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Potrebbe rinascere in Trentino il mito della «moto Villa»

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Con il Team Villa hanno corso anche dei piloti trentini (Odorizzi e Pilloni) ed ora che Francesco Villa vorrebbe rimettere in strada le sue moto, sta guardando con un notevole interesse alla realtà trentina.

Al momento ancora nulla di concreto, ma contatti avviati con la volontà di verificare tutte le ipotesi possibili.

Di certo sarebbe una moto da intenditori per un mercato di nicchia, ma proprio per questa ipotesi di produzione limitata, il Trentino potrebbe esserne la culla ideale.

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Intanto a Pragatto, frazione di Crespellano nel modenese, esiste una favola tutta dedicata al motociclismo. Si chiama  Moto Villa.

Fondata nel 1968 da Francesco Villa ha dato luce a prototipi e motociclette da cross che negli anni ’70 erano invidiate perfino dai colossi giapponesi per bellezza e potenza.

Francesco, pluridecorato nella moto velocità, assieme al più noto fratello Walter (4 volte Campione del Mondo) si è cimentato nell’avventura di diventare un industriale dopo aver collaborato con case blasonate come Ducati, Montesa e Mondial.

Dopo aver prodotto un motore 125cc da 30cv tecnicamente all’avanguardia per Montesa, la fabbrica di Pragatto si dedicò al marchio Villa per la produzione di moto da cross.

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Dalla scuderia di Villa sono usciti nomi noti come quelli di Lusuardi, Buscherini, Cadalora, Picco e Gianola.

Tutti piloti che, grazie al patron Francesco, avranno carriere ricche di soddisfazioni.

Anche alcuni piloti trentini hanno fatto parte di quella scuderia con ottimi risultati.

Gualtiero Odorizzi per il motocross, sfiorò il titolo italiano negli anni ’70 e Alberto Pilloni fu protagonista nel Campionato Italiano Velocità negli anni ’90 combattendo per il titolo con un tale Valentino Rossi.

La produzione della fabbrica ebbe un primo arresto a metà anni degli anni ’80 per motivi familiari, ma Francesco fu in grado di rinascere producendo motori per kart e lavorando per Honda.

Successivamente ha preso parte al progetto Lamborghini F1 e quindi ha esportato tecnologia in Malesia, alla Modenas.

Ora, alla veneranda età di 83 anni, il piccolo grande uomo, si è rimesso in gioco preparando tre prototipi da cross (80,125,400) che hanno già scritto la storia in quanto, come nel suo stile, sono già proiettati nel futuro per scelte tecniche e potenze.

Purtroppo, mancano i finanziamenti per far ripartire il marchio, ma le speranze di vedere ancora le moto color aragosta sfrecciare sui campi gara ci sono, e per gli appassionati sarebbe davvero un gradito ritorno. Forza Francesco!

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motori

Con l’undicesima «Motodolomitica» in scena cinquant’anni di storia motociclistica Italiana

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La Gilera Gran Sport del 1930, la moto più anziana, ha scalato senza alcun problema i quattro passi Dolomitici che hanno caratterizzato il percorso dell’11^ edizione della Motodolomitica, manifestazione turistico culturale aperta a moto fino al 99.

Le salite ai passi Costalunga, San Pellegrino, Valles e Manghen hanno messo a dura prova anche gli altri equipaggi provenienti da tutto il Nord Italia, aiutati dalla benedizione elargita dal sacerdote del Santuario di Pietralba, e che sono giunte al termine delle seconda tappa a Levico con tanti chilometri nelle ruote ma con grande soddisfazione per l’impresa effettuata.

Paesaggi mozzafiato e strade ideali per le motociclette, hanno permesso di annoverare questa edizione tra le più apprezzate delle undici effettuate.

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La partenza è stata sabato 31 agosto, da Piazza Fiera a Trento ed ha visto allo start ben 43 motociclisti alla volta dei 160 chilometri della prima tappa che ha fatto transitare la carovana di motociclette attraverso la Strada del Vino e dei Sapori delle pendici collinari e del fondovalle della Piana Rotaliana per poi salire al Santuario di Pietralba, il più alto d’Europa con i suoi 1.520 m/slm, per il pranzo e la benedizione dei mezzi e dei partecipanti.

Nel primo pomeriggio la carovana ha proseguito per il Lago di Carezza e il Passo di Costalunga prima della discesa in Val di Fassa per la sosta al Museo Ladino a San Giovanni di Fassa, interessante momento culturale a contorno della gita turistica.

Dopo la scalata ai passi San Pellegrino e Valles, la giornata si è conclusa con il meritato riposo.

Domenica 1 settembre, sempre da Predazzo, la carovana ha preso le mosse per la seconda tappa di 90 km. Dopo la pausa caffè ai 2.047 m/slm di Passo Manghen, una sosta al Museo degli Spaventapasseri a Marter.

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Agli equipaggi dei soci della Scuderia Trentina Storica e dei Motoclub locali quali il Moto Club Trento o il Moto Club C3 Excelsior di Borgo Valsugana, hanno fatto
compagnia numerosi appassionati appartenenti a motoclub lombardi, emiliani, veneti e di altre regioni italiane e della Repubblica di San Marino.

Particolarmente numeroso il gruppo della Compagnia di Rocca San Casciano, con il quale la Scuderia Trentina Storica ha intrapreso un rapporto di gemellaggio con reciproca partecipazione alle manifestazioni.

Prestigioso il parco moto presente. Cinquant’anni di storia motociclistica sono stati rappresentati dalle moto presenti con pezzi di sicuro valore. Assieme al Gilera Gran Sport del 1930, vanno annoverate la Gilera Saturno del 1946, la Moto Guzzi GTV del 1947 proveniente da Torino e condotta dal
Vice Presidente del Veteran Car Club di Torino, Massimo Lazzaro.

Numerose le Moto Guzzi, Moto Morini e diverse moto giapponesi.

A tutti i partecipanti è stato consegnato un ricordo della manifestazione.

Alle premiazioni, oltre al Delegato Nazionale manifestazioni Moto dell’ASI Giuseppe Nacci, era presente il Consigliere Federale ASI Riccardo Zavatti che assieme al presidente della Scuderia Trentina Storica Giuseppe Gorfer hanno consegnato i riconoscimenti ai partecipanti.

Tra questi un encomio particolare è andato a Rinaldo Detassis su Moto Guzzi Falcone Sport del 1953, concorrente “più storico”, immortalato e premiato assieme a Marco Campolongo su Malaguti Fifty 50 del 1989 che con i suoi 14 anni è stato il più giovane partecipante di sempre.

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motori

Slalom val di Sole: a Dimaro in 70 per la terza edizione. Apripista Christian Merli

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Sono 70 gli iscritti alla terza edizione dello «Slalom Val di Sole», l’ultimo appuntamento motoristico di rilievo in programma nel 2019 in regione.

La gara organizzata da Adige Sport è riuscita anche questa volta a catalizzare l’attenzione di tanti piloti, che ormai conoscono bene il divertente tracciato e soprattutto il competo pacchetto vacanza costruito per loro.

Come avvenuto negli altri slalom trentini, anche in questa occasione si cerca un erede al trono di Enrico Zandonà, che ha monopolizzato l’ancor breve albo d’oro della manifestazione, imponendosi sia nel 2017 sia nel 2018.

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Il veronese sarà al via della gara solandra, ma con la nuova Fiat 500 Hayabusa, che sta ancora sviluppando, quindi difficilmente avrà i mezzi per imporsi su avversari competitivi come Alessandro Zanoni (Gloria C8), vincitore sul Monte Bondone, Thomas Pedrini (Radical Prosport), Markus Gasser (Radical SR4), solo per citare i prototipi più agguerriti.

Saranno della partita anche Ronny Marchegger con la Gloria C8, Daniele Trentini con la Gloria Suzuki 065 e Daniele Cristofaro con la Formula Arcobaleno.

Fra le vetture a ruote coperte saranno sicuri protagonisti nel gruppo E2-SH anche Roman Gurschler (Fiat 500 Hayabusa) e Werner Stocker (Fiat 850 Kawasaki). Quattro le vetture del gruppo E1, sette quelle inserite nel gruppo S, fra le quali spiccano la Volkswagen Golf di Matteo Togn e la Renault 5 Gt turbo di Cristian Grimaldi.

Tredici ne troviamo nel gruppo A, fra le quali si fanno notare la Mitsubishi Lancer Evo di Rudi Bicciato, la Bmw M3 di Kevin Lechner, la Citroen Saxo di Alfonso Dalsass e la Peugeot 106 di Roberto Zadra, ben 21 nel gruppo N, dove spiccano la Bmw M3 di Dennys Adami e la Citroen Saxo di Christian Manzoni.

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Nella lista degli iscritti ci sono poi quattro vetture del gruppo RS e sei storiche.

Di tutto rilievo anche i nomi degli apripista, dato che si tratta di Fabrizio Ferrari (Peugeot 207) e di Christian Merli, fresco vincitore del titolo europeo in salita, presente in Val di Sole anche lo scorso anno sia come apripista sia come concorrente (si piazzò secondo assoluto); questa volta testerà una Westfield XTR2, una sport biposto.

Il programma si aprirà sabato pomeriggio con le verifiche tecniche e sportive, mentre in serata è in programma la festa presso la Birreria Stal di Pellizzano.

Domenica le prove prenderanno il via alle 10,30, alle quali seguiranno le tre manche di gara.

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motori

Destinazione Pilota: a tu per tu con la ragazza del rally Maddalena Orsi

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Chi ha detto che donne e motori non vanno d’accordo non ha ancora conosciuto lei: una 26enne nata per correre e senza dubbio, stavolta è proprio il caso di dirlo, con una marcia in più. 

Parliamo di Maddalena Orsi, trentina, classe 1993 e grinta da vendere quando si tratta di mettersi al volante, ma non solo.

Maddalena ha scoperto di avere un’autentica passione per le quattro ruote del rally e ora l’obiettivo è uno solo: vincere tutto quello che c’è da vincere.

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Operatore socio sanitario da 6 anni, vive a Monte Terlago con i genitori, un fratello e una sorella di 29 e 24 anni che oggi sono molto orgogliosi di lei.

Il talento non manca, il mordente nemmeno. Insomma, lei è una di quelle su cui davvero vale la pena scommettere. L’abbiamo incontrata nella nostra redazione di via Milano e il suo entusiasmo ci ha letteralmente contagiato. 

Il suo percorso comincia tre anni fa, quando Maddalena scopre il mondo dei motori con la scuderia Michael Racing di San Donà di Piave.

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La consacrazione arriva però con la prima gara ufficiale ad aprile di quest’anno, che la conferma come giovane promessa del racing italiano.

Un primo debutto emozionante” confessa Maddalena, che dalle gare non ufficiali di endurance in pista si prepara ora ad una serie di prove molto impegnative.

Ho corso sempre in pista – afferma la giovane pilota – dove ho potuto affinare le mie capacità e capire come funziona la macchina e la tenuta di strada, grazie soprattutto ad un team eccezionale che mi supporta in ogni momento”.

L’anno scorso ha vinto la selezione ed è finita fra gli 8 vincitori della prima edizione di «Destinazione Pilota». Manifestazione che il 20 ottobre 2019 raddoppierà e sarà al via con la seconda edizione (qui la presentazione)

Come hai potuto cominciare a correre con la Michael Racing?

«Facevo tre ore di strada per raggiungere la scuderia e scendere in pista con le mitiche Clio Williams. 1.8 di cilindrata e 16 valvole davvero piacevoli e divertenti da guidare. Consiglierei a chiunque, soprattutto agli appassionati di motori, di provare questa esperienza».

Chi ti ha portato per la prima volta in pista?

«Ho notato subito la Michael Racing e ho chiesto a degli amici se desideravano intraprendere con me questa nuova avventura. Da li è nato tutto».

Quando è stato il momento in cui hai capito che potevi veramente andare in gara?

«Molti miei amici mi dicevano sempre che ho una guida sicura, poi tutto il resto lo ha fatto la passione e la voglia di mettersi in gioco, credo la cosa più importante».

Cosa porta una giovane donna a intraprendere un tipo di percorso sportivo come questo?

«La passione prima di tutto, e poi la voglia di buttarsi, nonostante i miei genitori all’inizio non sapessero nulla (mamma Anna Maria e papà Maurizio ndr). La prima volta che sono arrivata a casa con una coppa sono rimasti stupiti ma anche molto contenti. 

Loro sapevano solo che ero appassionata di motori e del resto sono sempre stata un po’ “maschiaccio”, ma in occasione della gara non ho detto nulla per scaramanzia, ero alla mia prima prova tra piloti debuttanti e volevo fosse una sorpresa».

Quali sono i prossimi obiettivi adesso che sei completamente lanciata nel mondo dei motori?

«Sicuramente il perfezionamento della tecnica anche grazie, lo ripeto, al team di meccanici e al presidente che sono sempre molto attenti allo sviluppo dei percorsi sportivi di chi entra nella scuderia».

Il complimento migliore che ti abbiamo fatto?

«Il fatto che io abbia il cosiddetto “piede pesante”, che comunque sto continuando a migliorare. Si tratta di quell’insieme di regole e di tecniche che ti permettono di gestire l’acceleratore e la scalata delle marce, la staccata e molto altro. Un insieme di skills che ti permettono quindi di fare il miglior tempo e ti rendono vincente quando hai pieno controllo della macchina che piloti».

Obiettivi nell’immediato?

«Sicuramente vincere e fare buoni tempi. Domenica ci sarà la quarta gara di Destinazione Pilota, l’evento sportivo a cui partecipo e che è giunto alla sua seconda edizione grazie alla sinergia fra Fulvio Bolfelli, (noto pilota e istruttore di guida sicura trentino ndr) e la Michael Racing. Ho una brava rivale con la quale ad ogni prova posso misurarmi con l’obiettivo di migliorarmi sempre. Sono abituata ad affrontare le sfide e nella guida do tutta me stessa». 

La prima gara effettiva di quest’anno Maddalena Orsi l’ha affrontata il 14 aprile. L

’ultima, per ora, il 23 giugno, prova in cui la 26enne ha affrontato lo slalom in salita a Buzet (Croazia). 

La prossima sarà domenica 1 settembre, sfida a cui seguiranno quelle del 29 settembre e del 7 ottobre.

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