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Io la penso così…

Sindaci di Trento e Rovereto: il futuro sarà donna? – di Paolo Farinati

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nella foto Paolo Farinati

Il futuro sarà Donna? Il presente per molti motivi e molti meriti delle Donne lo è già!

Da uomo mi permetto in tal senso una breve riflessione.

L’estate 2019 è iniziata nella politica internazionale con più notizie interessanti e un messaggio molto chiaro.

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La Donna è assurta a vera protagonista di questo importante e prestigioso proscenio.

Le recenti nomine a Presidente della Commissione Europea di Ursula von der Leyen, già Ministro della Difesa della Germania Federale, e quella di Christine Lagarde, già Ministro dell’Economia, dell’Industria e del Lavoro del Governo francese nonché già Direttrice del Fondo Monetario Internazionale, a Presidente della Banca Centrale Europea, la dicono assai lunga sulle capacità, la determinazione e il merito cha la Donna mostra oggigiorno ormai ad ampio raggio, tra cui anche in politica.

Qui non è in gioco chi tra l’Uomo e la Donna è migliore, ma certamente nella loro naturale diversità emergono positivamente propensioni, sensibilità e convinzioni spesso tutte meritevoli di attenzione e, perché no, spesso complementari.

Entrambe le protagoniste qui citate mostrano anche caratteri necessariamente forti.

Pensiamo solo che Frau von der Leyen è laureata in medicina, ha ben 7 figli e è Ministro tedesco. Madame Lagarde non è da meno: sposata, un figlio, laureata in legge, Presidente dello Studio Legale Baker & McKenzie tra i maggiori in Francia, in Belgio fonda e dirige l’European Law Center che si occupa delle leggi della UE e infine più volte Ministro francese.

Siamo, quindi, innanzi a due Donne di assoluto valore. Io sono molto felice e sereno che siano state scelte per due ruoli ai vertici della politica e dell’economia europea. Peraltro, sono state nominate da una maggioranza politica che per valori, e non solo, mi appartiene: ovvero quella che vede assieme popolari, socialdemocratici e liberal-democratici.

Sono, altresì, convinto che Ursula von der Leyen e Christine Lagarde sapranno porre rimedio ad alcune scelte poco chiare e poco condivise fatte negli ultimi anni dalla Commissione Europea. Il tutto per un’Europa più giusta e maggiormente meritocratica. Dalla loro hanno anche la sensibilità dell’essere madri e la praticità dell’essere Donne di casa e di famiglia.

Ora vado volontariamente oltre questa mia premessa “europea”, e dando molto credito alle Donne, ma quelle brave (!), pongo sul tavolo della nostra politica trentina una proposta: perché non pensare e condividere convintamente per Trento e Rovereto un Sindaco Donna in occasione delle prossime elezioni comunali del maggio 2020?

La mia è tutt’altro che una semplice battuta.

Tale scelta costituirebbe una novità assoluta, piena di significato e ricca di motivazioni per far aumentare il consenso verso la coalizione di centro – sinistra, già ampio peraltro nelle due città, scuotendo pure la stanchezza e la lontananza dal voto di quel 30% di persone che si arruola anche qui in Trentino tra gli assenteisti.

Invito a rifletterci tutti coloro che amano la politica innovativa, fondata su valori importanti e capace di trasmettere una visione credibile alla nostra comunità. Il tutto per un benessere certo e forte anche in futuro per i nostri concittadini.

Il tempo non è molto. La nostra società civile ha molte Donne capaci, di coinvolgente personalità e di consolidata affidabilità. Crediamoci, ma da subito.

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Io la penso così…

Il turismo politico della senatrice Conzatti – di Giorgio Leonardi

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Spett.Le direttore,

il trasformismo politico consiste in quella capacità di “destreggiarsi” all’interno del contesto politico, avanti e indietro, da sinistra a destra, cambiando idea e colore di punto in bianco, per convenienza, per opportunismo, per calcolo.

Conzatti è ormai divenuta il simbolo di questo trasformismo politico, l’emblema del camaleontismo partitico, vantando un curriculum di tutta rilevanza, maturato passando da Scelta Civica a Unione per il Trentino, dopo ad Alternativa Popolare, poi a Civica Popolare, dopo ancora a Noi con l’Italia e infine a Forza Italia, venendo eletta senatrice nel collegio di Rovereto grazie ai voti del centrodestra.

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La battuta di Groucho Marx: “questi sono i miei principi, non vanno bene? Ne ho degli altri” riassume l’orientamento politico della senatrice.

Questa straordinaria capacità mimetica di adattamento ad ogni linea, ad ogni stagione, ad ogni rimpasto è divenuta una missione, segno di una politica svuotata, di assenza di principi e di contenuti.

Il vero problema è che i cambi di casacca, caratteristica del nostro sistema politico, sono scelte individuali, dettate da disposizioni e interessi personali, con un solo scopo: raccattare più voti possibili.

Il fatto di interpretare il proprio mandato in una forma sempre più individualistica e personalizzata equivale a tradire i propri elettori, a staccarsi dalle persone comuni, a creare una lontananza non più colmabile con nessuna parola né promessa, a non essere più creduti e né credibili.

La soppressione totale della categoria della “coerenza” nelle proprie scelte e responsabilità politiche non favorisce quella qualità di cui la politica necessita, ora più che mai, per tornare ad affrontare la complessità del momento storico che stiamo vivendo.

Giorgio Leonardi, assessore all’Integrazione europea e Aiuti umanitari

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Io la penso così…

Ricariche Tim: in Albania viene definito «fenomeno» ma in Italia? – Di Adriano Bertolasi

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Egregio Direttore,

astenendomi per quanto possibile da commenti personali, desidero  portare a conoscenza dei clienti abituali Tim (con cellulare a ricarica), che  non se ne fossero ancora accorti,  la “novità”, che  Tim si è ben guardata da comunicare singolarmente con “sms individuale in forma collettiva”, ma che ha solo riportato con una tipica operazione di “marketing non etico” sul sito www.tim.it  e sulla ricevuta della ricarica.

Tale novità sulla ricevuta, ovviamente si evidenzia (per modo di dire), solo dopo che la ricarica viene effettuata presso i punti vendita autorizzati.

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Ma ecco i fatti.

Il giorno 18 di settembre alle ore 18.10 controllo il mio credito residuo telefonico che ammonta ad euro 2,48.

Avendo un abbonamento internet per pc a casa, usufruisco di un’ opzione aggiuntiva di addebito diretto  in bolletta telefonica “per  minuti illimitati mensili del mio cellulare ad un costo fisso di euro 9,90”.

Sono tuttavia costretto a ricaricare la mia Sim comunque periodicamente (mensilmente) per il servizio aggiuntivo di “sms illimitati mensili” prestabiliti al costo di  euro 5.

Mi reco dal mio solito giornalaio per effettuare una ricarica da 10 euro per  evitare di dovere ricaricare ogni mese e poco dopo, invio un sms al 119 per controllare il mio credito residuo.
Con “ombroso stupore”, mi ritrovo un credito residuo di euro 11.48 anziché euro 12.48!

A quel punto faccio adeguata ricerca e vengo a scoprire che “arbitrariamente” da parte di Tim, senza nessuna richiesta da parte mia e soprattutto senza alcuna informativa diretta su cellulare, come sarebbe stato eventualmente corretto comunicare, mi veniva d’ iniziativa, immediatamente attivata “l’Offerta 10+” con dei servizi e dei concorsi a premi che assolutamente non mi interessavano, avendo inoltre di per se, già a monte del mio pacchetto opzioni, un’ offerta migliore,  sovrapponibile (minuti illimitati mensili)….e mi accorgo che in pratica per tale servizio inutile e “non richiesto”, mi viene trattenuto un euro! (Quanti sono gli ignari clienti Tim in Italia che non si sono accorti di questo “giochetto”?)

Telefono allora al 119 e dopo una tortuosa attesa tra tasto 2 e tasto 4 da ripetere diverse volte finalmente parlo con un’operatrice “delocalizzata” in Albania, alla quale espongo cortesemente ma piuttosto risentito la situazione.

In maniera “altamente professionale”  ottengo la seguente risposta: “Signore conosco il “fenomeno” e Lei è fortunato, perché essendo la “Sua prima volta” in cui si ritrova in tale situazione, posso provvedere direttamente a restituirLe io come operatrice, l’euro del servizio che Lei non voleva”!

“Per le prossime volte però, non faccia ricariche da 10 euro o da 5 euro perché ora tali ricariche rientrano in “un nuovo servizio” che si chiama “10+” e “5+” che costano un euro, per cui si ritroverebbe nuovamente un credito decurtato di un euro!” “Eventualmente può richiedere una ricarica da 20 euro per evitare tale fenomeno”. (No comment)!!!. “In alternativa richieda al suo punto di ricarica di effettuare ricariche “da 4 o da 6 euro standard” ma non quelle da 10 e 5 euro”.

A quel punto dopo avere ascoltato “quasi inebetito ed in silenzio la spiegazione”…mi permetto di aggiungere: “ma avvertire con un sms era così difficile”?

Poi riflettendo mi rendo conto immediatamente che di fatto la mia “opzione da cinque euro”, mi costringe a fare una ricarica da almeno sei euro! Un vero aumento mascherato in maniera subdola.  L’operatrice senza scomporsi mi risponde: “Signore è tutto scritto sul sito www.tim.it”. Ringrazio…. e dopo avermi fatto confermare l’avvenuto accredito che ho comunque successivamente controllato, riattacco.

Poi prendo incredulo la mia ricevuta, che stranamente avevo conservato, anziché gettarla nel cestino come faccio abitualmente dopo avere avuto conferma dell’avvenuta  ricarica e leggo piccolo piccolo… in fondo alla stessa, in maniera “ dal mio punto di vista decisamente opinabile” per non dire peggio,… i termini dell’offerta, dove risulta che la mia ricarica da 10 euro in effetti mi contemplava un credito di solo 9 euro!

A questo punto “inviterei cortesemente”, almeno i rivenditori delle ricariche (tabacchini / giornalai) ad avvisare in maniera eticamente corretta, prima della ricarica, i loro clienti quando richiedono ricariche da 5 o 10 euro della Tim!

Invito infine i clienti Tim che hanno fatto ricariche da 5 e 10 euro dal giorno 8 di settembre (da cui decorre la nuova offerta)…. a richiedere tramite il 119 se non fossero stati al corrente e consenzienti, in merito alla “nuova offerta Tim”, a farsi rimborsare dall’operatore Tim direttamente un euro di riaccredito)!!!.

In Albania tale sistema viene definito “fenomeno” in Italia ritengo abbia una traduzione non esattamente corrispondente a “fenomeno”. (Probabilmente in buona fede l’operatrice albanese si riferiva “al genio” di tale escamotage di marketing!)

Probabilmente non sapeva che per una situazione di tale genere,  in italiano si potevano usare diversamente  molti termini dal significato similare tra loro! . (Nulla ovviamente di personale con la gentilissima operatrice albanese!).

Mi sarebbe piaciuto sentire, se mi avesse risposto un’operatrice italiana con quale “termine” avrebbe giustificato tale situazione! Inoltre  (pura sarcastica utopia),… a soli “fini statistici”, mi piacerebbe conoscere la  percentuale dei clienti  abituali Tim, che prima di fare una ricarica al tabacchino,  vanno preventivamente sul sito della compagnia telefonica, per leggere quotidianamente le modifiche contrattuali dei vari importi di ricarica o leggono in fondo alla ricevuta ciò che c’è scritto (in piccolo), dopo avere avuto conferma via sms della ricarica effettuata!

Ricarica che una volta confermata in ricevitoria risulterebbe inoltre non più annullabile da parte dell’esercente! Mi chiedo solo quanto e se rientri effettivamente, in termini di legalità tale sistema di informativa alla clientela!

Adriano Bertolasi – Trento

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Io la penso così…

Immigrati in Trentino: solidarietà a Grisenti e alla Conzatti – di Paolo Farinati

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Spett.Le Direttore

qualche giorno fa il già Assessore provinciale Silvano Grisenti e la Senatrice Donatella Conzatti hanno manifestato apertamente e responsabilmente la loro contrarietà a quanto detto e promesso dal Presidente della nostra Provincia di Trento Maurizio Fugatti in merito al tema degli immigrati.

Non ho mai votato a destra, quindi mai Lega o altri partiti di questa area politica, non sono di Forza Italia e non sono un Socio di Progetto Trentino.

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La sola tessera che ho dal 1977, ovvero da quando ero giovane liceale, è quella del PSI-PSE.

I mie valori di riferimento sono sempre stati la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza, in sintesi il rispetto di ogni individuo, sempre e ovunque, valore che dovrebbe essere universale.

Preciso questo in quanto desidero esprimere, da singolo libero cittadino, per quanto può valere, la mia più viva e sincera solidarietà a Silvano Grisenti e alla Senatrice Donatella Conzatti.

Ancor più in queste giornate in cui stiamo leggendo più posizioni di esponenti politici della destra trentina e roveretana di ferma e irrispettosa condanna della libera posizione di Grisenti e Conzatti.

Posizione che si rifà anche e soprattutto ai valori del popolarismo più autentico, che, credo, sono propri anche di Silvano e di Donatella, per come li conosco.

Non entro nella querelle partitica, oggigiorno condita sempre più da offese personali e da parole indegne di quella nobile attività umana che dovrebbe essere la Politica.

Un plauso, quindi, a Silvano Grisenti e alla Senatrice Donatella Conzatti, ben consapevole della grande sensibilità e della apprezzata solidarietà che hanno sempre animato la storia del nostro amato Trentino.

Paolo Farinati – Rovereto

di Paolo Farinati

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