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Dopo 70 anni rivive il mito dell’Isotta Fraschini elettrica

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Dopo 70 anni torna a rivivere il mito dell’Isotta Fraschini in versione elettrica.

I primi modelli usciranno da due stabilimenti (uno nel modenese ed uno nel bolognese) che creeranno 20 posti di lavoro – 15 riservati ai laureatati – per un investimento complessivo di 4 milioni di euro, di cui 1,5 finanziato da un contributo regionale.

Al di la dell’innovazione e della ricerca e di una quota di mercato ancora tutta da quantificare, è bella l’idea di far rivivere un marchio storico dell’automobilismo italiano che ha cessato la produzione nel 1949.

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Nel ‘900 era nata a Milano per opera di Cesare Isotta e dei fratelli Oreste, Antonio e Vincenzo Fraschini.

A inizio secolo quello automobilistico era un mercato praticamente privo di concorrenza, anche se erano decisamente pochi quelli che si potevano permettere l’acquisto di un’automobile.

L’Isotta Fraschini si distinse subito per la sua eleganza diventando una sorta di status symbol.

Tanto da diventare la macchina di Rodolfo Valentino e fu anche la protagonista del film “ Viale del Tramonto”.

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I mafiosi con Al Capone in testa, stravedevano per questa macchina in grado di trasmettere emozioni.

Infatti il modello Tipo 8 stabilì in America il record di velocità di 105 Km/h.

Fu il modello scelto da Gabriele D’Annunzio, da Benito Mussolini che ne acquistò addirittura tre.

Il Principe Umberto la utilizzava per portare in giro Maria Josè. Insomma un marchio di successo fino al crack di Wall Street.

Fu allora che il Conte Mazzotti presidente della Isotta, si convinse che per proseguire la produzione era indispensabile un socio forte.

In quel contesto si materializzò la trattativa con Henry Ford, anche lui innamorato della Isotta Fraschini.

E fu una trattativa che diventò un caso politico.

La famiglia Agnelli si oppose perché l’abbinata con la Ford, avrebbe fatto dell’Isotta Fraschini un concorrente imbattibile e puntando sulla difesa del marchio italiano, suscitò l’interesse del Duce.

Benito Mussolini impose che sulla fattibilità del progetto si pronunciasse il Ministro della Guerra, perché l’Isotta Fraschini lavorava anche per l’industria bellica.

Di fronte a tante difficoltà, Ford ritirò l’offerta.

Nel dopo guerra l’Isotta Fraschini scomparve, tanto che oggi un modello della Tipo 8 vale sui 405 mila euro e a parte la disponibilità economica, è praticamente impossibile trovare delle proposte di vendita.

Negli anni ‘70 l’Isotta Fraschini conobbe un periodo di notorietà, quando trionfava sulle pagine dell’ Intrepido; “ era bello, coraggioso e ,,, guidava la Isotta Fraschini. Era Billy Bis”.

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Il Festival dello Sport si … mette in moto! – La fotogallery

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Torna a Trento il Festival dello Sport, l’iniziativa della Gazzetta dello Sport che porta tra le strade e nei palazzi più belli della nostra città lo sport nella sua più completa vetrina, andando a celebrare tutti le discipline più iconiche, a trecentosessanta gradi, con un programma da capogiro.

Tra le molte iniziative della prima giornata, particolarmente interessanti sono stati gli appuntamenti dedicati al mondo delle due ruote a motore, per poterci raccontare l’incontro con il pubblico di Carmelo Ezpeleta, patron della MotoGP, insieme a Loris Capirossi, il pluicampione del mondo che ora cura la sicurezza dei piloti della stessa MotoGP e l’evento clou della prima giornata: l’incontro con Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati e i due piloti del team Ducati MotoGP, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci.

Nel pomeriggio, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Carmelo Ezpeleta e Loris Capirossi, intervistati da Paolo Ianieri, storica firma della Gazzetta, hanno raccontato la MotoGP, dagli esordi ai nostri giorni, parlando dello sviluppo di questo campionato che è diventato la massima espressione del motociclismo agonistico nel mondo e che vede l’Italia saldamente in testa per numero di spettatori, parlando anche del futuro, non solo della MotoGP, ma anche della MotoE, il campionato riservato alle moto elettriche, che da quest’anno accompagna alcune delle tappe della classe regina.

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La MotoE si corre sulle moto della Energica, l’azienda tutta italiana leader del settore, la cui Amministratrice Delegata, Livia Cevoli, era presente per parlare degli inizi di un camionato che, pur con qualche problema, sta coinvolgendo piloti e pubblico di tutto il mondo e che vede anche una moto “trentina” in griglia: il Team Gresini infatti corre con la livrea della nostra Provincia.

Parlando del suo passato di pilota e del suo presente nella commissione sicurezza, Loris Capirossi ha dimostrato ancora la semplicità e la disponibilità di uno sportivo che, pur essendo stato ai massimi livelli durante la sua carriera sportiva e rimanendoci anche in quella lavorativa, rimane una persona umile e disponibile, che pur sommerso da appassionati e tifosi all’esterno della Facoltà, ha trovato il tempo per tutti, firmando autografi e scattandosi foto anche con i numerosi neo laureati che stavano festeggiando di fronte alla facoltà.

Nella serata l’Auditorium Santa Chiara è stato riempito da appassionati e tifosi, che hanno avuto l’occasione unica di vedere da vicino due miti della MotoGP: Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, accompagnati dall’Amministratore Delegato di Ducati, Claudio Domenicali.

Raccontandosi a Paolo Ianieri e Barbara Pedrotti, “Dovi” e “Petrux” hanno spiegato i retroscena della vita dei piloti, dal loro rapporto come amici, compagni di squadra e rivali, agli aneddoti della vita nei paddock della MotoGP, parlando dei sacrifici del passato, di come quei sacrifici li hanno portati ai massimi vertici del motociclismo moderno, ma anche e soprattutto di come quel passato difficile permette loro di rimanere con i piedi per terra, almeno quando non sono in sella alle loro moto, mentre Domenicali ha svelato un po’ di retroscena più incentrati sul come l’azienda affronta le difficili sfide dell’essere un piccolo produttore, rispetto a colossi come Honda o Yamaha, ma che riesce ad essere lì, combattendo ogni anno per la vittoria.

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Alla fine dell’incotro i tre sono stati sommersi dal calore e dei tifosi, hanno firmato autografi e fatto foto, presenti anche i soci del club ufficiale Desmo Owners Club Trentino, arrivati per sostenere i simboli del marchio di Borgo Panigale e che Claudio Domenicali ha voluto a tutti i costi sul palco insieme a lui e ai piloti per una foto di gruppo, dimostrando una volta di più che Ducati è fatta da appassionati, per gli appassionati!

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Uno scheletro alla guida di una Tesla Model 3

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Il nuovo software Tesla V10 ha portato non poche novità a bordo delle più recenti auto di Elon Musk, fra cui anche l’ormai famosa funzione Smart Summon – che permette di richiamare l’auto in autonomia tramite smartphone entro 45 metri. Naturalmente qualcuno ha deciso di utilizzare questo sistema in maniera alternativa.

Con Smart Summon possiamo richiamare l’auto mentre diluvia e aspettarla al riparo all’entrata di un centro commerciale, c’è invece chi – in maniera decisamente più goliardica – ha pensato di mettere alla guida della sua Tesla Model 3 uno scheletro di plastica. L’idea è tanto semplice quanto geniale, almeno per strappare qualche sorriso al mondo che popola Twitter, dove il video è stato pubblicato dall’account di tesla. Nella didascalia si può leggere: “Guarda mamma, sono dimagrito”, mentre sotto si vede una Tesla Model 3 rosso fiammante uscire da sola da un garage.

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Con l’undicesima «Motodolomitica» in scena cinquant’anni di storia motociclistica Italiana

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La Gilera Gran Sport del 1930, la moto più anziana, ha scalato senza alcun problema i quattro passi Dolomitici che hanno caratterizzato il percorso dell’11^ edizione della Motodolomitica, manifestazione turistico culturale aperta a moto fino al 99.

Le salite ai passi Costalunga, San Pellegrino, Valles e Manghen hanno messo a dura prova anche gli altri equipaggi provenienti da tutto il Nord Italia, aiutati dalla benedizione elargita dal sacerdote del Santuario di Pietralba, e che sono giunte al termine delle seconda tappa a Levico con tanti chilometri nelle ruote ma con grande soddisfazione per l’impresa effettuata.

Paesaggi mozzafiato e strade ideali per le motociclette, hanno permesso di annoverare questa edizione tra le più apprezzate delle undici effettuate.

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La partenza è stata sabato 31 agosto, da Piazza Fiera a Trento ed ha visto allo start ben 43 motociclisti alla volta dei 160 chilometri della prima tappa che ha fatto transitare la carovana di motociclette attraverso la Strada del Vino e dei Sapori delle pendici collinari e del fondovalle della Piana Rotaliana per poi salire al Santuario di Pietralba, il più alto d’Europa con i suoi 1.520 m/slm, per il pranzo e la benedizione dei mezzi e dei partecipanti.

Nel primo pomeriggio la carovana ha proseguito per il Lago di Carezza e il Passo di Costalunga prima della discesa in Val di Fassa per la sosta al Museo Ladino a San Giovanni di Fassa, interessante momento culturale a contorno della gita turistica.

Dopo la scalata ai passi San Pellegrino e Valles, la giornata si è conclusa con il meritato riposo.

Domenica 1 settembre, sempre da Predazzo, la carovana ha preso le mosse per la seconda tappa di 90 km. Dopo la pausa caffè ai 2.047 m/slm di Passo Manghen, una sosta al Museo degli Spaventapasseri a Marter.

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Agli equipaggi dei soci della Scuderia Trentina Storica e dei Motoclub locali quali il Moto Club Trento o il Moto Club C3 Excelsior di Borgo Valsugana, hanno fatto
compagnia numerosi appassionati appartenenti a motoclub lombardi, emiliani, veneti e di altre regioni italiane e della Repubblica di San Marino.

Particolarmente numeroso il gruppo della Compagnia di Rocca San Casciano, con il quale la Scuderia Trentina Storica ha intrapreso un rapporto di gemellaggio con reciproca partecipazione alle manifestazioni.

Prestigioso il parco moto presente. Cinquant’anni di storia motociclistica sono stati rappresentati dalle moto presenti con pezzi di sicuro valore. Assieme al Gilera Gran Sport del 1930, vanno annoverate la Gilera Saturno del 1946, la Moto Guzzi GTV del 1947 proveniente da Torino e condotta dal
Vice Presidente del Veteran Car Club di Torino, Massimo Lazzaro.

Numerose le Moto Guzzi, Moto Morini e diverse moto giapponesi.

A tutti i partecipanti è stato consegnato un ricordo della manifestazione.

Alle premiazioni, oltre al Delegato Nazionale manifestazioni Moto dell’ASI Giuseppe Nacci, era presente il Consigliere Federale ASI Riccardo Zavatti che assieme al presidente della Scuderia Trentina Storica Giuseppe Gorfer hanno consegnato i riconoscimenti ai partecipanti.

Tra questi un encomio particolare è andato a Rinaldo Detassis su Moto Guzzi Falcone Sport del 1953, concorrente “più storico”, immortalato e premiato assieme a Marco Campolongo su Malaguti Fifty 50 del 1989 che con i suoi 14 anni è stato il più giovane partecipante di sempre.

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