallavolistica, prima come allenatrice e poi anche come giocatrice prima di tornare sulla panchina: “Dovevo capire sulla mia pelle cosa poter chiedere alle ragazze” spiega a distanza di tempo Campedelli. Un percorso, una partenza che, negli anni, le ha portato tanta fortuna e che le ha permesso di conquistare successi e titoli importanti sia con le squadre maschili FIPAV sia con la rappresentativa pallavolistica sorde femminile della FSSI (Federazione Sport Sordi Italia). Oggi inizia una nuova avventura nel C9, società trentina di grande tradizione, una tra le prime in Italia per numero di iscritti, se pensiamo che, considerando i settori maschile e femminile, supera i 400 tesserati, disputando 26 campionati, tra FIPAV e CSI.

“Sono felicissima – spiega raggiante Alessandra Campedelli, insegnante di sostegno di Mori (TN) – perché per me è un po’ come tornare a casa. Qui ho iniziato con la pallavolo tanti anni fa e in questo momento della mia vita dovevo fare delle scelte importanti legate al lavoro e alla mia famiglia. Sono contenta di aver trovato questa opportunità, vicino casa, in una delle società più numerose d’Italia, con tanti riconoscimenti per il lavoro svolto negli anni. Ho unito tutti i puntini e non potevo davvero chiedere di meglio per la prossima stagione. Al di là dell’aspetto pallavolistico, quello della Pallavolo C9 è un ambiente familiare ma, nello stesso tempo, ambizioso che può puntare, per capacità e per numeri, a diventare una delle società fiore all’occhiello del volley giovanile italiano. Ha mantenuto negli anni l’affetto dei propri atleti, molti dei quali hanno anche conquistato palcoscenici importanti, come Katja Luraschi e Valentina Rania nel femminile, Lorenzo Gallosti e Daniele Cro nel maschile. Per quanto riguarda me, hanno apprezzato il lavoro fatto con la nazionale sorde e mi sostengono in questa mia avventura: anche tale aspetto è stato fondamentale nella mia scelta. Sarà una grande sfida perché allenerò un gruppo giovane, al primo anno di under 16, dove ci sono diversi giocatori interessanti e con una bella prospettiva. E sono felice di far parte di un team di allenatori con i quali, ne sono certa, potremo portare in alto la Pallavolo C9”.

“Alessandra si inserisce in un gruppo di allenatori di valore – spiega Maurizio Mattei, vicepresidente e direttore sportivo del settore giovanile maschile della Pallavolo C9 – lei è un’eccellenza e ci aiuterà molto a crescere dal punto di vista tecnico. Quello di Alessandra è un bel gruppo di atleti che ha fatto bene negli ultimi anni e che ha bisogno di crescere. Ci sono delle buone fisicità e pensiamo che Alessandra sia la persona giusta, la più indicata per accompagnare questi atleti verso la maturità sportiva. Siamo una società in forte crescita, a livello nazionale, tra le società di base, siamo sesti in Italia per tesserati e attività nel settore maschile. Tornando al nuovo coach, sono convinto che l’esperienza di Alessandra nell’ambito della nazionale sorde sia davvero un valore aggiunto e possa stimolare i nostri ragazzi a rapportarsi con le disabilità nel migliore dei modi, per crescere non solo come atleti ma soprattutto come uomini”

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Sport Trentino

Il Trento paga a caro prezzo due disattenzioni: ko interno con il Cortefranca

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Le distrazioni, spesso, possono costare caro. Lo ha imparato sulla propria pelle il Trento Calcio Femminile che ha favorito entrambe le reti ospiti con due errori sanguinosi in fase d’impostazione. Tra le due situazioni fatali, le gialloblu hanno condotto una discreta partita, andando in goal con un missile calciato in rete da Poli sugli sviluppi di un corner.

Davanti al pubblico di casa, mister Pavan conferma il 4-3-1-2 ma cambia un paio di pedine rispetto al debutto in terra ferrarese. Chierchia prende il posto di Lucin sulla corsia di sinistra, mentre Fuganti torna in cabina di regia sostituendo numericamente Daprà.

I primi acuti sono di marca gialloblù e, al quarto, Brunello riceva palla in profondità da Alessandra Tonelli prima di concludere di poco a lato. Dieci minuti più tardi il velo della stessa Tonelli libera Rosa al tiro da distanza ravvicinata ma il tentativo viene respinto dal portiere ospite, mentre l’incornata da corner di Brunello sfiora il palo al 24’.

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La mira non manca invece al Cortefranca che, alla prima chance punisce le trentine: il giro palla dell’azione incriminata è particolarmente lento e il tentativo di servire Fuganti con l’avversaria alle spalle si evolve in una palla persa. Valesi la recupera e calcia proprio all’angolino basso da fuori area siglando l’uno a zero.

L’inaspettato svantaggio ferisce il Trento, che ci mette un po’ prima di tornare ad essere pericoloso. Poco prima dell’intervallo, però, uno schema da corner aziona la conclusione dalla lunga distanza di Poli. Il tiro è forte ed angolato, imprendibile per Ferrari che può solo raccogliere il pallone alle proprie spalle.

Ad inizio ripresa Brunello prosegue il suo duello con il portiere ospite e prima sfiora la traversa con un’incornata, poi libera il sinistro esaltando i riflessi della diretta avversaria. A metà frazione il secondo errore: Brunello arretra il raggio d’azione e prova ad aprire il gioco sulla destra ma un altro intervento di Valesi dà il via al contropiede.

Muraro riceve sulla sinistra e mette un pallone teso a centro area che, a causa di un’incomprensione tra Valzolgher e Chierchia, termina in rete.

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La seconda situazione di svantaggio tramortisce il Trento che non torna più in partita. Termina con un severo 1 a 2 la prima in casa delle gialloblù, che avranno la chance di rifarsi nel derby di domenica prossima con il Sudtirol Damen.

 

TRENTO (4-3-1-2): Valzolgher, Varrone (36’st Daprà), L. Tonelli, Ruaben, Chierchia, Fuganti (18’st Rovea), Torresani, Poli, A. Tonelli, Rosa, Brunello.
A disposizione: Lucin, Maurina, Tononi, Callegari.
Allenatore: Libero Pavan
CORTEFRANCA: Ferrari, Macchi (22’st Leali), Gervasi, Valtulini, Lavezzi (7’st Fernaroli), Valesi, Muraro, Giudici (24’st Camplani), Picchi, Scarpellini, Asperti.
Allenatore: Mauro Predari
ARBITRO: Poli di Verona
RETI: 27’pt Valesi (C), 47’pt Poli (T), 28’st Muraro (C).

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, mercoledì pronta occasione di riscatto in EuroCup: alla BLM Group Arena arriva Oldenburg

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I bianconeri dopo la netta sconfitta di Brescia vogliono reagire immediatamente di fronte al pubblico di casa: la prima occasione è il Round 3 di 7DAYS EuroCup che vede i trentini ospitare i tedeschi dell’EWE Baskets Oldenburg

La Dolomiti Energia Trentino contro Oldenburg cerca la seconda vittoria stagionale in 7DAYS EuroCup e la quadratura del cerchio: in un inizio di stagione sulle montagne russe fra grandi parziali inflitti agli avversari e subiti, la netta sconfitta con Brescia è una macchia che i bianconeri vogliono lasciarsi presto alle spalle.

Con tre partite in casa nelle prossime quattro, i trentini hanno bisogno di trovare capacità di reazione e un feeling con la partita che duri per tutti i 40’ di gioco: in una serata con tante difficoltà sul campo della Germani, la nota lieta per coach Nicola Brienza è sicuramente stato vedere Alessandro Gentile crescere di condizione e di qualità. La guardia Azzurra ha chiuso con 22 punti a referto, risultato di un ottimo 9-14 dal campo in 23′.

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Ci sono sportivi in grado di battere il tempo e l’età. Uno di questi è senza il minimo dubbio Rickey Paulding, ala piccola 37enne di Oldenburg: l’esterno americano classe ’82 si avvia infatti a disputare la sua TREDICESIMA stagione consecutiva ad Oldenburg, un matrimonio celebrato nel 2007 e che ha visto Paulding essere sempre una delle colonne portanti dei tedeschi. Lo è stato nello storico trionfo in Bundesliga nel 2009 (MVP delle Finali), lo è stato chiudendo sempre con almeno 11 punti di media e almeno 34 partite a referto in campionato in ognuna delle sue 12 stagioni in gialloblù. A 37 anni suonati, 19.0 di media in 7DAYS EuroCup nelle prime due partite.

La “connection” con Oldenburg, a parte i due precedenti nella stagione 2015-16 entrambi vinti da Trento, è quella che lega coach Nicola Brienza a Gerry Blakes, playmaker fumantino lo scorso anno allenato proprio da “Nick” a Cantù. Esplosivo mancino con punti nelle mani e guizzi da campione, il classe ‘93 è reduce da 16 punti realizzati in casa del Galatasaray.

Il Round 3 di 7DAYS EuroCup vedrà un solo match fra squadre ancora imbattute: quello del Gruppo D in programma martedì sera fra Unicaja Malaga (2-0) e Galatasaray Istanbul (2-0); mercoledì in campo invece Buducnost VOLI Podgorica (0-2) e Arka Gdynia (1-1), con i montenegrini chiamati a riscattare la sconfitta casalinga con la Dolomiti Energia della scorsa settimana.

Per quanto riguarda le italiane, martedì alle 20.30 l’imbattuta Virtus Bologna (2-0) giocherà in casa contro Andorra (1-1), alle 20.00 la palla a due di Reyer Venezia (0-2) e Tofas Bursa (1-1). Mercoledì in campo anche Brescia (1-1) che ospita gli sloveni del Cedevita Lubiana (0-2).

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Sport Trentino

Il Festival dello sport raccontato dai collezionisti, Massimo de Vito

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Il Festival dello sport racchiude un fascino che attira tanti appassionati per la possibilità di incontrare i propri campioni preferiti.

Il mondo del collezionismo di autoscatti e di autografi è uno di quelli più rappresentati e per questo molti di loro erano presenti in questa kermesse trentina.

Tra questi anche Massimo de Vito, romano, 40 anni, riconosciuto come il più grande collezionista a livello nazionale per quanto riguarda un tipo di raccolta esclusiva: le grandi glorie del calcio degli anni 60-70.

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La passione è nata fin da piccolo, racconta Massimo, quando papà incontro Silvio Piola a cena ed ero presente anch’io”. Nel corso degli anni è riuscito a collezionare moltissimi nomi eccellenti, per citare alcuni nomi, Josè Altafini, Kurt Hamrin, Louis Vinicio, Gigi Riva, Gianni Rivera, Sandro Mazzola, Beppe Savoldi, Gino Pivatelli, Dino da Costa, Alberto Orlando e tanti altri.

La nazionale dei mondiali in Messico 1970 è tutta rappresentata nella sua collezione, come quella del 1974, tranne due nomi. “Anche per Spagna 1982, ci sono tutti”, dice con orgoglio. “Inoltre per i vincitori della classifica cannonieri dal 1963 al 1982 ho quasi completato la serie, manca sono la foto con Giorgio Chinaglia”, di cui ha due autografi.

La particolarità di Massimo de Vito è il suo stile nel collezionismo, che lo differenzia da tutti gli altri “colleghi”.

Un primo elemento è la firma autografa sulle figurine Panini d’epoca, di cui custodisce gelosamente la prima figurina stampata in assoluto, quella di Bruno Bolchi. “Il fatto di associare la firma alla figurina, dice Massimo, mi consente di avere la figurina d’epoca e un’altra figurina con l’autografo che nel mio pensiero di collezionista, dà una nuova vita al calciatore, e permette di renderlo immortale nell’album dei ricordi”. Infatti il suo amore per il calcio e i suoi campioni lo porta a conoscere personalmente questi sportivi, molti dei quali sono anziani. Con il suo garbo e manifestando con sincerità il suo hobby e la passione indiscussa, trova un’ accoglienza come nessun altro. Di molti campioni divento amico, ci sentiamo, e ci scambiamo auguri. “Molti di loro sono felici di aiutarmi contattando loro stessi i vecchi compagni di squadra, accreditandomi per una visita di cortesia”. Si, perché Massimo preferisce recarsi di persona, se possibile, dai personaggi che colleziona, piuttosto che proporsi quando c’è la confusione dei fan che non permette di parlare e raccontare della propria passione collezionistica.

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A Trento aveva un sogno che si è realizzato, quello di incontrare Karl Heinz Rummenigge, e ci è riuscito. Felice come non mai, un’altra soddisfazione. Nella sua permanenza a Trento, ha potuto avvicinare molti altri miti, il grande Torino, e anche personaggi di altri sport di cui colleziona i volti.

Il suo sogno collezionistico è quello di incontrare Diego Armando Maradona, ed anche Ezio Vendrame, poeta ed ex calciatore del Vicenza anni 70. Inoltre i due giocatori, Sabadini e Morini, che gli mancano per completare la rosa di Monaco 74. In bocca al lupo Massimo, con la passione riuscirai sicuramente.

Su Instagram è conosciutissimo all’indirizzo #massimo_de_vito1978, “ho tantissimi followers, e mi contattatano in molti per complimentarsi e chiedere collaborazione. Questo mi rende felice, anche se non è un mio obiettivo diventare influencer. Credo che apprezzino il mio stile e il mio modo di propormi”, continua Massimo.

Un pensiero per il Festival dello Sport di Trento. Dice, “io vengo da Roma, e mi sono trovato bene, è un’idea grandissima quella di accogliere gli sportivi più importanti e dare loro la possibilità di raccontarsi, perché è questo che il pubblico di appassionati desidera, vedere il campione e sentire da lui che emozioni ha provato nel corso della sua carriera. Emozioni che sono state vissute da tutti noi nei vari appuntamenti di sports”. E come ho ascoltato da Massimo in un momento in cui salutava un campione nel momento dei ringraziamenti, piu volte è venuto spontaneo un “ Ringrazio te (riferito al personaggio) per le emozioni che mi hai trasmesso che sono state importanti per la mia vita.” Davvero un bel riconoscimento credo, che tutti vorrebbero sentirsi dire. La magia dello sport che non è solo passione, ma emozione.

Al prossimo anno Massimo! Sicuramente ci sarò!

Massimo de Vito a cena Bruno Bolchi, la prima figurina stampata dalla Panini

Con Roger Federer

Con «Cavallo Pazzo» Zigoni

Con Sandro Mazzola

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