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Trento

Trasformazioni sociali, processi culturali e pratiche di accoglienza nello spazio alpino: il convegno

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Domani, venerdì 12 luglio alle ore 14.30 si svolgerà a Trento, alla Fondazione Franco Demarchi il convegno nazionale titolato “Trasformazioni sociali, processi culturali e pratiche di accoglienza nello spazio alpino”.

Organizzato nell’ambito delle iniziative del progetto PlurAlps, di cui la Fondazione Demarchi è partner, il convegno è finalizzato alla presentazione dei risultati di ricerca dell’iniziativa e a far conoscere il Libro bianco, stilato dai dieci partner europei del progetto.

Un ulteriore contributo sarà portato dai ricercatori e dalle ricercatrici provenienti da alcune università e istituti di ricerca nazionali, che presenteranno alcuni lavori sull’immigrazione nelle aree alpine italiane, per la condivisione di una riflessione e un confronto tra diverse realtà di tale territorio.

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L’area alpina sta vivendo la sfida dell’invecchiamento della popolazione combinata a nuovi modelli di immigrazione ed emigrazione. Al contempo, la diversità culturale e il pluralismo portano nuove opportunità per l’innovazione e lo sviluppo sociale.

Le zone alpine montane e periferiche necessitano, quindi, di nuovi approcci che consentano loro di sviluppare una cultura inclusiva, che sia effettivamente condivisa e messa in atto dai comuni, dalle piccole e medie imprese e dalla società civile.

Su queste premesse è stato progettato e realizzato il progetto “PlurAlps – Enhancing Capacities for a Pluralistic Alpine Space” (Migliorare le capacità per uno spazio alpino pluralistico), un progetto finanziato dal programma europeo Interreg Sazio Alpino 2014-2020, in cui la Fondazione Franco Demarchi di Trento è uno dei 10 partner internazionali.

Il Progetto PlurAlpsha lavorato sula promozione di una cultura accogliente, aumentando l’attrattività del territorio e la coesione sociale delle zone alpine, attraverso servizi e pratiche innovative per l’integrazione degli immigrati e la coesione sociale.

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A tale fine la Fondazione Franco Demarchi ha coordinato, nei territori della Val di Non e della Val di Sole, una ricerca sociologica e un approfondimento antropologico e ha implementato delle attività pilota, coinvolgendo amministrazioni, popolazioni e stakeholder locali.

Infine, ha partecipato alla stesura di un Libro bianco, contenente proposte per i responsabili delle politiche regionali, nazionali e transnazionali, finalizzate ad aumentare la coesione sociale e l’attrattività dei contesti socio-territoriali delle aree alpine in Europa.

Il convegno in apertura vedrà un approfondimento su “L’inclusione sociale, economica e culturale delle popolazioni immigrate in Val di Sole e in Val di Non” da parte di Francesco Della Puppa e Serena Piovesan (ricercatori incaricati della Fondazione Franco Demarchi), ospiterà poi l’intervento di Michela Semprebon, dello IUAV di Venezia su

“Le opportunità e le sfide di una rete che cresce: il progetto di accoglienza diffusa in Valle Camonica”.

Seguiranno: Osvaldo Costantini (Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler) che illustrerà le “Strategie della visibilità: uno sguardo etnografico su due comunità religiose in Val di Non e Val di Sole” e Gaia Cottino (Università di Napoli l’Orientale) con un paper intitolato “Una serpe a tavola. Osservazioni alimentari sulla convivenza nelle Alpi Marittime”.

Infine, Cristina Dalla Torre e Miriam Weiß, dell’Eurac di Bolzano, proporranno il loro contributo su “La cultura d’accoglienza come strumento d’integrazione. L’esperienza delle attività pilota dal progetto PlurAlps in due comuni dell’Alto Adige”.

Al termini del pomeriggio di studio Antonio Cristoforetti, ricercatore della Fondazione Franco Demarchi e responsabile del Progetto PlurAlps, presenterà il Libro bianco stilato con i partner europei del progetto.

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Trento

Beni contenenti amianto: 450 immobili sono ancora da bonificare

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Amianto: i siti dal 2012 ad oggi censiti in provincia di Trento sono 1.667, di questi 782 sono stati già bonificati e dei rimanenti 885 sono 155 quelli con una bonifica in atto non ancora conclusa.

Gli immobili con obbligo di bonifica sono ad oggi 450 e 435 quelli senza obbligo urgente di bonifica ma solo di rivalutazione e controllo. In Trentino, nell’ultimo semestre, in base alle comunicazioni dei Comuni, sono stati circa 42 i siti bonificati dall’amianto mediante rimozione.

Oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, ha aggiornato l’elenco dei beni contenenti amianto, distinguendoli a seconda degli interventi necessari al fine di ufficializzare, nei confronti dei Comuni e dei proprietari delle coperture i nuovi sopralluoghi e le ultime bonifiche effettuate.

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“Quotidianamente i proprietari di immobili contenenti amianto, l’U.O. Igiene e sanità pubblica dell’Azienda sanitaria e il Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza della Provincia cooperano per aggiornare la mappatura dei siti non ancora censiti nonché per bonificare o controllare i siti contaminati – spiega l’assessore Segnana -; tutelare la salute dei cittadini deve essere una priorità”.

In Trentino le bonifiche nei siti sensibili sono state effettuate soprattutto negli anni ’90, in quest’ultima fase l’attenzione è rivolta alle coperture di immobili privati. Proprio con l’intento di raggiungere una maggiore semplificazione, i siti sono stati suddivisi in due tabelle, la prima con obbligo di bonifica, la seconda con il solo obbligo di rivalutazione e controllo. In entrambe sono presenti i siti bonificati temporaneamente e quelli con lavori di rimozione in essere.

Nell’ipotesi in cui ci sia una copertura sospetta non censita che determini un rischio per la salute, il Comune potrà richiedere un sopralluogo sul proprio territorio di competenza direttamente all’Azienda provinciale per i servizi sanitari – Dipartimento di prevenzione – U.O. Igiene e sanità pubblica di viale Verona a Trento (tel. 0461-904686/4633/4677 fax 0461 904697/4674, pec:igienepubblica@pec.apss.tn.it).

Il Comune, inoltre, potrà richiedere un sopralluogo motivato anche per rivalutare un sito già censito nelle casistiche in cui si tema che l’immobile comporti un grave pericolo per la salute pubblica a seguito di un improvviso peggioramento dello stato di degrado.

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Si specifica che le operazioni di bonifica devono essere effettuate solo da imprese specializzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali alla categoria 10a e 10b.

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Trento

Approvati 25 ordini del giorno su 30. Bocciato quello sul gender nelle scuole presentato da Ghezzi

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Esaurita la discussione generale e dopo la replica del presidente Fugatti, alla ripresa dei lavori il Consiglio provinciale ha avviato la discussione dei 72 ordini del giorno depositati alla manovra di bilancio della Provincia che sta impegnando l’aula dallo scorso mercoledì.

Per quanto riguarda gli ordini del giorno nella seduta in aula ne sono stati discussi 30, di cui 25 approvati e cinque respinti.

Tra i respinti, l’ordine del giorno Ghezzi sul potenziamento dell’educazione di genere (gender) e il contrasto all’omofobia. 

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L’odg dell’esponente di Futura, respinto, impegnava la Giunta a studiare la possibilità di prevedere strumenti formativi per l’educazione di genere e rispetto; a garantire nell’offerta formativa tematiche come la differenza di genere; l’identità di genere e orientamento sessuale e l’educazione alla parità allargando gli interventi educativi ai docenti e alle famiglie: a garantire la presenza di personale con adeguata esperienza in collaborazione con l’Università e il Centro interdisciplinare di genere; infine ad agire in sinergia con le associazioni per arricchire l’offerta formativa.

Ghezzi ha spiegato che la proposta partiva da una sensibilità dimostrata recentemente dall’assessora competente in materia e dalla constatazione della totale sottovalutazione del problema dell’omofobia.

Secondo Paolo Ghezzi la scuola rinuncia ad un pezzo della propria mission, non coerente con il richiamo al rispetto di cui spesso si fanno paladini gli esponenti di Giunta.

Il consigliere Ugo Rossi ha espresso la propria personale favorevole dichiarazione di voto, ricordando la decisione di non concedere il patrocinio al Dolomiti Pride: un patrocinio deve essere infatti a suo parere concesso quando una manifestazione ha una condivisione trasversale nella società.

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Pur non concedendo il patrocinio la Pat finanziò allora alcuni momenti comunicativi importanti con finalità simili nello spirito a quelle contenute nell’ordine del giorno proposto da Ghezzi.

Per l’esponente di Futura è stato un errore aver cancellato dalla scuola la formazione in questo contesto.

Anche il consigliere Giorgio Tonini (PD) ha preannunciato voto favorevole e ha definito un errore aver impoverito il nostro sistema scolastico della formazione su questi temi sui quali sarebbe opportuno riportare l’attenzione come chiede questa proposta.

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Trento

Vendite Cartacei, l’Adige e il Trentino sempre in discesa libera

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Continua il calo delle vendite dei giornali cartacei in tutta l’Italia.

Il dato del mese di settembre 2019, fonte Ads Notizie parla di un calo dell’8% meno dello stesso mese del 2018.

I due media della provincia di Trento vanno però in controtendenza in negativo, infatti perdono ben oltre la media nazionale dell’ 8%

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Il Trentino Alto Adige nel mese di settembre 2019 vende 7.719 copie, perdendo quasi 1.200 copie rispetto allo stesso mese del 2018.

Da ricordare che il 75% delle copie vendute dalla testata sono distribuite sul territorio alto Atesino e non nel Trentino.

Peggio ancora fa l’Adige che perde quasi 1.500 copie rispetto allo stesso mese precedente attestandosi a quota 10.078 contro 11.587 del settembre del 2018.

La tragedia del quotidiano l’Adige diventa ancora più grave se si va a vedere il dato di Agosto 2019 dove la testata dell’editore Ebner da 11.081 copie si attesta a 10.078 copie perdendo 1.000 copie in un solo mese.

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Per i due giornali cartacei della provincia una discesa libera preoccupante che continua in modo inarrestabile che li ha portati in oltre 10 anni a perdere insieme quasi il 43% delle vendite. (qui articolo)

Un vero bagno di sangue.

Precisiamo che i dati forniti da ADS (accertamenti diffusione stampa) servono principalmente per tre motivi: 

quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità sui giornali cartacei; di sottolineare che le copie vendute in digitale dovrebbero essere fatte pagare non come quelle in edicola ma almeno la metà del costo di una copia visto che non ci sono costi di stampa, grafica e distribuzione e che ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano.

Nell’articolo usiamo come parametro della crisi dei giornali solo le vendite in edicola per due ragioni: la prima perché sono conseguenza di un atto deliberato di acquisto, giorno dopo giorno, spesso in condizioni di grande difficoltà (traffico, clima) a fronte di un prezzo fra un euro e mezzo e due e anche più che in un mese fa il pieno di una media cilindrata; secondo perché  dato l’elevato costo marginale di produzione, più difficile è per gli editori taroccare, come clamorosi scandali recenti hanno evidenziato.

Sotto i dati dei due media regionali e un riepilogo nazionale 

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