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Trento

Celebrata nel vivaio San Giorgio di Olle la festa del patrono dei forestali

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“Le ferite provocate dalla tempesta Vaia sono ancora visibili all’interno di un patrimonio ambientale che il vostro impegno pluridecennale aveva contribuito a rendere così bello e unico. Il Trentino è stato piegato dal maltempo, ma grazie all’impegno e alla preparazione di tanti uomini e donne che amano il proprio territorio, siamo riusciti a rimetterci in piedi. Dobbiamo abituarci ad affrontare eventi straordinari legati ai cambiamenti del clima: voi siete gli interpreti delle nuove sfide della gestione ambientale. Sappiamo che il vostro impegno non è mai venuto meno. Siete le sentinelle del nostro territorio: siate orgogliosi del vostro lavoro, che ci consente di custodire il patrimonio ambientale del Trentino”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha salutato con queste parole il Corpo forestale del Trentino, che ha celebrato oggi il patrono San Giovanni Gualberto in località vivaio San Giorgio, a Olle, nel comune di Borgo Valsugana. Un luogo significativo, nel quale è stato lanciato un messaggio di speranza e fiducia.

Dopo la celebrazione religiosa, officiata dal parroco di Borgo don Maurizio Baldessari, è stato approfondito il tema tecnico scelto per questa edizione: la calamità che ha colpito anche il Trentino lo scorso ottobre, dei cui effetti hanno parlato Roberto Coali, Dirigente del Servizio Bacini montani e Giovanni Giovannini, Dirigente del Servizio Foreste e fauna. Si è parlato anche di Arte Sella, con il Presidente di questa realtà Giacomo Bianchi e il direttore Emanuele Montibeller.

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Hanno voluto essere presenti per testimoniare la propria vicinanza ai protagonisti di questa festa anche il commissario del Governo Sandro Lombardi, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il vicepresidente della Provincia Mario Tonina, l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, la deputata Martina Loss, il sindaco di Borgo Valsugana Enrico Galvan e l’omologo di Dimaro Folgarida Andrea Lazzaroni il cui territorio ha pagato il prezzo più alto per il maltempo.

Proprio a quest’ultimo il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, foreste e difesa del suolo – nonché Capo del Corpo forestale – Romano Masè ha consegnato un riconoscimento in segno di vicinanza alla comunità di Dimaro. “Il fango ci ha sommerso, ma noi ci siamo risollevati grazie alla solidarietà e alla fermezza che caratterizza la comunità trentina. Voi forestali siete un luminoso esempio di ciò che significa andare oltre il senso del dovere” sono state le parole di Lazzaroni.

 Il Corpo forestale del Trentino conta 229 unità di personale divise in 39 stazioni forestali sparse sul territorio provinciale. L’attività di vigilanza, controllo e tutela occupa in media tra il 50 e il 60% delle giornate di lavoro del personale delle strutture periferiche.

Nel corso del 2018 sono state accertate 1.677 violazioni amministrative e 209 violazioni di natura penale, con 519 sequestri amministrativi e 44 sequestri penali, con particolare riferimento ai settori della tutela del territorio, della fauna e delle armi, della tutela della natura e dell’ambiente anche grazie all’ottima collaborazione con le altre organizzazioni provinciali dedicate al presidio del territorio e con le Forze di polizia dello Stato.

Non va poi dimenticata l’importante attività che impegna il gruppo specializzato per la gestione dei grandi carnivori. Proprio a tal proposito, il presidente Fugatti ha evidenziato: “Voglio rivolgervi un pensiero di gratitudine, perché vivete ogni giorno sulla vostra pelle la delicatezza e la difficoltà di questo tema. Anche voi avete un importante ruolo nella difesa dell’immagine del Trentino”.

Nella sua relazione, il Dirigente del Servizio Bacini montani Roberto Coali ha ripercorso l’attività del Corpo durante i giorni dell’emergenza maltempo. Dal giorno successivo alla devastazione di Vaia, accanto alle operazioni di ripristino è stata effettuata una mappatura del territorio. “Ad oggi si contano oltre 300 punti o tratti segnalati per danni alle opere, all’assetto dell’alveo o per altre criticità in corrispondenza di interferenze ed infrastrutture” ha specificato il dirigente.

Complessivamente, sono state approvate 6 perizie di somma urgenza, che hanno consentito l’attivazione di 54 cantieri di sistemazione idraulica e forestale.

Ad oggi il Piano è stato eseguito al 95%, con un livello di pagamenti pari all’82% di quanto impegnato ed una previsione di conclusione dei lavori entro il prossimo 30 settembre. Nel corso dell’inverno è stato predisposto un secondo Piano degli Interventi urgenti sul reticolo idrografico, costituito da 41 perizie esecutive e progetti ritenuti prioritari per il ripristino della funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale di competenza provinciale, per un totale di 14,5 milioni di euro, da attivare nel corso del 2019 (almeno il 70% entro il 30 settembre) e da completare entro il 2020.

Gli investimenti principali sono previsti nei bacini dell’Avisio, del Noce e del Brenta ed in misura minore in quelli del Sarca, del Fersina e del Chiese. Ad oggi il Piano vede uno stato della progettazione superiore al 50% con l’inizio dei lavori sul 46% degli interventi previsti.

Il dirigente del Servizio foreste e fauna Giovanni Giovannini ha approfondito invece il tema degli schianti: la velocità del vento che ha investito il Trentino a fine ottobre ha colpito ampie zone, provocando crolli di alberi su una superficie totale di 20 mila ettari di bosco con una massa di 4 milioni di metri cubi di legname.

Secondo gli ultimi report, la metà del legname a terra è stato venduto o tecnicamente affrontato con prezzi medi da considerare accettabili; il Corpo forestale ha inoltre progettato interventi di ripristino per le infrastrutture forestali a servizio delle aree danneggiate per quasi 10 milioni di euro su un totale di 2.430 chilometri di strade e 15,9 ettari di piazzali per lo stoccaggio del legname.

A questi si aggiungono 4,5 milioni di euro di opere già concluse (1.200 chilometri di strade e 6,8 ettari di piazzali) che hanno impegnato oltre 200 imprese trentine: si parla soprattutto di piccoli cantieri che – tra le altre cose – hanno consentito gli alpeggi nelle malghe che altrimenti sarebbero rimaste irraggiungibili.

L’intervento di chiusura è spettato al dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, foreste e difesa del suolo Romano Masè: “La tempesta Vaia è un evento che ha lasciato un segno permanente sul territorio e nella mente delle nostre comunità. Un evento che ci impegna, ci stimola e ci costringe a considerare in modo diverso ciò che fin qui è stato fatto e che richiama la nostra attenzione su ciò che a livello planetario sta accadendo, sui cambiamenti radicali che sono in atto, sulle conseguenze che essi determinano sui nostri stili di vita, sul nostro approccio al governo del territorio. I cambiamenti climatici sono una realtà ineludibile con la quale dobbiamo necessariamente e responsabilmente fare i conti: è ora necessario un forte e convinto investimento per diffondere e rafforzare una nuova cultura dell’ambiente”.

LA SCHEDA – Nel corso della festa di San Giovanni Gualberto, patrono del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento, un riconoscimento è stato dato ai pensionati del Corpo forestale e delle altre strutture forestali, con la motivazione “con stima e riconoscenza per il servizio prestato nella Provincia autonoma di Trento a favore della collettività e per la conservazione delle risorse forestali e montane”. Si tratta di Giorgio Menghini, Marco Tava, Tarcisio Ballerin, Gelindo Collini, Vincenzo Rega, Roberto Sbetta, Ferdinando Nicolussi Castellan, Narcisio Parisi e Roberto Bonfioli (personale del Corpo forestale) e di Claudia Pedrotti, Livio Caset ed Ettore Ducati, Gloria Cappelletti, Ruggero Faes, Mariano Giacomelli, Piergiorgio Ruatti, Pietro Mariano Acler, Rosaria Conci, Giuseppe Giovannini, Fabio Chisté, Stefano Dellantonio e Angela Ruggeri (personale amministrativo-tecnico-operaio delle Strutture forestali).

A seguire sono state consegnate le onorificenze al personale che si è distinto in particolari attività o operazioni. Gli assistenti forestali Gianni Ghezzi e Giorgio Toniatti oltre che il custode forestale Renzo Pinamonti durante la tempesta Vaia hanno contribuito a mettere in sicurezza e a portare fuori pericolo alcune persone che erano rimaste bloccate dentro le loro macchine a Storo.

L’ispettore forestale Piergiorgio Canella e l’assistente forestale Gianni Penasa durante un servizio mirato pomeridiano di monitoraggio calamità, lungo l’alveo del Rio Rotian a Dimaro Folgarida, hanno recuperato fisicamente delle persone (tra cui una bambina) che si trovavano in pericolo per via delle colate detritiche, contribuendo a metterle in salvo.

Gli ispettori forestali Roberto Monte e Massimo Lissidini con gli assistenti forestali Adriano Stringari e Matteo Taddei della stazione di Predaia, coadiuvati da carabinieri forestali e polizia di Stato hanno organizzato un’attività antibracconaggio, che ha consentito di segnalare all’autorità giudiziaria più di dieci persone, che operavano illecitamente in ambito nazionale ma anche europeo.

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Trento

Scontro tra centauri a Lasino, due feriti

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Continuano gli incidenti motociclistici in Trentino. 

Oggi verso le 15.30 due moto si sono scontrate sulla strada che da Lasino porta alle Viote.

 Nello scontro ad avere la peggio è stato un centauro austriaco di 25 anni che è stato elitrasportato al pronto soccorso di santa Chiara in codice rosso.

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Ferito lieve invece il secondo motociclista.

Gravi ripercussioni sul traffico che è rimasto bloccato per molto tempo.

Ricordiamo che nell’ultimo mese in Trentino sono decedute nove persone per incidenti motociclistici.

Anche oggi il bollettino degli incidenti legati ai centauri fa segnare l’allarme rosso.

Si sono verificati infatti altri 5 incidenti in Trentino.

A Stramentizzo, poco dopo le 10.30 un giovane di 29 anni è caduto con la moto riportando delle fratture ed è stato ricoverato all’ospedale di Cavalese in codice rosso.

Ad Avio, dopo uno scontro con la moto, sono finiti all’ospedale di Rovereto due centauri.  Un 22 enne invece, poco prima delle 17.00, è caduto sui tornanti del lago di Cei ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso

Alle 18.00 nuovo incidente che ha visto coinvolto un centauro a San Martino di Castrozza. L’uomo, di 46 anni, è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale.

Infine a Nago alle 19.30 un centauro è caduto ma ha rifiutato il trasporto in ospedale visto le lievi ferite riportate.

Numerosi in questa giornata anche i ricoveri che hanno riguardato incidenti con le biciclette.

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Trento

Approvata la variante PRG, centrodestra: «Il nostro è stato contributo decisivo, ma ci sono ancora molte criticità»

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Nella foto i consiglieri comunale di centrodestra

Si rischiava di andare alle «calende greche» per colpa dei quasi 800 emendamenti depositati dai consiglieri comunali del centro destra sulla variante del PRG.

Invece il maxi emendamento finale è stato approvato in tempi brevi raccogliendo circa 40 modifiche del piano.

Nel documento approvato sono stati inseriti degli interventi di ampio respiro per tutte le fasce di interesse.

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La battaglia condotta in aula, non ostruzionistica ma costruttiva, ha mostrato non solo l’elevata attenzione che il centro destra mostra da sempre per le istanze dei cittadini, ma anche l’esame attento dato alle modifiche urbanistiche proposte.

Infatti, come indicato anche dal Sindaco nell’intervento conclusivo, tutte le modifiche accolte sono state riconosciute come del tutto aderenti agli obiettivi indicati nella pianificazione vigente.

Alcuni esempi tra questi: l’inserimento nuovo bacino idrico sul Monte Bondone, la modifica di destinazione uso dell’immobile della CoFrut a Mattarello (cooperativa che conta 290 agricoltori), la possibilità per l’Università di estendere lo studentato nella zona di San Bartolomeo, l’introduzione sul lato nord del parco di Melta di un corridoio verde con la possibilità di realizzare nuova viabilità e posti auto ed una innovativa ipotesi di Co-Housing nel lato ovest del terreno.

Oltre a queste aree dove si prevede la possibilità di progettazione di ampio respiro, ve ne sono altrettante tra quelle approvate che contribuiranno a migliorare la visione urbanistica della città, anche sotto il punto di vista agricolo e paesaggistico, riconvertendo le zone collinari ad un uso più corretto.

Un altro punto che rafforza il lavoro eseguito in sintonia da tutto il centro destra porta alcune modifiche alle zone B (residenziali), consentendo la realizzazione di servizi al cittadino, come parcheggi in favore delle zone già edificate.

Ciò che non si è potuto vagliare in questa prima fase, e quindi inserire nel maxi emendamento, è stato scorporato in tre ordini del giorno di ampio respiro, comprendenti le oltre 600 richieste dei cittadini inevase degli ultimi 10 anni e più; questi verranno analizzati sia in forma amministrativa, sia nelle commissioni competenti, nei prossimi mesi.

«È nostra intenzione quindi mantenere alta l’attenzione per questa nuova valutazione, al fine di verificare la possibilità che più particelle possibili vengano inserite nella fase di seconda adozione, all’interno della variante» Spiegano i consiglieri di centrodestra

Il centro destra unito, Lega, Civica Trentina e Forza Italia esprimono soddisfazione per aver modificato in modo significativo la variante al piano regolatore del Comune di Trento.

«Il nostro contributo ha caricato di un valore positivo un piano inizialmente scarso di risposte alla volontà dei cittadini e su questo dal canto nostro permangono ancora delle forti critiche per la non sufficiente attenzione prestata alle istanze dei privati. Infatti, non vi è traccia di un piano sulla viabilità, né della semplificazione cartografica e della zonizzazione, nonché della promessa e tanto attesa sistemazione delle zone boschive ed agricole. Abbiamo ancora una volta dimostrato come il centro destra sia in grado di dimostrarsi non solo compatto, ma anche capace di creare azioni propositive nell’ottica del futuro governo della città di Trento» – Così Gianni Festini, Andrea Merler, Cristian Zanetti, Martina Loss, Antonio Coradello e Fabrizio Guastamacchia dopo l’approvazione del piano regolatore

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Trento

Vigolo Vattaro: rimangono due gli imputati dell’incidente del carro «Scooby Doo»

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Mattia Giacomelli 27enne dell’Altopiano della Vigolana che era alla guida del trattore che trainava il carro allegorico esce dal processo per l’incidente del carro Scooby Doo avvenuto il 25 febbraio 2017 a Vigolo Vattaro nel corso del carnevale. (qui articolo)

Il giovane alla guida del trattore ha infatti ottenuto la messa alla prova.

Restano due quindi gli imputati nel processo per lesioni colpose gravissime. 

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Daniele Corsini che è il legale rappresentante del Consorzio Turistico Vigolana, l’ente che ha chiesto l’autorizzazione al Comune per la manifestazione e Claudio Leonardelli il funzionario che ha redatto la relazione tecnica che aveva attestato che il carro rispettava le condizioni di sicurezza.

I due imputati hanno scelto di non chiedere riti alternativi, convinti nella loro assoluzione in giudizio

Secondo la procura di Trento le condotte degli imputati,  sommate all’errato calcolo sullo sforzo di vincolo, avrebbero portato all’incidente.

Come si ricorda erano le 18.30 del 25 febbraio 2017 quando un carro allegorico di ritorno dalla sfilata della Vigolana si era ribaltato sulla rotonda di Vigolo Vattaro che porta a Bosentino.

Il terribile incidente era avvenuto quando il carro stava girando sulla rotatoria quando e i cavi di acciaio che tenevano ancorata al rimorchio la struttura di legno si erano spezzati.

La costruzione è quindi scivolata indietro appoggiandosi dapprima sul rimorchio per poi ribaltarsi su un lato, sulla carreggiata.

Alcuni ragazzi erano finiti sull’asfalto, altri sul cofano di una macchina che passava in quel momento, altri ancora sono volati da tre metri di altezza.

Sul carro, dedicato al cartone animato «Scooby doo» erano presenti 26 ragazzi quasi tutti minorenni.

I feriti erano stati una decina con 40 giorni di prognosi.

Il più grave con 60 giorni di prognosi, e una ragazza in particolare aveva subito delle lesioni che poi si sono rivelate permanenti.

Ma poteva andare davvero peggio vista la dinamica dell’incidente.

Nel procedimento figurano come responsabili anche le compagnie di assicurazione del mezzo agricolo e dell’organizzazione, oltre al proprietario del rimorchio.

Nella scorsa udienza l’avvocato Claudio Tasin aveva depositato il programma che prevedeva un periodo di lavori socialmente utili.

La difesa ha inoltre versato alle due parti civili 29 mila euro.

La prossima udienza è fissata a febbraio (saranno sentiti solo i testi di pubblico ministero e parte civile). Non è escluso che in questi mesi le due parti possano trovare un accordo sul piano risarcitorio.

 

 

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