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Alto Garda e Ledro

Arco: minaccia e picchia la madre, 28 enne arrestato

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La Stazione Carabinieri di Arco, dipendente della Compagnia di Riva del Garda (TN), nell’ambito delle attività di contrasto ai reati contro la persona ed in particolare contro la violenza di genere, ha arrestato un arcense responsabile di violenza sulla madre pensionata.

Negli ultimi mesi i Carabinieri di Arco hanno effettuato 4 interventi in una palazzina dell’Oltresarca per litigi furiosi tra madre e figlio invitando la donna, che non voleva sporgere querela, a recarsi presso il Centro Antiviolenza per farsi aiutare.

Nei primi giorni del mese di giugno la madre, dopo aver seguito il consiglio dei militari della Stazione, ha trovato la forza di recarsi presso il presidio dell’Arma di via Nas per denunciare il figlio per i soprusi subiti, in particolare violenze fisiche e psicologiche, in quanto non assecondava le continue richieste di denaro per motivi legati al mondo della tossicodipendenza.

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Infatti la donna riferiva di essere stata picchiata e vessata più volte e di temere per la propria incolumità, costringendola a lasciare la propria abitazione per recarsi dalla sorella.

Il 2 luglio, il Tribunale di Rovereto su proposta della Procura della Repubblica ha emesso la Misura Cautelare Personale dell’Allontanamento dalla Casa Familiare dell’uomo che i Carabinieri hanno prontamente eseguito avvisandolo delle conseguenze se si fosse avvicinato all’abitazione della madre.

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Nel contempo i militari con l’ausilio dei Servizi Sociali della Comunità Alto Garda reperivano un alloggio temporaneo presso una Casa Famiglia per la madre, in modo da poter essere tutelata e seguita.

L’uomo la stessa sera si è recato dalla madre, che per precauzione era rimasta dalla sorella e arrampicandosi sui balconi fino al secondo piano per forzare una finestra e poter entrare, ma i vicini hanno allertato le Forze dell’Ordine che sono intervenute cogliendo il figlio sul fatto.

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L’immediata segnalazione della violazione delle prescrizioni del Giudice roveretano Dott.ssa Monica IZZO, hanno avuto come conseguenza l’emissione di Ordinanza che sostituiva l’Allontanamento dalla Casa Familiare con la Custodia Cautelare in Carcere che anche qui i Carabinieri di Arco hanno eseguito sabato 5 luglio reperendo l’uomo sul luogo di lavoro a Riva del Garda e conducendolo a Spini di Gardolo.

L’uomo, M.D., 28enne, disoccupato, pregiudicato di Arco, dovrà rispondere delle accuse di estorsione, lesioni personali e minacce aggravate continuate.

La madre ha ringraziato con le lacrime agli occhi i Carabinieri per la solerzia, sensibilità e professionalità che le hanno consentito di riappropriarsi dell’abitazione e soprattutto per una ritrovata tranquillità, augurandosi comunque che il figlio possa intraprendere un percorso riabilitativo che gli consenta di uscire dalla dipendenza e ricostruirsi una vita con l’affetto della madre che ha scelto come “extrema ratio” di denunciare il figlio per la situazione insostenibile.

Come in tutti questi casi i Militari dell’Arma, oltre alla parte prettamente penale, hanno messo in atto il protocollo di tutela della vittima con, in primissima battuta, l’invio al Centro Antiviolenza e poi con la protezione presso una struttura idonea per persona offesa sia dal punto di vista psicologico che materiale, garantendo l’ausilio di specialisti e una struttura dove poter stare.

Come in questo caso, poi le vittime possono fare rientro presso l’abitazione, senza dover temere per la propria incolumità.

Anche il contributo dei vicini è stato importante perché ha consentito l’intervento dei militari, quindi il senso civico ha avuto un importante ruolo e si chiede alle persone che sono testimoni di fatti simili di contribuire allertando le Forze dell’Ordine.

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Alto Garda e Ledro

Comunali 2020 Riva del Garda: tutte le forze del centro destra insieme con un unico candidato Sindaco

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I movimenti di centro destra di Riva del Garda si portano avanti a anticipano l’alleanza a livello nazionale fra Salvini, Berlusconi e la Meloni che sarà consacrata domani a Roma in una manifestazione che si preannuncia da record grazie alla partecipazione di oltre 200 mila persone. Un’alleanza che in copia è stata rappresentata anche in provincia di Trento e che ha portato alla grande vittoria del 21 ottobre 2018.

I rappresentanti locali di Riva del Garda di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e della lista civica La Ninfea si sono riuniti nella serata di ieri per discutere e definire il programma di coalizione da presentare agli elettori in vista delle prossime amministrative comunali.

L’incontro si è svolto nel rispetto delle forze politiche e civiche con la consapevolezza costruttiva di agire negli interessi della città e dei suoi abitanti.

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I rappresentanti dei Partiti sono pronti a lavorare insieme e ripropongono a livello locale la coalizione attualmente al governo in Provincia.

Uno dei punti di forza del gruppo è il poter contare su un amministrazione provinciale pronta a dialogare non solo con Riva del Garda ma con tutti i comuni del basso Sarca fatto che, per una delle piu importanti realtà produttive e turistiche del Trentino, non può che essere di rilevanza strategica.

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Le liste correranno con i propri simboli ma proporranno un unico candidato sindaco, scelto tra i tanti proposti da ogni singolo esponente, il cui nome è già sul tavolo delle trattative.

Per il momento non trapelano indiscrezioni anche se la coalizione tiene a far sapere che sarà un volto fresco, propositivo e giovane di Riva.

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Tra i punti programmatici che hanno tenuto banco durante l’incontro spiccano la questione della viabilità, la tutela dell’ambiente e altri punti tutti nell’ottica capace di estendersi all’intero Alto Garda.

La coalizione si dice disponibile ad accogliere tutti coloro ne condividano il programma e che siano disposti a lavorare per quel rilancio e quel cambiamento che Riva aspetta da troppo tempo.

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Alto Garda e Ledro

Cartiere del Garda: confronto fra Provincia e sindacati sulle prospettive future

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“Le prospettive, al momento, sembrano buone, ma certamente occorre tenere monitorata la situazione interfacciandosi con gli amministratori per capire anche come intendano progettare il futuro, considerata la crisi del settore della carta e l’operazione finanziaria in corso, che prevede la trasformazione in azioni del Gruppo LECTA di 400 dei 600 milioni di passività sotto forma di obbligazioni, a suo tempo sottoscritte da investitori”

Questo quanto riferito oggi, nel corso di un incontro, dall’assessore provinciale allo sviluppo economico, Achille Spinelli, ai rappresentati sindacali di Cgil, Cisl e Uil e della RSU dello stabilimento Cartiere del Garda di Riva, dove sono occupati circa 470 lavoratori.

I sindacati hanno espresso all’assessore una forte preoccupazione sul futuro delle “Cartiere”, proprio in relazione alle intenzioni, al momento non ancora chiare, dei nuovi proprietari.

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“Ci impegneremo – ha detto l’assessore – per raccogliere tutte le informazioni che ci permettano di capire la portata del nuovo piano industriale che verrà predisposto per il sito di Riva, che è comunque un ottimo stabilimento, anche perché dispone di un grande vantaggio dal punto di vista energetico, potendo contare su una centrale di cogenerazione ad alto rendimento, finanziata in passato anche dalla Provincia. Tanto che, il Gruppo LECTA sta concentrando proprio lì il grosso della produzione di carta patinata. Noi, per quanto di nostra competenza, siamo impegnati a fare in modo che uno stabilimento così importante per la “Busa”, ma per tutto il Trentino, considerato anche l’indotto, possa restare al suo posto e che soprattutto possa offrire garanzie di continuità dal punto di vista occupazionale. La sfida – ha detto ancora Spinelli – è quella di investire sull’innovazione tecnologica che lo porti verso produzioni diversificate da quelle attuali. Riteniamo che Trentino Sviluppo, con la filiera della ricerca trentina, possa rendersi utile in una fase cosi delicata anche supportando l’azienda nella ricerca di nuovi prodotti tecnologicamente evoluti ed innovativi“. 

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Alto Garda e Ledro

Base jumper precipita sul Brento: salvato dal soccorso Alpino

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È stato portato in ambulanza all’ospedale di Arco il base jumper straniero, classe 1984, che si è infortunato in fase di atterraggio dopo essersi lanciato dal Becco dell’Aquila sul Monte Brento.

L’uomo non è riuscito a raggiungere il prato in località Gaggiolo (Dro) utilizzato dai base jumper per atterrare e, mentre stava manovrando la vela per atterrare lungo una strada forestale nelle vicinanze della piazzola dell’elicottero a Gaggiolo, ha urtato una pianta precipitando a terra per alcuni metri.

La richiesta di aiuto al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato verso le 11.15.

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Sul posto sono intervenuti gli operatori della Stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico e i sanitari del 118.

L’uomo, sempre cosciente, è stato stabilizzato, imbarellato e caricato a bordo dell’ambulanza per il trasporto all’ospedale di Arco per gli accertamenti medici.

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