Connect with us
Pubblicità

Arte e Cultura

Accademia d’impresa: quando raccontare diventa una autentica impresa

Pubblicato

-

“L’impresa in un libro. Incontri con l’autore a Palazzo Roccabruna. Riflessioni intorno all’impresa, al lavoro e al territorio” è un ciclo di appuntamenti che si tengono a Trento, presso Palazzo Roccabruna, in via Santa Trinità, per tre giovedì di luglio: dopo l’appuntamento di giovedì scorso, i prossimi incontri saranno l’11 e 18 luglio, alle ore 18.

Questa rassegna è proposta da Accademia d’Impresa, azienda speciale della Camera di commercio di Trento, da oltre trent’anni impegnata nella formazione in ambito imprenditoriale, attraverso una ricca offerta didattica che va dal mondo delle professioni a quello delle nuove tecnologie: “A partire da quest’anno, Accademia ha scelto di dare compimento alla strategia dell’apprendimento continuo, anche attraverso una serie di iniziative a carattere seminariale che hanno lo scopo di sensibilizzare il pubblico e gli operatori economici sui temi della formazione, dell’innovazione e del legame fra impresa e territorio” spiega Bruno Degasperi (foto)direttore di Accademia d’Impresa.

Si colloca in questa prospettiva anche la rassegna “L’impresa in un libro”: 
”Si tratta di tre incontri –prosegue il direttore – dedicati ad altrettanti volumi, che intrecciano letteratura, economia ed esperienza professionale affrontando temi cari alle imprese, ma anche ad un pubblico attento alle dinamiche attuali, come il passaggio generazionale, l’evoluzione di nuovi modelli di business, la gestione del cambiamento all’interno delle organizzazioni”.


Pubblicità
Pubblicità


La rassegna è iniziata giovedì 4 luglio, nella elegante Sala Conte di Luna di Palazzo Roccabruna, affollata per l’occasione, con “Non esiste un’unica stella. Perché le grandi imprese non si fanno da sole” di Andrea Bettini, edito da Franco Angeli: il libro parla di una coinvolgente vicenda aziendale sul cambiamento al vertice e sull’evoluzione degli stili manageriali.

Erano ospiti a Palazzo Roccabruna, l’autore e Laura Calzavara, di Punto Ciemme – nonché uno dei protagonisti del libro – presentati da Annalisa Zeni di Accademia d’Impresa: “Andrea Bettini è uno storyteller che ha scritto vari libri  per narrare la storia di imprese italiane, attraverso le quali racconta l’evoluzione dell’impresa stessa in Italia” ha spiegato Annalisa Zeni, che con lo scrittore ha parlato della creazione dell’impresa: dal “fare”, come elemento che caratterizzava l’attività delle persone negli anni ’60, al “management” di oggi: “in questo salto – osserva Annalisa Zeni – l’autore definisce vari passaggi interessanti che possono essere da spunto per la costruzione di un’impresa”.

Oltre ad Andrea Bettini era presente Laura Calzavara, la nuova responsabile della Punto Ciemme, azienda veneziana specializzata in allestimenti fieristici, succeduta al padre qualche anno fa.

Con lei Annalisa Zeni ha parlato del significato dell’essere pronte a guidare un’impresa, del significato di sentirsi raccontata da un altro, dell’innovazione portata in azienda, di com’è avvenuto il cambiamento e di come lo ha fatto “digerire” alle persone più scettiche: in sostanza, si è parlato del significato di essere imprenditrici.

Giovedì 11 luglio sarà la volta di quello che ormai è diventato un best seller “Se ne ride chi abita i cieli. L’abate e il manager: lezioni di leadership fra le mura di un monastero”, scritto da Monsignor Giulio Dellavite, per i Tipi di Mondadori.

Nel silenzio che abita il chiostro un manager scoprirà un modo nuovo di esercitare la leadership: Monsignor Dellavite, già Officiale della Congregazione dei Vescovi e attuale Segretario Generale della Curia di Bergamo, proporrà, a partire dalla cultura monastica, una riflessione sulle strategie manageriali di oggi, in un dialogo con il direttore del quotidiano l’Adige, Alberto Faustini.


Giovedì 18 luglio, infine, Francesco Gubert presenterà “Novanta giorni. Diario di una stagione in alpeggio”, in cui parla della sua esperienza di agronomo e ricercatore della Fondazione Mach, vissuta in malga. Per l‘autore il futuro delle malghe sta anche nella loro capacità di raccontarsi. Animerà la discussione Maria Grazia Brugnara di Accademia d’Impresa.

Al termine di questi tre appuntamenti, Palazzo Roccabruna proporrà una degustazione di prodotti del territorio: l’ingresso è libero ed è gradita la prenotazione, a www.accademiadimpresa.it o tel. 0461/382382.

a cura di Sandra Matuella

 

Pubblicità
Pubblicità

Arte e Cultura

La Trento sotterranea e i suoi segreti: alla scoperta della Tridentum romana

Pubblicato

-

C’è una Trento sotterranea che nasconde segreti, ma anche il cuore antico della nostra città.

L’itinerario archeologico parte da piazza Cesare Battisti fino alla Basilica Paleocristiana e si può rivivere l’antica Tridentum romana, “lo spendidum municipio” come fu definita dall’Imperatore romano Claudio nel 46 d.c.

Lo spazio archeologico del Sass si presenta con 1700 metri quadrati di città romana, scoperti con gli scavi archeologici effettuati in occasione del restauro del Teatro Sociale. Si tratta di edifici pubblici e privati, un lungo tratto del muro di cinta ed un ampio segmento di strada pavimentata con resti di mosaici, cortili e botteghe artigiane.

Pubblicità
Pubblicità

E per chi vuole immaginare, è a disposizione il video “Dentro Trento”.

Anche lo spazio archeologico di Palazzo Lodron nasce dalla ristrutturazione dell’omonimo palazzo. Propone una parte di un antico quartiere, insieme a tratti della mura di cinta, i resti di una torre e di un’abitazione privata con un impianto di riscaldamento ed una bottega vinaria.

Porta Veronensis, i cui resti si trovano sotto la Torre Civica, è invece il monumentale ingresso alla città per chi arrivava da sud e risale al primo secolo dopo Cristo. Presenta due accessi: uno per pedoni ed uno per i carri.

E’ fiancheggiata da torri poligonali in laterizi e costruita in calcare bianco: poteva originariamente avere un’altezza pari a tre piani. Da qui partiva la principale strada interna di Tridentum, diretta a nord.

La Basilica paleocristiana, originariamente fu eretta all’esterno delle mura di cinta per volere del Vescovo Vigilio per ospitare le spoglie dei missionari Sisinio, Martirio e Alessandro, uccisi in Val di Non nel 397.

Alla sua morte, lo stesso Vescovo Vigilio, fu sepolto accanto ai tre Martiri. Per anni fu una Basilica Cimiteriale, poi tra il IX e X secolo le fu riconosciuto il ruolo di chiesa cattedrale in coincidenza con lo spostamento nelle vicinanze del Palatium Episcopatusresidenza dei Vescovi che nel 1027 ottennero anche il potere temporale.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Arte e Cultura

“Che fine ha fatto Frankenstein?”: un nuovo finale per il concorso letterario dell’anno

Pubblicato

-

Che fine ha fatto Frankenstein?” E’ il tema del concorso letterario che andrà a premiare il nuovo finale del romanzo scritto da Mary Shelley a 200 anni dalla sua pubblicazione.

La Creatura si dilegua nei ghiacci nordici, ancor oggi in letteratura e nel cinema essa continua a riapparire sempre sotto altre spoglie e attraverso visioni inedite”.

A questo punto spazio alla fantasia. Gli elaborati andranno consegnati entro il 15 ottobre, mentre la premiazione si terrà al teatro Filodrammatici di Este il 30 novembre. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: www.villadolfinboldu.it/concorso-letterario .

Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Arte e Cultura

Mostra APT: il «Guercino» della collezione Cavallini Sgarbi è arrivato in val di sole

Pubblicato

-

Da oggi, venerdì 20 settembre, la mostra di Castel Caldes dedicata alla collezione Cavallini Sgarbi si arricchisce di uno straordinario dipinto del Guercino.

Dopo il prestito al Forte di Bard in Valle d’ Aosta, dove il dipinto di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino era esposto nella mostra monografica dedicata al pittore emiliano, la tela sarà infatti visibile fino al 3 novembre a Castel Caldes assieme alla settantina di opere tra dipinti e sculture che vanno dal Quattrocento a metà Ottocento con capolavori di Lotto, Artemisia Gentileschi, Cagnacci.

Il quadro, raffigurante il legale Francesco Righetti, è approdato nella collezione Cavallini Sgarbi nel 2004, è stato dipinto dal pittore di Cento tra il 1626 ed il 1628 e raffigura un noto avvocato della città natale del Barbieri.

Pubblicità
Pubblicità

Lo stesso Righetti aveva in collezione due  dipinti del Guercino una Maddalena e un San Giuseppe.

Pochi i ritratti conosciuti eseguiti dal  Barbieri,  questo  raro esempio ne mette in luce le doti di buon ritrattista.

La mostra, fortemente voluta dall’Apt Val di Sole, dal Comune di Caldes e dalla Pat, sta raccogliendo consensi  di pubblico e critica raccontando  attraverso questa collezione d’arte la passione  e l’ amore per l’ arte della nota famiglia ferrarese.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza